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giovedì 29 settembre 2016

Religione, Etica e Metafisica in Star Wars

I grandi che hanno visto da piccoli la prima trilogia, tornano ad appassionarsene, mentre i più piccoli iniziano con trepidazione a immergersi per la prima volta in questo fantastico universo immaginario. Certo, perché si tratta un’ ottima saga, una delle più famose della storia del cinema, con una storia avvincente ed una trama intrigante; è certamente un’ ottimo prodotto culturale, ma non solo.
 
 
Star Wars è anche la riproposizione futuristica dell’onnipresente scontro tra il bene ed il male, e sicuramente è per questo che ha avuto un così grande successo: oltre che alle magistrali prestazioni dei grandi attori della serie (quali Harrison Ford, Liam Neeson, Christopher Lee, Evan McGregor, Alec Guinnes, Natalie Portman), e la sfrenata fantasia di George Lucas, ciò che tanto ci appassiona della serie è la mostra favolistica e affascinante di ciò che più da vicino ci riguarda: la irriducibile tensione tra il bene ed il male, vecchia come la vita stessa.
 
Nell’ universo di Guerre Stellari questi concetti (“bene” e “male”) sono espressi nella Forza, il potere salvifico che conferisce forza e saggezza ai cavalieri jedi , e nel suo lato negativo, chiamato appunto Lato Oscuro della Forza, da cui deriva il malvagio e degenerato, ma immenso, potere dei sith, i nemici naturali dei jedi.
 
Già questa piccola introduzione alle basi concettuali della storia è ricchissima di possibili collegamenti con la filosofia. Bisogna notare che il Lato Oscuro non sussiste di per sé stesso, come una forza altra, generata da una diversa sorgente, dalla Forza che assiste i Jedi, pur mantenendo con questa il più  acerrimo antagonismo.
 
Queste sono piuttosto da interpretare come la medesima forza (e infatti i poteri di jedi e sith sono perlopiù gli stessi). Non si tratta di un conflitto tra due istanza separate nello stile dello Zoroastrismo, ad esempio, o dello gnosticismo e del manicheismo.
 
Qui il male si staglia solo come degenerazione del bene, non è una forza propria, non ha una propria sussistenza indipendente, e si configura sempre in antitesi al bene che pure gli è necessario per istanziarsi. Il bene ha senso di per sé  stesso, il male no.
 
Qua si rende chiaro che il Bene, il Bene come tale, ha una supremazia inattaccabile e costituisce una destinazione salvifica certa per la vita tutta.
 
Questa è una delle risposte più belle della filosofia, che già avevano individuato grandi filosofi come Plotino ed Agostino.
 
A riprova della validità di questa chiave interpretativa, basterà rilevare che il male , nella serie, porta esso stesso il nome della Forza: è chiamato infatti Lato Oscuro della Forza; non accade invece il contrario. Il male ha senso solo sullo sfondo del bene e non viceversa: il Bene ha un potere quindi infinito e trascendente il male.
 
Ma cerchiamo di indagare più a fondo questa misteriosa Forza.
 
Non è certo facile, visto il misticismo che caratterizza il rapporto tra di questa ed i jedi , i quali ne parlano quasi solo per massime e aforismi; potremmo dire che la Forza è una qualche forma di tessuto cosmico, sospesa, come in bilico tra il fisico ed il metafisico: dal lato puramente fisico-scientifico, sappiamo grazie alle parole del maestro jedi Qui-Gon Jinn ne “La minaccia fantasma”, che la Forza “parla” ai jedi attraverso delle non meglio precisate cellule chiamate Midi-chlorian, organismi simbiotici che pervadono il sangue dei jedi e mediano una strana forma di comunicazione tra di loro e la Forza.
 
Anakin Skywalker fu scelto dal maestro proprio per la sua elevatissima concentrazione sanguigna di Midi-chlorian. Dal lato mistico-metafisico invece, la Forza manifesta un carattere onnisciente, è infatti capace di prevedere ogni fenomeno e conosce qualsiasi cosa, ed è la fonte della grande saggezza dei jedi; inoltre, suggerisce loro l’avvenire futuro od immediato di pericoli e tensioni; quando Anakin perde la madre ne L’attacco dei cloni Yoda percepisce il suo dolore nonostante si trovi addirittura in un altro pianeta. Infine, la Forza permette di interagire col mondo fenomenico in modo sovrumano: infatti jedi e sith sono in grado di far levitare gli oggetti, compreso il loro stesso corpo. Per gestire queste qualità sovrumane i jedi si allenano fin da piccoli nel controllo del corpo e della mente.
 
Non è facile proporre una qualsiasi ipotetica interpretazione filosofica di questo rapporto che lega uomini (e alieni, ovviamente) alla Forza. Essa li libra al di là dei fenomeni, è oltre lo spazio ed il tempo, eppure si occupa di “parlare” agli jedi che soli sanno ascoltarla; “Ci circonda, ci penetra, e tiene unita tutta la galassia” diceva Obi Wan a Luke nel quarto episodio. È una sorta di connessione, un intreccio, una compenetrazione appunto, tra un’intelligenza cosmica onnipresente e gli esseri finiti.
 
La Forza, somiglierebbe, in virtù di questi suoi specifici caratteri, e del suo rapporto benevolo col mondo fenomenico, simile al Dio dei cristiani. Infatti anche Esso è onnisciente e, pur avendo la perfezione completa e non necessitando di nulla, intrattiene rapporti coi mortali; anzi, la Bibbia è piena di casi in cui questo Dio, specie di ponte tra l’Essere e gli esseri, “parla” agli uomini, in modo assai simile alla Forza che ‘parla’ agli jedi. In effetti non mancano nella saga vari indizi che fanno sembrare quella degli jedi una vera e propria religione. Nel quarto episodio della saga uno degli alti ufficiali dell’Impero si riferisce ad un’ “antica religione” jedi prima di essere soffocato da Darth Vader attraverso la Forza.
 
È proprio questa figura oscura, quella di Darth Vader, ad aver caratterizzato maggiormente tutta la saga; la sua è una storia tristissima, quasi in linea con la tragedia greca piuttosto che con il cinema futuristico: Vader, prima conosciuto come Anakin Skywalker, è dapprima il più promettente tra gli allievi padawan dei jedi.
 
Dopo una giovinezza di confusione e tribolazione sentimentale, passerà al Lato Oscuro e arriverà ad uccidere il suo stesso maestro, Obi Wan Kenobi, nel quarto film della serie (il primo della prima trilogia). La figura di Anakin è ricchissima di spunti di riflessione filosofica sui temi della moralità e dell’etica: il giovane jedi, passionale e fortemente innamorato della moglie Padmé, inizia nel terzo episodio ad avere visioni della morte della sua sposa.
 
Tradisce i jedi, diventando allievo del signore oscuro dei Sith, che gli promette un potere tale da impedirne l’imminente morte. Anakin non controlla l’enorme potere della sua passione amorosa che lo porta a massacrare i jedi su ordine del suo nuovo maestro;  così si compie la sua trasformazione da eroe del bene a campione del male, da cavaliere jedi, a signore di sith. Tutto questo rovinerà la sua vita come quella di sua moglie, che morirà nonostante il suo nuovo potere; la morale di questa storia ha chiaramente a che fare con la lezione etico-morale di Aristotele.
 
Il ragazzo non controlla la sua passione, non la guida con la ragione, ma si lascia trasportare da essa fino alla totale malvagità. Non realizza il sinolo aristotelico di ragione e passione, che si chiama virtù. 
 
Proprio lo stesso Anakin, discutendo dei sith con il cancelliere della Repubblica, diceva, nel terzo episodio, che essi traggono potere dalle passioni, e si abbandonano all’egoismo; i jedi invece, continuava, usano il potere solo per il bene, senza farsi accecare dalle brama, e agiscono sempre con altruismo. Il rimando di tutto ciò alla filosofia morale è evidente.
 
Chi non controlla le sue passioni, anche quelle positive come l’amore, sconfinerà nel male; ciò purtroppo non accade raramente.
 
Ma questo è solo uno dei molti temi filosofici, di eccezionale rilevanza e portata, che ho intravisto in questa magnifica storia. Sicuramente è una delle saghe più memorabili e belle, in grado di appassionare sia grandi che piccoli, recando loro un importante messaggio.

http://www.lachiavedisophia.com/blog/religione-etica-e-metafisica-in-star-wars/

martedì 23 febbraio 2016

L'Autodeterminazione cosciente. Forza-Volontà-Amore

Una possibilità concreta di vivere la monotona e ripetitiva quotidianità come pretesto per sviluppare la forza volontà-amore
 
Chiunque, mediocre o tendente all’evoluzione, può usare lo strumento dell’autodeterminazione cosciente perché non richiede particolari accorgimenti o tecniche, ma solo attenzione, presenza di spirito e volontà.

L’autodeterminazione cosciente è la capacità di decidere per proprio volere di compiere un’azione sostenuta da motivazioni chiare, consapevoli perfettamente spiegate o di fare una scelta in un campo d’azione o di seguire un determinato corso di pensieri e attività.
 
E’ il mezzo per esprimere la forza volontà-amore non contaminata dalle forze oppositrici all’evoluzione.
 
Il campo d’azione è il quotidiano: dalle azioni ripetitive, banali che siamo costretti a compiere per necessità e abitudine come nutrirsi, lavarsi, vestirsi e guidare la macchina alle più alte realizzazioni umane, azioni sacrificio, decisioni di agire per il progresso umano, dalla determinazione di lavorare su se stessi per migliorarsi, alla decisione di agire talvolta controvoglia.
 
L’unico accorgimento da seguire è di formulare coscientemente un nitido quadro mentale di ciò che si vuole fare e agire di conseguenza per realizzarlo.
Tale strumento può esplicare due funzioni: la prima, rimuovere e superare controllandoli tutti i modi di comportamento comuni e standardizzati, motivati dall’una o dall’altra logica dell’ostacolo: quella del possesso materiale e quella dell’accrescimento egoico o della rinuncia; la seconda, quella di agevolare ulteriormente il cammino evolutivo di chi tende all'evoluzione, in quanto rafforza il potere determinante del Supergiudice Imparziale risvegliato e riconosciuto quale vera identità e coscienza.
 
Decidere di fare per proprio volere quanto si è costretti ad eseguire per necessità, obbligo o consuetudine e spesso controvoglia, risveglia la forza della volontà che viene normalmente usata per soddisfare desideri e istinti egoistici e limitati.
La volontà, che è alla base dell’autodeterminazione cosciente, è un’energia “neutra” difficile da definirsi nella sua natura e spesso confusa con “l’istinto naturale” aggressivo e immediato, che manifestano le persone impulsive e forti che agiscono d’impeto (forma inconscia di autodeterminazione); dunque, la forza che muove lo strumento dell'autodeterminazione è la volontà pura che una volta risvegliata opera in modo da coinvolgere in ogni istante qualsiasi Ego psicologico pigro, ribelle e rinunciatario, annoiato e demotivato.
 
La volontà per esprimersi deve essere sostenuta da un’idea chiara, ben definita che funge da molla propulsiva cosciente: se ho un obiettivo da raggiungere di qualsiasi natura psicofisico e spirituale, dopo averlo razionalizzato con la mia mente, faccio scattare la volontà che concentra tutte la sue energie per realizzarlo: questo è il giusto uso della volontà capace di coinvolgere in ogni istante tutti gli Ego psicologici.
 
Infatti, è quasi impossibile che un ego, per quanto involuto e caparbio, sia capace di sottrarsi alla forza decisionale dell’autodeterminazione che non consente, almeno per la durata dell’azione, di venire minimamente condizionato o influenzato dalle forze dell’ostacolo; così la volontà riconquista la libertà di scelta permettendo a chi la impugna di diventare artefice del suo karma presente e futuro, realizzando nell’attimo un’azione libera per amore dell’azione.
 
E' compito del Supergiudice Imparziale risvegliato di agire libero da ogni influenza egoica ed intervenire con tale forza-volontà in tutte quelle situazioni umane che richiedono una capacità costruttiva e benefica contraria all’agire distruttivo e negativo del non risvegliato.
 
Chi impugna la forza dell'autodeterminazione in ogni istante della sua vita non fa altro che educare e preparare i suoi Ego a compiere azioni libere dalle due influenze opposte, la logica dell'avere (Mefistofelica) e quella opposta dell'accrescimento egoico o della rinuncia (Luciferica) e li aiuta a ritrovare la libertà perduta disciogliendo in loro gli impedimenti consci ed inconsci ad una completa apertura alla forza amore nella quale vorrebbero inconsciamente fondersi e sublimarsi.
 
Nei processi dell’autodeterminazione la forza volontà ubbidisce alla sua legge, alla sua intima natura di forza costruttiva in quanto viene usata al fine di promuovere l'evoluzione dell'individuo e per suo tramite del cosmo intero e non affatto per ottenere o raggiungere gli obiettivi di un desiderare egoistico e troppo personale.
 
A questo punto occorre fare una considerazione: ogni strumento descritto in questo libro può essere usato da un individuo con maggiore preferenza rispetto agli altri, a seconda del suo tema natale numerologico o astrologico e delle sue richieste Karmiche, ma sarebbe un errore, se dopo un certo periodo di "sperimentazione" non volesse sperimentare la validità degli altri. Solo in tale modo potrà liberarsi la coscienza mediocre dalle forze ostacolatrici che occupano purtroppo la quasi totalità delle persone; senza tali strumenti sarebbe molto difficile avanzare con consapevolezza sul sentiero evolutivo.
 
Basti pensare che esistono milioni di uomini e donne che per loro Karma sono costretti tutta la vita a fare lavori o a vivere esperienze e rapporti con monotonia, con ripetitività esasperanti subendo traumi e ferite morali crudeli, frustrazioni e conflitti e provando rabbia e ribellione ad ogni ordine costituito e spesse volte alla legge della vita: sono quegli individui cui il karma non concede nulla di quanto vorrebbero ottenere o sperimentare.
 
Ebbene, possiamo affermare che i nostri consigli e suggerimenti hanno permesso a molte persone che ci hanno contattato di modificare il loro mediocre atteggiamento assunto verso gli eventi, le situazioni e i vari rapporti che il Karma gli invia, in quell’atteggiamento consapevole di vera e pacata accettazione in modo da produrre un vero cambiamento di quel destino che appare spesso immodificabile.
 
Ognuno che lo voglia o no attira sistematicamente dalla mattina alla sera le conseguenze karmiche di tutte le forze accumulate nel suo magazzino inconscio: pensieri, sentimenti e azioni vissuti; perciò, è nel modificare con consapevole autodeterminazione tali forze e contenuti negativi che si può migliorare il proprio destino; ecco la necessità di esercitarsi continuamente usando uno o più strumenti per accendere la scintilla della volontà di crescere evolutivamente.
 
E’ necessario mettersi in mente che il Karma vuole correggere, vuole frantumare, spezzare e disciogliere solo quanto può precludere la crescita e che quindi, lo sviluppo della coscienza superiore viene favorito dall’accettazione consapevole del destino e non dalla caparbia, cieca e ostinata lotta per modificarlo e piegarlo a proprio vantaggio: ciò comporta perdita di tempo, di occasioni e di notevoli energie psicofisicomentali e spirituali.
Chiunque si faccia capace di accettare consapevolmente quanto vorrebbe evitare di spiacevole e limitante, constaterà con sua meraviglia di riuscire a sopportare meglio le esperienze negative e di essere pronto ad ottenere ciò che desidera fortemente.
 
Infatti, è molto utile sapere che tutto quanto, morale o materiale, si desidera ostinatamente fino al punto da lasciarsi sovrastare dal desiderio stesso, allontana infallibilmente quanto con esso si vuole ottenere o raggiungere; viceversa la cosciente rinuncia a quanto si vuole ottenere, attira il risultato desiderato e spesso quando si ottiene, si perde per il medesimo ogni interesse, (è una conquista di grandissimo valore: la non dipendenza).
 
Chi usa l’autodeterminazione cosciente come strumento di lavoro evolutivo, riuscirà a dare un nuovo e vitale significato alla sua vita, specie se monotona, demotivata e priva di interessi.
 
Viene di pensare a quelle persone costrette per necessità di vita a svolgere lavori ripetitivi, monotoni, senza apparente soddisfazione morale o materiale o ad essere disoccupati, che vivono in uno stato di apatia e demotivazione, insoddisfazione e costrizione (però tutti i lavori, tutti i ruoli sono in certo modo monotoni e privi di interesse fino a quando non vengono considerati e vissuti come validi pretesti per trasformare se stessi, accettandoli e esercitandoli con entusiasmo); esse possono cambiare senso e direzione alla propria esistenza risvegliando energie nuove e aprendo nuove dimensioni, quando per libera scelta e per autodeterminazione riescono ad accettare e vivere quanto sono costrette a svolgere forzatamente.
 
Molte donne impegnate nelle attività casalinghe o nel lavoro dipendente hanno confessato di avere da tempo trasformato coscientemente e con fatica la spinta al dovere in volontà di amore raggiungendo il più ambito obiettivo dell’età acquariana: coscienza e amore.
 
La gioiosa partecipazione e l'accettazione consapevole anche di ogni “ossessiva e insopportabile" richiesta del destino, trasforma l’esistenza in modo da stimolare un reale rapporto con se stessi (la coscienza risvegliata) proiettandone l'armonia ad ogni altro rapporto con i propri simili; ogni insoddisfazione, ogni riduzione, ogni malessere, ogni frustrazione, ogni complesso e sfiducia in se stessi cessa per incanto.
 
A riguardo di questo argomento ci viene spontaneo citare una sentenza che il fondatore del Taoismo, Lao-Tze, espresse 2.600 anni fa a proposito dell'acqua e della sua incessante capacità di adeguarsi a tutti i possibili recipienti: "Tutti gli uomini lo sanno, ma ben pochi agiscono in conformità di essa". Se un individuo ne fosse capace (ciò significa l'accettazione consapevole di ogni richiesta karmica), anche se svolgesse un lavoro umile, pur non avendo scettro né corona potrebbe sentirsi il vero re del mondo.
 
Pertanto, qualsiasi lavoro, prestazione o attività che si considera riduttiva e avvilente, se accettata per proprio volere e per Amore dell'azione che l'attimo richiede, può diventare un valido pretesto per trasformare anche la più grigia esistenza al punto da dire: "Io posso spazzare le strade, pulire i gabinetti pubblici, ubbidire e servire ogni padrone, ogni datore di lavoro anche ingiusto (se le condizioni karmiche me lo impongono)in quanto sono capace di autodeterminarmi con la massima serenità e soddisfazione dinanzi a qualsiasi richiesta". Ciò significa diventare strumento attivo della volontà quale forza cosmica di amore attraverso l’autodeterminazione cosciente.
 
Vivere tale esperienza di autodeterminazione, capire la funzione della volontà e attuarla anche nelle piccole cose, significa sentirsi realizzati al di là di tutti i limiti, come veri signori e padroni di se stessi, guide, consiglieri e Supergiudici degli Ego psicologici. Ecco il vero sovrano senza titolo esteriore, senza alcun riconoscimento da parte di nessuno ma il solo in grado di vivere ogni attimo dando il suo contributo senza contaminazioni o condizionamenti da parte delle due logiche ostacolatrici.
 
Tutto ciò può realmente essere sperimentato con continuità nel quotidiano; tramite l'autodeterminazione cosciente si possono compiere azioni, che si era costretti a fare, per proprio libero volere con un atteggiamento "nuovo" che vuole trasfondere in ogni attimo nuovi impulsi viventi, capaci di modificare un’esistenza quotidiana monotona e ripetitiva, passiva e rassegnata, in una vita densa di nuovi interessi, di nuovi significati capaci di agevolare la propria crescita evolutiva.
 
Basta volerlo e sperimentarlo per potersi elevare ad una dimensione cosmica da cui sia il risvegliato che il mediocre possono attingere la nuova energia di amore in grado di rimuovere tutti gli atteggiamenti che rendono l’esistenza monotona e demotivata.
 
Questa fonte inesauribile di energia, di cui la forza volontà (autodeterminazione) è indispensabile strumento, permette di risorgere interiormente su tutte le forze ristagnanti, su tutte le “malerbe” che tendono a precludere la crescita per raggiungere la vera coscienza e identità.
 
Se un “ricco” incapace di produrre in se stesso un reale risveglio di coscienza o d'impugnare tale strumento, in quanto vissuto da potenze a lui sconosciute, per un solo istante diventasse consapevole, si sentirebbe un "povero" (di spirito) individuo senza identità e coscienza propria; viceversa un "povero" capace di tale risveglio di coscienza si sentirà un vero ricco (di spirito) con un’identità propria e un livello superiore di coscienza. La sua reale certezza non è di quelle che vengono colpite dalla Legge del karma, non è illusoria, transitoria, bensì eterna in quanto libera da ogni dipendenza, da ogni attaccamento ai frutti dell'azione, siano essi morali o materiali.
 
L’autodeterminazione cosciente è insieme agli altri strumenti, sicuri e fidati compagni di viaggio, se usata con intelligenza e con saggezza, il mezzo idoneo per raggiungere un reale sviluppo evolutivo. E' per suo tramite che ci si potrà sollevare a tutte le dimensioni che corrispondono ai desideri egoici dove è concesso di possederli realmente. In queste dimensioni inaccessibili ai mediocri che credono reale solo quanto possono vedere, sentire e toccare, ogni risvegliato si renderà consapevole che tutto quanto desidera, è in realtà strettamente unito e fuso alla reale coscienza ed identità di ogni individuo e che solo l'attività delle potenze ostacolatrici, separando abilmente la coscienza risvegliata dagli Ego psicologici, risveglia nei medesimi molteplici desideri e brame.
 
Dietro tali desideri ed appetiti vari si nasconde una inconscia speranza di potersi ricongiungere alla profonda coscienza dell'Io Sono.
 
La “povertà di spirito” consiste nella incapacità di sollevarsi al di sopra di tutti quei modelli di comportamento influenzati dalle due logiche opposte di cui si è ancora strumenti inconsci, e quindi di non riuscire a vivere e a sperimentare la vera libertà concessa all'uomo. (vedi la vera libertà concessa all’uomo). Questa debolezza e incapacità di autodeterminarsi sono la causa di ogni frustrazione, di ogni impotenza, di ogni insoddisfazione e ribellione alla vita. Spesso qualcuno può sviluppare un vero odio verso tutti coloro che erroneamente crede più fortunati di sé, senza essere consapevole che in tale modo riduce sempre più sé stesso, creando una vera "scissione" tra i suoi Ego e la risvegliata coscienza.
 
Avversità, “scintille di un risveglio di coscienza”
 
Spesso in certi individui il Karma pesante, avverso, apparentemente e inconsapevolmente considerato ingiusto è la vera scintilla capace di "accendere" e quindi di produrre un reale "risveglio di coscienza" che, come riflesso di una più elevata coscienza eterna, non ha alcun bisogno di cose materiali o di certezze egoiche, in quanto è fusa a tutto il creato ma prima di tutto ha realizzato il vero rapporto di fiducia e di accettazione dei propri limiti e potenzialità, dei difetti e delle virtù.
 
La grande maggioranza invece di coloro che possiedono e combattono per raggiungere nell’esistenza condizioni materiali favorevoli: la ricchezza, il potere e il benessere, ne diventano schiavi (si agita sempre nel fondo della loro coscienza lo spettro dell’incertezza e la consapevolezza che le cose materiali e i loro effetti sono labili e fugaci, presi come fini a se stessi e non come pretesti di crescita) rimanendo relegati nella schiera dei mediocri vissuti e vulnerabili e mai pienamente realizzati.
 
L'autodeterminazione cosciente ispira e stimola gli Ego psicologici alla sperimentazione dei loro desideri (che vanno conosciuti, consumati e vissuti per essere liberati) e al tempo stesso aumenta il potere decisionale del Supergiudice risvegliato nei confronti degli Ego stessi. In verità è la forza che si inserisce in ogni processo del vivere elevandolo a pretesto validissimo per diventarne indipendenti e consapevoli di tutte le influenze ostacolatrici. Tramite tale strumento le potenze dell'ostacolo nella sfera del pensare e sentire, volere ed agire, perdono la loro finalità e diventano semplici e validi mezzi di crescita evolutiva, che modificano il rapporto con se stessi e con il mondo circostante, evidenziando sempre più la logica dell'avere (Mefistofele) e l'opposta logica dell'accrescimento egoico o della rinuncia (Lucifero).
 
Considerazioni e conclusioni
 
Chiunque voglia vivere e non essere più vissuto come un individuo mediocre senza identità e coscienza propria e dare alla sua vita un nuovo significato, un nuovo senso e direzione, in modo da sperimentare un continuo risorgere interiore, un "diventare" là dove sperimenta ristagno creativo, noia e pigrizia, demotivazione, sfiducia e disoccupazione interiore ecc…, dovrà impugnare lo strumento dell'autodeterminazione che è pura forza-volontà, non solo con lo scopo di raggiungere gli obiettivi del suo desiderare egoico, ma specialmente per modificare i falsi atteggiamenti verso la quotidianità, sostituendoli con l’unico atteggiamento costruttivo che spinge all’azione per autodeterminazione e amore.

“Per mio unico volere mi determino e faccio quanto per pigrizia non farei mai e per mio volere eseguo tutte le azioni abitudinarie fatte per automatismo, da vissuto; così facendo allargo e vivifico notevolmente il campo dei miei interessi arricchendo la vita di pretesti e occasioni di crescita e affinando con l’esperienza e con il tempo la capacità di compiere sempre più azioni consone alla mia coscienza e identità”. Così pensa chi decide di iniziare la trasformazione della sua vita.
 
L'autodeterminazione è lo strumento specifico delle coscienze risvegliate, e anche di chi vuole iniziare a liberarsi dai condizionamenti delle forze dell’ostacolo. Se questi volesse agire nel contesto quotidiano per suo volere, diventerebbe subito consapevole delle forze in gioco e quindi indipendente dal loro condizionamento. Il mediocre non può volere per sua libera scelta, in quanto vissuto dalla logica dell'avere o dell'accrescimento egoico o della rinuncia, egli è filtrato quale strumento inconscio delle due potenze.
 
Se riuscisse per suo unico volere ad agire quanto gli è suggerito dalle medesime, ne diventerebbe automaticamente indipendente e quindi libero di farlo o non farlo; ogni mediocre così facendo entra a far parte di coloro che tendono all'evoluzione.
 
Chi si autodetermina, può riacquistare la libertà perduta, quindi la serenità, l’indipendenza interiore, la fiducia in sé e l'efficienza operativa, di conseguenza diventa capace di dominare se stesso (i suoi Ego) e di stabilire un nuovo rapporto con tutte le forze egoiche che essi esprimono, un rapporto basato sulla comprensione, sulla accettazione e sulla fiducia incondizionata..
 
Gli Ego psicologici pigri indecisi e rinunciatari vengono stimolati dalla forza-volontà che determina le azioni; gli ego ribelli e libertini, prepotenti, deboli o suscettibili possono venire corretti e coinvolti dalla stessa forza autodeterminante in modo da acquistare più responsabilità e maggior autonomia.
 
Tale strumento modificando il rapporto con gli Ego modifica ogni rapporto con gli altri in modo molto positivo e costruttivo.
 
Infatti, chi dal suo Karma è costretto a svolgere un lavoro umile che egli stesso per falsa rappresentazione ed ignoranza considera riduttivo, avvilente o inadatto, può riacquistare la sua libertà interiore, la fiducia in sé, la serenità e la sua efficienza operativa, purché esegua tutto ciò che deve fare per suo unico volere o ancora meglio con volontà d'amore. Questa volontà autodeterminante spinge alla completa e pacata accettazione di tutto quanto è monotono, ripetitivo, privo d'interesse, demotivato ecc. ecc., e proprio per questo trasforma ogni tipo di Karma negativo in positivo facendo sentire chi l'impugna vero signore e padrone di se stesso.
 
Viceversa chi si rassegna rimane strumento inconscio delle due potenze dell'ostacolo precludendosi ogni minimo avanzamento evolutivo.
 
Esercizi
 
Prova anche tu dall'istante che ti svegli ad autodeterminarti in ogni azione abitudinaria ed automatica: lavarti, pettinarti, farti la barba, o truccarti, far colazione, vestirti, ecc., in modo del tutto nuovo impiegando la forza-volontà; anche quanto spesso fai controvoglia devi poterlo fare per tuo unico volere o ancora meglio con volontà d'Amore. Sperimenterai in tale caso una efficienza mai provata, un sentimento di soddisfazione completa, una gioia di vivere e di partecipare a quanto ti era diventato indifferente, insopportabile.
 
Prova dunque e constaterai tu stesso i suddetti benefici anche per il fatto che con tale strumento svilupperai maggior controllo e dominio su una molteplicità di stati d'animo negativi.
 
Effetti
 
Chi impugna lo strumento dell’autodeterminazione, stabilisce un costruttivo rapporto con se stesso (con i suoi Ego) e si trasforma quale correttivo Karmico della loro pigrizia e apatia, rinuncia o prepotenza egoica.
 
La forza-volontà che opera in tale strumento coinvolge ogni Ego psicologico in una più completa e costruttiva sperimentazione.
 
Eseguire per tuo unico volere una qualsiasi azione rafforza il Supergiudice che hai risvegliato quale strumento della forza-volontà e della coscienza eterna, che per suo tramite fa fluire i suoi messaggi, le sue ispirazioni ed intuizioni.
 
Agire per volontà d'Amore rafforza il rapporto tra il Supergiudice e la forza Amore, rendendo chi agisce, strumento capace di farla fluire incondizionatamente su tutte le anime che contatta.
 
Nel primo caso agisce la forza della volontà pura, nel secondo caso il Supergiudice Imparziale si fa strumento e recipiente della stessa forza Amore. Nell'evoluto queste forze si fondono ed agiscono con uguale intento evolutivo.
 

venerdì 12 febbraio 2016

Esoterismo ed Essoterismo. Iniziazione e Controiniziazione

In questo articolo tratto dal sito http://aliceoltrelospecchio.blogspot.ch, verrà spiegata la differenza fra Esoterismo ed Essoterismo (anche detto Exoterismo), e quella fra Iniziazione e Controiniziazione.
 
 - Una Premessa:
 
Spesso, soprattutto se si leggono siti di derivazione Cristiana, ci si fa un idea giusta ma molto parziale dei temi dell' Esoterismo e dell' Iniziazione, e si arriva a considerare ogni forma Iniziatica come negativa e ogni Esoterismo come Satanico.
 
Questo fraintendimento deriva in parte dal fatto che, soprattutto nel mondo occidentale gran parte dell'Esoterismo è di derivazione Massonico-Luciferina , che i veri cammini Iniziatici sono praticamente inesistenti e che ciò che viene presentato come Iniziazione è spesso una ControIniziazione; inoltre nel Cristianesimo si nasconde ancora la vecchia idea di considerare "Derivazione del Male"  qualsiasi forma religiosa diversa dal Cristianesimo stesso. Sovente il "cristiano medio" è completamente ignaro perfino dell' esistenza di un Esoterismo Cristiano.

Qui tenterò di spiegare non solo la differenza fra Esoterismo ed Essoterismo, ma il fatto che ogni forma religiosa abbia un lato essoterico e un lato esoterico, come ogni moneta ha due facce, opposte ma connesse: oltre all'esoterismo cristiano esiste un esoterismo musulmano (di cui il sufismo ne è una corrente importante), esiste un esoterismo ebraico (si pensi alla Cabala ad esempio), esiste anche un esoterismo satanico (che coincide almeno in parte con il Luciferismo) ed in generale esiste un lato esoterico per tutte le correnti religiose.
 
 

Stella a 5 punte: uno dei più antichi e "densi" simboli esoterici.

Insomma, non bisogna confondere l'esoterismo con l'occultismo o con il satanismo.

 - Esoterismo VS Essoterismo:
 
Essoterico (o exoterico) deriva dal termine greco exotericos, esterno, ed indica una forma religiosa o filosofica aperta e divulgata al grande pubblico, in cui non sono presenti veri e propri Riti Iniziatici (sebbene tutti i rituali religiosi siano le vestigia di Riti di Passaggio o Iniziatici).
 
In parole povere l'essoterismo si identifica con ciò che comunemente chiamiamo Religione, con i suoi riti, dogmi, credenze, e con il ricorso alla Fede che permette di accettare come vere cose inconoscibili e di cui non si hanno prove materiali o esperienziali.
 
Difatti nel lato essoterico di una religione non vi è la diretta e personale esperienza del Trascendente, e il Divino ci viene per così dire "raccontato" da "emissari di culto" appositamente formati ma che non hanno mai avuto esperienze dirette del Divino stesso; per questo il ricorso alla Fede sia da parte dei fedeli che dei ministri di culto.
 
Il "cristianesimo popolare" è un perfetto esempio di culto essoterico.
 
Spesso poi la religiosità essoterica, viene "farcita" di supertizioni e mischiata con tradizioni estranee: si pensi alla presenza di simboli pagani nella pasqua, oppure alla venerazione per i Santi molto sentita nel Sud Italia, o alla specie di "baratti" che molte persone sembrano voler fare quando pregano ("io sarò buono, Dio, ma tu fai vivere mio figlio", manco si trattasse di un bambino che promette a Babbo Natale di fare il bravo se lui gli porta la nuova Xbox).
 
Il termine Esoterismo invece indica un culto "interno", divulgato solo agli Iniziati.
 
Nel mondo occidentale i primi esempi di esoterismo di cui abbiamo memoria sono i Riti Ellenici, come i Misteri Eleusini (in cui sembra si usasse bere un intruglio contenente un analogo del moderno LSD) e Dionisiaci, o il culto di Mitra, i Misteri di Iside e di Demetra ecc... Sicuramente esistevano circoli iniziatici anche in altre parti del mondo (ad esempio nell'antico Egitto, che aveva alcuni circoli di "maestri muratori" in cui si riscontrano evidenti analogie con la moderna Massoneria) ed in tempi ben più antichi (si pensi allo sciamanesimo e ai Riti di Passaggio tribali).
 
Alcuni circuiti iniziatici sono più o meno staccati dalla religiosità convenzionale, ma in generale l'esoterismo è l'altra faccia della medaglia dell'essoterismo: se da un lato si crede per Fede, dall'altro si tenta di fare un esperienza personale del Trascendente sancita dall' Iniziazione. L'Iniziazione però è oramai soprattutto un rituale formale in cui il significato allegorico dei simboli viene svelato all'adepto.
 
Prendiamo ad esempio una religione che venera il Sole come Padre e Fonte di Vita.
 
I fedeli del "versante essoterico" venereranno il Sole in quanto astro (magari raffigurato con le fattezze umane di un Dio che corre per il cielo) che dona la luce e permette quindi la vita. Sul "versante esoterico" invece verrà si venerato il Sole, ma in quanto SIMBOLO, e non come corpo celeste o divinità personificata.

Un altro esempio è il simbolo della Croce. Per la maggior parte dei cristiani essa va venerata poichè è lo strumento con cui fu messo a morte Gesù e quindi il simbolo della Passione, del suo sacrificarsi per salvare noi.
 
Per chi studia l'esoterismo la croce ha molti più significati (difatti è un simbolo presente in moltissime culture, e non solo nel Cristianesimo che la adottò dopo il Concilio di Costantino), fra cui il congiungimento degli opposti con il braccio orizzontale e del materiale (terra-umano) con il Divino (cielo, Dio) tramite il braccio verticale.
 
 
Almeno in principio la divisione fra religiosità essoterica ed esoterica e l'iniziazione non avevano una valenza settaria o una volontà malevola: semplicemente per comprendere ad esempio il significato degli insegnamenti dei Misteri Eleusini era necessario fare un percorso spirituale e di ricerca e passare per l'esperienza dell'iniziazione (che era aperta a tutti) per poter capire gli ulteriori insegnamenti, che altrimenti sarebbero stati totalmente incomprensibili (come è incomprensibile per me un corso di matematica avanzata se prima non mi vengono insegnate le basi della matematica, o partecipare a una discussione tecnica sullo sci se non ho mai sciato).
 
In seguito la volontà settaria dei gruppi iniziatici e il desiderio di dominare il popolo bue prevalsero sempre più, e ad oggi posso dire che l'esoterismo rimane "roba per pochi" in modo da mantenere il popolo nella totale cecità.

 - Riti di Passaggio e Riti Iniziatici:
 

Sia i Riti di Passaggio che i Riti Iniziatici hanno alcuni caratteri fissi:
 
 - determinano la transizione del soggetto da uno status ad un altro (da fanciullo ad adulto, o da non iniziato ad iniziato);
 
 - presentano lo schema rituale, psicologico ed archetipico di "morte e rinascita": si muore come fanciulli e si rinasce adulti, si muore come esterni e si rinasce iniziati;
 
 - contengono una struttura rituale e simbolica che viene tramandata e che serve a favorire particolari esperienze psicofisiche nel soggetto;
 
 - a rito terminato verranno svelati alcuni "segreti" al soggetto, che potranno essere il significato di un simbolo o un mito, oppure particolari segnali per farsi riconoscere da altri iniziati.
 
La differenza fra un Rito di Passaggio e un Rito Iniziatico può essere più o meno sfumata, ma, per semplificare, io considererei come "Rito di Passaggio" un rituale che viene praticato invariabilmente ad un certo punto della vita di un soggetto di una data cultura. Si pensi a una tribù dove un giovane deve superare un inteso rituale di forza e coraggio per essere ammesso allo status di guerriero.
 
Mentre il Rito Iniziatico viene "scelto" dal soggetto, nel senso che si può decidere se entrare o no a far parte del gruppo, oppure si può essere rifiutati dal gruppo e quindi non ammessi all'iniziazione; inoltre l'iniziazione è la porta metaforica verso un cammino di perfezionamento e scoperta spirituale, mentre nei Riti di Passaggio il punto nodale è il cambiamento di status sociale del soggetto.

Nella nostra società i Riti di Passaggio formali sono stati praticamente cancellati, nonostante essi servano ad aiutare le persone durante le fasi di trasizione della vita, come nel passaggio fra infanzia e fanciullezza (forse per questo solo nel ricco mondo occidentale odierno esiste una sempre più lunga adolescenza). Alcune vestigia di tali rituali le abbiamo nel matrimonio o nei funerali, oppure nell'abitudine americana delle "feste pre-maman", nel battesimo ecc.
 
La differenza fra gli antichi riti di passaggio e gli analoghi moderni sta nel fatto che tali riti avevano anche un carattere iniziatico, in quanto sia al fanciullo che diviene uomo che al guerriero o alla sposa venivano svelati segreti e significati di simboli durante il rituale e vi era un forte carattere di "morte e rinascita".
 
- Iniziazione e Controniniziazione:
 
Come ho detto sopra, nella nostra odierna società la maggior parte dei Riti Iniziatici è in realtà Controiniziatico, e gran parte dell'Esoterismo è esoterismo Luciferino con aggiunte varie da altre tradizioni.
 
Ma che differenza c'è fra Iniziazione e Controiniziazione?
 
L'esoterista anela al proprio perfezionamento morale e spirituale, vuole avvicinarsi a Dio, toccarlo, averne esperienza.
 
Per questo l'Iniziazione contiene elementi di  morte e rinascita psicologica: non solo muori come persona comune e rinasci come Iniziato, ma durante tale processo lavi via parte dell'imperfezione morale, purifichi il tuo essere dai vizi della materia (trasformare il piombo in oro, dicevano gli alchimisti). L'iniziazione, soprattutto in alcune forme, è anche un esperienza strutturata in modo da favorire Altri Stati di Coscenza, che possono portare a una fugace esperienza del Trascendente.
 
Durante una vera Iniziazione il processo di morte/rinascita dovrebbe annichilire l'Ego, da cui la "purificazione morale e spirituale".
 
Nelle Controiniziazioni, invece, si ha sempre un processo di morte e rinascita, ma volto a pompare a dismisura l'Ego, a rendere quindi insaziabili i bassi desideri materiali.
 
Ne è un perfetto esempio il rituale della "Skull & Bones": il soggetto viene preso di notte (per diminuire la resistenza psicologica ed aumentare la suggestionabilità), bendato, e condotto nella Tomba (così si chiama la camera sotterranea dove si svolgono i rituali); qui viene fatto ubriacare e sottoposto a prove stressanti ed umilianti, poi viene fatto sdraiare nudo in una bara e mentre si masturba dovrà confessare ai confratelli le proprie perversioni sessuali e malefatte (l'umiliazione soprattutto se sessuale serve proprio ad ingigantire l'Ego, mentre le "confessioni" sono una tecnica usata anche nelle sette per rinsaldare la complicità del gruppo e rendere ricattabili e quindi manipolabili gli adepti), intanto nella sala si vedono persone mascherate e si odono urla straziantri di donna (registrate per quanto ne so..).

Questo è un caso limite, però ciò che può far distinguere un rituale controiniziatico è proprio il processo di ingigantimento egoico, e ciò porta a comprendere che, anche qualora non sembri che un rituale sia controiniziatico, se la maggioranza i chi lo ha subito è composta da mascalzoni incalliti, arrivisti sociali, edonisti sfegatati ecc, allora molto probabilmente trattasi di Controiniziazione...
 

mercoledì 20 gennaio 2016

UFO e Golden Dawn - Il Mito degli Extraterrestri

è arrivato il momento di rispondere alle domande:

– Quando è nato il “fenomeno” U.F.O./alieni?
– Da chi è partito?
– Perché si è diffuso?

 (…Che poi sono le classiche domande che servono per capire la vera natura di qualsiasi fenomeno…)
 
PREMESSA: alcuni sostengono che i primi alieni e U.F.O. siano documentati negli antichi dipinti o addirittura nei rilievi e nelle iscrizioni egizie. Come spiegato in questo sito, chi sostiene tali ipotesi non di rado prende dei clamorosi abbagli confondendo un cappello per un disco volante o un “grigio” per una pianta di fiori. FINE PREMESSA.
 
Il primo a diffondere l’idea di “marzini” alle masse è H.G. Wells con il romanzo “La guerra dei mondi” del 1898. H. G. Wells era membro della Golden Dawn.
 
La Golden Dawn è una società nata nel 1887 che si ispirava agli ideali dei Rosacroce e che si proponeva di praticare in modo efficace la magia. Il primo tempio della Golden Dawn si chiamava “Isis-Urania” e vi si praticava il culto di Iside secondo le istruzione che H.P. Blavatsky scrisse nel 1877 nel libro “Iside svelata“.
 
Alcuni non amano definire la Blavatsky una satanista, io mi limiterò a citare dei brani dal suo libro “La Dottrina Segreta” [Milano, Bocca, 1953, pp. 383,384, 400] in cui definisce Satana “il Dio, il solo Dio del nostro pianeta” e prosegue “la Chiesa maledicendo Satana […] maledice Dio“. La società comprendeva tre ordini di cui il secondo si chiamava “Ordine della Rosa rossa e della Croce d’oro“. A capo della società vi erano i “Superiori Incogniti” che secondo il massone Jean-Pierre Bayard sono “degli esseri invisibili che, senza corpo fisico, trasmettono però dei poteri a degli adepti“…

La Golden Dawn intratteneva stretti rapporti con la “Stella mattutina” un’esclusiva società luciferina legata a sua volta alla Società Teosofica e all’ OTO, l’Ordo Templi Orientis. Non a caso la fondatrice della Società Teosofica è la stessa H.P. Blavatsky mentre l’OTO è una società che trae ispirazione dai Rosacroce e dagli Illuminati e in cui si praticava una magia sessuale chiamata magia rossa o tantrica.
 
Membro importante dell’OTO e della Golden Dawn era un certo Samuel Liddell Mathers che fu anche il primo presidente del Comitato di Cooperazione Intellettuale di Parigi, sezione della Società delle Nazioni, prefigurazione dell’UNESCO. Lo stesso Mathers iniziò, nel 1900, a Parigi, il più famoso mago nero del XX secolo, Aleister Crowley. Crowley era un fiero anticristiano, si definiva “La Grande Bestia” e si firmava col numero dell’Anticristo, il “666“.
 
Tornando a H.G. Wells, fu lui a presentare Aleister Crowley ad Aldous e Julian Huxley nipoti di quel Thomas Huxley che fu uno dei fondatori della Round Table. La Golden Dawn si proponeva, tra le altre cose, di creare e diffondere la cultura della droga. Crowley fece conoscere ad Aldous Huxley le droghe psichedeliche ed Aldous divenne uno dei membri che più si adoperarono in questa impresa. Suo fratello Julian, invece, fu il primo direttore generale dell’UNESCO…
 
Tristemente famosa è la frase di A. Huxley: “Man mano che la libertà politica ed economica diminuisce, la libertà sessuale ha tendenza ad accrescersi a titolo di compenso. E il dittatore sarà bene accorto a incoraggiare questa libertà. Aggiungendosi al diritto di sognare sotto l’influenza della droga, del cinema, della radio, essa contribuirà a riconciliare costoro con la schiavitù che è il loro destino.” Lo scrittore collaborò anche con Allen Dulles, capo della CIA, nel piano “MK-Ultra” per il controllo della mente umana attraverso droga e pornografia.
 
Ci sarebbe altro da scrivere ma non divaghiamo. H.G. Wells era anche membro della Fabian Society e della Fondazione Rockefeller. La Fabian Society nacque nel 1884 per riorganizzare la società attraverso una penetrazione lenta, paziente, progressiva e inosservata dei loro uomini nelle università, nelle amministrazioni pubbliche e private e nelle industrie.
 
Solo dieci anni dopo, nel 1894, la società fondò la London School of Economics grazie ai fondi del banchiere Sir Ernest Cassel. Altro membro della Fabian Society fu Eleanor Marx, figlia di Karl Marx che, qualche anno prima, nel 1881, aveva fondato la “Democratic Federation“, federazione a cui aderirà anche Annie Besant all’epoca dirigente della Società Teosofica. Annie Besant fu anche la fondatrice della Lucifer Trust a cui fu costretta poi a cambiare nome in Lucis Trust. La Lucis Trust è oggi la parte spirituale dell’ONU…
 
Insomma H.G. Wells era in contatto sia con l’Alta Finanza, sia con società esclusive in cui si praticava la teurgia (metodo che serve ad invocare i demoni), sia con società, altrettanto esclusive, che si adoperavano per la conquista del mondo infiltrando le sfere di potere. Non a caso si deve a Wells la paternità dell’espressione “Nuovo Ordine Mondiale“, titolo di un altro suo libro.
 
I marziani di Wells ebbero parecchio successo anche perché, in quel periodo, un astronomo italiano, Giovanni Schiaparelli, osservò dei canali sul pianeta Marte ed ipotizzo che fossero stati costruiti da forme di vita intelligenti. Qualche anno dopo si scoprì la causa naturale dei canali e la gente smise di pensare ai marziani.
 
Il primo avvistamento di “dischi volanti” risale al 24 giugno 1947 a Washington: Kenneth Arnold dichiarò di aver visto degli strani oggetti volanti simili a piatti. Fu così che nacque l’espressione “flying disk”, disco volante.
   
Nessuno, giustamente, ipotizzo che all’interno dei “piatti volanti” ci fossero esseri provenieni da altri pianeti.
 
L’8 luglio di quell’anno il quotidiano “Roswell Daily Record” pubblicò la notizia della cattura di un disco volante da parte dell’esercito degli Stati Uniti. In realtà era accaduto che Mac Brazel, proprietario di un ranch nei pressi di Roswell, si era imbattuto in strani resti metallici (dal peso complessivo inferiore ai 3 Kg) e aveva avvisato lo sceriffo.
 
Successivamente iniziarono a girare voci anche riguardo al ritrovamento di un altro rottame e dei cadaveri di cinque extraterrestri. Probabilmente ad alimentare queste voci era stato l’iniziale imbarazzo da parte delle autorità militari.
 
I militari effettivamente avevano qualcosa da nascondere. Già dal 1930 a Roswell si effettuavano esperimenti missilistici del pioniere Robert Goddard, a 200 Km da Roswell si testavano i missili V2, a 350 Km c’erano i laboratori in cui Fermi e Hoppenheimer avevano sviluppato la bomba atomica e a 150 Km era stata testata la prima esplosione nucleare della storia.
 
Per le autorità era meglio se gli abitanti di quelle zone, notando delle stranezze, le avessero attribuite agli alieni…
 
Robert Goddard venne contattato, all’inizio degli anni ’30 da un certo Jack Parsons che nel 1936 fondò il “Jet Propulsion Laboratory“. Parson oltre ad essere un esperto di missili ed una mente geniale, si interessava anche ad altro: pensate che si faceva chiamare l’Anticristo.
 
Jack l’Anticristo indivinate chi conobbe all’età di 25 anni? Il mago nero Aleister Crowley, la Bestia 666! Inutile evidenziare che tra i due si creò un bel rapporto…
 
Nel 1946, la Bestia e l’Anticristo, con l’aiuto di L. Ron Hubbard, che poi avrebbe fondato Scientology, iniziarono l’operazione Babalon. L’operazione consisteva nel far incarnare nel feto di una donna incinta, attraverso appositi rituali teurgici, uno spirito “elementale”. Prima dell’esperimento Parsons condusse una donna nel deserto che, se fosse stata la prescelta, avrebbe dovuto vedere, sempre secondo Parsons, un U.F.O. argentato a forma di sigaro. L’operazione Babalon fu poi commissionata a Roman Polansky affinché ne facesse un film. Il talentuoso regista girò infatti Rosemary’s baby.
 
In realtà Parsons non credeva che i “sigari volanti” fossero astronavi ma manifestazioni spiritiche…
 
…Ma andiamo con ordine:  Aleister Crowley nel 1904 affermò di essere entrato in contatto, in Egitto, con un’entità che si chiamava Aiwass che gli preannunciò l’arrivo di una Nuova Era. Per raggiungere questa New Age, si sarebbe dovuti passare per la distruzione del cristianesimo. Aiwass profetizzò anche qualcosa che Parsons, in seguito, individuò negli U.F.O.. Così si spiega l’affermazione di Parsons, rinvenuta grazie alla pubblicazione nel 1973 dei rituali dell’OTO (sì, esatto, l’OTO… Ammazza-ammazza è tutta una razza) in cui cui spiegava che i dischi volanti avrebbero giocato una parte nel convertire il mondo alla “crowleyanità”.
 
Altra conferma della natura “immateriale” degli U.F.O. e degli alieni viene da Kennet Grant, uno dei più importanti divulgatori dell’opera di Crowley: “Operando con le formule della magia thelemica [il culto di Thelema venne creato da Crowley dopo la visione in Egitto] Parsons prese contatto con esseri extraterrestri dell’ordine di Aiwass.“.
 
Possibile dunque che il mito degli extraterrestri si sia generato in questo modo? Facciamo una prova: pensate al viso di un alieno. Fatto? Bene, quello che segue è il ritratto che il mago nero Crowley fece di Lam, un’entità extraterrestre che gli sarebbe apparsa dopo Aiwass, nel 1919…
 

Se queste informazioni ancora non bastano per capire la vera natura degli U.F.O. / alieni, presto ne pubblicherò delle altre che comunque puoi trovare nei libri “Extraterrestri. Le radici occulte di un mito moderno” di Pennetta e Marletta e “Massoneria e sette segrete. La faccia occulta della storia” di Epiphanius.

http://www.losai.eu/le-incredibili-origini-degli-u-f-o-e-degli-alieni/

domenica 3 gennaio 2016

Due Acquari

Gli esseri umani sono come pesci in un doppio acquario di falsità. Sono convinti che il primo acquario, il mondo concreto della materia, sia ormai completamente noto, e sulla base di questa presunzione hanno inventato tecnologie che dovrebbero permettere loro di vivere più comodamente ed a lungo. Eppure a volte le leggi fisiche e biologiche non funzionano come dovrebbero.

Quando ciò accade, le 'anomalie' sono frettolosamente etichettate come 'miracoli' o 'incredibili coincidenze.' Il fatto è che siamo troppo ciechi o pavidi per ammettere che le cosiddette leggi della scienza non siano affatto scolpite nella roccia.

new age

Il concetto è così rivoluzionario che preferiamo mentire a noi stessi piuttosto che accettarlo come ovvio. Il mondo basato su tali assunti è il primo acquario, ed a detta di alcuni fisici quantistici conterrebbe un mero 0,1% della realtà.

Il secondo acquario contiene il restante 99,9% della realtà, tra cui i mondi sottili che influenzano costantemente il primo acquario, ossia il mondo materiale. Tali mondi sono numerosi: eterico, astrale / vitale, emotivo, mentale, causale. Li esploriamo quotidianamente quando dormiamo, immaginiamo, meditiamo, usiamo droghe ricreative e farmaci psicotropi. Alcune persone si limitano a studiare le leggi alla loro base attraverso testi religiosi, sacri ed esoterici. Altri invece sfruttano questa sapienza per controllare la realtà del primo acquario. Evocano forze ed entità 'positive' e 'negative' (divinità, angeli, alieni, djinn, demoni, asura) per perseguire i loro scopi e desideri.

Anche in questo caso i risultati sono parziali e le leggi denotano un'incoerenza di fondo che non si addice alla loro apparente invariabilità. I mondi sottili sono ingannevoli come il mondo materiale, in questo doppio acquario fatto di falsità.

Sulla Terra il controllo del primo acquario è stato organizzato dalla élite globale per migliaia di anni.
Generazione dopo generazione, le famiglie di sangue blu hanno seguito un programma a lungo termine di inganno e manipolazione al fine di raggiungere l'assoluto dominio temporale e spirituale dell'umanità. Questo controllo temporale (all'interno del primo acquario) è stato reso possibile solo attraverso il controllo spirituale degli individui, che ha luogo attraverso le leggi del secondo acquario. È per questo che l'élite globale è così profondamente coinvolta nel cosiddetto 'satanismo.' E questo è anche il motivo per cui costoro oggi controllano ogni religione, filosofia spirituale, ordine, culto, società segreta, scienza.

Le entità che popolano i mondi sottili vivono molto a lungo, perché il loro spazio-tempo è molto diverso dal nostro. Quando il loro 'nutrimento' inizia a scarseggiare, i cosiddetti 'dei' che assorbono energie vitali e mentali umane alterano le loro strategie di raccolta. Al giorno d'oggi molti calendari sacri - direttamente scritti oppure corretti ad arte dall'elite e poi interpretati dai loro 'esperti' prezzolati - indicano che staremmo entrando in una nuova era (new age): l'Era dell'Acquario.

In realtà, questa New Age vorrebbe essere un ritorno al passato - cioè alla cultura magica cabalistica esistente in epoca pre-diluviana - tutto ciò al fine di preservare il dominio del mondo da parte delle stesse entità che lo dominano da eoni, sotto il comando del dio dell'illusione. Quest'ultimo è spesso chiamato Satana (avversario) - o Lucifero (portatore di 'luce'). I cosiddetti testi sacri annunciano enormi sconvolgimenti cosmici che distruggeranno l'umanità corrotta. Tutti coloro che sopravvivranno agli sconvolgimenti potranno poi vivere una Nuova Età dell'Oro ed evolversi in una nuova forma di vita.

Tuttavia, come spesso accade nell'acquario delle falsità, è vero esattamente il contrario. I cambiamenti in predicato ad accadere sono dovuti all'evoluzione spirituale di una massa critica di esseri umani, la quale sta determinando la trasformazione e liberazione dell'intera umanità, ed il dio dell'illusione, risoluto a conservare intatta la propria fonte di nutrimento, ha ordito un gigantesco progetto di ingegneria sociale e spirituale finalizzato ad arrestare il processo attraverso questo ritorno al passato, e mediante il mantenimento degli esseri umani in un costante stato di stordimento e sottomissione.

guerre stellari, forza

Guidati dal loro padrone satanico i membri delle elite hanno diligentemente eseguito la messa in opera del piano, passo dopo passo, mossa dopo mossa:

Scacco Matto in Otto Mosse.

1- L'ateismo scientifico, gigantesco movimento di pensiero, è stato instaurato affinché le masse cessassero di tramandarsi la consapevolezza dell'esistenza dei mondi sottili.

2- Alieni e demoni hanno fornito nozioni e tecnologie segrete tramite cui il potere ha potuto elevare a sistema il saccheggio e la distruzione del pianeta, ed ottenere il controllo mentale delle masse.

3- I mass media si sono fatti carico di eccitare costantemente la cupidigia umana con la loro noiosa propaganda. Le loro banche ci hanno prestato i loro soldi, così da asservirci e farci cedere all'ammaliamento dei beni di consumo prodotti dalle loro multinazionali.

4- L'élite ha creato i vari movimenti ambientalisti, incaricati di descrivere la Terra come vittima dei 'crudeli, egocentrici esseri umani.'

5- L'élite spirituale (il culto satanista dei Gesuiti) con l'ausilio dei media ha diffuso la spiritualità New Age, attraverso cui introdurre alla venerazione di alieni e 'maestri ascesi' (demoni) canalizzati da alcuni 'prescelti' (posseduti).

6- Le tecnologie segrete dell'élite (tra cui Haarp e le sostanze contenute nelle scie chimiche e nei vaccini) sono utilizzate massicciamente con l'obiettivo di accelerare la trasformazione dell'ambiente e degli esseri umani. Esse stimolano nella gente specifici pensieri, emozioni, desideri, azioni, e producono malattie.

7- La New Age ha diffuso la convinzione che l'ego individuale sia il male, e che sia necessaria la sua subordinazione ad una volontà collettiva tecnologica.

8- Attraverso l'eugenetica (uccisione dei non conformi) ed il transumanesimo (miglioramento dei sottomessi) si prosegue l'opera di assoggettamento dell'umanità al dio dell'illusione ed ai suoi servi.

New Age = Satanismo + Tecnologia.

Secondo l'autore Arthur C. Clark: "ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia." Ciò vuol dire che la maggior parte delle cosiddette manifestazioni spirituali possono essere riprodotte tecnologicamente.

Negli ultimi decenni l'élite ha avuto accesso a informazioni tecnologiche avanzate di 10.000 anni rispetto alle cognizioni della scienza ufficiale, le quali possono facilmente simulare eventi soprannaturali quali apparizioni, ufo, telecinesi e così via. Molte religioni da sempre ci mettono in guardia contro simili 'portenti', ascrivendoli all'opera del diavolo, tuttavia la cultura New Age ignora tali ammonimenti e promuove apertamente le pratiche occulte e magiche.

Il programma New Age è stato accuratamente concepito e messo in atto affinché poco a poco tutte le religioni fossero infiltrate e corrotte, ed iniziassero ad apparire contraddittorie e antiquate. Era necessario che i fedeli si convincessero che i credo ricevuti in eredità dai loro antenati fossero solo un mucchio di vecchie bugie. In tal modo sarebbe stato molto più agevole veicolare e normalizzare le bugie moderne della New-Age, grazie all'opera indefessa di molti ottimi piazzisti.

L'ONU è profondamente coinvolto in questa operazione di ingegneria sociale, come evidenziato da questa dichiarazione di Robert Muller, assistente del Segretario Generale per 40 anni: "La pace sarà impossibile senza l'addomesticamento del fondamentalismo attraverso una religione unitaria che professi la fedeltà ad una spiritualità globale e persegua la salute del pianeta."

La disinformazione spirituale è diventata una vera specialità dell'elite. Ecco la ricetta di base:

- Deformare i messaggi provenienti dai reali mondi spirituali (sovra-coscienza) associandovi un fitto insieme di dogmi. Imporre tali dogmi attraverso la paura (i concetti di peccato, inferno, dannazione) e la violenza (guerre di religione, inquisizioni, istituzioni religiose gerarchiche). Adattare costantemente tali dogmi al livello di coscienza medio dell'umanità.

- Negare l'esistenza dei mondi sottili e promuovere il darwinismo e l'ateismo materialista. Gli esperti infallibili dai loro pulpiti televisivi devono dichiarare impossibile e risibile qualsiasi nozione di Dio, angeli, demoni, elementali, e altre entità.

- Introdurre falsi dogmi spirituali (articolo in basso) che facilitino la connessione ai mondi sottili inferiori, piuttosto che a quelli superiori

- Presentare tutte le entità invisibili come benefiche ed evolute. Incoraggiare la cultura della magia (per esempio, la Legge dell'Attrazione), in modo tale da fissare la concentrazione sulle aspirazioni materiali e relegare la reale spiritualità in secondo piano.

- Attraverso riti satanici ed apertura di portali sui mondi sottili (stargate) facilitare l'interazione tra l'uomo e le entità sottili (Albert Pike, Aleister Crowley, Jack Parsons, Ron Hubbard si resero artefici di simili esperimenti).

- Impoverire e falsare il vocabolario spirituale confondendo i concetti. Ad esempio l'ateismo (convinzione dell'inesistenza di un dio) è stato fatto diventare sinonimo di laicità (separazione tra Chiesa e Stato). Satanismo, paganesimo e spiritualità sono diventati indiscernibili. Tutti i mondi sottili sono stati accorpati in un "inconscio collettivo" junghiano.

- Creare il mito degli alieni provenienti da altre galassie e più avanzati di noi tecnologicamente, mentalmente e spiritualmente.

- Costruire falsi alieni e dischi volanti per preparare il terreno ad una falsa invasione di alieni cattivi e/o un falso arrivo di alieni buoni, salvatori dell'umanità.

- Modificare chimicamente (ibridazione) e tecnologicamente (biochip) milioni di persone per facilitare la loro possessione da parte di entità demoniache. Tali hubrids sono già esistenti e sono i principali artefici della diffusione della propaganda attraverso i loro ruoli di potere.

- Diffondere droghe ricreative, canalizzazioni e pratiche magiche. Molti farmaci facilitano la connessione ai mondi sottili inferiori.

Questa ricetta ha condotto l'umanità dall'età delle religioni a quella dell'ateismo, ed oggi la sta conducendo al culto degli alieni. Anche il Vaticano è concorde: "E' del tutto credibile che nell'enorme distanza tra gli angeli e gli esseri umani esista una specie intermedia - ossia esseri con un corpo come il nostro, ma estremamente più elevati spiritualmente."

Ancora più notevole è stata la recente dichiarazione (aprile 2014) di Papa Francesco: "Cari fratelli, intendo dire a tutti voi che non siamo soli nell'universo. La scienza ha compiuto tanti progressi che, molto probabilmente, presto potremo conoscere i nostri nuovi fratelli e sorelle, con i quali scambieremo un segno di pace. In quel giorno ci sarà meraviglia e ci ricorderemo che Dio è uno e veglia su tutti noi."

Tale dichiarazione rilasciata dal Papa lascia sospettare che l'agenda satanica dell'elite stia avvicinandosi alla conclusione. Ci riuscirà? Malgrado l'evidenza sembri dire il contrario, qualcosa in me sussurra che no, alla fine non ci riuscirà. Non è possibile che l'umanità abbia affrontato tanta sofferenza per milioni di anni solo per tornare ad essere controllata da una mente collettiva, per quanto benevola possa fingere di essere.

http://www.anticorpi.info/2015/12/new-age-e-nuovo-ordine-mondiale-nwo.html

lunedì 14 dicembre 2015

Il misterioso Monte Musinè

La zona di Torino è ampiamente riconosciuta come una delle terre più esoteriche e misteriose della pianura Padana.


Una landa nella quale la storia si intreccia con la superstizione, l’alchimia con la magia, la stregoneria con la scienza, la fantascienza con la realtà creando un miscuglio affascinante e terrificante di sensazioni e di esperienze in chiunque intenda addentrarvisi.

Ad una ventina di chilometri dal capoluogo piemontese, in Val di Susa, si leva, sinistro, verso il cielo il Monte Musinè.

Si tratta di un vulcano spento ormai da millenni caratterizzato dall’avere una vetta tetra e spoglia che, dalla notte dei tempi, ha creato attorno a sé una misteriosa ed inquietante serie di credenze.

È un monte traforato di gallerie e passaggi irregolari spesso ancora, del tutto, inesplorati.

Uno dei primi aspetti che colpisce dell’ex-vulcano è che la vegetazione florida alle sue pendici, improvvisamente, scompare proseguendo dalla base verso la vetta, lasciando spazio solo ad arbusti rinsecchiti e grovigli di vipere.

Poiché ogni tentativo di rimboscamento, avanzato nel corso dei secoli e dei millenni, è miseramente fallito, la credenza popolare vuole che la causa di ciò vada ricercata nell’incessante processione di anime dannate che percorrono il monte stesso.

Per gli appassionati delle teorie del complotto ed i filo postmoderni, la spiegazione va, invece, ricercata nella presenza di emanazioni radioattive provocate da una base segreta.

Come non bastasse, ai piedi del monte, c’è un “cono d’ombra” che oscura qualsiasi trasmissione radio, causando problemi anche agli aerei privati che sorvolano la zona.

L’alone di mistero che ammanta il Monte Musinè ha anche un importante repertorio di legami con la storia. La croce di cemento armato che svetta sulla sua cima testimonia l’antica battaglia nella quale il pio imperatore Costantino ha sconfitto Massenzio dopo gli apparve la celeberrima scritta: IN HOC SIGNO VINCES (sotto questo simbolo, ossia la Croce, vincerai).

La natura esoterica e sacrale del luogo data, però, all’epoca preistorica, con una lastra con rappresentati tre uomini con le braccia levate verso il cielo. Sopra le loro teste ci sono tre soli di dimensioni diverse, uno dei quali è a forma di un disco, mentre gli altri due sono semicerchi.

Tra le varie interpretazioni di un simile arcano disegno c’è chi ipotizza che rappresenti le tre fasi solari: l’alba, il mezzogiorno ed il tramonto con i tre uomini in adorazione del sole.

Ma non è finita qui.

Sempre sul monte ci sono delle buche scavate nella roccia ad opera delle popolazioni celtiche. Sono le così dette “coppelle” delle mappe celesti che rappresentano la Croce del Nord, l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, Cassiopea e le Pleiadi.

Il vasto carnet di leggende nate sul Monte Musinè è popolato da immagini di atmosfere lugubri, inquietanti e spettrali, di lupi mannari che vagano nella notte sulle sue pendici, e di altri esseri terrificanti.

Secondo tradizioni ancora vive, un drago d’oro sarebbe stato posto a guardia della ‘grotta incantata’ del Musinè, pronto a difendere non solo gli strabilianti tesori conservati al suo interno, ma anche il mago che la abitava.

Sembra che un giovane di nome Gualtiero, noncurante di moniti alla prudenza dei compaesani, un tempo sia penetrato nell’antro dello stregone.

Quest’ultimo, vistosi scoperto, avrebbe abbandonato il proprio rifugio a bordo di un ‘carro di fuoco’, facendovi di tanto in tanto ritorno con lo stesso veicolo per dedicarsi a qualche incantesimo…

Gli abitanti delle località vicine identificano quest’astronave ante litteram con i globi di fuoco che, talvolta, pare sorvolino la vallata per posarsi poi sul monte.

Riflettendo un attimo sul drago e sulla ‘sfera infuocata’, è facile ricollegare il tutto alle vecchie fiabe che raccontano di innumerevoli bestioni del genere a guardia di antri e tesori.

Ma nella mitologia cinese incontriamo proprio draghi d’oro volanti, avvampanti.

E poiché, del ‘mostro del Musinè’ non si parla più dopo la scomparsa del mago, molti si domandano se non abbia preso il volo e sia poi stato visto come bolide fiammeggiante del mago stesso?

Qui, ogni primo maggio, streghe ed indovini pare continuino ancora a darsi appuntamento per festeggiare le forze del male. Prove del diabolico convito risalgono al ‘600 allorché si narrava di musiche demoniache accompagnate da urla di dolore.

A rincarare la dose di magia e mistero, già aleggiante sul luogo, nel 1973, pare che sia apparsa, sulla vetta, una misteriosa lapide di metallo con scritto:

“Qui è l’ultima antenna dei sette punti elettrodinamici che, dal proprio nucleo incandescente vivo, la terra tutta respira…”

Seguiva un elenco di entità “magiche” operanti sul monte, inclusi: Gesù, Maometto, Confucio Abramo, Buddha, Gandhi.

Sempre sulla stessa lapide c’era anche un esplicito invito:

“Pensateci intensamente. Pensiero è costruzione”.

Cinque anni dopo la lapide è, altrettanto misteriosamente, scomparsa.

Ma la storia non si è conclusa così perché, il 7 ottobre del 1984, un gruppo di esoteristi ne ha creata una copia ricollocandola al suo posto e cementandola alla base della croce sulla vetta dell’ex-vulcano.

Un’altra leggenda vuole che Erode, il feroce re di Giudea artefice della strage degli innocenti, sia stato condannato ad espiare i suoi crimini sorvolando la tetra montagna rinchiuso in un carro aereo di fuoco.

In effetti non sono rare le notti nelle quali si accendono improvvisi bagliori lungo le pendici del Monte Musinè e, per alcuni, anche nel suo cielo: si tratta a volte d’incendi, a volte di lampi. C’è però, anche, chi parla di fuochi fatui, di fulmini globulari…

Così, all’esoterismo e la magia, all’atmosfera sinistra e conturbante del luogo si, aggiunge anche il mistero degli UFO.

E se, secondo alcuni il Monte sarebbe una base di dischi volanti, altri non mancano di segnalare più o meno presunti avvistamenti o, persino, adduzioni.

L’8 marzo 1996 un oggetto luminoso è stato osservato per oltre un quarto d’ora da due escursionisti mentre scendevano dal Monte. Secondo il loro racconto, l’oggetto aveva una forma simile ad un cilindro dai riflessi giallo-verdi con le estremità arrotondate e sembrava sostenersi, oscillando leggermente, su un cuscino di luce bianco-gialla.

Alle due estremità dell’oggetto c’erano due grosse calotte trasparenti attraverso le quali si intravedevano muoversi delle sagome che sembravano di umanoidi.

Andando a ritroso nel tempo, il legame di questa zona con gli UFO, vanta origini remote. Il Monte Musinè è noto per una serie di presunti avvistamenti di inspiegabili bagliori azzurri, verdastri e fluorescenti, che sono documentati a partire dal lontano 966 d.C.

”Il vescovo Amicone si trovava in Val di Susa per consacrare la chiesa di San Michele sul monte Pirchiano, di fronte al Musinè. Durante la notte i valligiani assistettero ad uno spettacolo affascinante: il cielo fu percorso da travi e globi di fuoco che illuminarono la chiesa come se fosse scoppiato un incendio”.

La chiesa in questione è la famosissima Sacra di San Michele, che secondo una leggenda, è stata costruita dagli angeli. Il nome del monte sulla quale sorge sarebbe, dunque, una derivazione di Porcarianus o monte dei Porci, mentre il Musinè deriverebbe dal dialetto piemontese e significa “asinello”.

Fuori metafora, i due monti rappresenterebbero, quindi, il bene di fronte al male, il drago di fronte a San Michele.

Ed ancora, secondo molti esoteristi, il Monte sarebbe un gigantesco catalizzatore di energie benefiche, capace di ampliare le facoltà extrasensoriali.

E, per alcuni, è, persino, una sorta di finestra aperta su un’altra dimensione.

Tutto ciò “giustificherebbe” (per chi ci crede, naturalmente), in una visione esoterica, l’avversione degli abitanti della Val Susa al passaggio dell’alta velocità: comprometterebbe il delicato sistema energetico.

Il ricco patrimonio di immaginario collettivo che accompagna il Monte Musinè, è considerato da parecchi ricercatori, incluso il francese Louis Charpentier, come deformazioni di avvenimenti reali, ricordi distorti, alterati nel corso dei secoli.

E dello stesso parere è anche Mario Salomone, archeologo e fotografo torinese che lo porta sulle tracce di un’antichissima cultura senza nome, riecheggiante motivi propri a civiltà di tutto il globo: da Chichén Itzà a Mont Sant Michelle, dalle Piramidi agli antichi cinesi.

Il Monte Musinè è, di fatto, come già accennato, costellato di rappresentazioni solari, accanto alle quali si trovano menhir, pietroni che potrebbero essere aree sacrificali preistoriche, con un monolito trapezoidale perfettamente squadrato.

I tre soli su questa stele hanno i loro esatti corrispondenti nei segni rilevati in Francia, a Pair-non-Pair (Gironda) e nei pressi di Montesquieu (Avantès-Ariège), interpretati dall’archeologo Aimè Michel come ‘possibili raffigurazioni di veicoli spaziali’.

I tentativi di spiegazione delle leggende prospettano, dunque, un quadro fantastico. “Si narra che l’uomo lupo si trasformasse in belva venendo fuori dalla sua grotta, per riprendere poi sembianze umane”, spiega Salomone. “Potrebbe trattarsi benissimo d’individui i quali, uscendo all’aperto, si coprissero con pelli animali per difendersi dal freddo”.

E, riferendosi agli altri favolosi ricordi, aggiunge: “Le immagini spettrali, umane o animali, scomparenti nel fumo potrebbero essere quelle di vittime sacrificate sulle presunte are, le urla delle anime dannate le loro espressioni di terrore, oppure grida di guerra. I balli, i suoni strani, le musiche misteri

martedì 1 dicembre 2015

Le 120 Giornate di un Rettiliano

Nel suo tesissimo capolavoro pubblicato postumo ‘Salò e le 120 giornate di Sodoma’, Pierpaolo Pasolini descrive nei dettagli più turpi il funzionamento e gli scopi di una bizzarra e desolante cricca di pervertiti, dediti alla depravazione dei fanciulli ed al soddisfacimento dei loro luridi desideri erotici.
 

Guardando la pellicola (da poco restaurata) balza subito agli occhi come il riferimento politico e sociale a Salò ed alle tristissime fasi della sua ‘Repubblica’ nulla hanno a che fare con la narrazione.
 
La vicenda si poteva svolgere in qualsiasi epoca e momento storico, il contesto è infatti al tempo avulso dalle contingenze e quasi sospeso nel tempo.
 
Osservando le parti, si possono notare il quartetto delle autorità (laiche, nobiliari, imprenditoriali e religiose) nel ruolo di registi di ciò che accade, assistiti dalle meretrici/narratrici e dai ragazzi armati nel duplice ruolo di carnefici e vittime. In fondo alla piramide interna, un gruppo di adolescenti adescati oppure rapiti ed imprigionati in quel delirante girone dantesco della perversione.

In un crescendo di orrori, morte e sadismo, si giunge infine al ‘balletto’ di due carcerieri che si chiedono: ‘chi è il tuo fidanzato’? ‘Margherita’ risponde uno dei due.

Mi chiedo dove Pasolini abbia preso spunto per imbastire questa sorprendente sceneggiatura sui meccanismi del potere (oltre alle opere di De Sade) e mi chiedo inoltre quale sia il fine di questa fatica del geniale e prolifico regista friulano.

Secondo Paolo Franceschetti ed altri acuti osservatori, esiste una specie di società segreta paramassonica dedita al proprio compiacimento ed alla ritualizzazione della violenza e dell’omicidio.
 
Tale combriccola è composta da personaggi (uomini e donne) che rivestono sovente ruoli istituzionali o comunque elevati nella scala sociale e che si trasformano a piacimento in violenti depravati, proprio come accade nel romanzo ‘Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mister Hyde’ di Robert Louis Stevenson. La storia e la cronaca italiota è purtroppo piena delle gesta di questi loschissimi figuri. Essi traggono giovamento immediato dal partecipare ai loro osceni rituali in termini di accesso alle risorse sociali ed economiche (altrimenti interdette ai più) oltre che in termini di sublimazione e catalizzazione della loro energia distruttiva primordiale.

Difficile dire se oltre la piramide terrena esista una necessità sacrificale, un tributo da elargire a qualche divinità dell’ombra. Resta il fatto che tale nerissima società esercita un potente influsso sulla vita sociale della società degli uomini e lo fa forse da sempre.
 

Nel film, gli arredi, la musica, il parlare forbito e coltivato dei ‘registi’, la ‘location’ ... lasciano immaginare che tutta la società sia costruita attorno a loro ed in funzione dello svolgimento del loro peculiarissimo ruolo storico. E’ come se un contesto apparentemente civile ed evoluto sia in realtà un ideale scenario correlato per condurre e gestire esistente dedicate alla ritualizzazione della violenza e dell’omicidio. E’ questa la Matrix di cui si parla tanto oggi? Uno scenario ad uso e consumo di pochi eletti?
 

Resta da capire se Pasolini abbia in qualche modo fatto parte di questa ‘società’, come pare sia accaduto a Rino Gaetano per esempio, e se abbia desiderato rivelarne alcuni aspetti al grande pubblico.

Una vicenda simile coinvolse Stanley Kubrick con il suo ‘Eyes Wide Shut’, in cui la ‘combriccola’ si comporta in modo assai simile a quella del lavoro pasoliniano. Sessualità codificata, perversioni ritualizzate, contesto aulico e riservato, sacerdote oscuro in azione nelle vesti di un ignobile regista. Simili sono inoltre la fotografia e la location. Anche nel caso di Kubrick, il film è uscito postumo, forse perché chi osa rivelare i segreti dell’associazione muore?
 
 

lunedì 9 novembre 2015

Kubrick e Pasolini... Due film, un solo destino.

Tu chiamalo, se vuoi, movente esoterico. Nasce dalla chiave di lettura “simbolica” dell’evento, quella che fa caso a dettagli in apparenza insignificanti, senza valore per la verità giudiziaria. In base a questa analisi, Pasolini sarebbe stato assassinato con le modalità del sacrificio rituale, in base alla “pena del contrappasso” enunciata da Dante Alighieri, per due ragioni sostanziali.
 
La prima: aveva denunciato la subdola ferocia del potere mettendo alla berlina, col romanzo “Petrolio”, i mandanti dell’omicidio Mattei. E soprattutto, attraverso le atroci sequenze del suo ultimo film, “Salò”, ispirato al romanzo del marchese De Sade “Le 120 giornate di Sodoma”, aveva osato mettere in scena l’abominio di perversioni sessuali violente, fino alla morte delle giovani vittime, perpetrato da una super-casta annidata tra i massimi vertici.
 
Non un incubo o una fantasia terribile, ma l’agghiacciante rappresentazione di una realtà indicibile, sostiene Stefania Nicoletti. Per questo Pasolini è stato ucciso, e in quel modo: con “Salò”, film strettamente collegato all’omicidio (le pellicole rubate), aveva denunciato una pratica selvaggia, di spaventosa brutalità, tragicamente ordinaria in alcuni ambienti insospettabili.
 
Stefania Nicoletti collabora da anni con l’avvocato Paolo Franceschetti, già legale delle “Bestie di Satana” e indagatore dei più controversi casi di cronaca, da Cogne al Mostro di Firenze. La tesi è suffragata da osservazioni inconsuete: molti delitti di cui parlano i media sono fatti di sangue solo in apparenza inspiegabili; in realtà si tratta di veri e propri “sacrifici umani”, compiuti da esoteristi che agiscono al riparo di potentissime protezioni, anche istituzionali.
 
Salò o Le 120 Giornate di Sodoma
 
Quello che viene esibito – le indagini inconcludenti, il capro espiatorio socialmente fragile – non è che un copione per depistare l’opinione pubblica.
 
La verità, ripete Franceschetti, è che ogni anno, in Italia, spariscono centinaia di minori. «Dove finiscono? Molti loro nel gorgo del traffico di organi, e altrettanti – appunto – nella potentissima rete dei pedofili: gente che arriva a pagare cifre folli per gli “snuff movie”, i film dove la giovane vittima viene violentata e seviziata fino alla sua morte», come appunto nel film di Pasolini. Ed ecco allora l’altro movente, quello occulto, che si salda con la volontà di eliminare e “punire” una voce troppo coraggiosa, lo scrittore che in “Petrolio” (uscito postumo) accusò Eugenio Cefis per la morte di Mattei, il “padre” dell’Eni temutissimo alle Sette Sorelle in quanto filo-arabo.
 
«Spesso il movente del delitto di un personaggio scomodo non è uno solo, ma sono più moventi insieme, che non si escludono a vicenda ma anzi sono complementari, come sono complementari gli interessi e le entità che vogliono la morte di un determinato personaggio inviso al sistema», scrive Stefania Nicoletti sul blog di Franceschetti.
 
E’ il caso, appunto, di Pasolini, sul quale si è scritto di tutto, anche di recente. Nel 2009, ad esempio, è uscito per “Chiarelettere” il libro “Profondo nero” di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, che porta avanti la tesi Eni-Cefis-Mattei e che contiene anche un’intervista a Pino Pelosi, il “ragazzo di vita” che era con Pasolini quella tragica sera, il 2 novembre 1975, all’Idroscalo di Ostia (alla pista-Eni ha dato risalto, tra gli altri, anche il blog di Beppe Grillo). Nell’agosto 2012, continua la Nicoletti, è arrivata la sentenza della Corte d’assise di Palermo sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, ucciso nel 1970 perché stava indagando sulla morte di Enrico Mattei.
 
Enrico Mattei
 
Una sentenza, dunque, dopo 40 anni. De Mauro? Ucciso per paura che rivelasse i mandanti del sabotaggio dell’aereo di Mattei, precipitato a Bascapè sulle colline dell’Oltrepo Pavese.
 
«La causa scatenante della decisione di procedere senza indugio al sequestro e all’uccisione di Mauro De Mauro – scrivono i giudici – fu costituita dal pericolo incombente che egli stesse per divulgare quanto aveva scoperto sulla natura dolosa delle cause dell’incidente aereo di Bascapè, violando un segreto fino ad allora rimasto impenetrabile e così mettendo a repentaglio l’impunità degli influenti personaggi che avevano ordito il complotto ai danni di Enrico Mattei, oltre a innescare una serie di effetti a catena di devastante impatto sugli equilibri politici e sull’immagine stessa delle istituzioni». Mauro De Mauro, aggiunge la Nicoletti, stava collaborando con il regista Francesco Rosi per il film “Il caso Mattei” e scomparve nel nulla poco prima dell’incontro previsto con Rosi. Cinque anni più tardi, Pier Paolo Pasolini stava indagando sulla stessa pista e aveva scoperto le stesse cose, venendo in possesso di documenti riservati su Eugenio Cefis. E fece la stessa fine di De Mauro.
 
Nel dicembre 2013, poi, escono articoli di giornale che parlano di “svolta” nell’inchiesta per il delitto Pasolini. Dopo 38 anni, scrive Nicoletti, gli inquirenti si accorgono che forse c’è qualcosa che non va nella versione ufficiale e riaprono le indagini. La notizia è che ci sono dei sospetti sui complici di Pino Pelosi: nuovi elementi confermerebbero che a partecipare all’omicidio sarebbero state più persone. «Sono stati ascoltati 120 testimoni, di cui molti non erano mai stati sentiti in precedenza». In articoli come quelli pubblicati dal quotidiano “Il Tempo”, sottolinea la Nicoletti, viene rimarcato più volte che i testimoni sono proprio 120: numero ripetuto per ben tre volte nelle prime righe.
 
«Quando lessi l’articolo, questo particolare mi suonò strano, perché avrebbero anche potuto scrivere “un centinaio” oppure “oltre cento testimoni”. Quel 120 così preciso – scrive la Nicoletti – mi ha ricordato il titolo “Salò o le 120 giornate di Sodoma”», il film “maledetto” che Pasolini aveva ultimato pochi giorni prima di essere ucciso. «È probabile che in questo articolo e nell’intera operazione sia celato qualche messaggio, dato che è proprio nel film in questione che si può trovare uno dei moventi dell’omicidio». In “Salò”, aggiunge Nicoletti, «Pasolini aveva raccontato ciò che accade all’interno delle organizzazioni che detengono il potere».
 
La morte di Pasolini
 
Nello stesso articolo del “Tempo” si parla di «reperti esaminati in passato e ora recuperati dagli investigatori, per avviare nuove analisi utilizzando tecniche scientifiche che precedentemente non esistevano». Di quali reperti si tratta? «Risulta che all’epoca dei fatti venne cancellato o manomesso tutto ciò che poteva essere utile alle indagini: non venne recintato il luogo del delitto, le prove e le tracce vennero cancellate, l’auto di Pasolini venne lasciata incustodita, in modo che chiunque avrebbero potuto mettere o togliere indizi». Dunque, conclude l’analista, «non si capisce quali “reperti” siano ancora validi e possano essere analizzati scientificamente». Un anno dopo, nel dicembre 2014, si parla ancora di “svolta” nelle indagini: le analisi del Dna sugli abiti di Pasolini rilevano tracce di altre 5 persone.
 
Dalle macchie di sangue è stato estratto il codice genetico di altri possibili sospettati, complici quindi di Pelosi. Ma due mesi dopo, nel febbraio 2015, arriva subito un’altra notizia: il test del Dna non risolve il caso, perché il materiale biologico “non è attribuibile”, né collocabile temporalmente.
 
«I magistrati hanno consegnato al gip la richiesta di archiviazione. E dunque l’inchiesta sul delitto Pasolini, riaperta nel 2010, dopo tutti questi annunci di presunte “svolte”, viene di nuovo archiviata». Ma nel 2014, quando l’inchiesta è ancora aperta, Pino Pelosi continua a fare dichiarazioni e viene convocato dalla Procura di Roma per essere interrogato di nuovo. Queste sono alcune delle sue affermazioni: «Quella notte all’Idroscalo c’erano tre automobili, una motocicletta e almeno sei persone, ma non sono in grado di dire chi fossero. Oltre all’Alfa Gt di Pasolini, c’era una Fiat 1300 e un’altra Alfa identica a quella di Pier Paolo. Era buio pesto e ho visto arrivare sul posto due automobili e una motocicletta.
 
C’erano almeno sei persone, e due individui hanno trascinato Pier Paolo fuori dall’abitacolo. In un primo momento sono riuscito ad allontanarmi, fuggendo. Da dove mi trovavo sentivo Pier Paolo gridare e chiedere aiuto, ma nulla di più. Sotto al tappetino dell’automobile di Pier Paolo, Pino Pelosi oggic’erano 3 o 4 milioni di lire. Denaro che non venne ritrovato insieme alla vettura». In più, «l’esame del radiale dell’Alfa di Pasolini, che avrebbe dovuto investirlo e schiacciarlo quando era già a terra, uccidendolo, non è stato mai effettuato».
 
Il pm Francesco Minisci gli domanda di chiarire alcuni aspetti relativi al possesso – all’epoca dei fatti – di una Fiat 850 Coupé. Automobile che, a detta di un testimone, sarebbe stata rubata e poi fatta circolare con targhe “buone”. E Pelosi risponde: «Dovrebbero andare a bussare alla porta della cugina di Pasolini, Graziella Chiarcossi, che denunciò il furto della macchina del regista, poi ritrovata a Fiumicino, e a quella di Ninetto Davoli che, a distanza di anni dai tragici eventi, fece distruggere l’Alfa Gt del regista». In effetti l’auto di Pasolini è stata demolita da Davoli nel 1987, come risulta anche alla motorizzazione di Roma. «Queste di Pelosi sono dichiarazioni importanti, che andrebbero quantomeno approfondite», annota Nicoletti. «Ma l’inchiesta, come abbiamo già visto, è stata archiviata».
 
Intanto, nel settembre 2014, esce il tanto atteso film “Pasolini” di Abel Ferrara, pubblicizzato come “film verità” sull’ultimo giorno di vita e sull’omicidio, con promesse di rivelazioni clamorose. Il regista americano dichiara alla stampa di conoscere la verità sul delitto Pasolini e di rivelare il vero autore dell’omicidio, con tanto di nome e cognome. «Promesse assolutamente disattese: infatti nel film non solo non viene fatto il nome del vero assassino, ma viene messa in atto una vera e propria azione di depistaggio».
 
Pino Pelosi oggi
 
Nelle scene finali viene ricostruita la notte dell’omicidio, continua Nicoletti: «Secondo Abel Ferrara, a uccidere Pasolini non è stato Pelosi – e fin qui va bene – ma un gruppo di sbandati che lo ammazzano perché è ricco e vogliono derubarlo, e perché è omosessuale. Per tutta la sua durata, il film fa credere di voler dare un’ipotesi alternativa sulla dinamica dell’omicidio e sugli esecutori, citando anche brani del romanzo “Petrolio”. Si arriva alla fine del film con tante attese e speranze…
 
E in effetti l’ipotesi alternativa viene data, ma essa è ancora più depistante di quella ufficiale». Esiste invece un altro film, pronto già nel 2012 ma che non è mai riuscito a trovare una distribuzione. Si intitola “Pasolini, la verità nascosta” e il regista è Federico Bruno, che ha ricostruito l’ultimo anno di vita di Pasolini: la stesura del libro “Petrolio” e i capitoli mancanti sull’Eni e sul delitto Mattei, la preparazione del film “Salò” e il furto delle bobine (i negativi), le ultime interviste alla tv francese e a Furio Colombo. «Il film smentisce la tesi ufficiale, portando nuove inedite informazioni. E lo fa davvero, non come quello di Ferrara.
 
Per questo motivo, il film di Federico Bruno è stato boicottato e non distribuito in Italia, rifiutato da tutti, anche dai parenti Pasolini; mentre invece il film depistante di Abel Ferrara è stato finanziato dallo Stato, appoggiato dagli eredi di Pasolini, e persino presentato in concorso al 71° Festival del Cinema di Venezia».
 
Abel Ferrara
 
Negli ultimi mesi, continua Stefania Nicoletti, è stato annunciato un altro film, che uscirà a febbraio 2016: “La macchinazione” di David Grieco, amico e collaboratore di Pasolini, e anche autore della memoria civile al processo Pelosi. Il film racconterà gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini. «In alcune interviste, Grieco afferma che Pasolini è stato ucciso dall’organizzazione che ha compiuto tutte le stragi italiane (che lo stesso Pasolini aveva denunciato nel suo celebre “Io so” e in altri articoli) e messo in atto la strategia della tensione, servendosi di uomini dei servizi segreti e di Gladio». Lo dichiara apertamente, Grieco, intervistato dal “Piccolo” di Trieste: «Pasolini è stato ammazzato da quelli che hanno fatto tutto quello che è stato fatto dal ’69 in poi in questo paese: le stragi, la strategia della tensione, gli omicidi politici, le bombe sui treni, la stazione di Bologna, piazza della Loggia, eccetera. L’organizzazione era molto vasta e quindi non parlo materialmente delle stesse persone. È un’organizzazione che nasce all’alba della Liberazione, quando gli americani arrivano in Italia, l’esercito tedesco è in rotta e loro già stanno pensando a come fronteggiare il nemico sovietico».
 
«Si crea uno Stay Behind che in Italia si chiama Gladio, organizzazione clandestina ma fino a un certo punto perchè in America è pienamente nota ed è presente in tutti i rapporti della Cia al congresso americano», continua Grieco, che spiega che Gladio «serve a fare qualsiasi cosa purché il comunismo non si espanda e non prenda piede nella parte occidentale o meridionale d’Europa. Qualunque mezzo è lecito». Leggendo queste dichiarazioni, Stefania Nicoletti si domanda: «Come mai David Grieco, amico storico di Pasolini, parla pubblicamente solo adesso? Come mai non l’ha detto prima, anziché aspettare 40 anni? Forse è il segno che “qualcuno” ha deciso che certe verità devono emergere in questo momento storico». Oltre al film che sta realizzando, Grieco ha pubblicato anche un libro: “La macchinazione. Pasolini, la verità sulla morte”, uscito da poche settimane, edito da Rizzoli. Grieco fu tra i primi a raggiungere il luogo in cui fu trovato il corpo senza vita di Pasolini, insieme al medico legale Faustino Durante, anche se «risultava che sul luogo del delitto non fosse mai stato convocato un medico legale». Inoltre, Grieco è stato il compagno di Bruna Durante, figlia del medico legale.
 
David Grieco
 
Se l’infinita odissea processuale – proprio come quelle delle stragi e dei casi di cronaca “irrisolti” – naufraga in un mare di ombre, sospetti, menzogne e depistaggi, Stefania Nicoletti si concentra sul profilo “simbolico” della vicenda, sempre trascurato. «A mio parere – scrive – nella scelta del luogo e nella modalità dell’omicidio, è stata applicata più volte la legge del contrappasso».
 
L’Idroscalo è un aeroporto (per gli idrovolanti), e Pasolini «aveva scoperto la verità sull’omicidio di Enrico Mattei, morto in un incidente aereo». Un “contrappasso per analogia”? «Anche nella messa in scena del movente sessuale possiamo trovare un contrappasso: l’hanno ammazzato nei luoghi degradati e negli ambienti violenti che aveva sempre descritto nelle sue opere.
 
Le borgate, i ragazzi di vita, l’omosessualità. Da un lato era un ottimo modo per avere una rapida risoluzione del caso e per poi continuare ad infangarne la memoria, dall’altro fu un omicidio per analogia: ti facciamo morire come uno dei tuoi personaggi. Stessi luoghi, stesse persone, stesse modalità».
 
Ancora cinema: alla fine del 2013 è stata annunciata la pubblicazione di una sceneggiatura risalente al 1959 e rimasta finora inedita, “La Nebbiosa”, in cui Pasolini aveva descritto un omicidio uguale al suo. La trama: un gruppo di teppisti sequestra un omosessuale, lo conduce in uno spiazzo deserto e lo picchia a sangue fino alla morte. I giornali parlano di “visione profetica”, scrivendo che Pasolini “sapeva come sarebbe morto” e che “ha anticipato lo scenario” del suo omicidio. «In realtà, non è che sapeva come sarebbe morto, e nemmeno ha anticipato o profetizzato la sua morte», puntualizza Stefania Nicoletti. «Invece è il contrario: l’hanno ucciso come il personaggio di questa sua opera inedita ora pubblicata. E anche qui possiamo quindi trovare la legge del contrappasso». Secondo la Nicoletti, «è la stessa operazione che fecero con Rino Gaetano e la sua canzone “La ballata di Renzo”», in cui il cantante descrisse la morte di un giovane rifiutato da più ospedali e morto dissanguato nella notte, come in effetti poi accadde all’autore di “Nun te reggae più”. «Anche nel caso di Rino Gaetano si disse che aveva profetizzato la sua morte molti anni prima, quando invece fu il contrario: lo uccisero come in quella sua canzone».
 
Rino Gaetano
 
Sulla storia descritta ne “La Nebbiosa”, il quotidiano “Libero” scrive: «L’alba è vicina e i ragazzi caricano in macchina un omosessuale, lo portano in uno spiazzo isolato, lo spogliano e lo massacrano a sangue. Una scena che sconvolge perché ricorda molto da vicino proprio le modalità con cui Pasolini verrà ucciso nel 1975 al Lido di Ostia. Talmente da vicino che, se stessimo scrivendo un giallo e non un articolo, potremmo ipotizzare che chi ha ucciso Pasolini avesse letto il copione e avesse tutto l’interesse a farlo scomparire.
 
Quasi che “La Nebbiosa” potesse contenere quei segreti sulla morte dello scrittore che nemmeno la magistratura è mai riuscita del tutto a chiarire». Preveggenza, appunto, o piuttosto esecuzione progettata sulla base del copione narrato dalla stessa vittima? Per questo Stefania Nicoletti si concentra su “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, l’ultimo film di Pasolini, uscito postumo due mesi dopo la sua morte. Il regista terminò il montaggio proprio il giorno prima di essere ucciso. Film legato a doppio filo all’omicidio: non solo perché si conclude con una strage, ma perché finì direttamente nelle indagini a causa di materiale cinematografico rubato e poi utilizzato per condizionare il regista, forse addirittura per tendergli l’agguato mortale.
 
E’ noto infatti l’episodio delle bobine di “Salò” rubate alla Technicolor: unico caso nella storia del cinema di furto di “pizze” con richiesta di riscatto (due miliardi di lire). Pasolini si rifiutò di pagare: disse al produttore che avrebbe ricavato un negativo da un positivo e che avrebbe fatto a meno degli originali. Poco dopo, continua Stefania Nicoletti, un personaggio oscuro della malavita romana – si dice che fosse un esponente della Banda della Magliana – andò dal regista Sergio Citti e gli disse di essere in possesso delle pellicole e di poterle restituire anche gratis se avesse organizzato un incontro con Pasolini.
 
Fu lo stesso Citti, amico e collaboratore del regista, a raccontare l’episodio nel 2005, dichiarando anche di non essere mai stato chiamato a testimoniare (secondo il regista Federico Bruno, invece, Citti sarebbe stato ascoltato dagli inquirenti). Pasolini dapprima rifiutò l’incontro per la restituzione delle “pizze”, non fidandosi dell’ambiente da cui proveniva la proposta. Ma in un secondo momento accettò, convinto da Pino Pelosi, che conosceva da qualche mese. «Pelosi fece quindi da esca – consapevole o meno – alla trappola tesa per portare Pasolini a Ostia e ucciderlo».
 
Sergio Citti con Pasolini e Ninetto Davoli
 
Il film “Salò” è ispirato al romanzo del marchese De Sade “Le 120 giornate di Sodoma”, ma Pasolini ne colloca l’ambientazione tra il 1944 e il 1945, nel Nord Italia occupato dai nazifascisti durante la Repubblica Sociale Italiana (da cui il titolo “Salò”). In una villa isolata, si riuniscono quattro rappresentanti del potere: il Duca, il Monsignore, l’Eccellenza (Giudice di Corte d’assise), e il Presidente (di una banca).
 
I quattro Signori fanno rapire decine di ragazzi e ragazze, e nella villa infliggono loro ogni tipo di violenza e tortura psicologica, fisica e sessuale. Con il passare del tempo, i giovani perdono la dignità umana e si abbandonano al loro destino, consegnano il proprio corpo e la propria anima ai Signori. Giunti quasi al termine delle 120 giornate, in cerca di una violenza sempre più intensa, i Signori decidono di passare alla forma più estrema di “piacere”: quello assassino, uccidendo la maggior parte dei ragazzi. «È un film scioccante, crudele, terribile.
 
Ma è più di un film… racconta la realtà. Una realtà che non si riferiva solo al periodo in cui è ambientato – afferma Stefania Nicoletti – ma che esisteva anche negli anni ’70 quando Pasolini ha scritto e girato il film, e che continua ad esistere anche oggi».
 
Una realtà «fatta di abusi atroci, di torture sessuali, di delitti rituali commessi da coloro che detengono il potere, i cosiddetti “insospettabili”, professionisti e persone rispettabili, i vertici del Sistema». Ne parlò anche il blog di Franceschetti nel 2011, riportando «testimonianze di sopravvissuti a un sistema di abusi simili a quelli descritti da Pasolini». Nel film “Salò”, i quattro Signori «rappresentano i rami del potere: nobiliare, ecclesiastico, giudiziario, economico-bancario». Il vero potere. «Nel film i quattro potenti assoldano dei giovani repubblichini di leva e delle SS, e li incaricano di rapire i ragazzi e portarli alla villa. Le milizie nazifasciste rappresentano sia il potere militare (ma a livelli bassi: non sono generali o comunque ufficiali) sia quello politico, che è subordinato agli altri poteri: i quattro Signori si servono dei repubblichini per raggiungere i loro scopi». Il film è suddiviso in quattro parti, che richiamano nel titolo la geografia dantesca dell’Inferno: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue. Chi conosce il blog di Franceschetti sa quanto siano importanti Dante e la Divina Commedia per le società segrete, sia quelle originarie (iniziatico-libertarie) che quelle più recenti e deviate: «Pasolini, che conosceva bene il sistema in cui viviamo, in questo film ha descritto proprio le organizzazioni massoniche ed esoteriche “nere” che compiono abusi e delitti rituali; e forse, con il richiamo all’Inferno, ha voluto darci un’ulteriore indicazione sulla natura di ciò che ha raccontato».
 
Un'immagie dell'ultimo film di Pasolini
 
Un altro particolare che Pasolini ha preso dalla realtà, continua Stefania Nicoletti, è la modalità del rapimento: «I giovani vengono scelti in base a determinate caratteristiche, e vengono strappati dalle proprie famiglie; ma talvolta sono invece i loro stessi familiari che li vendono». Inoltre prendono parte alle sevizie anche le figlie dei quattro super-potenti, trattate come schiave. Significativo anche il fatto che, secondo il regolamento della villa, “i più piccoli atti religiosi, da parte di qualunque soggetto, verranno puniti con la morte”.
 
Nel film come nella realtà, infatti, «all’interno di queste organizzazioni occulte viene osteggiato qualunque tipo di religiosità o di spiritualità autentica, per lasciare spazio invece a quella deviata», scrive la Nicoletti. «Chi “tradisce” il regolamento viene ucciso, come la ragazza a cui nel film viene tagliata la gola davanti a un altare religioso, e il corpo viene mostrato a tutto il gruppo come monito».
 
Molto eloquente il discorso che il Duca pronuncia quando “accoglie” le giovani vittime nella sua villa: «Deboli creature incatenate, destinate al nostro piacere, spero non vi siate illuse di trovare qui la ridicola libertà concessa dal mondo esterno. Siete fuori dai confini di ogni legalità. Nessuno sulla terra sa che voi siete qui. Per tutto quanto riguarda il mondo, voi siete già morti».
 
Stefania Nicoletti
 
Una logica che «esprime perfettamente quello che succede davvero all’interno delle organizzazioni di potenti che commettono abusi e delitti come quelli narrati». Nella sua ultima intervista televisiva, concessa a una tv francese il 31 ottobre 1975 (due giorni prima della morte), in occasione dell’uscita del film, Pasolini affermò: «Il cannibalismo? In certi ambienti è un fatto politico reale, in certi ambienti è un fatto politico metaforico».
 
Insomma, a una lettura attenta e profonda, secondo Stefania Nicoletti «si può capire come Pasolini abbia usato l’espediente dell’ambientazione durante l’occupazione nazifascista per raccontare una realtà molto più grande e attuale». “Salò” illuminerebbe un vero e proprio inferno, retroterra di troppe sparizioni “inspiegabili”, delitti eccellenti, fatti di sangue che restano senza colpevoli.
 
E sparizioni di centinaia di minori, in Italia e nel mondo, ogni anno. «Una realtà fatta di violenze e di abusi rituali, di delitti e di sacrifici umani. Una realtà che coinvolge i vertici del potere, ma che viene sistematicamente occultata. Qualcosa di molto pericoloso, che Pasolini non avrebbe dovuto raccontare e che ha pagato con la vita».

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