mercoledì 11 luglio 2012

martedì 10 luglio 2012

Ollantaytambo

Il Tempio del Sole a Ollantaytambo. Guardate la differenza tra la lavorazione che hanno subito i megaliti e le pietre inserite negli interstizi in modo grezzo. Non sembrano state fatte in due momenti distinti dove paradossalmente la lavorazione più complessa risale al tempo più antico?


Il segreto del Triangolo delle Bermuda






Il Triangolo delle Bermuda è uno dei luoghi più misteriosi, pericolosi e, talvolta, mortali di tutto il pianeta Terra. Per decenni, intrepidi esploratori hanno cercato di risolvere l'enigma che si cela dietro i misteriosi fenomeni generati in questa particolare zona del pianeta. Lo stesso Cristoforo Colombo registra nei suoi diari strani fenomeni luminosi e malfunzionamenti della bussola. Si racconta di bizzarri eventi metereologici, sparizioni di navi e di aerei e di altri accadimenti enigmatici che non possono essere liquidati come fenomeni naturali. 

Alcuni ricercatori indipendenti, sono convinti che i misteriosi fenomeni del Triangolo delle Bermuda siano causati da una qualche tecnologia antica - o aliena - sommersa nelle profondità dell'Oceano Atlantico, un dispositivo ad altissima energia in grado di creare dei veri e propri portali spazio-temporali capaci di trasportare uomini e cose verso altri mondi e altre dimensioni.

Ora un team composto da esploratori americani e francesi ha confermato, in maniera indipendente, una scoperta incredibile che ai ricercatori è già nota dal 1968: una strutture gigantesca, una piramide di cristallo, forse più grande della Piramide di Cheope in Egitto, parzialmente trasparente, sembra poggiare sul fondo del Mar dei Caraibi e la sua origine, età e scopo sono del tutto sconosciute.



La lunghezza della base della piramide è di 300 metri per 200 e il vertice della piramide si innalza a circa 100 metri dalla base. Una struttura gigantesca, forse più grande della Grande Piramide di Cheope in Egitto. Sulla cima della piramide ci sono due fori molto grandi, attraverso i quali l'acqua del mare si muoverebbe ad alta velocità generando dei vortici che influenzano fortemente anche la superficie del mare. I ricercatori impegnati sul luogo ipotizzano che questo movimento vorticoso di acque possa avere qualche effetto sul passaggio di barche e aerei, generando quell'alone di mistero che circonda l'area. 

Per quanto riguarda il materiale di composizione, dai risultati preliminari sembrerebbe che questa struttura sia fatta di vetro o di un simil-vetro (cristallo?), in quanto risulta completamente liscia e parzialmente traslucida. Comunque, per maggiori dettagli, i ricercatori rimandano ad uno studio più approfondito che offrirà risultati che al momento è difficile immaginare.



Una scoperta o una ri-scoperta?

In effetti, quella fatta dal team internazionale non è una scoperta ex-novo, ma una conferma di una scoperta avvenuta, quasi per caso, negli anni '60. Secondo le cronache del tempo, la piramide fu individuata per la prima volta nel 1968 da un medico, Ray Brown, Arizona. Brown si trovava in vacanza nei Caraibi a fare immersioni con i suoi amici al largo delle Bahamas, in una zona conosciuta come "La Lingua dell'Oceano", a causa della bizzarra conformazione del fondale marino.

Nel bel mezzo di una immersione, il dott. Brown raccontò di essersi ritrovato solo e mentre tentava di raggiungere i suoi amici, guardando verso il basso, notò una massiccia struttura innalzarsi dal fondo dell'oceano: un oggetto lievemente illuminato dal sole e che sembrava avere la forma di una piramide. Siccome era a corto d'aria, non spese molto tempo a studiare l'oggetto, ma si diresse verso i suoi amici.

Successivamente, nell'estate del 1991, il famoso oceanografo dott. Verlag Meyer, durante una conferenza stampa a Freeport fece una dichiarazione alquanto misteriosa. Meyer comunicò che durante una scansione con il sonar del fondale del famoso "Triangolo delle Bermuda", il suo team trovo ben due piramidi gigantesche, più grandi delle Piramidi di Giza, ad una profondità di 600 metri.



Ma il fatto più sconcertante furono le dichiarazioni degli scienziati dell'epoca i quali, una volta osservati i dati e fatte le dovute considerazioni, affermarono che la tecnologia per produrre il materiale di costruzione delle piramidi era sconosciuta. Infatti, si trattava di un elemento simile al vetro di grosso spessore. Quindi le ipotesi erano due: o le piramidi erano state costruite in tempi recenti - circa mezzo secolo fa - con un qualche materiale di ultima generazione, oppure, se si vogliono collocarle in un tempo più remoto, bisogna ipotizzare che non sia di origine umana.



Poche notizie, imprecise e frammentate

Certo che se la notizia dovesse essere confermata anche dai media "ufficiali", non c'è dubbio che ci troviamo di fronte ad una scoperta sensazionale. Secondo il sito che ha lanciato la notizia, in Florida si è tenuta una conferenza di approfondimento al quale hanno anche partecipato i giornalisti locali. Eppure, al momento, aleggia una sorta di alone di segretezza o di studiato disinteresse. Sebbene la scoperta abbia sconvolto gli scienziati di tutto il mondo, pare che nessuno si stia affannando per organizzare una spedizione esplorativa di approfondimento. La vicenda è molto simile a quella dell'UFO sul fondo del Baltico, nella quale gli scopritori del misterioso oggetto hanno dovuto penare non poco per trovare i fondi e organizzare una missione esplorativa privata.

La posizione ufficiale dell'archeologia classica sembra essere quella di un sarcastico scetticismo, teso a ridicolizzare la scoperta di queste amenità. Eppure non è la prima volta che si scoprirebbe una piramide sottomarina. Basti pensare alle piramidi di Yonaguni, Giappone, scoperte nel 1987, quando alcuni subacquei si immersero nelle acque a sud dell'isola per studiare la grande popolazione di squali martello che si radunano nella zona. Fu il giapponese Kihachiro Aratake, nel corso di queste immersioni, che scoprì per caso quella che gli sembrò una struttura architettonica, una parte della quale è stretta tra due pilastri che si innalzano a otto metri dalla superficie. Nel suo insieme, le strutture rinvenute richiamano le piramidi egiziane.





Da allora molti sono gli scienziati che hanno studiato il fenomeno, malgrado la presenza di forti correnti oceaniche, che rendono proibitive le immersioni. I fondali marini contengono quelle che sembrano essere le rovine di una civiltà formatasi alla fine dell'era glaciale. Sono state rinvenute tracce di flora, fauna e stalattiti che si formano abitualmente solo in superficie. La loro somiglianza con altri reperti del mondo antico ha portato qualcuno a teorizzare che potrebbero essere i resti di un'antica civiltà risalente a 10.000 anni fa. Altre analisi indicano che l'origine della struttura, che misura 120 m in lunghezza, 40 m in ampiezza e 20–25 m in altezza, possa risalire ad 8.000 anni fa.

Bisogna anche ricordare la piramide sommerse del lago Fuxian, in Cina, scoperta nel 2006 da Geng Wei, capo del dipartimento di ricerca di monumenti sottomarini del lago Fuxian a Yuxi e che già aveva scoperto una serie di edifici in questo lago: "Questa piramide è diversa da quelle che si trovano in Egitto dal momento che la sua sommità è piatta. Questo genere di piramide piuttosto ricorda maggiormente gli edifici maya che hanno uno sorta di piattaforma anziche' una punta", affermo Wei al momento della scoperta. 



Chiaramente, se la notizia della scoperta della piramide sul fondo del Triangolo delle Bermuda venisse ufficializzata, le conseguenze sarebbero enormi. Gli archeologi si troverebbero costretti a trovare una spiegazione logico-razionale alla presenza di una piramide di cristallo sul fondo del Mar dei Caraibi. "Che diavolo ci fa una piramide in quel posto? Lì non ci dovrebbe essere nessuna piramide, anzi, non c'è nessuna piramide!". Ovviamente, il passo successivo sarebbe quello di dover affrontare uno dei temi più scomodi per l'archeologia ufficiale: l'esistenza di Atlantide. La Piramide dei Caraibi potrebbe essere la prova dell'esistenza di un antico continente sprofondato nell'oceano a seguito di un cataclisma di proporzioni globali? E il fatto che ci sia una piramide, struttura presente in ogni sito archeologico del pianeta, potrebbe indicare che in passato, in un'era pre-cataclisma, esisteva una civiltà globale umana evoluta, andata poi perduta a causa di una qualche distruzione globale? Queste domande fanno venire il mal di testa agli archeologi classici.



E' la piramide di cristallo a causare i fenomeni nel Triangolo?



Alcuni ricercatori hanno ipotizzato per anni che sul fondo del Triangolo delle Bermuda vi fosse una fonte di energia capace di interferire con le radiotrasmittenti e i radar. Se la leggendaria Atlantide esisteva davvero, questa piramide potrebbe essere ciò che rimane di una potente macchina capace di produrre energia e che si trova ancora lì, intatta sul fondo dell'Oceano. Tale macchina, essendo di forma piramidale, potrebbe essere il modello storico originale al quale le culture successive si sono ispirate più tardi in tutto il mondo.

La piramide è una costruzione scoperta in ogni angolo della Terra: Nord, Centro e Sud America, Est Europeo, Medioriente, Siberia, Cina settentrionale e centrale. Qualcuno ipotizza che ce ne sia una anche sotto i ghiacci del Polo Sud, ma lo spessore del ghiaccio - oltre 1 chilometro - non permette nè conferme, nè smentite. Si può affermare che le piramidi planetarie sono l'indizio più evidente dell'esistenza dell'antico continente di Atlantide. Sull'annoso problema dell'effettiva esistenza di Atlantide, Rich Hoffman, esploratore e ricercatore, consiglia di spolverare la storia dell'archeologo dilettante Heinrich Schliemann, l'uomo che trovò e scavò le famose rovine della città di Troia, nonostante gli storici pensavano fosse solo una leggenda.

I ricercatori affermano che questa incredibile macchina energetica potrebbe essere in grano di attrarre e raccogliere i raggi cosmici dal cosiddetto "campo di energia" o "vuoto quantistico", e che potrebbe essere stata utilizzata come centrale energetica per la civiltà atlantidea (umani in pieno regola, solo più antichi di quanto crediamo!).



Un reperto archeologico della mitica Atlantide?



Forse la Piramide dei Caraibi non fa parte direttamente del centro di Atlantide, ma di una sua succursale decentrata. Il dott. Maxine Asher, direttore del Research Association Mediterraneo Antico a Los Angeles, in un intervista di qualche anni fa dichiarò di essere "convinto che Atlantide era una super-civiltà globale che esisteva tra il 10.500 e il 10.000 a.C. e che sia stata sopraffatta da una catastrofe globale, forse quella registrata nella Bibbia e conosciuta come il Diluvio Universale di Noè.

Se Atlantide è esistita, dunque, probabilmente è da collocarsi alla fine dell'ultima era glaciale. La storia del suo affondamento si riferisce a massicce inondazioni dovute ad un brusco innalzamento delle acque, innescato da uno scioglimento improvviso delle calotte polari. Le ricerche dimostrano che il livello del mare si è innalzato di quasi 400 metri e nessuna tecnologia avanzata avrebbe potuto salvare Atlantide da un simile disastro.

Da questo punto di vista, il mistero delle Piramidi sul fondo del mare è risolto. Stiamo semplicemente prendendo atto dei risultati di un evento catastrofico che ha colpito la Terra migliaia di anni fa, generando un rialzamento del livello del mare che ha spazzato via molte civiltà. Gli abissi degli oceani restano la grande frontiera sconosciuta dell'esplorazione umana. Ci troviamo in un momento storico nel quale la scienza conosce più la superficie della Luna che non le profondità degli Oceani, e forse esplorare le profondità dell'Oceano ci aiuterà ad esplorare meglio le profondità del grande mistero dell'Uomo.

http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/07/08/scoperta-una-gigantesca-piramide-sul-fondo-del-triangolo-del.html#more

lunedì 9 luglio 2012

L'occhio di Horus

In un tempo antichissimo, l’Egitto era governato dal dio Osiride, nipote del dio supremo Atum-Ra. Osiride aveva un fratello, Seth, e due sorelle, Iside e Nefti. Seth, geloso del fratello, lo uccise a tradimento, e ne nascose il corpo. Iside, sorella e sposa di Osiride, andò in cerca del corpo di Osiride; dopo che lo ebbe trovato, grazie alle sue arti magiche, riuscì a rimanere incinta del dio morto. Seth, ritrovato il corpo del fratello, lo riduce in quattordici pezzi, che sparge nei sette rami del Delta del Nilo. Aiutata dalla sorella, Iside ritrova le parti del corpo di Osiride, e lo resuscita con l’aiuto del dio Anubi. Ma Osiride non può più rimanere sulla terra, e diventa il re del regno dei morti. Il figlio di Iside, Horus, è cresciuto dalla madre in gran segreto nei papireti del Delta. Una volta adulto, Horus spodesta il crudele zio dal trono, dopo una lotta in cui Horus perde un occhio e Seth i testicoli. Con la sua vittoria su Seth, Horus diventa il nuovo sovrano di tutto l’Egitto, per merito del costante aiuto della madre.


Quello appena descritto è conosciuto come “Mito di Osiride” e da esso trae origine il tema che voglio condividere con voi in questo thread: il simbolismo legato all’occhio di Horus, perso dallo stesso durante lo scontro con il fratello Seth.




L’occhio di Horus (anche noto come occhio di Ra, o Udjet) è uno dei più potenti e misteriosi simboli dell’antico egitto. Questo simbolo era considerato un'importante talismano contro ogni elemento negativo e venne ampiamente usato in religione e in magia, dove era legato al concetto di integrità e di protezione fisica. In particolare difendeva dalle malattie e prometteva anche ottima vista e eterna virilità a chi lo portava. L'occhio di Horus è quindi un simbolo di fortuna, di prosperità, di potere e di buona salute. 


Per gli Antichi Egizi era un potentissimo amuleto che, solitamente, veniva posto all'interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto in quanto simbolo di rigenerazione. Era disegnato anche sulle navi o sui muri delle case per proteggerle.


Gli Egizi utilizzavano questo simbolo non solo in ambito religioso, magico, ma anche matematico per calcolare le frazioni con 64 come denominatore comune e sommando tutte le parti, si raggiunge un totale di 63/64 (1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64), dove l'ultimo 1/64 secondo gli stessi egiziani, deriverebbe direttamente dalla magia di Thot.


Magia di Thot che viene esplicitata dalla stele marmorea di Nebipusesostri risalente al regno di Amenemhet III dove in un geroglifico possiamo osservare una nuova componente tra gli occhi di Horus



il che ci fa intendere che l'1/64 necessario per giungere alla completezza e che corrisponde alla "magia di Thot" consiste nel "(essere in grado) di vedere lo splendore". Ma quale splendore? 


Siccome ognuna delle frazioni dell'occhio viene associato a uno ciascuno dei sensi umani:


1/2 = Olfatto (Smell)
1/4 = Vista (Sight)
1/8 = Pensiero (Thought)
1/16 = Udito (Hearing)
1/32 = Gusto (Taste)
1/64 = Tatto (Touch)


Significa che l'ultimo 1/64 corrisponde a un ulteriore senso/capacità umana legata allo splendore. Potremmo allora attribuire all'ultimo 1/64 il termine in inglese di "Shining" che va a completare l'uomo nella sua pienezza, dotandolo di una nuova capacità che forse lo pone più simile alla sfera divina sancita fin già dalla Genesi biblica a immagine e somiglianza degli dei.


L’occhio di Horus, è uno dei simboli più cari alla massoneria che ne ha fatto propri i significato di conoscenza e divinita'. Lo ritroviamo infatti in uno dei più noti simboli della massoneria passata e contemporanea, la piramide sovrastata dal triangolo con all’interno l’occhio che tutto vede, appunto richiamandosi all’occhio di Horus egiziano.




Riferimenti all’occhio di Horus e a molta altra simbologia massonica sono stati di recente introdotti nei video musicali delle canzoni di alcuni tra i più famosi artisti di fama mondiale attualmente in circolazione (Lady Gaga, Rihanna, Jay Z, David Guetta, Kanye West, Madonna, Britney Spears, Jessie J…) e anche del passato (John Lennon, Micheal Jackson, Withney Houston, Amy Winheouse…)


Questo ha suscitato la fantasia di molti complottisti ipotizzando una loro appartenenza a quelle stesse sette massoniche elitarie il cui obiettivo si esplica nel dominio totale dell’umanità. Basta infatti effettuare una ricerca on-line associando il nome di uno qualsiasi di questi artisti al termine ‘Illuminati’ per avere una raccolta pressoché infinita di materiale che descrive Gaga e Rihanna e moltissimi altri quali principali marionette nelle mani dei potenti per questo piano di dominio del mondo.

Teoria alquanto bizzarra… ma forse non del tutto.


E’ impossibile negare che effettivamente molti riferimenti a simboli esoterici siano presenti sia nei testi sia nei videoclip delle canzoni di questi artisti, occhio di horus in primis, richiamato attraverso alcuni specifici gesti, circondando l'occhio da un cerchio formato toccando le punta delle dita pollice e indice o dalla forma a forbice realizzata dal dito indice e medio aperti, o ancora inserendo proprio il proprio occhio in una forma piramidale. 







Come d’altronde è noto l’interesse di Madonna alla cabala ebraica e alla lettura e lo studio dello Zohar. Lo studio dello Zohar è paragonato ad un assaggio dall'Albero della vita in particolar modo in quanto sostegno per lo studioso per la rivelazione della Sefirah Binah.


Attraverso lo studio dello Zohar e della cabala ebraica potrebbe essere entrata in contatto con ambienti esoterici di una certa rilevanza e essere venuta a conoscenza di quegli antichi misteri propri del mondo alchemico-massonico. 

Come lei anche altri artisti, anche nel passato, potrebbero allora essere giunti alle sue medesime conclusioni interessandosi sempre con maggior vigore a conoscenze e pratiche occulte?

E’ l’interpretazione dell’utilizzo di questa simbologia offerta dai ‘complottisti’ youtubbari, che secondo me risulta essere errata. 

I più scettici li ritengono astute manovre di marketing. Ma destinate a chi? Considerando che la maggior parte della popolazione non conosce il significato della simbologia sopra citata.

I più fanatici li ritengono invece simboli satanici, il che dimostrerebbe una affiliazione delle grandi star a fantomatiche sette sataniche al cui vertice ci sarebbero quegli stessi “Illuminati” del NWO. Uno degli esempi più evidenti sarebbe il caso della canzone “Umbrella” di Rihanna e la celata vendita dell’anima della cantante al diavolo descritta nel video clip e nelle parole della canzone in cambio di fama e successo, un destino forse seguito anche da altre star di fama mondiale? Ma anche in questo caso non riesco a individuare una valida connessione tra l’opera delle sopraccitate star mondiali e il progetto di dominio globale del NWO. 

Abbiamo visto che il simbolo dell’occhio di Horus può racchiudere diversi significati: fortuna, prosperità, protezione, buona salute, potere, ma soprattutto conoscenza e divinità. 

Ed è proprio su questi due ultimi punti che mi vorrei soffermare in quanto conoscenza e divinità sono anche i due temi centrali dello gnosticismo e, secondo la mia teoria, della massoneria delle origini. L’occhio di Horus diventa allora simbolo esoterico che racchiude in sé quelle conoscenze occulte proprie dell’alchimia, ovvero di quella scienza perduta dell’antica età dell’oro.

Certo, pensare a Lady Gaga come una moderna alchimista può apparire un azzardo. Ma se proviamo a vedere il filmato del video Bad Romance da un punto di vista simbolistico-esoterico ci possiamo rendere conto di come Lady Gaga abbia voluto rappresentare in chiave moderna nientemeno che la Grande Opera Alchemica, nelle sue fasi della Nigredo, dell'Albedo e della Rubedo.




Gaga all’inizio del video, in trono, vestita d'oro e circondata dalla sua corte. E' una regina, ma il suo potere è limitato, come se non lo potesse vedere appieno. E' alla fine della Nigredo, quando sta per nascere una nuova creatura...


L'Albedo viene raffigurata come l'uscita da un bozzolo, da un uovo. L'essere illuminato è un embrione, ha con sé il Potere, ma è ancora inesperto e non sa farlo funzionare. Per alcuni indica Arpocrate, l'Horus bambino, malaticcio e debole. La lettera greca Lambda indica la luce interiore, la forza dell'anima, ed è raffigurata come una pistola, per il momento ancora scarica.


Gaga-embrione viene estratta dalla vasca, viene in qualche modo obbligata a seguire le regole. tenta di opporsi ma il potere intimo non funziona ancora, come abbiamo detto. Perciò è costretta a subire la violenza del battesimo, simboleggiante l'essere obbligati a seguire una via di schiavitù e sottomissione. Infatti poco dopo è venduta come oggetto sessuale in una sconcertante asta di soli uomini.


Gaga soffre moltissimo, il suo volto è solcato dalle lacrime, ma dal dolore scaturisce la sua forza interiore. Nella sofferenza c'è il risveglio chiarissimo del serpente Kundalini che dimora nella colonna vertebrale, che s'illumina. Sulla testa un pipistrello albino simboleggia l'arrivo di queste telluriche, primigenie, naturali e incosce. Questo fa sì che Gaga, venduta come schiava sessuale nella società patriarcale, trovi in sé l'energia necessaria per unire l'anima allo spirito, il Ka al Ba, per realizzare il Corpo di Luce, che gli Egiziani chiamavano Akhu 


Il Corpo di Luce è un concetto simile a quello dell'Angelo Custode, ma rappresenta qualcosa di più complesso, l'origine stessa del nostro potere di esseri divini. L'Akhu infatti ci consente di acquisire le doti nascoste, doti che hanno a che fare con l'energia che scaturisce dall'anima. Stavolta il potere è attivo, stavolta il potere simboleggiato dalla pelle di serpente e dal colore oro rendono Gaga un essere in grado di difendersi. 


E così fa: davanti all'uomo che l'ha comprata, in mezzo ai due arieti simbolo del Dio Padre Celeste, estrinseca la sua forza, allargando le braccia allo stesso modo del Cristo Pantocratore. La pistola ora è carica, la luce dell'anima manifesta la sua potenza incenerendo il malvagio e al tempo stesso sfortunato uomo patriarcale che la voleva dominare e possedere. 


Gaga ha raggiunto la Terza Fase della Grande Opera, la Rubedo.Ora è un essere androgino, perfetto, consapevole della divinità insita in ognuno di noi ed è in grado di proteggersi da chi invece la vuole tenere nell'ignoranza e nella sofferenza.


Come chiaramente riporta il sito Esopedia: "Quando si è realizzata la Rubedo, l'alchimista ha accettato la sua eredità spirituale. È divenuto ciò che è sempre stato senza averlo mai saputo. Ha realizzato la sua essenza divina mentre era ancora nel suo corpo fisico. È ciò che gli gnostici chiamavano pneuma, lo spirito divino in ogni uomo, nascosto nella profonda oscurità del mondo, che può essere reso di nuovo conscio. Quando la Rubedo è stata manifestata, l'uomo è maestro sia sul mondo fisico che su quello spirituale. Egli è divenuto il Re, maestro di se stesso."


E noi sappiamo bene che il concetto di uomo-dio è uno dei concetti chiave del pensiero gnostico universale. Allora il senso dei video potrebbe essere un messaggio che recita più o meno: 


"Riscoprite la vostra divinità, imparate a usare, o esseri umani che avete raggiunto l'Albedo, i vostri poteri. Ne avrete bisogno, perché occorre liberare il Femminino ancestrale, riportare l'armonia sul pianeta, altrimenti esso morirà e noi con lui. Riscoprite la vostra filosofia antica, la religione primordiale, con il suo matrimonio tra Hathor e Sekhmet: ribellatevi alla violenza, all'ipocrisia, allo strapotere del materialismo, della ricchezza, del possesso. L'avidità e l'ingordigia di persone senza scrupoli (Rettiliani?/NWO?) hanno distrutto il nostro paradiso, una massa di schiavi inconsapevoli sono loro complici e sogna di raggiungere il loro livello di potere, creando un circolo vizioso senza via d'uscita"


Allora potremmo scoprire che Gaga, e come lei tutti coloro che utilizzano riferimenti all’occhio di Horus nelle loro esibizioni, in realtà non vanno a utilizzare la simbologia massonica perché fanno parte del perverso piano di dominio patriarcale degli Illuminati, come ipotizzato dai complottisti youtubbari. 


Al contrario, quasi come se fossero, moderni alchimisti, rappresentanti di una fazione degli Illuminati antagonista, sfruttano le loro conoscenze esoteriche per diffondere un messaggio di risveglio, di consapevolezza, proprio della massoneria delle origini, di derivazione templare. Un salvifico messaggio che potremmo quasi definire gnostico. 


D’altronde, se foste moderni profeti e voleste diffondere un messaggio a livello universale, quale mezzo sarebbe più potente dello star-system musicale-cinematografico?


Continua su http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12596



domenica 8 luglio 2012

La lista di Beroso - Quando la sovranità scese dal cielo


La lista di Beroso ci descrive un tempo in cui gli dei e gli uomini coesistevano sulla Terra. Periodo durato fino al diluvio universale, dopo il quale gli dei provvedono a fornire adeguati insegnamenti alle prime civiltà umane.

Storicamente identifichiamo i Sumeri come prima civiltà storica il cui modello sociale è estremamente raffinato se comparato a quello tribale dei suoi predecessori.

Dalla descrizione fornita dei Sumeri nell'articolo sotto citato e dalle informazioni contenute nella lista di Beroso non possiamo che concludere un legame tra quegli dei antidiluviani citati nell'elenco e la raffinata cultura sviluppatasi dopo il diluvio grazie alla "Rinascita" di cui i Sumeri rappresentano il massimo risultato su tutti i piani: sociale, economico, culturale, scientifico.

QUANDO LA SAPIENZA VENNE TRASMESSA DAL CIELO

La lista dei Re Sumeri - un lungo elenco di sovrani, città e avvenimenti riportati in ordine cronologico - dividono preistoria e storia in due parti ben distinte: ciò che accade prima del Diluvio, e ciò che accade dopo il Diluvio.



Uno era in cui gli "dei" Annunaki e poi i loro figli, avuti dalle "figlie dell'uomo" - i cosiddetti semidei governavano la Terra; l'altro erano in cui i sovrani di stirpe umana - scelti da Enlil - vennero frapposti fra gli "dei" e il popolo.

in entrambi i casi, si disse che le istituzioni di una società organizzata e di un governo ben definito - "il potere sovrano" - erano state "trasmesse dal cielo" - emulando sulla Terra l'organizzazione sociale e di governo che esisteva su Nibiru.



Quando il potere sovrano venne trasmesso dal cielo, così inizia la lista dei Re Sumeri, "il potere sovrano era a Eridu". "Alulim divenne Re e governò 28.800 anni".

Dopo aver elencato gli altri sovrani antidiluviani, il testo afferma che "il Diluvio spazzò la Terra. Dopo che il Diluvio ebbe spazzato la Terra, quando il potere sovrano discese nuovamente dal cielo, il potere sovrano era a Kish".

Da allora allora in poi la lista ci porta ai tempi storici. Il potere sovrano era l'attributo di Enlil, capo supremo degli Annunaki sulla terra. - Da notare che come in tanti settori scientifici, dove inconsapevolmente facciamo affidamento sul bagaglio culturale degli Annunaki - anche in questo caso esiste ancora l'istituzione del re e del potere sovrano.

Samuel N. Kramer, nel suo I Sumeri alle radici della storia (Roma 1997), elenca una notevole serie di "primati" di Sumer, incluso il Parlamento Bicamerale con deputati eletti (o scelti).

Nel concetto di potere sovrano, vennero incorporati diversi aspetti di una società organizzata e ordinata, primo fra tutti il bisogno di giustizia, un Re doveva essere "giusto", promulgare leggi e farle rispettare, perché la società Sumera era una società legale.

Molti a scuola, hanno imparato a conoscere il re Babilonese Hammurabi e il suo famoso codice, che risale al II millennio a.C. Ma almeno diecimila anni prima di lui, i re Sumeri avevano già promulgato delle leggi.



La differenza era che il codice di Hammurabi riguardava crimini e punizioni: se fai questo ricevi questo in punizione. I codici delle leggi Sumere, invece, erano codici di comportamento retto; affermavano per esempio, che non bisogna rubare l'asino ad una vedova, oppure che non bisognava pagare il salario ad un operaio in ritardo, che lavorava a giornata.

E anche i dieci comandamenti della Bibbia non erano una lista di punizioni, bensì un codice morale di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato e che, quindi non si deve fare. Le leggi erano affidate ad una amministrazione giudiziaria. E' da Sumer che abbiamo ereditato il concetto di giudici, giurie, testimoni e contratti.

Nasce a Sumer anche la società naturale fondata sul matrimonio, ossia la famiglia. E a Sumer erano in vigore anche le regole di successione, di adozioni e di diritti delle vedove. La legge veniva anche applicata alle attività economiche: scambio basato sui contratti, regole per i lavoratori dipendenti, salari e - come dappertutto - anche le tasse.

Sappiamo molte cose in relazione al commercio estero dei Sumeri, perché c'era una sorta di stazione doganale in una città chiamata Drehem, dove venivano tenute meticolose registrazioni di tutti i movimenti di merci e animali.

Tutte queste cose e molte altre vennero racchiuse nel concetto di potere sovrano, quando i figli e nipoti di Enlil entrarono nella fase delle relazioni fra l'uomo e le sua divinità, le funzioni del potere sovrano e della supervisione dei re venne affidata gradualmente a loro, ed Enlil e tutti gli dei vennero relegati al passato.

Ma ancora oggi la società civile deve le sue origimi al tempo in cui il potere sovrano venne trasmesso dal cielo. La sapienza, le scienze e le arti, le attività che richiedono Know-how, era appannaggio prima di Enki, capo degli scienziati Annunaki e in seguito ai suoi figli.



Si apprende da un testo che gli studiosi chiamavano Inanna ed Enki: il trasferimento delle arti della civiltà, che Enki possedeva oggetti unici come i "ME", una sorta di computer o floppy disk, che contenevano le informazioni necessarie, alle scienze., all'artigianato e alle arti, erano oltre cento e vertevano su diversi argomenti, quali scrittura, musica e lavorazione dei metalli, costruzione trasporto e anatomia, cure mediche e controllo delle inondazioni e decadimento urbano; ma anche, come si evince da altre liste, su anatomia, matematica e calendario.

Analogamente al potere sovrano anche la sapienza venne trasmessa sulla terra dal cielo; gli dei Annunaki la donarono all'umanità, di solito attraverso individui accuratamente selezionati; un esempio è quello di "Adapa", il quale Enki garantì ampia comprensione. Di norma la persona prescelta apparteneva alla casta sacerdotale - altro primato che ha continuato a far parte delle abitudini umane per millenni fino al Medio Evo, quando Frati e Monaci erano anche depositari della scienza.



















Gli dei vollero che Emmeduranki fosse il primo a ottenere la conoscenza
Gli mostrarono come osservare olio e acqua,
i segreti di Anu, Enlil e Enki,
gli diedero la tavola divina,
in cui erano incisi i segreti di cielo e terra,
gli insegnarono a fare i calcoli con i numeri

Questi versi svelano le informazioni di notevole importanza, la prima materia insegnata a Enmeduranki, era la conoscenza di acqua e olio, ossia la medicina. Ai tempi dei Sumeri medici venivano chiamati A.ZU oppure IA.ZU, che significa rispettivamente "colui che conosce l'acqua e colui che conosce l'olio", infatti erano queste due sostanze con cui venivano somministrati i farmaci: diluiti in acqua e trangugiati, oppure mescolati ad olio e somministrati sotto forma di clistere.

Altre tavolette vennero date a Enmeduranki, (Enoch Biblico) dove erano incisi i segreti di Terra e Cielo, informazioni sui pianeti del Sistema Solare e sulle costellazioni visibili, nonché della terra , geografia, geologia, geometria e cosmogonia ed evoluzione, visto che l'Enuma Elish faceva parte dei rituali del tempio per la vigilia del nuovo anno.

sabato 7 luglio 2012

Ricerche su Nibiru

Si moltiplicano gli articoli sul tanto discusso pianeta Nibiru. Ormai non solo ufologi e archeologi misteriosi si riferiscono ad esso, ma anche John Matese e Daniel Whitmire, emeriti professori di fisica presso la University of Louisiana a Lafayette, che, nel novembre 2010, hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Icarus, concernente la possibile esistenza di un enorme corpo celeste in prossimità della nube di Oort, confermando alcune delle principali tesi del libro "Genesi di un enigma"

Il Mistero di Nibiru vicino ad una svolta

Potrebbe essere un pianeta o una stella nana bruna o rossa. I suoi abitanti? Creatori della razza umana.



Nibiru, il corpo celeste che i Sumeri associavano al dio Marduk, la divinità protettrice dell'antica città di Babilonia, potrebbe non essere un racconto simbolico o mitologico. Ad affermarlo, questa volta, non sono i paranoici sostenitori delle teorie apocalittiche legate al calendario Maya o i soliti studiosi revisionisti alla ricerca di popolarità e da sempre contestati dalla comunità scientifica, ma due autorevoli astrofisici americani.
 
Stiamo parlando di John Matese e Daniel Whitmire, emeriti professori di fisica presso la University of Louisiana a Lafayette,  che, nel novembre 2010, hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Icarus, concernente la possibile esistenza di un enorme corpo celeste in prossimità della nube di Oort, un ipotetico alone sferico che si estende fino ai confini dell'influenza gravitazionale del Sole, tra le 20 mila e 100 mila unità astronomiche (da 0,32 a 1,58 anni luce), costituito da milioni di nuclei di comete e per questo paragonabile a un grosso “serbatoio”.

Cosa ci sia di preciso in quella zona ai margini del nostro sistema solare ancora non lo sappiamo con certezza, ma  l'ipotesi è che laggiù ci sia qualcosa di mastodontico, un pianeta o una stella nana, bruna o rossa, con una massa  pari a circa quattro volte quella di Giove, che interferirebbe nelle orbite delle comete avvicinandole alla nostra stella. L'idea che il nostro sistema solare sia di tipo binario, cioè composto da due diverse stelle che ruotano una intorno all'altra, non è una cosa nuova. Già nel 1984, David M. Raup e John J. Sepkoski Jr, paleontologi della University of Chicago, presentarono sulla rivista Nature il risultato di una loro indagine statistica, che rivelava una periodicità costante nelle estinzioni di massa avvenute durante gli ultimi 250 milioni di anni. La causa di questi eventi, che scientificamente assumono la denominazione di transazioni biotiche, sarebbe da imputare a un corpo celeste sconosciuto che ogni 26 milioni di anni attraverserebbe la nube di Oort, disturbando col suo campo gravitazionale l'orbita delle comete ivi presenti, alcune delle quali finirebbero per colpire la Terra.



Le conseguenze di tale impatto porterebbero ogni volta al sovvertimento dell'intero ecosistema terrestre, con la conseguente scomparsa di un grande numero di specie viventi e la sopravvivenza di altre che diventerebbero dominanti; la scomparsa dei dinosauri, che recenti studi hanno dimostrato essere tra gli animali più intelligenti della preistoria, e il prosieguo dell'esistenza umana, potrebbero essere un valido sostegno a questa teoria. La prova del nove di tutta questa storia, tanto affascinante quanto incredibile, risiederebbe nella datazione di alcuni crateri meteoritici lunari e terrestri (solo sul nostro pianeta se ne contano oltre 190), il cui impatto si sarebbe verificato in coincidenza con le estinzioni di massa.

Di opinione completamente diversa è lo scienziato Coryn Bailer-Jones del Max Planck Institute for Astronomy,  che, dopo aver notato alcuni errori commessi dai suoi predecessori nella fase di acquisizione dati, avrebbe esaminato nuovamente la cronologia dei crateri ed elaborato le informazioni raccolte con l'ausilio delle più moderne tecniche statistiche. Il risultato di tale studio evidenzierebbe che non esiste una frequenza costante degli eventi calamitosi ma solo un  lieve incremento degli impatti di asteroidi e comete negli ultimi 250 milioni di anni, un fenomeno ancora tutto da spiegare, almeno per noi uomini dell'era spaziale.
 
Si perché per i nostri antenati vissuti all'alba dei tempi, quando il cielo si scrutava ancora ad occhi nudi, questi fatti non sembravano affatto rappresentare un mistero. Storie affascinanti e misteriose, spesso ai limiti della credibilità, capaci di mettere in crisi la visione delle cose che la scienza ritiene di avere ormai acquisite e che comunque non possono non essere considerate come portatrici di almeno un po di verità.

E' proprio alla luce di queste considerazioni che abbiamo deciso di indagare su Nibiru partendo dalle origini, da quel giorno in cui nella più grande biblioteca dell'antichità, quella del re Assurbanipal, a Ninive (odierna Kuyunjik in Kurdistan, nelle vicinanze di Mossul), vennero alla luce circa 25000 tavolette d'argilla scritte in caratteri cuneiformi, alcune delle quali lasciarono attoniti gli addetti ai lavori, facendo sorgere seri dubbi sulla reale storia dell'uomo. In alcuni documenti, vecchi di circa seimila anni, viene descritta la nascita del nostro sistema solare; altri manufatti, datati intorno al 2000 a.C., descrivono in maniera completa e minuziosa i pianeti della via Lattea indicandone dimensioni e caratteristiche, peculiarità, queste, acquisite dall'astronomia solo in epoche decisamente più vicine a noi. E' il caso dell'incisione sumera conservata presso il Vorderasiatische Museum di Berlino, catalogata con la sigla VA/243, che raffigurerebbe in scala tutti i principali corpi celesti del nostro sistema solare.

Ciò che intriga anche gli scettici più incalliti è proprio l'elevato grado di sviluppo tecnologico raggiunto da questa civiltà, che già 4000 anni prima di Cristo utilizzava un sistema di stampa a caratteri mobili. Leggi, precetti e documenti di cui era necessario dimostrarne l'autenticità, venivano realizzati con dei cilindretti in pietra su ciascuno dei quali era inciso in rilievo un pittogramma. Questi “caratteri tipografici” venivano infine impressi sull'argilla bagnata e servivano per scrivere, comunicare, tramandare ai posteri usi, consuetudini e notizie di fatti accaduti. Se consideriamo che l'invenzione della stampa viene attribuita al tedesco Johann Gutenberg intorno alla metà del 1400 e che i primi rudimenti di questa tecnica risalgono intorno all'anno mille per opera dei cinesi, c'è da chiedersi come facciano ancora certi storici a giudicare nella norma simili conoscenze. Considerando il grado di sviluppo intellettuale e tecnologico posseduto da questa civiltà, pur assumendo per semplicità di calcolo che ci sia stato nel tempo un progresso lento ma costante della ricerca scientifica, oggi dovremmo essere qui non a pianificare un viaggio su Marte ma a preparare la colonizzazione di altri pianeti al di fuori del nostro sistema solare! I Sumeri, per chi ancora non lo sapesse, avevano delle conoscenze matematiche sbalorditive, basate non sul sistema decimale, quello che noi uomini dell'era spaziale utilizziamo nella vita di tutti i giorni, ma su quello sessagesimale, oggi impiegato per le misure temporali, astronomiche, angolari e geografiche (coordinate).



Le cognizioni di matematica complessa permettevano loro di costruire edifici di ogni genere. Non capanne fatte di erba secca e fango, ma costruzioni di alto livello ingegneristico realizzate con mattoni cotti al forno, quei laterizi che essi stessi producevano e poi essiccavano in sofisticatissime fornaci alimentate a petrolio. Petrolio? Si, avete capito bene signori miei, “l'oro nero”, il combustibile per eccellenza delle nostre automobili, che i sumeri estraevano  dai giacimenti petroliferi di cui la loro terra era ricca. Insomma, penso abbiate capito da soli che ci troviamo realmente di fronte ad un popolo che presenta un bagaglio culturale notevole, senza eguali nella storia dell'umanità. Dopo una lunga parentesi riprendiamo il filo del discorso dal punto in cui l'avevamo lasciato e cioè dal sigillo cilindrico VA/243, conservato presso il museo di Stato di Berlino. Osservando il bassorilievo si notano delle forme tondeggianti in rilievo concentrate tutt'intorno ad una stella. Questa rappresentazione ha scatenato per anni un putiferio tra le spiegazioni dell'archeologia tradizionale, che le vuole delle stelle e precisamente la costellazione delle Pleiadi, una delle formazioni astronomiche più rappresentate dall'arte sumera, e le teorie dello scrittore e archeologo Zecharia Sitchin, secondo il quale quei “pallini” sarebbero in realtà i pianeti del nostro sistema solare.

Nonostante il letterato abbia dedicato tutta la sua vita allo studio delle lingue semitiche e sia un esperto di civiltà Sumera, tanto da essere considerato uno dei pochi studiosi al mondo capace di decifrare le iscrizioni scritte in caratteri cuneiformi che ricoprono i bassorilievi e le tavolette d'argilla ritrovate in tutto il Medio Oriente, le sue affermazioni vengono giudicate inattendibili dal mondo scientifico per l'assenza di prove a sostegno. Sitchin sostiene che circa 4,5 miliardi di anni fa, quando il nostro sistema solare era ancora in fase di formazione, un corpo celeste vagante nello spazio venne catturato dal campo gravitazionale di Nettuno che ne deviò la traiettoria verso l'interno. Giunto in prossimità di Giove, la forza di attrazione del “colosso gassoso” lo fece sobbalzare su un'orbita ancora più interna e uno dei sette satelliti naturali dell'oggetto venne a trovarsi sullo stesso percorso di Tiamat, un pianeta che allora esisteva tra Marte e Giove. L'impatto tra i due corpi celesti fu inevitabile.

Nello scontro, una parte dei frammenti di Tiamat vennero catapultati nello spazio dando origine alle comete, altri andarono a formare la cintura di asteroidi oggi presente tra Marte e Giove. Ciò che rimase dell'astro originò il sistema Terra-Luna. Da allora, l'oggetto celeste portatore di morte e distruzione ripercorrerebbe l'antico tragitto ogni 3500 anni, seguendo un'orbita ellittica molto ampia. Il suo nome è Nibiru, che in lingua accadica significa “punto di attraversamento”. Anche se come abbiamo detto all'inizio questa teoria di Sitchin è fortemente contrastata da storici e ricercatori, che la ritengono il frutto di una sua personale interpretazione, le ultime scoperte scientifiche sulla formazione della Luna avvalorerebbero il suo pensiero. La datazione isotopica dei campioni di roccia lunare portati a Terra dagli astronauti, evidenzierebbe che il nostro satellite risale a circa 4,5 miliardi di anni fa, lo stesso periodo in cui si suppone sia nata la Terra. Inoltre, analizzando la composizione della Luna è emerso che questa è pressoché identica a quella del mantello terrestre privato degli elementi più leggeri, evaporati per la mancanza di un'atmosfera e della forza gravitazionale necessarie a trattenerli.

E non finisce qui! Infatti Nibiru potrebbe essere quella compagna del Sole, tanto decantata da Matese e Whitmire, nota con il nome di Nemesis. Se così fosse, però, il periodo orbitale dell'astro sarebbe di circa 26 milioni di anni e non di 3500 come supposto da Sitchin! Di conseguenza, potremmo finalmente ammettere di aver sfatato un po di bufale che da tempo circolano in rete sulla fine del mondo attesa per il 21 dicembre 2012, visto che l'incontro-scontro con Nibiru-Nemesis sarebbe rimandato di qualche milione di anni. Nel frattempo gli scienziati della NASA, grazie al telescopio spaziale infrarosso Wide-Field Infrared Survey Explorer (WISE), scandagliano il cielo alla ricerca di nuovi corpi celesti e chissà se prima o poi, dopo la scoperta di WISE 1828+2650, la stella nana bruna più piccola e fredda mai osservata prima, possano finalmente annunciare al mondo che il “pianeta dell'attraversamento”esiste realmente. Ma c'è un ultimo aspetto che vorrei toccare a proposito del caso Nibiru, e riguarda i suoi abitanti menzionati in molti testi epici e religiosi della Mesopotamia.

Dopo aver tradotto l'Enuma Elish, il poema mesopotamico sul mito della creazione, Zecharia Sitchin si sarebbe reso conto che quelli  che venivano rappresentati come degli dei dall'archeologia ufficiale, erano in realtà dei pianeti o esseri viventi di altri mondi: i sumeri li chiamavano Anunnaki. Erano gli abitanti di Nibiru, una razza tecnologicamente avanzata molto simile a quella umana ma di statura più alta, arrivati sulla Terra circa 450 mila anni fa, con l'intento di instaurare un cantiere per l'estrazione dell'oro indispensabile per la sopravvivenza del loro pianeta. Nell'Africa meridionale e centro-orientale trovarono le zone ideali per scavare le proprie miniere. Il minerale una volta trasformato in polveri sottili e rilasciato nell'aria avrebbe riparato i danni arrecati all'atmosfera: dall'eccessivo calore del Sole, nel punto in cui la distanza tra i due corpi celesti diventa minima e dall'aumento di velocità che Nibiru subiva nella parte più stretta della sua traiettoria ellittica.

Durante la loro permanenza terrestre gli alieni, attraverso un'operazione di ingegneria genetica avrebbero dato vita all'Homo Sapiens, incrociando la loro razza con gli abitanti primitivi (ominidi) della Terra. Il nuovo essere doveva servire per coadiuvare gli Anunnaki, essenzialmente come forza lavoro, nelle operazioni di prelievo dei metalli dalle miniere. Mentre la scienza si chiede quale film di fantascienza abbia visto Sitchin per arrivare a fare simili affermazioni, qualcosa di veramente sconcertante si apprende dalle Sacre Scritture e precisamente dal capitolo 6, versetti 1-8 del libro della Genesi: «1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». 4 C'erano sulla terra i Giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi. 5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.» E' possibile che i figli di Dio fossero gli Anunnaki, angeli caduti dal cielo, asessuati, in grado di assumere sembianze umane e replicare la sessualità dell'uomo a fini riproduttivi? Se così fosse, chi erano invece i giganti?

Di loro troviamo traccia non solo nella mitologia mesopotamica ma anche in quella romana e greca, dove venivano descritti come creature prodigiose e abili conoscitori dell'arte della lavorazione del ferro. Come si può dimenticare il celebre combattimento biblico tra Davide e Golia o lo scontro tra Ulisse e Polifemo nel poema omerico dell'Odissea? La risposta a tutte le nostre domande è contenuta nel misterioso Libro di Enoch, un testo apocrifo di origine giudaica e dai contenuti sconcertanti risalente al I secolo a.C., rinvenuto   nel 1773 dall'archeologo scozzese James Bruce, in una grotta del sito archeologico di Qumran (ebraico: קומראן, arabo: خربة قمران - Khirbet Qumran), sulla riva nord-occidentale del Mar Morto. In tutti i 108 capitoli che compongono l'opera vengono affrontati temi incredibili, da lasciare a bocca aperta anche gli scienziati più integerrimi. Infatti, oltre a tipiche descrizioni narrative e parabole, l'autore parla di visioni apocalittiche e metafisiche, viaggi in cielo, concetti di astronomia e astrologia. Tutto ebbe inizio quando un gruppo di “angeli ribelli” capeggiato da Samyaza, un angelo di rango elevato, decise di scendere sulla Terra sotto sembianze umane per studiare da vicino gli altri figli di Dio (gli esseri umani) e insegnare loro ad amare.

Ma durante la loro permanenza gli angeli vollero strafare e spiegarono: agli uomini lo studio delle costellazioni, dei pianeti e la costruzioni delle armi; alle donne l'arte della seduzione e della bellezza.

Alla fine furono proprio loro ad adulare le femmine umane accoppiandosi con esse  e dando origine a delle creature ibride: i giganti o Nephilim. Per aver dato ai loro “fratelli umani” conoscenze nuove e proibite gli angeli caduti furono puniti da Dio. E' chiaro a questo punto che i famigerati Anunnaki non erano giganti bensì angeli.
 
Nel suo libro dei segreti, Enoch li descrive come uomini grandissimi come mai ne aveva visti prima: il viso lucente come il sole, gli occhi ardenti come lampade, le  braccia simili a delle ali d'oro. Impaurito dalla loro imponenza l'uomo restò impietrito, immobile, con lo sguardo pieno di paura. E' facile immaginare come questi esseri non fossero in realtà delle divinità ma degli alieni in carne ed ossa con tanto di tute spaziali; gli antichi vedendoli scendere dal cielo li scambiarono per degli dei e da qui presero forma i miti, le leggende e i testi sacri di tutto il mondo.  Chi ha orecchie per intendere, intenda.

http://eclissidelmondo.blogspot.com/2012/02/il-mistero-di-nibiru-vicino-ad-una.html#ixzz1yLDIKGli





Introduzione a Nibiru

Siccome esistono pianeti migratori, gli scettici si dovranno ricredere sulle teorie di Sitchin su Nibiru e tutto il resto.


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