venerdì 8 marzo 2013

La Fenice di Enoch

“Scrivo non per i miei, ma per le estreme generazioni future, per gli uomini che verranno”. Cosi’ esordisce, in uno dei libri che prendono il suo nome, il patriarca biblico Enoch. Profeta ebraico, settimo nella discendenza di Adamo e ricordato in numerosi passi della Bibbia, Enoch appare per la prima volta nel libro della Genesi (5,18), ove si dice: “Visse in tutto 365 anni e cammino’ con Dio, poi non fu piu’ veduto perche’ Iddio lo prese”.

Di Enoch non si sa molto. Non conosciamo il periodo esatto in cui visse, ne’ il luogo; con buona probabilità i diversi testi apocrifi a lui attribuiti sono stati scritti da altri, raccogliendo antichissime tradizioni orali. Sappiamo pero’ che in queste opere si parla di un uomo saggio, per cio’ scelto da Dio, al quale viene concesso di salire al cielo e scoprire la storia segreta del mondo. E di tornare sulla Terra con dei misteriosi “libri della saggezza divina” in cui si racconta, in una chiave che oggi definiremmo ufologica, dei primi contatti degli ‘angeli’ con gli esseri umani.

La grande attualità di questi scritti, che il lungimirante profeta rivolge proprio alle generazioni future, e’ nell’immediatezza delle descrizioni di Enoch, moderno giornalista, vero e proprio cronista di un’epoca, definito ‘scriba’ nei testi apocrifi, scelto come portavoce dagli angeli perché ‘scrittore e uomo giusto di verita”.

I TESTI ENOCHIANI

Tre sono i libri principali attribuiti ad Enoch, in realtà una collezione di scritti a più mani risalenti ad un periodo compreso fra il 170 a.C. ed il IIº sec. d.C., e contenenti anche altri testi apocrifi come il ‘Libro dei Giubilei’ (quest’ultimo narra dettagliatamente la caduta degli angeli ribelli).

Il ‘Libro di Enoch’ etiopico (IIº-Iº sec. a.C.) e’ il più completo e il piu’ conosciuto, tradotto da piu’ antiche versioni ebraiche ora perdute; lo slavo (30-70 d.C.) e’ presumibilmente una rielaborazione del primo; l’ebraico (IIº sec. d.C.) e’ invece un testo meno storico e dichiaratamente mistico, forse una manipolazione, ad opera di un certo rabbino Ismael Ben Elisha, di un antichissimo originale ebraico mai rinvenuto.

Quale sia l’importanza di questi scritti, un tempo accettati dalla Chiesa tra i libri canonici ed in seguito esclusi perche’ non in linea con le Sacre Scritture, e’ presto detto. In essi il patriarca e profeta narra in maniera oltremodo dettagliata i primi incontri, antidiluviani, tra gli angeli del Signore e gli uomini di questo pianeta; la caduta dei primi, corrottisi perche’ innamorati delle donne della Terra; la composizione delle schiere angeliche; l’ordinamento del cosmo e del creato. In pratica in Enoch troviamo spiegati in maniera finalmente comprensibile tutti quegli episodi biblici che nei testi sacri canonici sono a malapena accennati.

IL VIAGGIO DI ENOCH

“Io Enoch stavo benedicendo il Signore”, racconta il patriarca nel primo Libro della versione etiope, ” quando gli angeli mi chiamarono e mi presero. E mi portarono in un mondo i cui abitanti erano come fuoco fiammeggiante e, quando lo desideravano, apparivano come uomini”. “Una visione mi apparve”, aggiunge Enoch in un’altra parte, “e nubi mi avvolsero e persi conoscenza. E divenni sempre piu’ veloce, come una stella cadente e come i fulmini. E nella visione un vento impetuoso mi sollevò e mi porto’ in cielo. Io vidi l’aria, l’etere ancora piu’ in alto. E mi portarono nel primo cielo, e mi indicarono un mare piu’ grande del mare della Terra. E i venti, nella visione, mi facevano volare e mi portarono su, sino a un muro di cristallo, circondato da lingue di fuoco. Cio’ comincio’ ad incutermi spavento. Io entrai nelle lingue di fuoco e mi avvicinai alla Grande Casa che era costruita di cristallo. E le pareti di quella casa erano come mosaico di una tavola pittorica in pezzetti di cristallo; e il pavimento era di cristallo. Il soffitto era come il corso delle stelle e dei fulmini: e in mezzo a loro, cherubini di fuoco; e il loro cielo era acqua. E vi era fuoco che bruciava intorno alle parti e le porte ardevano per il fuoco…E io vidi un’altra cosa, costruita con lingue di fuoco. Il pavimento era di fuoco e, su di esso, il fulmine. Io guardai e, all’interno, vidi un alto trono.

E io vidi i Figli dei Santi camminare sul fuoco ardente; i loro abiti erano bianchi e i loro volti trasparenti come cristallo”. Questa narrazione, verbalizzata oltre duemila anni or sono da persone totalmente digiune di conoscenze scientifiche, e’ a dir poco sorprendente, se messa a confronto con i racconti dei moderni rapiti dagli UFO. In Enoch troviamo la stessa meraviglia, lo stesso stupore di chi oggi racconta di essere stato sollevato in aria da un fascio di luce e portato all’interno di una strana macchina volante con sedili, combustibili e congegni elettrici (“il fuoco e il fulmine”), al cospetto di esseri scafandrati, “dal volto di cristallo”.

L’INTERVENTO DEGLI ANGELI RIBELLI

Fra i primi studiosi che hanno sottolineato questa somiglianza c’e’ lo scrittore francese Robert Charroux, che negli anni Settanta commentava: “Onestamente questi ‘angeli’ hanno pensieri e comportamenti tipicamente umani, assolutamente inconciliabili con una natura divina. Se ad essi attribuiamo la natura dei cosmonauti, di esseri provenienti da un altro pianeta, tutto si chiarisce”.

L’esperienza a bordo della strana macchina volante, che in alcuni passi viene indicata come ‘la Gloria del Signore’, e’ per Enoch sconvolgente. Il patriarca scopre che l’universo e’ abitato e ricco di pianeti, sorvegliati da angeli detti Veglianti o Vigilanti. In una delle tante versioni derivate dal testo etiopico, il testo ‘Libri segreti di Enoch’, il profeta racconta: “Mi fecero vedere i Capitani e i Capi degli Ordini delle Stelle. Mi indicarono duecento angeli che hanno autorita’ sulle stelle e sui servizi del cielo; essi volano con le loro ali e vanno intorno ai pianeti”.

Qualcosa di simile raccontano alcuni moderni rapiti dagli UFO, molti dei quali insistono su certe conoscenze astronomiche fornite dagli alieni. Lo stesso avviene con Enoch, al quale vengono mostrate “le stelle del cielo”. “Vidi come venivano pesate”, racconta, “a seconda della loro luminosita’, della loro lontananza nello spazio e del giorno della loro comparsa”. Utilizzando, quindi, il medesimo sistema in uso alla moderna astronomia. Ma e’ forse un caso che in ebraico Enoch significhi ‘il conoscitore’?

E a bordo della macchina volante Enoch apprende direttamente dal ‘Signore’, colui che sedeva su un grosso trono, della ribellione dei veglianti della Terra. Questo episodio viene brevemente accennato anche nella Genesi (6,2), ma Enoch e’ molto più accurato. La versione etiope cosi’ descrive l’accaduto: “Fra i figli dell’uomo vi erano figlie belle e seducenti. E gli angeli, i figli del cielo, le videro e le desiderarono e dissero tra loro: ‘Andiamo, scegliamoci delle mogli che ci partoriscano dei figli’. E Semyaza, il loro capo, e tutti e duecento scesero, nei giorni di Jared, sulla cima del monte Hermon. E tutti presero delle mogli e cominciarono a unirsi a loro e a sollazzarsi con loro. Ed insegnarono loro vezzi ed incanti e a tagliare radici e a conoscere e distinguere le piante. Ed esse vennero fecondate e partorirono grandi giganti, che si volsero contro gli uomini e divorarono l’umanita’”.

CORRUZIONE DELL’UMANITA’

Rileggendo con occhi moderni l’episodio biblico della Creazione, citato nel precedente articolo, si ha l’impressione di trovarsi dinnanzi ad una razza di colonizzatori, i Veglianti o Vigilanti, che tradiscono l’iniziale obiettivo, presumibilmente la mera osservazione a distanza della Terra, e si mescolano agli uomini, offrendo conoscenze e tecnologie per le quali la razza umana e’ impreparata.

Quest’idea e’ ribadita nel pezzo che segue, allorché un Vigilante insegna agli uomini una forma primitiva di tecnologia, sino ad allora sconosciuta, e l’arte della guerra. ” E Azazel”, riferisce il testo, “insegno’ agli uomini a far spade e pugnali e scudi e corazze e fece loro conoscere i metalli”.

Questa vera e propria ‘civilizzazione’ dall’esterno si risolve di fatto in cio’ che i sociologi chiamano ‘shock culturale da confronto’. In pratica assistiamo alla contaminazione di una razza umana incapace di assimilare conoscenze per le quali e’ impreparata, che da quel momento perde la propria identità. E comincia a conoscere i mali del mondo, come la guerra.

La stessa unione fra umani e Veglianti genera mostruosita’. I ‘figli degli angeli’ sono delle creature abnormi che mettono in pericolo l’esistenza stessa della Terra. Costoro non necessariamente sono frutto di un rapporto sessuale. In un passo del Libro di Enoch si accenna chiaramente alle manipolazioni genetiche che i Vigilanti, come i moderni alieni Grigi, sperimentano. “E Kas, il figlio del serpente, insegno’ ai figli degli uomini tutte le punture degli spiriti e le trafitture dell’embrione nell’utero”.

E’ interessante notare, inoltre, la qualifica di ‘figlio del serpente’. Essa, al di la’ della tradizionale rilettura in chiave satanica, ci riporta all’interpretazione ufologica della Bibbia realizzata nel 1960 dallo studioso inglese Lord Clancarty che, nel libro ‘The sky people’, giunge alla conclusione che gli antichi patriarchi ebraici ebbero contatti con un popolo dello spazio che aveva come simbolo un serpente, il cui culto ricorre nelle mitologie antiche di tutto il mondo. Quasi a supporto di questa ardita tesi valga la straordinaria somiglianza del nome del capo degli angeli ribelli, Semyaza, con Semjase, l’astronauta extraterrestre con cui si dicono in comunicazione diversi medium americani ed un contattista svizzero. Semjase proverrebbe dalle Plejadi; curiosamente lo stesso gruppo stellare al cui centro, secondo alcuni credo di derivazione ebraica come il culto mormone, vivrebbe Dio con i suoi angeli.

Se, come molti studiosi di clipeologia, concordiamo sul fatto che i Veglianti fossero in realta’ visitatori spaziali la cui natura venne misinterpretata (e divinizzata) dagli antichi ebrei, notiamo forzatamente un altro punto. Gli angeli caduti di Enoch hanno ben poco in comune con i diavoli con corna e coda dell’iconografia cristiana, come pure con l’episodio biblico della ribellione degli angeli. Essi, e questo tradisce la loro natura umanoide, sono solo degli osservatori affascinati dalle bellezze della Terra, che non hanno saputo resistere alle debolezze della carne e che si sono contaminati, contaminando a loro volta. Cio’ e’ successo, spiega Enoch, in quanto, a differenza dei Cherubini e dei Serafini, “essi non possedevano tutte le conoscenze dell’Universo”.

La natura umanoide dei Veglianti si ricava anche dall’esame di altri brani, allorche’ Enoch, rapito in cielo, inizia a descrivere altre creature. Alcune spirituali, quali gli arcangeli, i giusti, gli eletti e i ‘non dormienti’, che stanno dinnanzi a Dio; altre infernali, come i ‘Grigori’, i diavoli che hanno rinnegato Dio; altre non meglio identificate, come “gli uomini dalla testa bianca”, frutto dell’unione con i “figli del Signore”. Fra questi ultimi vi sarebbe anche Noe’ che, nella versione slava del Libro di Enoch, si vede costruita dagli angeli – e non dai propri figli – la celebre arca che lo salvera’ dal diluvio mandato per distruggere i giganti.

LA MISSIONE DEGLI OSANNINI

Rileggendo oggi il Libro di Enoch in chiave moderna, e alla luce delle ultime conoscenze sui fenomeni di rapimento UFO, notiamo di avere a che fare con una narrazione mitizzata di eventi ben noti nella casistica ufologica. Il primo dato che salta all’occhio, da un’attenta lettura del testo, e’ che nell’universo mistico di Enoch esistono due categorie ben distinte di ‘angeli’. I primi sono creature tipicamente bibliche, esseri di luce superiori all’uomo per natura e per saggezza, in diretto contatto con l’Altissimo; sono chiamati Cherubini, Serafini e ‘Osannini’ (Osannes, termine affine agli Oannes, gli ‘spaziali’ sumeri portatori di civilta’) e sono soliti fornire messaggi rapendo in cielo le persone o, come precisa la versione slava del Libro, “penetrando in camera da letto”. I secondi, detti Veglianti o Vigilanti, sono una razza decaduta che il Libro di Enoch definisce “un tempo santi, puri spiriti, viventi di vita eterna, contaminatisi con il sangue delle donne”, padri di una stirpe di “giganti, esseri perversi chiamati spiriti maligni”, sterminati dal diluvio. Circa questi ultimi non si puo’ fare a meno di notare come il loro nome, Veglianti o Vigilanti, risulti identico al termine ‘Watchers’ (Guardiani), utilizzato dai moderni rapitori alieni nel presentarsi ai terrestri sequestrati in camera da letto e portati a bordo di un UFO.

Se da una parte il comportamento degli antichi Vigilanti ricorda straordinariamente quello dei Grigi, nella casistica sulle abduction, dall’altra gli Osannes o Osannini corrispondono alla perfezione ai maestri cosmici dei contattisti. Queste entita’ di luce, la cui esistenza e’ stata messa in dubbio dagli ufologi proprio per questa natura cosi’ palesemente angelica, sarebbero incaricate di rimediare alla contaminazione antica ristabilendo un’evoluzione spirituale, persa dai terrestri dopo il contatto con i Vigilanti. E’ quanto sembra voler sottolineare Enoch stesso, dedicando il proprio libro ai posteri, come “discernimento della verita’”.

IL CADUCEO DEGLI DEI

Ma l’intervento di questi esseri non si e’ limitato ad ammaestramenti spirituali, lo abbiamo visto. Spesso la loro tecnologia e’ stata in qualche modo copiata dai primitivi abitanti della Terra.

Ricordo che una volta mi fu chiesto: “E’ mai possibile che in migliaia di anni di visite aliene sulla Terra non sia mai stato identificato un manufatto extraterrestre?”. La risposta potrebbe essere si’ e no. No, in quanto non ci risulta essere nelle mani degli ufologi alcun oggetto o materiale di tipo sicuramente non terrestre (i vari frammenti di UFO recuperati dal ’47 ad oggi sono sempre stati fatti ‘sparire’ misteriosamente da ‘qualcuno’); si’, visto che in molte raffigurazioni artistiche protostoriche diversi archeologi non ortodossi hanno identificato la presenza di manufatti impossibili per l’epoca. Iin molti sono a conoscenza delle strane incisioni a forma di razzo in Giappone, degli aerei nelle tombe dei faraoni, delle raffigurazioni di lampadine a Dendera, dell’esistenza di pile irakene vecchie di 2000 anni e di mappe turche mostranti la Terra cartografata dall’alto. Tutti questi ‘indizi’ sottintendono un’antica forma di contatto fra i visitatori spaziali e i nostri progenitori.

LA SFERA CON LE ANTENNE

Passando al vaglio le centinaia di rappresentazioni insolite risalenti all’inizio della civilta’, una spicca particolarmente, la ‘sfera ad antenne’, un simbolo continuamente presente nelle culture mediorientali.

Gia’ Erich Von Daeniken, nel suo illustratissimo ‘Enigmi dal passato’ (Sugarco, 1973), aveva notato la stranezza di questa rappresentazione in una statuina in oro alta 7,2 cm e raffigurante il faraone Ramsete II. “Che cos’e’ la strana sfera che il faraone regge sulla testa?”, si domandava lo scrittore svizzero. “E’ certo che la sfera sopra una testa eminente simboleggia sempre il sole, ma e’ incerto il significato delle protuberanze a forma di antenna che si dipartono da questa. Esse simboleggiano forse un antico contatto dei sovrani con il cosmo?”.

In realta’ il significato simbolico di queste rappresentazioni e’ evidente. Si pensi agli strani copricapo egizi indossati da Osiride e Iside, simboleggianti il sole e la luna, ovvero il principio maschile e quello femminile, dalla cui unione e’ nato l’universo. Entrambe le divinita’ portano, sopra la testa, la sfera con le due antenne. Curiosamente questo ‘simbolo’, la cui funzione per l’archeologia ufficiale e’ esclusivamente rituale, ricorre in molte culture antiche, presso i fenici, i greci, i romani; e questo induce ad ipotizzare una funzione differente rispetto ad un banale simbolo.

Presso i romani la sfera con le antenne veniva stilizzata nel caduceo di Mercurio, un magico bastone con due serpenti avviticchiati che serviva al dio per entrare nel regno dei morti, nell’altra dimensione. Sempre in relazione all’idea di un viaggio, lo stesso simbolo compare in alcune incisioni cartaginesi.

Di quest’idea e’ l’archeologo bolognese Mario Pincherle che, nel 1979, ha sostenuto che il caduceo di Mercurio era in realta’ un’avveniristica bussola pelasgica (ovvero atlantidea), la cui funzione venne in seguito dimenticata dalle civilta’ che si sostituirono agli abitatori dell’antica isola atlantica. Nel volume ‘E li chiamarono divini’ (Filelfo Editrice), Pincherle riproduce alcune raffigurazioni provenienti dall’antico recinto cartaginese di Tanit, ove si vede il caduceo, come una sfera con due serpenti montata su un bastone, sulla tolda di una nave. “Si trattava di una bussola perfezionata”, commenta Pincherle. “Correggeva automaticamente la ‘deriva’ dovuta ai venti grazie a due nastri che, mossi dalla brezza, sembravano due serpentelli. La sfera era in realta’ un giunto girevole sensibilissimo, che permetteva la rotazione della bussola causata dal flusso magnetico. La bussola dei pelasgi, nel correre dei millenni, si e’ trasformata nell’appariscente ed inutile caduceo di Mercurio. Il suo ricordo venne deformato. Greci e romani non ne intuirono la reale utilita’”.

Questa tesi e’ stata recentemente ripresa e autenticata dalla rivista scientifica ‘Teknos’, nel numero di dicembre 1996; si tratta di un evento clamoroso, dato che per la prima volta una pubblicazione legata a Piero Angela e al gruppo ultrascettico CICAP attinge a materiale ‘esoterico’ (ovviamente nell’articolo ci si ‘dimentica’ di dire che Pincherle sostiene l’esistenza di Atlantide, del paranormale e dei poteri della Grande Piramide).

LA BUSSOLA DEGLI DEI

Chi non la pensa come Pincherle sono i fantarcheologi, come il tedesco Ulrich Dopatka, che ritengono la sfera divina una sorta di bussola extraterrestre utilizzata dagli dei. In questo senso l’accostamento simbolico con il viaggio sottintende non già il passaggio da una dimensione all’altra, ma da un pianeta all’altro. Dopatka fa notare come Mercurio venisse identificato dai romani con la stella Sirio, per inciso uno dei luoghi di provenienza degli alieni, secondo diversi ufologi e contattisti. A Mercurio-Sirio era dedicata l’antica cerimonia egizia della mummificazione del faraone. “Essa durava 70 giorni ed era in rapporto con la scomparsa di Sirio sotto l’orizzonte”, ha scritto Dopatka nel suo ‘Lexikon der Prae-Astronautik’ (Verlag 1979). “Quanto ai greci, Luciano di Samostata raccontava di una sanguinosa battaglia combattuta anticamente da 5000 guerrieri dal muso di cane provenienti da Sirio a cavalcioni di ghiande volanti, gli UFO storici…”

Se vogliamo seguire la tesi dei fantarcheologi, secondo cui il caduceo rappresentava il ricordo distorto di un tramite per altri mondi, non possiamo non sottolineare il fatto che la sfera pelasgica ricordi molto la sezione di uno dei motori antimateria studiati dal fisico Bob Lazar nella famigerata Area 51. In questa base militare del Nevada i servizi segreti americani custodirebbero un motore alieno ricavato da un disco volante precipitato e capace di alterare la materia e di creare un varco fra due dimensioni, come il mitico caduceo. Quest’ultimo oggetto e’ il frutto di un ricordo mitizzato e deformato dell’esame di una tecnologia aliena, osservata e non compresa dai nostri progenitori, primi testimoni di un contatto extraterrestre? E’ un’ipotesi da considerare attentamente.

Forse non solo gli alieni sono tra noi, ma, interferendo cosi’ pesantemente nella nostra cultura, lo sono da tanto, tanto tempo…

http://sonoconte.over-blog.it/article-il-libro-di-enoch-la-storia-dimenticata-115359610.html

giovedì 7 marzo 2013

Le Chemtrails del NWO

Attualmente, stiamo vivendo una rinascita spirituale. E' necessario comunque avere alcune informazioni perché questa rinascita arrivi a compimento. Al fine di impedire l'estinzione del nostro pianeta, dobbiamo aumentare la nostra conoscenza, liberando prima la nostra mente da quella falsa fornita dal mainstream.
 
Livelli superiori di coscienza che conferiscono o, meglio, riabilitano capacità ritenute miracolose comportano dei cambiamenti nel D.N.A. Parti del D.N.A., definite dagli scienziati D.N.A. spazzatura, vengano riattivate da pratiche spirituali efficaci, conferendo nuovi poteri. Altro che Junk D.N.A.! E' una deformazione degli scienziati definire inutile ciò che non capiscono. E' successo e tuttora succede, con le tonsille, l'appendice, la cistifellea: hanno una compulsione a rimuovere quegli organi, si domanderanno chissà che ci stanno a fare lì...
 
I genetisti pasticciano e manipolano il D.N.A., come se fosse una sorta di giocattolo. Purtroppo, la maggior parte dei genetisti e degli scienziati è costituita da evoluzionisti. Non credono che l'universo sia una creazione.
 
Per creazione intendo dire che è stato creato, sul chi l'ha creato non entro in discussione, di certo non è il vecchietto con la barba bianca ed il triangolo in testa che ci guarda dall'alto, agitando minacciosamente il dito indice.
 
Questi scienziati pensano che quello che stanno facendo sia per il miglioramento dell'umanità. Nella loro mente, l'ingegneria genetica è solo il prossimo grande passo nel nostro sviluppo evolutivo.
 
Ciò che si sta verificando con la biotecnologia in realtà è una guerra a livello spirituale.
 
L'ingegneria genetica è una grave minaccia per il nostro pianeta. Il settore delle biotecnologie sta giocando con il fuoco. Gli addetti ai lavori non hanno alcuna idea di quello che stanno facendo realmente. Sono dei semplici dupes.
 
Non sono gli scienziati a giocare veramente con il D.N.A. Ci sono persone che hanno dei piani ben precisi a propsito di che cosa fare con le manipolazioni genetiche.
 
Che cosa è esattamente il D.N.A.? Ci sono informazioni sul D.N.A. che non ci vengono fornite?
 
Sì, stanno tenendo nascoste un sacco di informazioni sul D.N.A.
 
C'è una cospirazione ai più alti livelli. Anche i genetisti più titolati non hanno la minima idea di ciò che è all'ordine del giorno del cartello della genetica o di quali siano le loro fonti di finanziamento. Non hanno nemmeno idea riguardo all'esistenza di un movimento eugenetico per la creazione di un mondo migliore, "migliorando" i geni umani.
 
Che cos'è il D.N.A.? La struttura a spirale del D.N.A. riflette la struttura a spirale di tutte le proteine nel corpo. Le strutture a spirale sono semplicemente come una bobina che Tesla ideò per migliorare la ricezione e la trasmissione di energia. In modo simile, il D.N.A. è come un ricevitore e trasmettitore di frequenza cosmiche che molti chiamerebbero divine. Si potrebbe anche chiamare il D.N.A. ricetrasmettitore di energia bio-acustica o di luce e suono. Non troverai nulla del genere nei tradizionali testi scientifici. Per qualche ragione questi dati sono omessi. Perché?
 
La risposta ci porta al Progetto del Genoma Umano. Chi c'è dietro a questo progetto?
 
Una piccola élite di famiglie che sono al potere da centinaia di anni e che controllano governi e industrie (farmaceutica, petrolchimica ed ingegneria genetica, sistema bancario). Le scienze più avanzate in questo campo sono manipolate e controllate dalla politica. I tizi che controllano il Progetto Genoma Umano hanno una conoscenza che, al momento, supera di gran lunga quella di qualsiasi altro normale essere umano.
 
Che cosa c'è dietro a tutto questo? Cosa vogliono gli appartenenti a questa élite?
 
Il loro scopo è quello di controllare le persone con la manomissione della nostra genetica. In definitiva, vogliono farci diventare schiavi del loro sistema di controllo. Se puoi rimbambire un essere umano e togliergli il suo potere spirituale, puoi agire da intermediario o da guardiano. In altre parole, si può interferire con l'evoluzione di ogni singolo individuo e privarlo della sua essenza. Questa è la forma più avanzata di guerra bio-spirituale che sia mai esistita. Le tecnologie che vengono usate per questi scopi comprendono quella del Programma Scudo Spaziale e del Progetto H.A.A.R.P. e tutte le tecnologie che si focalizzano sull'impiego delle frequenze elettromagnetiche. E' necessario venire a conoscenza di queste tecnologie in modo che ci si possa proteggere.
 
I media aiutano le industrie coinvolte nel progetto a trasmettere in continuazione il messaggio che le ricerche e gli studi vengono compiuti per il bene dell'umanità. Dopo aver sentito questi messaggi abbastanza spesso, alla fine ci crediamo. Siamo stati così sedati dai media che non ci si chiede più ciò che sta realmente accadendo. Perché ci sono queste grandi epidemie di "A.I.D.S.", il cancro e le malattie autoimmuni? Ci sono persone specificamente incaricate che stanno nascondendo la verità, perché fanno fortune enormi con le nostre disgrazie e ignoranza. Facendoti credere che i farmaci curano quelle malattie, continuano a vendere i loro prodotti farmaceutici e petrolchimici.
 
Hanno creato un sistema che si basa su risorse di energia inquinanti e non rinnovabili. Questi industriali sono gli stessi che controllano a livello mondiale la Exxon, la Shell e la Mobil - l'industria petrolchimica, farmaceutica, bancaria e genetica sono la medesima cosa. Il loro gioco è potere e controllo.
 
Qui si inizia ad avere a che fare con il regno del male. La vita è il movimento che risulta dall'interazione di forze contrapposte. La dicotomia più nota e quella composta dagli opposti bene e male: già questa da sola ha ispirato la creazione dei più grandi poteri clericali sulla terra. I "buoni" vogliono un regno di pace sulla terra in cui le individualità possano esprimersi liberamente ed in pace. I "cattivi" vogliono imporre il proprio volere sugli esseri per il solo godimento perverso del potere espresso con la dominazione degli altri.
 
Possiamo scegliere.
 
Il Progetto Genoma Umano è stato finanziato non a caso dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.
 
Il Dipartimento dell'Energia Stati Uniti, il Trust di Londra, la famiglia reale britannica e la famiglia Rockefeller sono i principali protagonisti che controllano lo studio della genetica e del D.N.A. In ultima analisi, hanno rubato la ricerca di un programma universitario due settimane prima del suo completamento.
 
George Soros ed un gruppo di scienziati, che potremmo chiamare del male, ed il Carlyle Group e tutti i suoi affiliati sono coinvolti. Hanno privatizzato il Progetto Genoma Umano, brevettato ogni sequenza genetica potenzialmente lucrativa e sono ora nel business della manipolazione ed alterazione, forse per sempre, della genetica della vita.
 
Nel suo documentario, Fahrenheit 9/11, Michael Moore ricorda che i principali affaristi della guerra contro il terrorismo mondiale lavorano nel Carlyle Group e che hanno anche collegamenti con i Bin Laden, i sauditi, l'industria militare. Sono loro che dirigono le guerre e traggono profitto dalla morte dei nostri amici e dei nostri familiari. Questi sono i criminali. Le persone devono svegliarsi e rendersi conto che le persone che controllano il D.N.A. sono estremamente inaffidabili.
 
Hanno usato il denaro dei contribuenti per finanziare il Progetto Genoma Umano, ma qual era lo scopo del progetto?
 
Il Progetto Genoma Umano è una truffa. Hanno fatto credere che era destinato a valorizzare la conoscenza delle sequenze dei geni per la progettazione futura di dispositivi medici ed applicazioni genetico-farmaceutiche. Dissero che, per far questo, era necessario decodificare ogni singolo gene all'interno del corpo umano. Ci hanno indotto a credere che avrebbero compiuto progressi nel campo dell'ingegneria genetica a nostro vantaggio. Tutto questo è falso.
 
Le lotte per ottenere i brevetti del Progetto Genoma Umano sono in corso solo per questioni di denaro: sono somme ingenti. La Rockefeller University è il primo e più importante destinatario di questi codici genetici rubati. La maggior parte dei brevetti depositati del Progetto Genoma Umano è riservata alle persone che controllano il pianeta.
 
Perché sono criminali tutti costoro che paiono questa gente rispettabile? Perché hanno dirottato il Progetto Genoma Umano per la loro propria agenda volta a ricreare la nostra specie a loro immagine; in realtà il progetto non aveva nulla a che fare con il bene dell'umanità, come ci hanno sempre detto.
Tutte le malattie sono l'espressione di turbamenti spirituali.
 
La comunità medica nega o, per lo meno, non promuove, la necessità di ristabilire la connessione con la nostra parte spirituale. Molti dei medici e degli scienziati hanno subito il lavaggio del cervello, sono schiavi del controllo mentale. Sono seguaci del culto medico, sono dei dupes. Tirano fuori dal cilindro pillole magiche per "curare" ogni male, ma come puoi vedere dalla pubblicità televisiva, quelle pillole causano terribili effetti collaterali. In una cosa hanno avuto successo: hanno creato grandi industrie. La sanità e la scienza lavorano duramente per impedirci di accedere alla vera conoscenza. Questa ignoranza, in ultima analisi, ci porta al nostro genocidio. Genocidio, nel Webster's Dictionary è definito come l'uccisione di massa di persone per motivi economici, politici, e/o motivi ideologici. Fa guadagnare un sacco di soldi ai drug pusher della comunità medica.
 
Queste persone non hanno il potere di guarirti.
 
Hanno il potere di avvelenarti e di manipolare la genetica e la chimica del tuo corpo (ormoni, enzimi etc.)
 
La IG Farben è stata la più infame fra le organizzazioni di cartello e letteralmente è stata il Terzo Reich. Gli amministratori e consulenti che erano al top dell'organizzazione erano anche al top nelle S.S. al tempo di Hitler. Queste persone sono, come minimo, inaffidabili. Sebbene la IG Farben non esista più in quanto tale, esiste ancora sotto altre forme. Nel 1951, la compagnia fu divisa nelle componenti originali. Le quattro più grosse acquisirono rapidamente quelle più piccole ed oggi restano solo Agfa, BASF e Bayer, mentre la Hoechst si è fusa con la francese Rhône-Poulenc Rorer, dando vita alla Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia. Se poi diamo uno sguardo ai nomi del direttivo della IG Farben, incontriamo i soliti noti: Edsel Ford, Charles Mitchell (Rockfeller Bank), Walt Teagle (Presidente di Standard Oil), Paul Warnurg (capo della Federal Riserve), Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan, controllata da Warburg. Direttore era Max Warburg, fratello di Paul. E' il caso di dire che il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
 
Il cartello farmaceutico ti vuole spacciare pillole "magiche" per la cura di ogni male. Perché? Queste pillole hanno terribili effetti collaterali che ti fanno ritornare dal tuo medico solo per scoprire che avrai bisogno di altre pillole "magiche". Questo tipo di dipendenza è conveniente per chi ottiene profitti finanziari con le nostre malattie. Le industrie ed i governi traggono beneficio dalla nostra sofferenza. Il loro obiettivo finale è quello di ridurre la popolazione a schiavi. Se le persone si svegliassero e accedessero a questa conoscenza, fermerebbero il gioco di prestigio delle pillole magiche e si renderebbero conto che siamo tutti esseri di energia (come precedentemente compreso da Nikola Tesla e Albert Einstein). Allora tutti potremmo godere del nostro vero potenziale, usando la nostra saggezza interiore per curare il nostro corpo, naturalmente.
 
L'élite mondiale sta cercando di impedirci di raggiungere le nostre mete spirituali, controllando il D.N.A.
 
Il D.N.A. è qualcosa che va oltre la materia ed entra nel mondo spirituale. Di fatto è il link fra la materia e lo spirito. Tramite questa macromolecola, lo spirito può guarire il corpo perchè il D.N.A. converte le vibrazioni spirituali in armoniche inferiori che possono essere recepite dal corpo a livello cellulare e, dato che il nostro corpo è un insieme di cellule, guarendo le singole cellule, si guarisce il corpo. Se una cura funziona veramente fino alla completa remissione e non alla mera scomparsa del sintomo, quella cura agisce a livello cellulare, ripulendone l'ambiente ed armonizzandone il campo magnetico. E non sarà mai una cura farmaceutica.
 
Facendo migliori scelte nutrizionali, ambientali, emotive, mentali e spirituali puoi aggiornare la tua genetica, puoi accendere i filamenti dormienti della struttura a spirale del DNA, il cosiddetto DNA spazzatura degli scienziati. Hai il potere di passare da umano a sovrumano. Quando puoi realizzare il tuo potenziale, allora puoi manifestare il tuo vero destino.
 
Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco ti offre la conoscenza necessaria per adottare uno stile di vita e scelte alimentari che portano al miglioramento della qualità della vita.
 
I vaccini possono alterare il D.N.A.
 
I vaccini colpiscono il sistema nervoso. Contengono neurotossine, mercurio, alluminio e formaldeide. Quando si sopprime il sistema nervoso, si sopprime la spiritualità. I vaccini sono armi da genocidio in grado di controllare e schiavizzarci spiritualmente e fisicamente. E' molto di più dei meri danni fisici da vaccino immediatamente visibili come l'autismo, per esempio.
 
La coscienza non dipende solo dal nostro D.N.A., ma anche dal nostro sistema nervoso. Infatti le cellule dei nervi hanno più materiale genetico rispetto a qualsiasi altra cellula. Pertanto i nervi, in particolare quelli nel cervello, sono il ponte per la manifestazione della nostra spiritualità e coscienza. Un sistema nervoso compromesso è di impedimento al corretto svolgimento di pratiche spirituali. Gli effetti collaterali dei farmaci e dei vaccini hanno un effetto paralizzante sul sistema nervoso, la coscienza e la spiritualità. Gran parte delle grandi piaghe del nostro tempo, se non tutte, sono il risultato di manipolazioni fatte dall'uomo all'interno di laboratori (vaccini, forniture di sangue contaminato, mutazioni genetiche, nuovi ceppi di batteri, virus e funghi).
 
Nonostante il fatto che il D.N.A. venga manipolato ed inquinato, in particolare attraverso l'uso di vaccini, siamo ancora in grado di manifestare guarigioni miracolose. Alla fine vince la Forza. La verità è che abbiamo a che fare con la luce contro le tenebre, il bene contro il male e non è un'allegoria: lasciamo pure satana e belzebù alle superstizioni del passato, abbiamo a che fare con persone reali. Quando comprendiamo questo, possiamo entrare nella stanza nero pece del male con una piccola fiamma di verità e tramutare il buio in luce. Non è possibile fare il contrario. Non si può entrare in una stanza ben illuminata piena di verità e amore, con un pezzo di male e di oscurità e sterminare la luce. E' evidente che la verità, la luce e il bene vinceranno sulla menzogna, l'oscurità e il male.
 
Se diamo uno sguardo a quello che succede su questo pianeta, possiamo dedurre che siamo nei guai. Eppure, la verità è così profonda e così potente che alla fine vincerà.
 

Abductions

Negli ultimi anni la percentuale di casi in cui si evidenzia il sospetto di un rapimento di esseri umani da parte di creature ignote, sospettate di essere di origine extraterrestre, ha subito un sensibile incremento, accompagnato dalla comparsa di varianti legate alla modalità dell'evento.

Gli studiosi del fenomeno - ufologi, psicologi, psichiatri e sociologi - si sono trovati di fronte ad una vera costellazione di avvenimenti con caratteristiche comuni per grandi linee ma diversi tra loro nei dettagli tecnici e ciò ha reso difficile sia le indagini che l'opera preliminare di "screening" fra casi da includere nella categoria dei sospetti ed altri attribuibili alla suggestionabilità di strutture psichiche labili.

Nell'adduzione classica ci si trova di fronte ad un individuo il quale lamenta disturbi emotivi vaghi, come insonnia, irritabilità, incubi ricorrenti, alterazioni dell'appetito, della libido, deficit di concentrazione ed una serie di sintomi attribuibili ad uno stato psiconevrotico. Il punto chiave della questione è rappresentato da due fattori che appaiono patognomonici:

1) La presenza di un'amnesia circoscritta ad un breve periodo (minuti oppure ore) antecedente l'inizio del quadro psichico.

2) La presenza di cicatrici piccole e lineari su determinate aree del corpo (inguine, regione sacrale, estremità) non attribuibili ad eventi traumatici che peraltro risultano assenti nella storia del soggetto.

Un terzo fattore alquanto instabile è rappresentato dalla presenza di minuscoli oggetti metallici definiti "impianti" in determinate regioni del corpo (tallone, pianta del piede, mano). Questi oggetti lunghi pochi millimetri si trovano nel sottocutaneo, oppure giustapposti alle capsule articolari, ma anche qui non vi sono dati anamnesici che giustifichino la loro presenza e peraltro mancano sulla pelle cicatrici che potrebbero essere residuate dall'ingresso degli stessi all'interno dell'organismo.

Analisi di alcuni impianti hanno evidenziato la loro natura metallica, in particolare si tratterebbe di leghe non usate dalla nostra tecnologia e peraltro contenenti elementi con percentuale isotopica non terrestre.

L'asportazione chirurgica degli impianti, eseguita peraltro in una bassa percentuale di casi, ha determinato un miglioramento delle condizioni emotive dei soggetti, ma non vi è stato modo di risalire ai modi ed ai tempi dell'applicazione degli stessi.

Diversamente, il trattamento con ipnosi regressiva volto ad evidenziare i ricordi rimossi relativi al periodo anamnesico ha riportato alla luce contenuti abbastanza comuni ai numerosi presunti addotti.

In particolare i soggetti hanno raccontato di essere stati prelevati in ore notturne, per lo più in zone rurali, da individui umanoidi di bassa statura, cranio voluminoso, arti e tronco esili, ascrivibili alla tipologia dei cosiddetti "Grigi". Il prelevamento non era accompagnato da atti violenti, piuttosto gli addotti hanno raccontato di essere rimasti come ipnotizzati dalla presenza di queste creature e di averle seguite docilmente, senza opporre resistenza.

Una volta prelevati i soggetti venivano portati all'interno di ambienti piuttosto spogli circolari o poligonali con pareti a pannelli, luminosità diffusa, pavimentazione liscia, talvolta piastrellata. Nell'insieme tali ambienti facevano pensare ad un laboratorio o ad una sala operatoria in cui era costante la presenza di un lettino sul quale i rapiti venivano fatti adagiare.

Suggestivo è il fatto che la maggior parte degli addotti non ha ricordato il percorso dal momento del prelevamento fino a quello in cui la scena si svolgeva all'interno dell'ambiente precedentemente descritto. In altre parole, pochi hanno raccontato di aver visto strutture accostabili ad UFO nelle quali venivano introdotti, bensì di essersi ritrovati senza sapere come distesi su di un lettino e spesso assicurati con mezzi di contenzione o fisicamente paralizzati da "qualcosa" che essi stessi non hanno saputo definire.

A questo punto i contenuti del racconto convergono su di una tematica comune; i soggetti hanno riferito di essere stati sottoposti ad una serie di esami fisici eseguiti con l'ausilio di "sonde", sia invasive, cioè introdotte in cavità come bocca e naso, sia non invasive, che esploravano l'organismo alla stessa maniera di apparecchiature mediche comuni come ecografi e tomografi. Nel 90% dei casi questi procedimenti erano indolori, al massimo procuravano sensazioni di fastidio.

Molti addotti hanno anche raccontato di essere stati sottoposti a manipolazioni dei genitali, sempre mediate da apparecchiature. In una bassa percentuale di casi abbiamo il racconto di un accoppiamento sessuale di soggetti maschi con creature umanoidi di aspetto femminile; anche in questo caso non vi era violenza ma piuttosto una sorta di coercizione del pensiero che portava l'addotto ad assumere comportamenti specifici, nonostante la sua volontà vi si opponesse.

Una particolarità apparentemente inspiegabile sta nel fatto che in alcuni racconti viene descritta la presenza durante le operazioni di individui di aspetto umano, ben vestiti, apparentemente indifferenti nell'atteggiamento, che si affiancavano ai Grigi che dirigevano comunque lo svolgersi delle operazioni stesse. Si tratta di un particolare estremamente interessante, poiché alimenta la cosiddetta teoria del "patto scellerato", secondo la quale gli alieni coopererebbero con una élite umana, nel quadro infame di un presunto accordo segreto i cui fini ci appaiono ignoti ma che comunque ha dato luogo ad ipotesi inquietanti.

La teoria del "complotto umano-alieno" presuppone che una specie non terrestre abbia raggiunto un accordo con alcuni governi; secondo i patti i Grigi avrebbero mano libera nel rapire, manipolare, effettuare esperimenti genetici su esseri umani, dando in cambio informazioni e suggerimenti tecnici per la costruzione di apparecchiature scientifiche, per lo più destinate ad uso militare, che alcune nazioni starebbero mettendo a punto per assicurarsi un predominio planetario.

In quest'ottica sarebbe spiega bile la collaborazione materiale di uomini dei servizi di sicurezza con gli alieni nella messa in atto delle "abductions".

La sindrome di Diana

Con il termine "sindrome di D.I.A.N.A." (acronimo per "Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena", coniato dagli spagnoli Javier Sierra e Joseph Gujiarro) ci collochiamo in un quadro diverso.

Si tratta di un quadro ascrivibile ai rapimenti da parte di alieni che presenta delle peculiarità diverse dalla casistica classica e che apre nuove e più inquietanti prospettive allo studio del fenomeno.

I soggetti interessati raccontano di aver visto apparire di notte nelle loro camere da letto creature di tipo Grigio che li avrebbero "prelevati", trasportandoli all'interno di ambienti simili a quelli precedentemente descritti. Il seguito è simile alle altre adduzioni ma la modalità di prelevamento resta ancora più oscura.

I familiari dei presunti addotti, infatti, pur dormendo nella stessa casa, non ricordano alcun rumore o altro segno di presenza estranea; inoltre le abitazioni in questione non presentano alcun segno di forzatura su porte o finestre; in altre parole ci troviamo in pieno paranormale, laddove si parla di apparizioni che però lasciano sul corpo degli addotti segni e cicatrici identici a quelli descritti nella casistica standard; più delle altre forme, la sindrome di Diana è oggetto di studi psichiatrici che per ora non hanno portato a conclusioni definitive.

Siamo di fronte ad un'ipotesi che se da un lato ci avvicina a considerazioni che spesso superano ampiamente i limiti della logica comune, dall'altro potrebbe darci una visione ben diversa e forse paradossalmente più credibile dell'intera questione.

Nell'adduzione messa in atto secondo le metodiche definite "classiche", benché non vi siano aspetti particolarmente "fantascientifici" nello svolgimento dei fatti, resta comunque evidente una certa grossolanità di comportamento da parte dei presunti alieni.

Supponiamo infatti di trovarci di fronte a creature provenienti da sistemi stellari diversi dal nostro, quindi distanti anni luce dalla Terra. Per riuscire ad effettuare viaggi interstellari gli esseri in questione devono necessariamente essere in possesso di cognizioni scientifiche estremamente avanzate che gli consentano di by-passare i limiti fisici stabiliti dalle leggi della relatività. Appare piuttosto strano che una volta arrivati sulla Terra questi esseri si ritrovino a mettere in atto rapimenti che per quanto concerne almeno la fase di adescamento non si discostano significativamente dai sequestri di persona attuati da criminali terrestri.

Appostamenti, rapimenti effettuati da creature che compaiono in prima persona, si espongono, accompagnano per mano gli addotti fino alle sale di operazione, appaiono decisamente in contrasto con il livello tecnologico di esseri che dovrebbero oramai essere in grado di fare a meno di ogni tipo di manovalanza.

La presenza di umani alle operazioni appare poi ancor meno credibile, si accosta pericolosamente ai contenuti di un racconto fantascientifico e scredita il significato globale dell'intero fenomeno, esponendo i ricercatori ufologici alla ridicolizzazione da parte dei mass media.

Ancora, il racconto di rapporti sessuali umano-alieni ci appare decisamente poco credibile ed orienta molto di più verso una patologia mentale del presunto addotto, creando la tendenza a liquidare in blocco la questione, etichettandola come fantasia patologica di strutture psichiche disturbate.

Ho già accennato altre volte alla teoria del "doppio depistaggio", secondo la quale gli autori delle "abductions" introdurrebbero apposta nei vuoti mnemonici dei soggetti da loro trattati una serie di ricordi falsi ed artefatti, destinati ad emergere durante l'ipnosi, dando un quadro dei fatti probabilmente diverso da quello reale ed al tempo stesso contenente aspetti contraddittori che alimentano l'incredulità ed aprono la strada ad ipotesi complottistiche, spionistiche, talvolta francamente demonologiche (ricordiamo che un soggetto raccontò di aver notato un pavimento di piastrelle esagonali che sembravano "ribollire", mentre dal soffitto calavano sonde nere, simili a serpenti). Tutto ciò ovviamente crea solo un'enorme confusione nelle indagini e comunque seppellisce il vero contenuto dei fatti che a tutt'oggi non ci sono noti; in altre parole, gli autori dell'adduzione si garantiscono il segreto proprio introducendo nelle loro cavie umane delle mnemosintesi cariche di contenuti a cavallo fra l'incubo ed il mito, volutamente cariche di simbologie archetipiche che hanno un solo obbiettivo: depistare il corso delle indagini.

Ipotesi di induzione a distanza

La sindrome di Diana ci offre spunto per delineare una nuova possibilità sui contatti umano-alieni; scartando l'ipotesi dell'apparizione-materializzazione aliena, del viaggio dell'addotto al di fuori del proprio corpo e di tutto l'insieme di eventi assai vicini al mondo dello spiritismo ed almeno oggi inaccettabili scientificamente, ci rimane quella estremamente più credibile dell'induzione a distanza.

Una serie di segnali radio viene convogliata da un luogo lontano, magari al di fuori dell'atmosfera terrestre, fino al punto stabilito, cioè la struttura neuropsichica di un soggetto scelto. Questo bombardamento di impulsi "confeziona" un'allucinazione dai contenuti predefiniti ed induce nel soggetto un particolare stato psichico destinato a dare sequele nei tempi successivi all'evento stesso. In altre parole l'addotto, che in questo caso dovremmo chiamare più correttamente "indotto", viene sottoposto ad un'esperienza onirica che modifica il suo assetto emotivo.

Non è da escludere, nell'ipotesi della manipolazione genetica, che le onde radio inviate al soggetto abbiano anche svariati poteri sull'organismo; dalla modifica di equilibri neuroendocrini, alla mutazione genetica. Non dimentichiamo che proprio il sistema endocrino ha mostrato di essere sensibilissimo alle variazioni del mezzo chimico-fisico in cui l'uomo vive e che le radiazioni hanno un sicuro effetto mutageno.

In questo modo sia le indagini sulla fisiologia umana (che a questo punto dovrebbero essere una tappa superata per gli extraterrestri, studiandoci essi ormai da molto tempo), sia l'induzione di mutazioni genetiche, sperimentali o finalizzate che siano, verrebbero effettuate a distanza, veicolate da un'esperienza indotta via radio.

La valutazione delle reali finalità di un simile procedimento si presenta estremamente complessa, e altrettanto vale per l'attribuzione di attenzioni benevole o non da parte dei suoi autori.

Va comunque detto che la qualità di vita degli addotti va considerata globalmente scadente. Questi individui vivono in uno stato di perenne inquietudine, nell'attesa ansiosa di nuovi contatti che poi vivono passivamente, con la sensazione angosciante di essere parassitati da qualcosa di indefinibile, quasi invasati.

È altresì vero che i racconti resi da molti soggetti descrivono un atteggiamento rassicurante da parte degli adducenti, i quali garantiscono che non c'è alcun rischio legato agli effetti degli interventi effettuati, arrivando quasi ad alludere la possibilità che gli individui scelti fossero più che altro dei privilegiati, destinati ad un programma che in ultima analisi avrebbe migliorato la loro "performance" biologica. A conforto di ciò notiamo che una buona percentuale di soggetti affetti dalla sindrome di Diana presenta, accanto ai sintomi ansiosi, tratti comportamentali improntati ad una strana estroversione; si tratta di individui propositivi, iperattivi, molto impegnati nelle loro attività lavorative, scarsamente aggressivi e, fatto molto singolare, con istinti sessuali estremamente controllati.

Potremmo veramente trovarci di fronte a menti manipolate ed indirizzate alla propositività, a scapito degli istinti legati al piacere. Se da un punto di vista strettamente razionale un tale assetto comportamentale può rappresentare un passo avanti nell'evoluzione psichica dell'uomo, da un altro, più medico-olistico, esso è comunque indice di una forzatura della struttura psico-biologica ed i disturbi emotivi che accompagnano i soggetti affetti potrebbero rappresentarne la conseguenza.

Per quanto riguarda gli addotti nella maniera classica dobbiamo invece rilevare che questi individui presentano un corteo sintomatologico emotivo assai più ampio e che la loro vita di relazione è invece profondamente disturbata, spesso fino ad un drastico abbassamento del tono comportamentale.

Potremmo quasi delineare una netta distinzione fra questo tipo di "rapiti" o "addotti" e l'altro gruppo di "indotti", arrivando ad una nuova ipotesi: quella di due metodiche differenti di approccio all'uomo da parte di presunti extraterrestri e quindi di due programmi diversi, non necessariamente messi in atto dalla stessa specie.

Ipotesi della contrapposizione

Già negli anni passati, a proposito del fenomeno UFO venne avanzata da Mario Cingolani la cosiddetta tesi del "conglomerato". Applicandone i criteri dagli UFO ai loro occupanti, si potrebbero ipotizzare entità aliene che si interessino alla Terra in modi diversi. La stessa tesi non esclude naturalmente che tali specie possano agire indipendentemente tra loro e magari in competitività.

Includere il fenomeno "abductions" in questo discorso tuttavia si presenta piuttosto difficoltoso per un motivo abbastanza semplice: sia gli affetti da sindrome di Diana che i presunti rapiti hanno nella maggioranza dei casi descritto come artefici dei fatti creature simili, tutte ascrivibili alla tipologia dei Grigi. Incontri ravvicinati con altri umanoidi di varia specie sono stati descritti molto spesso ma questi si limitavano ad apparizioni, con scambio di poche parole o pensieri trasmessi telepaticamente, senza alcun tentativo di manipolazione da parte delle creature suddette.

La logica ci porterebbe istintivamente a pensare che ad un certo livello di evoluzione determinate contrapposizioni di tipo competitivo-colonialistico dovrebbero essere superate nei viventi ed invece l'ipotesi del conglomerato ci proietta in una realtà totalmente diversa, non dissimile da quella terrestre, in cui non sono più nazioni dello stesso pianeta a competere per l'estensione della loro area di influenza su determinate regioni, bensì intere specie che gareggiano tra loro per accattivarsi le simpatie dell'Umanità.

In questo panorama piuttosto sconfortante ci troveremmo poi di fronte ad una spaccatura in seno alla specie dei Grigi, i quali sarebbero divisi in due fazioni che metterebbero in atto iniziative di contatto induttivo con metodiche diverse e contrapposte.

Potremmo distinguere un gruppo più "invasivo", che rapisce, esamina, manipola, impianta delle apparecchiature negli organismi ospiti, lasciando questi ultimi in uno stato di confusione e squilibrio emotivo.

Un secondo gruppo "induttivo" si servirebbe di metodiche indirette che non presuppongono il contatto fisico per provocare nei soggetti scelti mutamenti comportamentali mediati da esperienze paragonabili ad apparizioni di entità soprannaturali.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad atteggiamenti discutibili, almeno sul nostro piano, etico ma è necessario ammettere che quella da noi definita correttezza potrebbe essere solo una valenza arbitraria che non trova corrispettivi al di fuori del pianeta.

Noi non esiteremmo a proporre ed imporre i nostri costumi che riteniamo evoluti a popolazioni primitive nell'ottica di portare queste ad un alto grado di civilizzazione; non c'è motivo perché presunti alieni debbano comportarsi diversamente se convinti della validità delle loro tesi.

Conclusioni

Tirare le somme di un simile discorso è veramente difficile. Parliamo di ipotesi tutte da verificare, camminando praticamente sul vuoto.

Stabilire una scala di valori su di un castello così fragile non è accettabile né possibile sul piano logico.

Molto più utile è invece tentare di fare chiarezza sul fenomeno, e ciò è auspicabile che si realizzi nel corso dei prossimi anni attraverso l'approfondimento e l'ampliamento delle indagini.

A tutt'oggi abbiamo diverse scuole di pensiero che attribuiscono agli adducenti intenzionalità ora pacifiche, ora freddamente manipolative, ora palesemente aggressive e pericolose per la sopravvivenza stessa della specie umana.

Certo è che se quest'ultima tesi venisse dimostrata ci troveremmo tutti a dover fronteggiare un'emergenza altamente drammatica, trovandoci di fronte ad una intelligenza notevolmente progredita che non potrebbe essere facilmente scoraggiata dai nostri attuali mezzi difensivi.

Più confortante appare invece l'ipotesi del conglomerato che, nella peggiore delle ipotesi, ci permetterebbe di sceglierci degli alleati contro una eventuale specie aggressiva. Resterebbe comunque un'impresa estremamente difficoltosa riuscire a capire chi ci è amico e chi no, considerando che ogni considerazione etica diviene arbitraria e che praticamente in pochissimi casi vi sono state violenze palesi su esseri umani da parte degli adducenti.

Nonostante questa nebbiosità di valori possiamo comunque affermare che anche in un contesto extraplanetario il rispetto della vita e dell'autodeterminazione rappresenta un atteggiamento di alta qualità evolutiva che non deve necessariamente rappresentare una prerogativa fissa di intelligenze avanzate.

Una specie che si fosse fatta strada attraverso atti prevaricatori, arrivando a creare un sistema di tipo imperialistico basato sull'imposizione della propria cultura, per tecnologicamente avanzata che possa essere, non è da considerare amica.

Questa affermazione ha comunque un suo margine di semplicismo ingenuo in quanto proietta problematiche squisitamente umane su scala interstellare, trascurando aspetti che potrebbero essere inimmaginabili per noi. Solo per fare un esempio potremmo trovarci di fronte ad un pericolo biologico che cova in seno al pianeta e del quale non abbiamo preso coscienza. I vari tipi di "abduction" potrebbero rappresentare tentativi diversi di antagonizzare un fenomeno "in fieri" e quindi recare in sé l'obbiettivo di preservare l'Uomo da un pericolo cataclismatico.

A questo punto la dolorosità degli effetti collaterali sarebbe veramente un fattore trascurabile di fronte alla vantaggiosità degli obbiettivi a lungo termine e le considerazioni etiche precedentemente esposte varrebbero nulla.

di Giuseppe Colaminè
da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 06 del Novembre 1999

http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=9579

mercoledì 6 marzo 2013

Creato per Distruggere

Se a dirlo sono premi nobel come Stiglitz o altri economisti significa che forse noi "complottisti" non avevamo tutti i torti. Il grande inganno non regge più: "Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo" - A.Lincoln
 
Il Sistema non potrebbe funzionare senza il suo strumento principe: la moneta.
 
L'Euro fu creato per distruggere le nazioni europee ....e la conferma arriva anche oggi da un quotidiano tedesco non ancora tradotto in lingua italiana. A dirlo è Christoph R. Hörstel  -Angy-

Qui di seguito un articolo apparso sul sito di Larouche nel giugno 2012 a seguire il link del giornale tedesco online che titola: l'Euro creato per distruggere.

"L'idea che l'Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l'Euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l'hanno imposto". 
Così ha scritto il giornalista americano Greg Palast sul Guardian del 26 giugno, ricordando che "l'ideatore", Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l'euro) come l'arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro; "Ho conosciuto Mundell tramite il mio docente universitario Milton Friedman". Palast descrive bene l'idea di Mundell: "L'Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi, infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti) e, senza queste prerogative, l'unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza". Per Mundell niente deve interferire col MERCATO".
Palast continua dicendo che Mundell gli spiegava che "l'euro è tutt'uno con la Reaganomics; la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato invisibile... sic), e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato".
Il termine "riforme strutturali" non è altro che un eufemismo per nascondere l'annullamento dei diritti dei lavoratori (e degli imprenditori...), Mundell sostiene che "l'unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi" (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini).

 l'Euro creato per distruggere di Christoph R. Hörstel - Neue Rheinsche Zeitung 6.3.2013
http://www.nrhz.de/flyer/beitrag.php?id=18811
 
L'Euro fu creato per distruggere le nazioni europee ....e la conferma arriva anche oggi da un quotidiano tedesco non ancora tradotto in lingua italiana. A dirlo è Christoph R. Hörstel.
 
Qui di seguito un articolo apparso sul sito di Larouche nel giugno 2012 a seguire il link del giornale tedesco online che titola: l'Euro creato per distruggere.
 
"L'idea che l'Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l'Euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l'hanno imposto".
 
Così ha scritto il giornalista americano Greg Palast sul Guardian del 26 giugno, ricordando che "l'ideatore", Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l'euro) come l'arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro; "Ho conosciuto Mundell tramite il mio docente universitario Milton Friedman". Palast descrive bene l'idea di Mundell: "L'Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi, infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti) e, senza queste prerogative, l'unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza". Per Mundell niente deve interferire col MERCATO".
 
Palast continua dicendo che Mundell gli spiegava che "l'euro è tutt'uno con la Reaganomics; la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato invisibile... sic), e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato".
 
Il termine "riforme strutturali" non è altro che un eufemismo per nascondere l'annullamento dei diritti dei lavoratori (e degli imprenditori...), Mundell sostiene che "l'unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi" (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini).
 
l'Euro creato per distruggere di Christoph R. Hörstel - Neue Rheinsche Zeitung 6.3.2013
 

Universi Paralleli

Alcuni video con diversi ricercatori e scienziati che trattano in modo diverso lo stesso argomento. Gli Universi Paralleli, porta d'accesso a un mondo sconosciuto e forse più vicino a noi di quanto non possiamo immaginare.





http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=13999

martedì 5 marzo 2013

L'Esperimento Philadelphia

COSA ACCADDE NEL 1943 IL PHILADELPHIA EXPERIMENT

Vediamo ora in dettaglio, che cosa affermava Allende (Allen) 
riguardo il presunto esperimento avvenuto nell’ottobre ’43. Egli riferiva che in quella data la Marina militare USA riuscì a rendere invisibile un cacciatorpediniere, l’USS Eldridge, assieme a tutto il suo equipaggio, mentre era in navigazione. Il tutto sarebbe avvenuto creando un campo unificato sferoidale di 100 mt. di raggio; tutto ciò che si trovava all’interno di esso diventava evanescente mentre alcuni marinai parevano camminare nel nulla. Ad eventuali spettatori esterni l’imbarcazione si presentava come “ una sagoma sott’acqua “. Ma perché da “spettatori esterni?” Per il semplice motivo che Allende sarebbe stato solamente uno spettatore: in quel periodo si sarebbe trovato a bordo della “S.S. Andrei Fureuseth” appartenuta alla Matson Lines Liberty, di Norfolk, nave addetta a seguire le operazioni dell’esperimento. E da lì egli avrebbe assistito a tutta l’incredibile scena. Allende fornisce anche i nomi di alcuni suoi compagni di navigazione: Richard Price (“Splicey”) della Virginia, il comandante in seconda Mowsely e “Conally” del New England. Assieme a loro, Allende avrebbe visto sparire il cacciatorpediniere davanti ai suoi occhi dal Molo di Philadelphia per apparire (questo lo avrebbe saputo tempo dopo…) sul molo di Potsmouth, Norfolk. A detta di Allende qui ci furono diversi testimoni che videro increduli apparire dinnanzi a loro la nave; ma pochi minuti dopo essa scomparve anche da lì. In altre parole ci fu una sparizione/riapparizione in pochi minuti della Eldridge! Il risultato dell’esperimento sembrava riuscito, ma stando al testimone la realtà era ben diversa e tragica; metà degli ufficiali e dell’equipaggio del cacciatorpediniere divennero pazzi od “internati in luoghi particolari atti a ricevere assistenza qualificata …” ed alcuni effetti collaterali che seguirono all’esperimento furono drammatici. Pare che alcuni marinai che vi avevano partecipato entrarono in un pub del porto quasi del tutto invisibili, terrorizzando le cameriere; sembra che fosse apparso pure un articolo sul giornale locale ma il giornalista scettico ironizzò sull’accaduto e le cose caddero nell’oblio. Altri uomini uscirono da casa attraversando i muri davanti agli occhi terrorizzati dei parenti senza essere rivisti; altri ancora presero fuoco finché camminavano, mentre ancor peggior sorte capitò ad alcuni marinai durante la riapparizione della nave. Allende assicura che in questa fase successe di tutto: a causa della “modificazione della struttura stessa delle cose” qualcuno dell’equipaggio si ritrovò “fuso” (od incastrato) con gli oggetti solidi della nave (lamiere, pavimento, ecc.) diventando un tutt’uno!

Realtà? Fantasia? O cos’altro? Sembra un racconto di fantascienza di un grande scrittore. Ed Allende cosa fece per dare un riscontro a tutto ciò?

In una delle due lettere spedite a Jessup, dopo aver posto la sua firma scrisse la sigla “Z416175”, che pare identificare il suo numero di matricola in servizio. Ma questo era tutto? Assolutamente no! La peggior cosa e l’aspetto più incredibile dell’esperimento fu il perdurare di un effetto noto come “GO BLANK”, che colpì tutto l’equipaggio a bordo.

COS’E’ IL “GO BLANK”

Pare che tale effetto sia provocato da una “sosta” prolungata all’interno del campo; si verificherebbe non immediatamente ma a distanza di tempo. Potremmo definirlo “controindicazione ritardata”! Sembra che la persona colpita diventi momentaneamente invisibile e si blocchi (“get stuk”) senza essere più in grado di muoversi di propria volontà; per liberarsi da questa situazione il malcapitato deve essere toccato da alcune persone all’interno del campo stesso. Solo in questo modo riesce a “scongelarsi” (Allende definisce l’intera operazione “imposizione delle mani”). Se un soggetto rimane “congelato” non riuscirà più a percepire la realtà esatta delle cose e del tempo, e se questo dura a lungo (un giorno o più), impazzisce. A detta di Allende una volta accadde qualcosa di incredibile: due uomini che corsero a toccare un compagno colpito da “go blank” presero fuoco. I due corpi bruciarono per ben diciotto giorni ininterrottamente senza che nessuno riuscisse a spegnere le fiamme! Da allora nessuno più si azzardò ad usare l’imposizione delle mani …

Personalmente mi chiedo se un corpo umano possa arrivare sino a questo punto: credo che in poche ore o al massimo in un giorno sia già carbonizzato. L’unica spiegazione possibile è che all’interno di questo campo magnetico, intervengano forze inusuali in grado di alterare tutte le leggi fisico-chimiche a noi conosciute. Difficile dire se la realtà possa essere questa: certo è che Allende affermò che da quel momento si dovettero costruire apparecchiature estremamente complicate per cercare di “scongelare” o “sbloccare” le persone colpite dal “go blank”.

Anche tale affermazione mi lascia perplesso. E’ possibile che la Marina USA, si sobbarchi enormi spese per curare le sue “cavie”? A meno che non lo faccia per secondi fini (ad ex. studiare gli effetti collaterali od altro) non credo proprio. Avrebbe avuto più senso (mi immedesimo nelle loro menti…) lasciare i marinai al loro destino, come “cani sciolti”. In fin dei conti chi avrebbe creduto ad un matto? Spendere cinque milioni di dollari per curare un centinaio di persone non mi pare faccia parte della politica militare. Teniamo inoltre presente che la cifra va riferita al 1943 e dunque il valore è ben diverso da oggi. Non dobbiamo poi dimenticare che si era in piena guerra; quella cifra sarebbe stata spesa ben meglio per altri investimenti bellici!



Dunque secondo Allende la Marina USA, quando eseguì l’esperimento sarebbe stata totalmente inconsapevole degli effetti causati dal campo magnetico sull’equipaggio a bordo. Dopo questi avvenimenti il congresso avrebbe dato ordine di smantellare tutto il progetto, ma in realtà sarebbe continuato col nome di “Mountauk Project” o “Phoenix Project”, diretto nientemeno che dal Dr. Von Neumann. Da qui poi sarebbero nati altri tipi di progetti volti al controllo mentale, viaggi interdimensionali, ecc.


Cara amica Mariagrazia Caterina, spero che questo articolo abbia soddisfatto la tua curiosità.

Era l'ottobre 1955, quando Morris K. Jessup, residente a Coral Gables, Florida, ricevette un pacco di lettere girategli dall'editore del suo libro The Case for the UFO. Si trattava della prima opera che scriveva sull'argomento (altre tre ne seguiranno) in cui metteva a confronto enigmi del passato con i più recenti avvistamenti di dischi volanti, coniugando i suoi studi in astronomia e la passione per le civiltà scomparse. Tra le lettere ce n'era una alquanto stravagante proveniente dalla Pennsylvania.

Scritta a mano con differenti colori, e un irregolare uso delle lettere maiuscole e della punteggiatura, prendeva spunto da alcune speculazioni di Jessup per sostenere che la levitazione era un "procedimento noto" e ben sviluppato dalla tecnologia umana. L'autore si firmava col nome di "Carlos Miguel Allende". Jessup non diede molto peso alla cosa, ma il 13 gennaio 1956 ricevette una seconda lettera da Allende, che dall'indirizzo pareva risiedere alla periferia di New Kensington, nello stato della Pennsylvania.

Era evidente che Allende conosceva bene gli interessi di Jessup per la teoria dei campi unificati di Einstein e degli studi di Nikola Tesla che avrebbero potuto rivelare il segreto dell'antigravità rendendo possibili i viaggi spaziali a costi ridotti. Allende giudicava terribile questa possibilità, sostenendo che già una ricerca simile aveva condotto ad un esperimento il cui risultato fu "la completa invisibilità di una nave, del genere Cacciatorpediniere, e di tutto il suo equipaggio, Mentre era in Mare. (Ottobre 1943)... Metà degli ufficiali e l'equipaggio di questa Nave sono Attualmente, Matti come Pazzi da legare."

E proseguiva, "La Nave Sperimentale Scomparve dal Molo di Philadelphia e solo pochi Minuti Dopo ricomparve all'altro suo Molo dell'area di Portsmouth, Newport News, Norfolk. Fu distintamente E chiaramente Identificata in quel posto MA la nave, di nuovo, Scomparve e Tornò Indietro al suo Molo di Philadelphia in pochissimi Minuti o ancor Meno."

In una successiva lettera, datata 25 maggio, il corrispondente - che questa volta si identificava in testa alla lettera come Carlos M. Allende e come Carl Allen al fondo - si dichiarava disponibile ad essere sottoposto a ipnosi o al siero della verità onde ricordare ulteriori dettagli dell'intera vicenda e dimostrare la sua attendibilità. Di fatto, l'unica argomentazione fornita da Allende a sostegno delle proprie asserzioni erano alcuni nomi di persone che sarebbero state con lui a bordo dell'imbarcazione delle Matson Lines Liberty, la S.S. Andrew Furuseth, da cui poterono osservare tutta la scena della nave scomparsa. Tuttavia non si ricordava il periodo preciso degli avvenimenti. Solo in un secondo tempo il cacciatorpediniere "invisibile" venne identificato nell'USS Eldridge, codice DE 173.

Malgrado fosse rimasto incuriosito, Jessup continuò a non prendere molto sul serio la questione. Finché un anno più tardi ricevette un invito a recarsi presso l'Ufficio delle Ricerche Navali (ONR) di Washington, dove si sentì raccontare una strana storia. Alla fine di luglio o i primi di agosto dell'anno prima, qualcuno spedì, in un pacco proveniente da Seminole, Texas, una copia annotata dell'edizione tascabile del suo Case for the UFO all'ammiraglio N. Furth, Capo dell'Office of Naval Research. Le annotazioni, scribacchiate con tre differenti colori di inchiostro, parevano essere state scritte da altrettante diverse persone, A, B e Jemi, che, in base ad alcuni riferimenti, si poteva supporre appartenessero a qualche tribù zingara. A, B e Jemi asserivano di sapere parecchie cose sulle intelligenze che stavano dietro gli UFO (chiamate "S-M" e "L-M", i primi nemici della razza umana).

L'ammiraglio accantonò il materiale, ma qualche giovane ufficiale restò tanto incuriosito da proseguire le ricerche per suo conto.

Jessup fu disorientato dall'interesse mostrato dagli ufficiali presenti, e rispettosamente sottopose a lettura il tutto. Lo stile, il tono, e la natura dei commenti, oltre i riferimenti a un esperimento segreto della Marina il cui risultato aveva reso invisibile una nave, convinsero Jessup che l'autore era lo stesso Allende/Allen che a lui si era rivolto, e così accennò agli ufficiali delle lettere che aveva ricevuto. Questi ne richiesero copie, le quali furono successivamente pubblicate come appendice di una tiratura limitata della versione annotata del Case for the UFO, a cura della Varo Manufacturing Company di Garland, Texas, una società che lavorava per la Marina. Una introduzione anonima - scritta in realtà dal comandante George W. Hoover, ufficiale dei Progetti Speciali dell'ONR, e il sottoposto capitano Sidney Sherby - spiegava: "Data l'importanza che attribuiamo alla possibilità di scoprire utili indizi circa la natura della gravità, nessuna voce, per quanto possa essere screditata dal punto di vista della scienza ufficiale, deve essere trascurata."

A Jessup venne fornita una copia dell'edizione Varo, delle 127 stampate, sulla quale appose a sua volta alcune contro-annotazioni. In considerazione dei molteplici problemi sollevati e delle spese sostenute (le annotazioni sono state ristampate nei loro colori originali) furono in molti a sorprendersi che l'argomento fosse stato ritenuto di tale interesse dagli scienziati della Marina.

UNA MORTE ANNUNCIATA

Nell'ottobre 1958, approfittando di un viaggio d'affari a New York, Jessup si recò a far visita allo scrittore Ivan T. Sanderson, un zoologo interessato al fenomeno UFO e alle anomalie in generale. Sanderson ricorda così quell'incontro: "C'era circa una dozzina di persone presenti. Ad un certo momento Morris chiese a tre di noi se poteva parlarci in separata sede. Appartatici, ci consegnò la copia originale riannotata e ci chiese di leggerla con attenzione, quindi di metterla al sicuro 'in caso mi fosse accaduto qualcosa'.

Tutto ciò all'epoca ci sembrò molto teatrale ma, dopo che aver letto il libro, abbiamo dovuto ammettere che siamo stati invasi da un sentimento collettivo di natura decisamente sgradevole. E questo venne orribilmente confermato il giorno in cui Jessup fu trovato morto nella sua auto, in Florida."

Era il tardo pomeriggio del 20 aprile 1959 quando Jessup, dopo aver parcheggiato la sua station wagon nei pressi di casa, con tutta calma infilò un tubo di gomma nel condotto di scarico e l'altra estremità all'interno dell'abitacolo attraverso lo spiraglio di un finestrino. Morì di avvelenamento da monossido di carbonio. Il suicidio contribuì a enfatizzare il significato delle lettere di Allende, tant'è che qualcuno ritenne addirittura che Jessup fosse stato ucciso perché sapeva troppo. Di questa opinione un gruppo di occultisti californiani che nel 1962 pubblicò una monografia dedicata al controverso episodio e Gray Barker che raccolse i primi scritti di Jessup e le voci recenti a lui riferite nel volume The Strange Case of Dr. M. K. Jessup, edito l'anno seguente. Barker, tra l'altro, cita l'appassionato di UFO Richard Ogden, il quale sosteneva apertamente che il "suicidio di Jessup era stato architettato facendogli recapitare un nastro registrato che conteneva messaggi di auto-distruzione. Il nastro utilizzava suggestioni ipnotiche sovrimpresse a musica e mescolate con rumore bianco." E concludeva, "Nessuno può resistere all'essere ipnotizzato da onde sonore." Ma alcuna prova venne offerta da Ogden a supporto delle sue straordinarie asserzioni.

Dobbiamo tuttavia aspettare il 1965 perché il caso Allende faccia la sua apparizione in un libro a grande tiratura, ovvero Invisible Horizons scritto da Vincent Gaddis (edito in Italia da Armenia dieci anni dopo col titolo Il triangolo maledetto e altri misteri del mare), che è stato anche il primo a parlare del Triangolo delle Bermuda quale luogo di frequenti e misteriose sparizioni di navi e aerei. Due anni dopo, in un'appendice a Uninvited Visitors di Ivan T. Sanderson (tradotto nel 1974 dalle Edizioni Mediterranee col titolo UFO, visitatori dal cosmo) venivano ristampate le lettere di Allende a Jessup e l'introduzione all'edizione Varo.

A commento Sanderson rimarcava: "Se il sig. A, il sig. B e/o 'Jemi' non sono altro che eccentrici, dove hanno scovato tutti questi fatti e tutte queste asserzioni che, sebbene singolarmente sono stati discussi per anni, richiederebbero molti anni di ricerca per essere rintracciati?" L'anno successivo, sempre negli Stati Uniti, sull'argomento vennero pubblicati altri due volumi a cura di Brad Steiger e Joan Whritenour, i quali ne enfatizzavano i contenuti riferendosi a una "nuova e provocatoria teoria" sulla natura e origine degli UFO. Secondo gli autori, Allende avrebbe potuto addirittura rappresentare un potere extraterrestre giunto sulla Terra molti secoli orsono. Altri avanzarono l'ipotesi che durante il periodo in cui la nave restò invisibile, la Marina Militare degli Stati Uniti sarebbe stata in grado di contattare entità aliene con le quali si accordò per una proficua forma di collaborazione.

Nel 1974, del "mistero" fece menzione il best-seller di Charles Berlitz The Bermuda Triangle, e lo stesso divenne nel 1979 il soggetto del libro di William L. Moore The Philadelphia Experiment (pubblicato in Italia lo stesso anno per i tipi della Sonzogno). Finché nel 1984 la New World Pictures produsse il thriller fantascientifico diretto da Stewart Raffill, The Philadelphia Experiment, con protagonista Michael Pare (nel ruolo del marinaio evanescente) e Nancy Allen.

L'UOMO DEL MISTERO

Morto Jessup, Carlos Allende prese a scrivere lettere ad altri ricercatori del settore. Le località da cui erano spedite variavano da una volta all'altra. Nell'estate del 1967, dopo aver letto uno dei suoi primi libri sugli UFO, Allende scrisse anche a Jacques Vallée. Con la sua prima missiva, una cartolina illustrata - "vista notturna dei grandi magazzini Sanger Harris di Dallas" - Allende informava Vallée che per poco più di un milione di lire poteva ricevere le istruzioni su "come costruire il proprio disco volante". In una successiva lettera di quindici pagine imbucata sempre a Dallas, Texas, ma con un indirizzo di Minneapolis, Allende congetturava che l'universo un bel giorno si sarebbe contratto per ritornare al suo punto di origine, proprio come era accaduto alla DE 173 di fronte ai suoi occhi. Inoltre sosteneva che anche Einstein aveva letto l'edizione Varo del libro di Jessup e le rivelazioni contenute nelle famose "lettere" avevano influenzato a tal punto la sua salute da portarlo di lì a poco alla morte.

Secondo Allende, a causa della eccessiva esposizione al campo magnetico, molti membri dell'equipaggio impazzirono, mentre altri svilupparono malattie misteriose. Due marinai sarebbero addirittura scomparsi da una taverna del posto lasciando le cameriere terrificate e confuse. La fotocopia di un ritaglio di giornale, senza testata né data, che descrive l'episodio sarebbe stata fatta recapitare anonimamente all'indirizzo dello scrittore William Moore.

Allende restò un personaggio estremamente elusivo, finché nell'estate 1969 si presentò presso gli uffici di Tucson, Arizona, dell'Aerial Phenomena Research Organization (APRO), dove confessò che l'intera vicenda era una burla da lui architettata, salvo poi ritrattare la sua confessione poco tempo dopo.

Nel 1978 Allende prese casa a Benson, Minnesota, e l'anno successivo si spostò alla vicina Montevideo, non molto lontano da Morris, dove William Moore viveva. Il 28 giugno il Montevideo American-News riferì che Allen, ovvero Allende, si recava sovente agli uffici del quotidiano "da quattro a cinque volte al giorno". Nell'articolo veniva così descritto: "E' alto, magro, veste in stile occidentale e di solito indossa un cappotto di lana. I suoi argomenti preferiti sono il comunismo e la condizione delle ferrovie del Milwaukee. Afferma di essere l'autore di svariati testi su argomenti scientifici e asserisce che il suo nome è menzionato in numerosi altri libri. Dice di essere una 'persona controversa nei circoli scientifici e pseudoscientifici, un famoso linguista internazionale e scrittore'. In Montevideo, come a Benson, chiese aiuti finanziari alla comunità religiosa e all'Esercito della Salvezza."

Nel 1983, Carlos Allende, apparve a Boulder, Colorado, dove Linda Strand, una giornalista scientifica, ebbe modo di intervistarlo brevemente e scattargli una foto, l'unica esistente di questo singolare personaggio. La Strand lo descrisse come un tipo strampalato che scribacchiò alcune note a margine della sua copia del libro di Berlitz e Moore prima di scomparire di nuovo, senza fornire ulteriori particolari su ciò che asseriva di aver visto.

Forse per emulare le gesta di Allende, più di recente, nel settembre 1989 è venuto alla ribalta un certo Al Bielek che ha asserito di essere stato uno dei marinai coinvolti nel tanto discusso esperimento di Filadelfia. Bielek nel corso di alcune conferenze e interviste, raccontò che per anni non aveva avuto alcun ricordo dei fatti, perché era stato sottoposto al lavaggio del cervello. Ma la memoria gli era tornata gradualmente dopo aver visto il film nel 1988. I suoi "ricordi" sono contenuti in un libro scritto assieme a Steiger nel 1990.

LA VERITA' VIENE A GALLA?

Ma chi è veramente Carlos Allende, alias Carl Allen? Nel luglio 1979, Robert A. Goerman, un appassionato di UFO residente a New Kensington, Pennsylvania, si accorse di aver conosciuto i genitori di Allen da sempre: Harold Allen (70 anni) e signora erano i suoi vicini di casa. Gli Allen mostrarono a lui il materiale che il figlio aveva spedito loro negli anni vantandosi dell'agitazione che i suoi scritti avevano causato e il suo certificato di nascita: Carl Meredith Allen era nato il 31 maggio 1925 a Springdale, Pennsylvania. Era il maggiore di cinque figli, quattro maschi e una femmina. I genitori lo descrissero come un "maestro della presa in giro". Suo fratello Randolph aggiunse: "Ha una mente fantastica. Ma per quanto ne so', non l'ha mai veramente utilizzata, e non ha mai lavorato in un posto tanto a lungo per guadagnare abbastanza. E' una vergogna."

E se qualcuno avesse veramente verificato al RD n.1, Box 223 di New Kensington, l'indirizzo fornito da Allende nelle sue prime lettere, vi avrebbe trovato la casa colonica di proprietà della famiglia Allen.

A questo punto, anche William Moore, convinto assertore della credibilità di Carl Allen, cercò di fare marcia indietro, arguendo che Allen aveva semplicemente diffuso una storia che altri avevano raccontato. Moore ipotizzò che la realtà poteva essere "un poco più terrestre". "Lo scopo dell'esperimento" scrive in un libro pubblicato privatamente nel 1984, "poteva essere l'invisibilità radarica, non ottica, e i bizzarri effetti riportati in connessione con esso - uomini che attraversavano muri, altri uomini che scoppiavano tra le fiamme - sembrano essere il risultato di allucinazioni causate a questi testimoni dalla troppa vicinanza al campo di forze a bassa frequenza e di grande potenza utilizzato." Ma l'evidenza anche per questa interpretazione è scarsa e aneddotica.

Di fatto, secondo alcune versioni, la Eldridge non solo divenne invisibile, ma si ritrovò smaterializzata e teletrasportata a Norfolk, per poi ritornare a Filadelfia in un tempo così breve che in condizioni normali sarebbe stato impossibile. Ma un tale evento avrebbe dovuto produrre il movimento di qualcosa come 1900 tonnellate di acqua per colmare il vuoto creatosi, col risultato che una gigantesca ondata si sarebbe dovuta abbattere sull'intera baia. Eppure questa eccezionale conseguenza dell'"esperimento" non è menzionata da alcuna parte.

E il suicidio di Jessup? Sarebbe stato indotto dalla profonda depressione causatagli dalla separazione con la moglie complicata da un grave incidente automobilistico di cui era stato vittima alcuni mesi prima.

Anche l'interesse della Marina per l'intera vicenda si dimostrò più un'azione personale di Hoover e Sherby, che hanno agito per proprio conto spendendo di tasca propria. Il fatto che erano ufficiali della Marina, non significava nulla, come Shelby (ora impiegato alla Varo) affermò nel 1970 in una intervista rilasciata all'ufologo Kevin D. Randle.

Tuttavia qualcosa di veramente segreto accadde a Filadelfia nel '43. L'interesse che Jacques Vallée espresse per il caso in uno dei suoi libri lo fece imbattere in un certo Edward Dudgeon. "Sono un pensionato di sessantasette anni, arruolato in Marina dal 1942 al 1945", così iniziava la lettera di Dudgeon indirizzata a Vallée il 28 novembre 1992. "Ero imbarcato su un cacciatorpediniere che era lì allo stesso tempo dell'Eldridge DE 173. Posso spiegare tutto degli strani accadimenti poiché eravamo dotati dell'identico equipaggiamento, allora segreto. Altre due imbarcazioni hanno salpato assieme a noi per le Bermuda per poi rientrare a Filadelfia."

Un paio di settimane dopo Vallée incontra Dudgeon che, avendolo convinto delle sue generalità e mostrato il foglio di congedo dalla Marina, racconta la sua versione dei fatti. La missione, che coinvolse la Eldridge e la Engstrom, la nave su cui era imbarcato Dudgeon, durò dalla prima settimana di luglio alla prima settimana di agosto del 1943, ed era considerata top-secret in quanto veniva per la prima volta sperimentato un insieme di contromisure che dovevano rendere le navi invisibili alle torpedini magnetiche lanciate dai sommergibili tedeschi. Nulla di "poco terrestre" ma all'equipaggio fu vietato di parlare della missione. L'utilizzo dell'attrezzatura speciale, consistente in un radar di bassa frequenza, un sonar, un dispositivo per il rilascio di cariche di profondità e delle eliche particolari, è stato confermato, alle richieste di Vallée, anche dal vice-ammiraglio William D. Houser.

In conclusione, l'intera vicenda non sarebbe altro che una burla organizzata dal misterioso Carl Allen? Secondo molti sì, ma altri ritengono che ci troviamo di fronte ad una operazione di disinformazione creata volutamente da non meglio identificati servizi segreti per distogliere l'attenzione da altri eventi ben più significativi. Lo stesso vale anche per il famoso caso Roswell e il discusso documento MJ12? E' forse un caso che il divulgatore di tutti questi segreti sia sempre l'americano William Moore?

Intanto di Carl Allen si sono perse le tracce. Un rapporto non confermato dice che vive in Colorado.

http://www.arpnet.it/ufo/allende.htm

lunedì 4 marzo 2013

La Riscossa del Player B

Il grande inganno (così come lo descrive il Progetto Atlanticus) non terrà a lungo. I pilastri su cui si regge il Sistema stanno traballando sia a livello materiale sia a livello spirituale. Il momento è epocale. Non perdiamo l'occasione di dare la scossa finale alle fondamenta del NWO permettendo al Player B di vincere la partita... e noi di conseguenza.
 
Potremmo non avere più occasione per farlo.
 


«È il crollo di un mondo. Forze immense stanno per scatenarsi»
 
Così parla Frédéric Lordon, famoso economista francese, direttore delle ricerche del CNRS, in una lunga intervista alla Revue des Livres. A proposito delle forze che stanno per scatenarsi, ecco cosa prevede:
 
«Se, come si poteva prevedere dal 2010 col lancio dei piani di austerità coordinati, lo scacco annunciato conduce ad un’ondata di default sovrani, seguirà immediatemente il collasso del sistema bancario (o li precederà, per semplice effetto d’anticipazione degli investitori); e questo, contrariamente a quello del 2008, sarà irrecuperabile, perchè gli Stati (che hanno salvato le banche nel 2008, ndr) sono finanziariamente a terra. Allora non resterà altra alternativa che l’emissione monetaria massiccia, oppure l’esplosione della zona euro se la Banca Centrale Europea (e la Germania) rifiutano questa prima soluzione.
 
«In un week-end cambierà letteralmente il mondo e vedremo cose inaudite: re-instaurazione del controllo sui capitali, nazionalizzazioni-lampo o addirittura requisizioni di banche, riarmo delle Banche Centrali nazionali – misura che segnerà da sè la fine della moneta unica – la dipartita della Germania seguita da qualche satellite, la costituzione di un blocco euro-sud oppure il ritorno alle monete nazionali. Quando avverrà? Nessuno può dirlo con certezza (…) ma tra sei o dodici mesi, quando s’imporrà la constatazione della recessione generale, risultante dalla austerità generalizzata, e gli investitori vedranno salire irresistibilmente le ondate dei debiti pubblici che si supponeva di arrestare con le politiche restrittive, la consapevolezza dell’impasse totale che albeggerà in quel momento porterà gli operatori stessi a dichiarare una ‘capitolazione’, ossia alla loro fuga massiccia dai mercati-titoli, e per il gioco dei meccanismi di propagazione creati dalla finanza liberalizzata, una dislocazione totale dei mercati dei capitali, in tutti i settori.
 
«E nel frattempo si accumulano le tensioni politiche – fino al punto di rottura? Come ogni soglia critica a livello storico-sociale, non si sa in anticipo dove essa si trova nè cosa ne determina il superamento. La sola cosa certa è che la spossessione generalizzata della sovranità (per opera della finanza come dell’Europa neo-liberale) taglia in profondità i corpi sociali… i corpi sociali aggrediti dal liberalismo finiscono sempre per reagire, e a voltre brutalmente, in proporzione a quello che in precedenza hanno sopportato e accumulato (…). Non si possono lasciare i popoli durevolmente senza soluzione di sovranità – sia nazionale o d’altro tipo – senza che la recuperino a tutta forza e in forme che non saranno belle da vedere.
 
«… Quella che vien chiamata ‘crisi dell’euro’ non è in prima istanza una crisi monetaria. Una delle stranezze degli eventi attuali è che la moneta europea non viene rifiutata affatto, nè dai residenti della zona nè dagli investitori internazionali, e lo dimostra la paritò euro-dollaro, che a parte qualche fluttuazione, si mantiene. È un fatto: non c’è (per ora) fuga dall’euro. Se ci sarà, sarà come sviluppo terminale di una crisi la cui natura è altra. Quale? La risposta è che si tratta di una crisi istituzionale.
 
«È il quadro istituzionale della moneta unica, come comunità di politiche economiche, che minaccia di volare a pezzi in seguito a crisi finanziarie aventi come epicentro i debiti pubblici e le banche. Se l’euro esplode, sarà per default sovrani che trascineranno crolli bancari – a meno che questi non vengano prima, per anticipazione dei default sovrani. In ogni caso il cuore della cosa sarà ancora una volta il sistema bancario, e l’impossibilità di lasciarlo andare in rovina, perchè la rovina totale del sistema bancario ci porterebbe in cinque giorni all’equivalente ineconomia dello stato di natura. Ma ciò non deve significare ‘rimetterlo sui binari per un altro giro’, senza cambiarne le regole.
 
«Anzi, approfitto per dire che, dopo avermi fatto per lungo tempo paura, la prospettiva di questo collasso quasi quasi mi piace, perchè creerà infine l’occasione di nazionalizzare integralmente il sistema bancario per pura e semplice requisizione (senza indennizzo) (…). Nell’ipotesi del collasso bancario, si tratta di sapere quale sarà – in assenza degli Stati, essi stessi rovinati – l’istituzione capace di organizzare la riattivazione delle banche per far loro riprendere l’attività di fornitura del credito. In questa ipotesi, non ne resta che una: la Banca Centrale Europea.
 
Non dovrà solo assicurare alle banche un sostegno di liquidità (lo sta già facendo) ma liberarle degli attivi svalorizzati e ricapitalizzarle. Inutile dire che, data la scala del settore bancario intero, si tratta di un’operazione di creazione monetaria massiccia a cui bisognerà consentire. La BCE è pronta a questo? Sotto l’egemonia tedesca, direi di no. Ma l’urgenza estrema di restaurare nella loro integrità gli incassi monetari e di ristabilire il funzionamento del sistema di pagamenti richiederà un’azione ‘in giornata’! Significa che le lunghe tergiversazioni per ‘parlare ai nostri amici tedeschi’ o rinegoziare un trattato, saranno sparite dalla lista delle soluzioni pertinenti.
 
Di fronte a quelli che si devono identificare come interessi vitali del corpo sociale, uno Stato, di fronte al non-volere della BCE, prenderebbe immediatamente la decisione di riarmare la propria Banca Centrale per farle emettere moneta in quantità sufficiente e ricostituire al più presto un troncone di sistema bancario capace di operare. La Germania, osservando nella zona una o due fonti di creazione monetaria fuori controllo, ossia di euro impuri suscittibili di corrompere gli euro puri di cui la BCE ha sola il privilegio di emissione, decreterebbe immediatamente l’impossibilità di restare in una tale ‘unione’ monetaria divenuta anarchica e l’abbandonerebbe subito, per rifare un blocco con qualche seguace selezionato sul momento (Austria, Olanda, Finlandia, Lussemburgo).
 
Quanto alle altre nazioni, dovranno allora scegliere fra ricostituire un blocco alternativo oppure tornare ciascuna al proprio destino monetario; la Francia cercherà in tutti i modi di imbarcarsi con la Germania, senza la minima sicurezza di essere accettata a bordo (…)».
 

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