mercoledì 10 settembre 2014

Conoscerete la Verità... E la Verità vi renderà Liberi (forse...)

Correva l’anno 869 d.C. Tutto ebbe inizio dalla cancellazione dell’esistenza dello Spirituale da parte della Chiesa cattolica.

La Chiesa cattolica è una istituzione creata per difendere e diffondere il messaggio del cristianesimo ma che poi, in breve tempo, si è sempre più burocratizzata sostituendo al messaggio evangelico di Cristo, che invita a mettersi al servizio di tutti gli uomini, quello dell’esercizio del proprio potere ecumenico e cattolico.


Quando perciò si parla del messaggio del Cristo bisogna distinguere nettamente il termine cristianesimo da cattolicesimo.   

Nel Concilio di Costantinopoli tenutosi nell’869 la Chiesa cattolica decretò che doveva essere cancellata l’esistenza dello Spirito come parte costitutiva dell’essere umano e che da quel momento, solo l’anima umana poteva avere qualche qualità spirituale ma nulla più di questo.

In tal modo fu cancellata non solo la parte spirituale dell’uomo, quella parte cioè che può avere possibilità di evoluzione, ma fu di fatto negata anche l’esistenza del Mondo Spirituale con tutte le sue leggi evolutive, compresa la legge del karma e della reincarnazione e conseguentemente la possibilità di autodeterminazione dell’essere umano.

Tale decreto era stato preparato già con il secondo Concilio di Costantinopoli del 552 d.C. - In seguito il tutto fu ribadito con il Concilio di Lione del 1274 e quello di Firenze dell'1439. La Chiesa cattolica condannava l'idea di reincarnazione come “… una antica idea pagana”. Per tale motivo essa fu considerata alla stregua di un’eresia.

Questi Concili hanno condannato la reincarnazione anche perché, come parametro di giudizio, prendevano in considerazione l'idea di reincarnazione che viveva nel mondo orientale.


La reincarnazione invece si basa su ben altre leggi spirituali come, in modo sintetico, si cercherà di dimostrare.

Nelle antiche civiltà orientali si pensava che l'uomo fosse stato cacciato dal Cielo e, per punizione, confinato a vivere eternamente sulla Terra, considerata perciò luogo d’esilio.

Nacque in tal modo nell’uomo orientale l’idea delle ripetute vite terrene o reincarnazione.

Oggi l’orientale, ha ancora il sentimento istintivo della reincarnazione, ma, non riuscendo più a coglierne il vero significato, cerca soltanto di liberarsi dallo spietato circolo delle ripetute vite terrene che lo costringe a ritornare in un corpo fisico sulla terra, luogo di dolore.

Con il tempo inoltre è sorta una visione distorta: quella della possibilità di reincarnazione di un essere umano in un corpo di animale quale ulteriore punizione  per gravi mancanze o peccati commessi. Sarebbe opportuno a questo punto, per maggior chiarezza, correggere il termine reincarnazione, o ripetuta incarnazione di un’anima in un corpo umano, con metempsicosi, o trasmigrazione dell’anima in un corpo d’animale.

L’idea orientale considerata dalla Chiesa cattolica, ha comportato un’errata interpretazione del concetto di reincarnazione basata su due punti essenziali:

1° - l’idea dell'eterno ritorno quale punizione e, per conseguenza, la non possibilità di evoluzione.
2° - l’idea della reincarnazione come possibile caduta nel regno animale o metempsicosi.

Un tale modo di pensare deriva dal fatto che gli antichi orientali non avevano ancora né conoscenza, né tanto meno coscienza di possedere un Io individuale avente la possibilità di compiere una evoluzione personale.

L'evoluzione invece consiste in un graduale, lento perfezionamento che si attua portando l’Io umano, la prima e più elevata parte spirituale costitutiva, a vivere alternativamente nel mondo terrestre e in quello Spirituale, per raggiungere il grande compito di conquistare la Libertà individuale e l’Amore per tutto il Creato.
Tale lungo cammino viene regolato e caratterizzato dalle leggi del karma e della reincarnazione.

Moderne conoscenze

La Chiesa cattolica per tutto il periodo che andava dal 500 al 1800, si rapportava, riguardo alle conoscenze sulla reincarnazione, sulle idee errate dei popoli orientali.

Nel 1915 il Sant’Uffizio ancora una volta ha condannato duramente l’idea della reincarnazione presentata dalla Società Teosofica perché, com’è affermato, “ … l’idea deve essere rifiutata, anche se è presentata dalla Teosofia sotto una falsa veste scientifica ”.

In seguito, con la venuta dell'Antroposofia di Rudolf Steiner, la Chiesa cattolica ha continuato a mantenere il suo parere negativo sulla reincarnazione, basandosi questa volta su un insegnamento ritenuto fondamentale dalla religione cattolica.

Tale insegnamento risulta incompatibile con l’idea della reincarnazione, poiché afferma che la redenzione dell'umanità deve avvenire solo tramite la morte sacrificale del Cristo sul Golgota

Questo concetto, fissato in dogma, è sorto nel V secolo d. C. ed è la conseguenza di una disputa fra Pelagio e S. Agostino.

Pelagio, un asceta inglese, operò in Italia, a Roma, all'inizio delle 400 d. C.

Egli negava il peccato originale quale trasmissione ereditaria di un peccato morale. Considerava questo concetto non compatibile con la giustizia di Dio, perciò affermava che l'uomo, nascendo senza peccato, per conseguenza aveva la capacità di scelta fra il bene e il male e quindi era libero di scegliere o meno la propria redenzione. 

S. Agostino affermava al contrario che il peccato originale commesso da Adamo era ricaduto moralmente anche sui suoi discendenti impedendo loro di vincere il male basandosi soltanto su forze puramente umane.

La Chiesa del V secolo d. C. per risolvere una simile controversia, scelse una via di mezzo: adottò un po' le idee di Pelagio, un po' quelle di S. Agostino.

Essa accolse la tesi di S. Agostino e in altre parole che l'uomo da solo non può superare il male ma deve rimettersi alla grazia originata dal sacrificio del Cristo, collegandosi però anche alla tesi di Pelagio secondo il quale la grazia da sola non basta, poiché l'uomo le deve andare incontro sforzandosi di scegliere il bene, adeguandosi per conseguenza a quello che la Chiesa cattolica stabiliva fosse il bene.

In tal modo da una parte la Grazia divina agisce tramite il perdono dei peccati per l'azione redentrice del Cristo. e dall'altra per lo sforzo individuale dell'uomo il quale - sempre secondo la Chiesa cattolica - dopo la morte verrà premiato  con un premio o con un castigo, con il Paradiso o con l’Inferno.

Riassumendo perciò, e sintetizzando, a tutt’oggi la Chiesa cattolica riguardo la vita umana sulla terra e oltre la morte riconosce soltanto due situazioni possibili:

1° - la remissione dei peccati
2° - il premio o il castigo.

Conoscenza antroposofica della reincarnazione.

Con la conoscenza e l’ammissione della legge della reincarnazione e del karma, nell’Antroposofia di Rudolf Steiner è introdotto qualcosa di totalmente nuovo.

Secondo tali leggi è possibile ammettere la possibilità di riparazione o compensazione di falli morali commessi dall'uomo a mezzo di ripetute vite terrene, le quali si svolgono in modo giusto ed equilibrato secondo la legge del karma.

Le dottrine esposte dall’Antroposofia, in realtà corrispondono non a idee personali e arbitrarie di Rudolf Steiner ma, come lui stesso dimostrò nelle sue oltre seimila conferenze, furono reali verità spirituali da lui colte grazie alle sue particolari capacità spirituali.  Tali dottrine sono osservabili e dimostrabili in modo scientifico, secondo una scienza che sa aprirsi ed accoglie anche la conoscenza di leggi scientifiche di natura spirituale.  

Su ciò la Chiesa cattolica e le altre istituzioni religiose di ispirazione cristiana, accusarono Rudolf Steiner di sostenere l’auto-redenzione dell'uomo in contrapposizione alla redenzione dei peccati possibile solo grazie al sacrificio di Cristo sul Golgota.

Questa però è solo un’interpretazione non esatta della Chiesa cattolica del pensiero di Rudolf Steiner. Egli in una sua raccolta di conferenze dal titolo “ Cristo e l’anima umana“ tratta l’argomento in modo ampio ed articolato.

Lo rileva con molta esattezza e lo riassume in due punti essenziali.

1° - Quando l’uomo commette una mancanza ( in termini religiosi fa un peccato ) ed arreca un torto ad esempio ad un’altro essere umano o comunque ad altri esseri viventi, infrange l’armonia di leggi cosmiche e compie un atto che ha una conseguenza duplice.

Il male compiuto potrà - e dovrà - essere pareggiato in una successiva vita dall’essere umano stesso che addirittura aspirerà a voler riparare, secondo le leggi del karma, l’atto negativo compiuto.

2° - Il fallo morale però non concerne esclusivamente il singolo uomo che l’ha commesso e che perciò deve ripararlo ma, come già accennato, va a squilibrare e addirittura a lacerare la stessa “ trama spirituale del Cosmo “.

L’essere umano non è in grado di compiere tale riparazione a causa della sua attuale insufficiente forza spirituale.

Soltanto un Essere spirituale superiore all’uomo può intervenire e riparare la lacerazione compiuta nella trama spirituale, nell’ordine equilibrato del Cosmo.

Questo essere spirituale è il Cristo.

In altri termini l’essere umano, quando compensa il “ male“ da lui compiuto, fa un processo di autoredenzione. Questa riparazione riguarda però il ristretto, personale ambito di ciascun uomo.

La ripercussione dello squilibrio causato, che sempre avviene nella realtà cosmica spirituale, viene compensato dal Cristo che compie, in tal modo, un atto di redenzione posto a servizio di qualunque essere umano.

Quanto esposto è il reale e completo pensiero di Rudolf Steiner che perciò riassume in due aspetti, secondo veridicità, le leggi di reincarnazione e karma:

1° - l’aspetto microcosmico, quale auto-redenzione da parte dell’essere umano ( sempre secondo le leggi di reincarnazione e karma )

2° - l’aspetto macrocosmico quale redenzione da parte del Cristo grazie al Suo intervento riparatore nel Cosmo spirituale.

L’insegnamento che si può trarre dal susseguirsi di questi eventi, e in altre parole l’interpretazione erronea data dalla Chiesa cattolica lungo i secoli riguardo alla realtà della reincarnazione, del karma e dell’autodeterminazione dell’essere umano, non può essere che uno solo.

Quando vi sono grandi responsabilità occorre molta più cautela e approfondimento nelle analisi.

I giudizi non devono e non possono essere superficiali, poiché le scelte compiute da pochi investono il destino di milioni di esseri umani.

I giudizi inoltre non possono essere avventati specie se compiuti su chi, come nel caso di Rudolf Steiner, ha messo al servizio di tutti gli uomini le proprie conoscenze, le proprie profonde, esatte, documentate ricerche scientifico spirituali.  

Tutto questo però parte da un presupposto fondamentale senza il quale non può esservi che l’errore: occorre un sincero anelito, una vera ricerca della verità e non un’ottusa volontà di potere sugli esseri umani.

Quanto è stato esposto, anche se succintamente, è il reale pensiero di Rudolf Steiner su reincarnazione, karma e autodeterminazione dell’essere umano per approfondire, completare, correggere nuove conoscenze rivolte naturalmente a coloro che le cercano per una propria esigenza interiore “ …come una necessità vitale, come si sente fame e sete.”. 

martedì 9 settembre 2014

I Curdi e la loro posizione nell'ambito della Out of Atlantis Theory

La Mesopotamia è una regione del Vicino Oriente, parte della cosiddetta Mezzaluna Fertile. Il nome stesso (en mésos potamós, in greco) la indica come "terra tra due fiumi": il Tigri e l'Eufrate. 

Con il tempo l'uso di questa definizione divenne di più ampio respiro, fino a comprendere anche le zone limitrofe. Oggi possiamo impropriamente definirne i confini indicandoli con la catena dei monti Zagros ad est, quella del Tauro a nord, steppe e deserti ad ovest e sud-ovest e, infine, il golfo Arabo-Persico a sud (la zona paludosa dello Shatt al-'Arab). 

Nel periodo che va dalla fine dell'ultima età glaciale (c. 10000 a.C.) e l'inizio della storia la mezzaluna fertile venne abitata da varie civiltà come quella Ubaid e quella Uruk. Uno dei siti neolitici più vecchi conosciuti in Mesopotamia è Jarmo, datato 7000 a.C. circa. Jarmo, come altri siti neolitici, si trovava nella Mesopotamia settentrionale. A partire dal 3500 a.C. la Mesopotamia venne abitata da fiorenti civiltà come i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi, gli Assiri, gli Ittiti, gli Hurriti e i Cassiti. 

Alcune di queste civiltà fecero importanti scoperte e invenzioni. Per esempio i sumeri furono tra i primi a inventare la scrittura mentre i babilonesi hanno inventato uno dei primi codici di leggi della storia, il Codice di Hammurabi. Alcune di queste civiltà, come gli Assiri, hanno fondato un vasto impero.

Nel 500 a.C. circa la Mesopotamia venne conquistata dall'Impero persiano. Col passare dei secoli la Mesopotamia fece parte di vasti imperi come quello seleucide, parto, sassanide, arabo e ottomano. 

Attualmente la Mesopotamia corrisponde all'odierno Iraq, a parte della Siria orientale, alla Turchia sudorientale e all'Iran sudoccidentale ed è abitata da numerose minoranze la principale delle quali è quella Kurda.

I Kurdi! Chi sono costoro?

Sono Indoeuropei, come testimonia, tra l'altro, la loro lingua, che appartiene al gruppo nord-occidentale delle lingue iraniche.

I curdi parlano numerosi dialetti (generalmente mutuamente comprensibili) della lingua curda, che fa parte del ramo iranico dei linguaggi Indo-europei, e che essi chiamano "Màda".

Si ritiene che i curdi moderni discendano dagli abitanti dell'antico Regno di Corduene, noti anche come Carduchi, a loro volta discendenti dagli antichi Medi, con apporti dei Galati, di stirpe Celtica. Essi sarebbero etnicamente vicini a diverse altre popolazioni che abitano gli altopiani dell'Iran. 

Agata Christie, dopo un soggiorno in Mesopotamia, racconta che le donne curde sono allegre ed attraenti. Vestono con colori brillanti: arancio vivo, verdi brillanti, porpora e gialli accesi.

Alte, la testa e le spalle erette, così da avere un'aria fiera. Hanno volti dai tratti regolari, gote rosee e gli occhi solitamente azzurri. I villaggi arabi e curdi si equivalgono come numero, i gruppi etnici vivono vicino e conducono la stessa vita, i gruppi etnici vivono vicino e conducono la stessa vita ma è impossibile confondere una donna curda da una araba. 

Le donne arabe sono riservate; quando rivolgi loro la parola girano il viso; se ti guardano lo fanno da una certa distanza e se sorridono è sempre con ritrosia e tenendo gli occhi bassi. Si vestono di nero o con colori scuri. E non esiste donna araba che oserebbe rivolgere la parola ad un uomo.

La donna curda non ha dubbi sul fatto che vale quanto e più di un uomo !

Una delle leggende più belle sull'origine di questo popolo narra che:
"… Kawa il Fabbro ebbe nove figli sacrificati (dal feroce tiranno Zahhak; NdA) ma, quando arrivò il turno dell'ultimogenito, attaccò il grembiule di cuoio a un bastone, e incitò la popolazione a ribellarsi contro il re. Il popolo lo seguì, corse al palazzo di Zahhak e distrusse la fortezza con l'aiuto del principe Fereidun…

Da allora Kawa è considerato il padre dei curdi e la tradizione colloca l'evento al 21 marzo 612 a.C. che viene festeggiato con fuochi sulle montagne.

La celebrazione del Nauruz, il capodanno persiano e curdo, e gli echi del mito di Kawa hanno un riferimento storico: il 612 corrisponde all'anno della caduta di Ninive, la capitale dell'Assiria, ad opera dei medi, gli antenati più autentici dei curdi, in alleanza con la rinascente potenza babilonese. La vittoria sull'impero assiro è il primo anno dell'era curda, secondo un computo tuttora in vigore: così l'anno 2004 corrisponde all'anno 2616". I Kurdi, quindi, sono, sul piano storico, i discendenti degli antichi Medi, il cui re più famoso fu Ciassare, che sconfisse gli Sciti ed i Cimmeri, annientò gli Assiri, distruggendo Assur (614) e Ninive (612 a.C.), ed ebbe i Persiani quali vassalli. (Tratto dal blog di di Valerio Bruschini)

Göbekli Tepe, nascita della civiltà e della religione

Area Göbekli Tepe

Il sito Gobekli Tepe risale a 11.600 anni fa, 7 milleni prima della grande piramide di Giza. È il più antico esempio di architettura monumentale, cioè la prima struttura più grande e complicata di una capanna che sia mai stata edificata da essere umani. Gobekli Tepe è situato, a nord del confine con la Siria, a sud del fiume Eufrate, e a circa 15 km a nord est della città di Sanliurfa (Kurdistan turco). Il sito è in cima ad una piccola collina (Göbekli Tepe significa "collina con un ombelico" o "collina con una pancia" in turco).

Si compone di una serie di edifici in pietra e pareti che risalgono al periodo tra il 9000 aC e 7500 aC, anche se l'inizio delle prime costruzioni sembra risalire al 11.000 aC. Questi edifici sono stati costruiti prima dell'inizio dell' agricoltura di tutto il mondo, prima dell'invenzione della ruota e prima della creazione delle ceramiche.


Gobekli Tepe è stato costruito da una società di cacciatori / raccoglitori 12.000 anni fa. All'epoca della costruzione la grande maggioranza degli esseri umani viveva in piccoli gruppi nomadi che si sostentavano raccogliendo piante commestibili e cacciando animali selvatici. Per erigere il tempio, probabilmente, fu necessaria la presenza nello stesso luogo di più persone di quante se ne fossero mai radunate insieme prima di allora. E la cosa straordinaria è che riuscirono a tagliare, scolpire e trasportare per centinaia di metri pietre da 16 tonnellate pur non avendo né ruote né bestie da soma. 

I pellegrini che arrivavano a Gobekli Tepe vivevano in un mondo che non conosceva la scrittura, né i metalli, né il vasellame; a chi saliva al tempio quei pilastri incombenti dovevano apparire come giganti irrigiditi, e gli animali scolpiti sulla pietra, tremolanti alla luce del falò, come emissari di un mondo spirituale che forse la mente umana cominciava a concepire. La regione è stata ecologicamente più ricca di quanto non lo sia oggi, e probabilmente ci furono un gran numero di animali. I gruppi o tribù di cacciatori / raccoglitori che si insediavano una parte dell'anno, hanno vissuto vicino al luogo in tende di pelle di animale, cacciando la selvaggina locale, costruendo così il complesso di diversi decenni. Un gran numero di frecce di selce sono state trovate nei pressi del sito, in supporto di questa ipotesi. 

Molti dei pilastri di pietra trovati nel sito hanno un peso compreso tra le 15-20 tonnellate (alcuni fino a 50 tonnellate), e gli archeologi hanno stimato che ci sia voluta la forza lavoro di almeno 500 persone a tagliarli dalle cave situate fino a mezzo chilometro di distanza, e portarli al sito.

Le strutture sono principalmente rotonde o ovali e sono costruzioni megalitiche. Finora 4 edifici sono stati trovati, che vanno dai 10 ai 30 metri circa di dimensione. Dati geofisici suggeriscono che almeno altri 16 edifici sono ancora sepolti nella collina. Le pareti sono fatte di pietra grezza non lavorata. Ci sono molti pilastri a forma di T sparsi all'interno degli edifici, la maggior parte dei quali hanno un altezza di circa 10 metri. I pilastri sono situati vicino alle mura, ed indicano che essi possono aver sostenuto un tetto piano. Una coppia di pilastri molto più grande si trova invece nel bel mezzo dei palazzi, e nelle vicine cave ci sono ancora alcuni pilastri che erano ancora in fase di taglio. Il più grande è di quasi 30 metri.

Molti rilievi sono stati scolpiti sui pilastri, come volpi, leoni, bovini, cinghiali, aironi, anatre, scorpioni, formiche e serpenti. Vi sono anche un certo numero di free-standing sculture, che probabilmente rappresentano anch' esse gli animali, anche se è difficile dire perché sono pesantemente incrostate di calce. Sono state trovate anche una serie di sculture scavate nella parete, che finora non sono state datate correttamente. I pavimenti sono realizzati in calce viva (terrazzo), simile ai pavimenti degli antichi edifici romani, risalenti ad un periodo molto più recente. Vi è una panca bassa attorno alla parte interna delle mura esterne. 

Nessuna evidenza di abitazione è stata trovata nel sito, quindi non c'è nulla che suggerisca che la gente sia realmente vissuta. Per questo motivo è stato suggerito che il sito sia stato usato per scopi religiosi o cerimoniali. Nessuna tomba è stata ritrovata, anche se è stato suggerito che il sito serviva come centro di un culto dei morti. Questo perché resti umani sono stati trovati al di fuori del perimetro del tempio, il che suggerisce che gli esseri umani potrebbero essere stati sepolti o lasciati in loculi aperti all'esterno, così da essere successivamente mangiati dagli animali. Questa era una pratica di sepoltura comune in molte società antiche.


Intorno al 7500 aC, Göbekli Tepe è stato volutamente coperto di circa 300-500 metri cubi di terreno, e abbandonato.

Nessun altro sito di antichità trovato finora è comparabile a Gobleki Tepe. Un sito simile è stato scoperto a Nevali Cori, a pochi chilometri di distanza, vicino a Sanliurfa. Nevali Cori è di circa 500 anni più giovane di Göbekli Tepe ed è molto più piccolo e più primitivo in termini di costruzione. Pilastri simili a quelli di Gobekli Tepe a forma di T sono stati trovati, oltre a sculture e statue di animali ed esseri umani. Diverse centinai di statuette d'argilla, per lo più di esseri umani, sono state trovate. Queste sono fatte di argilla cotta, e sono l'inizio allo sviluppo della ceramica, questo indica che la gente era a conoscenza che il fuoco indurisce l'argilla, inoltre precedentemente avevano iniziato a modellare la ceramica. Resti umani sotto forma di teschi e scheletri incompleti sono stati trovati. Sembra che a differenza di Göbelki Tepe, il sito a Nevali Cori è stato utilizzato per l'abitazione umana. Nevali Cori è ora inaccessibile, essendo stata sepolta sotto le acque della diga di Atatürk.


L'agricoltura ebbe origine sulle colline intorno a Gobekli Tepe circa 10.000 anni fa. Grana, farro, un precursore del grano moderno cresceva spontaneamente in questa regione. Molte evidenze archeologiche indicano che questa regione iniziò l'addomesticamento degli animali da allevamento e i cani. Per quanto riguarda le statue a grandezza umana la più antica è stata trovata in Balikli Gol vicino a Sanliurfa - una figura di un uomo scolpito nel calcare, con occhi di ossidiana, risalente a circa 12.000 anni fa. Ma l'agricoltura potrebbe aver segnato la fine per Göbelki Tepe. 

Agli inizi era primitiva e poco produttiva. La gente può non aver riconosciuto la necessità della fertilizzazione dei campi. L'agricoltura ha presto portato alla deforestazione di questa regione, con la perdita di selvaggina. Alla fine i campi potrebbero essere ritornati incolti, l'intera area trasformata in una distesa di sabbia. In assenza di selvaggina, non c'era modo di nutrire una vasta popolazione, e il sito potrebbe essere stato abbandonato per questo motivo. L'intero sito è stato volutamente coperto di terra prima che fosse abbandonato, ed è per questo motivo che oggi è così ben conservato. Vari studiosi della Bibbia hanno anche associato Göbelki Tepe con il mito dell'Eden. 

Secondo questa interpretazione, il mito si riferisce al passaggio di un cacciatore / raccoglitore ad una società basata sull'agricoltura. Il pensiero è che la caccia / raccolta fu uno stile di vita facile e piacevole, almeno nelle zone che erano ricche di risorse. L'agricoltura, invece, ha introdotto di lavoro e probabilmente non fu molto produttivo per cominciare. La perdita di Eden era la transizione verso l'agricoltura, e può essere un ricordo di quello che è successo di Gobekli Tepe. 

Dio dice ad Adamo: "Maledetto sia il suolo per causa tua! Dolore ne trarrai nel cibo, per tutti i giorni della tua vita." La posizione di Göbelki Tepe nella mezzaluna fertile fece venire in mente ad alcune persone che era il luogo dove era situato l'Eden secondo la Bibbia.

Turco Van

Il Turco Van è un felino dalle origini molto antiche, originario dalla regione turca dalla quale prende il nome. Egli si differenzia dalle altre specie di gatti per la particolare colorazione del suo mantello. 

Molto spesso viene confuso con l'Angora turco, originario anch'egli di quella zona. La corporatura lunga, robusta e l'abbondante muscolatura di questa specie lo rendono un felino di grande stazza arrivando a pesare fino a 9 chili, il completo sviluppo di questa razza viene raggiunto non prima dei tre anni di età. 

Il corpo robusto poggia su zampe di media lunghezza che finiscono in piedi tondi, ben definiti e forniti di pelo. La testa poggia su un collo forte, a forma di ampio cuneo, con un naso medio lungo e un avvallamento quasi impercettibile nel profilo. Il naso si presenta sempre di colore rosa. Gli occhi sono grandi e ovali, molto espressivi e disposti leggermente obliqui sul muso. Il colore degli occhi può essere azzurro, ambra chiaro o impari (uno azzurro e uno ambra chiaro), mentre la palpebra è sempre rosa. 

I Turco Van sono dotati di grande intelligenza e di buone doti di comunicazione, risultando così facili da addestrare, molto spesso imparano ad aprire porte osservando solamente i movimenti dei loro padroni. Sono assai vivaci, per questo bisogna fornire loro ampi mezzi di sfogo, tuttavia sono anche molto territoriali ed egocentrici, non amano intrusioni nel loro territorio da parte di altri animali o nuove persone. 

Questa specie, insieme al Vankedisi, è una delle razze più robuste dotate di una salute eccezionale, bisogna considerare però che, al pari delle altre specie, sono vulnerabili alle malattie infettive come la Felv e la Fiv. 

Bisogna inoltre porre attenzione agli eventuali problemi genetici, ai gruppi sanguigni e al rischio di isoeritrolisi neonatale, è consigliabile quindi effettuare adeguati test sull'animale. 

All'ingresso della Città di Van, in Turchia, è possibile osservare un monumento a questa razza.

Monumento all'ingresso della città di Van. Esemplare di Turco Van

La scuola di Nusaybin e la chiesa di San Giacomo

Nibis è il nome antico della moderna città di Nusaybin, nella Turchia sud-orientale. Nibis era una antica città della Mesopotamia. I successori di Alessandro il Grande la rifondarono col nome di Antiochia Mygdonia; venne menzionata per la prima volta da Polibio, nella descrizione della marcia di Antioco I contro il Molone. Plutarco suggerì che la città fosse popolata da coloni di discendenza spartana.

Uno dei patrimoni culturali della città, sin dall'antichità, è stata l'attuale Chiesa di San Giacomo costruita nel 150 D.C., Nusaybin era situata in punto in cui la cultura mesopotamica e quella anatolica si incontravano mescolandosi tra loro, col passare degli anni i cristiani anno costruito numerose chiese e monasteri nella città. 

In questa regione nacque San Giacomo il quale, nel 309 D.C., divenne il secondo vescovo di Nusaybin procedendo all'ampliamento della chiesa nel 313.

Dopo essere stato al Concilio di Nicanea, oggi Iznik, nel 325, egli decide di tornare a Nusaybin e fondare una scuola che è parte integrante della chiesa (326); diventerà la prima scuola teologica cristiana ad essere costruita. La lingue principali erano il Siriano e il Greco, le materie erano molto varie, si insegnava filosofia, logica, letteratura, astronomia, medicina, geometria e legge. Inoltre numerosi testi vennero tradotti dal Greco al Siriano.




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lunedì 8 settembre 2014

Antroposofia

Esistono, nel mondo, dei libri maledetti che una sorta di “Santa Alleanza contro il sapere” ha combattuto aspramente dai tempi più remoti fino ai nostri giorni.


Il libro di Dzyan è uno dei più antichi libri dell’Umanità ,viene menzionato in antiche tradizioni,nessuno lo aveva mai visto, possediamo la sola testimonianza di Helena Blavatsky; la quale, a sua volta, sosteneva di essere stata nel Tibet, A Lhasa, dove avrebbe avuto la possibilità di prenderne visione e stenderne un compendio in versi.

La teosofa russa sosteneva che esso era scritto in una lingua pre-ariana ora completamente dimenticata, il “senzar”; e che esso sarebbe stato dettato dagli Atlantidi, ossia i membri della quarta razza “creata” sul nostro pianeta dagli dèi “costruttori” provenienti dallo spazio, e poi distrutta da una immensa catastrofe e sommersa dalle acque di un Diluvio (mentre la razza attuale, alla quale noi apparteniamo, sarebbe la quinta della serie).La fondatrice della Società Teosofica, Helena Petrovna Blavatsky, ebbe la possibilità di visionarlo nel 1868 in un monastero del Tibet.


L’unica versione nota in occidente del “Libro di Dzyan” è quella che Helena Petrovna Blavatsky ha tradotto in versi, intitolandola “Le Stanze dal Libro di Dzyan” (di fatto, sovente i non specialisti confondono i due titoli e le due opere) ed esponendola nel suo volume “La dottrina segreta” che, assieme ad “Iside svelata”, è generalmente considerata l’opera più importante della mistica russa e fondatrice della Società Teosofica.

Si pensa che la copia originale del “Libro di Dzyan”, di cui esistono forse anche dei codici posteriori, non consisterebbe in un libro vero e proprio, come noi lo intendiamo, fatto cioè di pagine riempite da caratteri destinati alla lettura; bensì sarebbe una sorta di oggetto “magico” il cui contenuto verrebbe compreso intuitivamente, per via telepatica, da coloro i quali vi poggiano sopra la mano sinistra, ma solo a determinate condizioni: in particolare, quella di possedere una mente ed un cuore sgombri da secondi fini o desideri impuri. Tale, infatti, è la descrizione che la teosofa russa fa di questo libro “maledetto”.

Secondo il “Libro di Dzyan”, i primi uomini della Terra erano discendenti dai Celesti o Pitris, venuti dalla Luna.

Il testo descrive l’evoluzione dell’uomo dalla prima razza fino alla quinta – la nostra – che si ferma alla morte di Krishna cinquemila anni fa. Scritto in una lingua assolutamente sconosciuta, il “senzar”, si dice che sia stato dettato agli Atlantidi da esseri divini. Il “Libro di Dzyan” parla delle dinastie atlantidi divine e ricorda i “re del Sole” che occupavano “troni celesti”.

Quest’epopea religiosa non potrebbe essere il ricordo distorto di extraterrestri, di Venusiani che si posarono sulla Luna e poi sulla Terra? I “re del sole” sono forse uomini dello spazio venuti a “colonizzare” la Terra su macchine spaziali?

Come è stato scoperto il “Libro di Dzyan”? Quali segreti nasconde? Presenta davvero dei pericoli per la nostra civiltà, come pretendono alcuni ricercatori? (…)

È alla fine del XVIII secolo che il mondo occidentale sente parlare per la prima volta del “Libro di Dzyan”. In quell’occasione, l’astronomo Bailly afferma che il manoscritto viene dalle Indie, ma che in effetti è stato scritto… sul pianeta Venere!

Nel XIX secolo, un altro Francese, Louis Jacolliot, si interessa del “Libro di Dzyan” che egli chiama “Le Stanze di Dzyan”. Ma la sventura sembra accanirsi contro tutti cloro che pretendono di possedere il manoscritto.

Per qualche anno i ricercatori – cedendo alla superstizione – rinunciano allo studio del manoscritto. Ma la questione torna alla ribalta con l’entrare in scena della famosa teosofa Elena Blavatsky.

La Blavatsky fin dalla tenera eta,manifesta dei notevoli poteri psichici e medianici,tanto che la famiglia stessa,spaventata da queste sue particolari doti,cerca di farla sposare pensando che il matrimonio potesse assopire quella sua condizione cosi imbarazante.Ma Elena fugge e raggiunge il porto di Odessa, dove si imbarca per Costantinopoli. Da lì passa in Egitto.

Al Cairo Elena vive con un mago di origine copta che le manifesta l’esistenza di un libro maledetto, dai poteri nefasti.» Si trattava, naturalmente, del “Libro di Dzyan”, del quale Helena Blavatskij si mise alla ricerca e che finì per trovare, forse con l’aiuto di quei “Maestri occulti” tibetani dei quali ella ha parlato frequentemente, e sulla cui realtà e natura si dividono, su fronti opposti, coloro che la considerano una ciarlatana, e sia pure dotata di facoltà insolite e di una certa genialità istrionesca, e coloro che la considerano una autentica iniziata.


Tra questi ultimi, Paola Giovetti ricorda la testimonianza del colonnello Henry Steel Olcott, secondo il quale la donna scriveva le sue opere in un evidente stato di “trance” ipnotica; e aggiunge che ella sembrava “copiare” da un manoscritto visibile a lei soltanto; tanto più che, spesso, i brani da lei citati a memoria figuravano su libri estremamente rari, ad esempio reperibili solo presso la Biblioteca Vaticana o il British Museum.

La descrizione del libro che ne viene fatta lo rappresenta con I suoi grandissimi fogli di colore nero e densi di simbolismi a caratteri d’oro zecchino; è un libro colossale, pesantissimo, chiuso alla maniera tibetana tra due spesse tavole, ma sono tavole di oro purissimo e magistralmente cesellate. Le “Stanze di Dzyan” è un Libro Sacro magnetico nel senso che, appoggiando il palmo della mano sinistra sui suoi simboli profondi e avendo l’animo e la mente completamente scevri da qualsiasi impurità, si vedono passare avvenimenti, si odono voci, si percepiscono segreti svelati.

Evoluzione cosmica e Antropogenesi

Il testo è diviso in due parti: la prima, Evoluzione cosmica, consta di 7 Stanze (capitoli) e 53 capoversi; la seconda, Antropogenesi, comprende 12 Stanze e 49 capoversi. La grande studiosa russa Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891),ha lasciato ottimi libri di commento sulle “Stanze di Dzyan” (La dottrina segreta), ma sono commenti e direttive prettamente esoterici; non è dato sapere del resto, se la Blavatsky, durante il suo ipotetico ingresso nel Tibet nascosto, abbia potuto prendere visione del Libro Sacro oppure ne abbia potuto assaporare il contenuto soltanto da una copia (non integrale) durante il suo soggiorno in India.

Analizziamo alcuni passi riguardanti l’Antropogenesi interpretandoli in modo concreto, senza i soliti misticismi; così operando otterremmo una visione davvero sorprendente su meravigliose e remote descrizioni concernenti la non più misteriosa comparsa dell’uomo sulla Terra.

La discesa di Esseri dallo spazio cosmico, la loro divinizzazione, i loro terrificanti combattimenti con Esseri mostruosi che popolavano questo pianeta e, cosa estremamente valida e importante, i loro vari tentativi di creare una Razza a loro immagine e somiglianza, abbastanza funzionante sul pianeta Terra: Una Razza scaturita da vari esperimenti basati sull’ingegneria genetica.

Questa è l’Antropologia spaziale o Antropologia cosmica; una scienza d’avanguardia che è un atto di coraggiosa rottura con gli studi e le teorie sino ad ora formulati sul mistero dell’origine dell’uomo. Antropologia cosmica significa immagazzinare, registrare ed elaborare un’infinità di elementi, un turbine di avvenimenti in un vortice di concrete possibilità; significa mettere ordine tra le righe di antichissimi testi e saper ben leggere tra le righe, cogliere significati occulti di fatti storici o religiosi per ottenere così una chiara visualizzazione mentale sul passato remoto dell’Uomo. (…)

Queste doverose, brevi premesse, prima di cominciare lo studio di alcune descrizioni contenute nell’Antropogenesi delle “Stanze di Dzyan”: diremo ancora che il termine “Dzyan” deriva certamente da “Dhyâni”, Dei planetari.

Formatori e costruttori che, assieme ai “Lhâ”, Dei celesti con poteri sovrumani e ai “Lhâmayn”, Dei risplendenti inferiori, misero ordine sul pianeta Terra e cominciarono a costruire le razze umane, alcune distrutte perché mal riuscite, fino a giungere alla Quinta Schiatta, che tuttora alberga sulla Terra.

La prima razza

“Allora i costruttori, indossate le loro prime vestimenta, discendono sulla terra radiosa e regnano sugli uomini che sono loro stessi” (Stanza VII-7).

Soffermandoci sul termine ‘allora’, viene spontaneo osservare che trattasi di un’azione consequenziale, cioè il succo, il riepilogo, seguito da una decisione, di una lunghissima preparazione al disegno programmato da una civiltà planetaria, di colonizzare il pianeta Terra. L’interpretazione di questa frase suona così:

“Dopo la suprema decisione, i cosmonauti, che avevano il compito di formare una Razza umana, atterrarono sul pianeta Terra in pieno giorno e da quel momento essi sono capi e re della futura Razza terrestre da loro formata e costruita.”

I “Costruttori” erano scesi sulla Terra dopo che il Pianeta aveva subito sconvolgimenti catastrofici e dopo la comparsa di Razze mostruose sulla sua superficie.

“La ruota girò per trenta crore ancora… dopo trenta crore si rivolse… essa creò dal proprio grembo. Sviluppò uomini acquatici terribili e malvagi… I Dhyâni vennero e guardarono. I Dhyâni vennero dal lucente padre-madre, dalle regioni bianco latte, dalle dimore dei mortali immortali… essi furono malcontenti… non Rûpa adatti per i nostri fratelli del quinto. Non dimore per le vite… e le fiamme vennero. I fuochi con le scintille… I Lhâ dall’alto ed i Lhâmayn dal basso vennero. Essi uccisero le forme che avevano due e quattro facce. Combatterono contro uomini-capra e contro uomini dal capo di cane e contro gli uomini dal corpo di pesce” (Stanza II-6).

I primi esseri che furono creati o che già abitavano la terra,qui il testo non è chiaro,erano quindi,delle creature acquatiche”definite terribili”, i Dyhâni capirono che l’anima non si poteva incarnare in quel corpo grezzo,e vedendo che erano dannosi decisero di distruggere la loro creazione.Poi notiamo che in quel tempo vi erano contemporaneamente più razze sulla terra,gli uomini-capra,gli uomini dalla testa di cane e gli uomini dal corpo di pesce (rettiliani?),questi altri esseri non si capisce se siano stati creati dagli stessi oppure da altre razze di creatori,e quali siano i fini di questi ultimi,non è dato saperlo.



la descrizione che la Terra si ribaltò è quanto mai veritiera. Il papiro Haris (1.300 a.C.) fa riferimento ad una “catastrofe di fuoco e di acqua che provocò il rivoltarsi della Terra”; il papiro Ipuwer (1.250 a.C.) precisa che “il mondo prese a girare a rovescio come se fosse una ruota del vasaio e la Terra si è capovolta”; il papiro Hermitage (1.700 a.C.) afferma che “il mondo si è capovolto” e per finire l’antichissimo testo indù “Visuddhi Magga” sostiene che la terra venne “scrollata”, si capovolse e un ciclo del mondo ne rimase distrutto.

Dopo la prima e la seconda Razza, rispettivamente Esseri formati da un connubio tra appartenenti a un pianeta giallo e altri di un pineta bianco nonché i prodotti “per germinazione ed espansione, il Sacro Testo passa a descrivere la formazione della Terza e Quarta Razza.

La Terza Razza

“Il bianco cigno della volta stellata adombrò la grande goccia. L’uovo della Razza futura, l’uomo-cigno della Terza che venne più tardi. Prima maschio-femmina, poi uomo e donna…” (Stanza VI-22).

La bianca costellazione del Cigno dunque, adombrava la Terra (Grande goccia), allorché fu costruita la Terza Razza che venne appunto chiamata Razza-Cigno; una Razza diretta discendente dall’Essere androgino. Infatti viene specificato che mentre prima esisteva l’Essere Maschio-Femmina (cioè bisessuale), dopo l’intervento si ebbe lo stesso Essere che era diventato due, cioè Uomo e Donna.

Ma ecco una descrizione più dettagliata:

“Gli animali si separarono per primi; essi cominciarono a far Razza. L’uomo duplice si separò pure. Egli disse: ‘Facciamo come loro, uniamoci e formiamo delle creature’. E così fecero… e generarono dei mostri. Una Razza di mostri deformi coperti di pelo rosso, che camminavano a quattro zampe. Una Razza muta perché l’onta non fosse narrata” (Stanza VIII, 31-32).

Questo secondo intervento dei “Formatori” e dei “Costruttori” fu quindi dapprima sperimentato sugli animali e poi sull’Essere androgino, che era sì intelligente ma, come vedremo, non poteva dirsi ‘ragionevole’. Anche questo Essere, divenuto due, cominciò ad accoppiarsi come del resto facevano da tempo gli animali e diede origine a una Razza di Mostri, che camminavano a quattro zampe ed erano coperti di pelo rosso. “Una razza muta, perché l’onta non fosse narrata”!

I creatori comincirono ad apporre ulteriori modifiche manipolando il DNA,e crearono la terza e quarta razza,chiamata l’uomo-cigno.

Quando si usa il termine “androgino”,non possiamo dire con certezza indicasse proprio la A-sessualità dell’essere stesso,o una questione puramente simbolica,per esprimere il concetto di un uomo non ancora immerso nella dualità.

Questi cominciarono ad accoppiarsi e a procreare.

Alcuni di loro si accopparono con animali o altri esseri presenti nel pianeta?,dando vita a esseri mostruosi e pelosi.

Secondo i nostri studi,questi esseri mostruosi dal pelo rosso,sono ancora esistenti nel nostro pianeta,o almeno dei discendenti di questa razza,sono conosciuti con il nome di bigfoot, che vivono all’interno della terra,ma in un altra dimensione, ogni tanto vengono avvistati in superficie, in quanto tramite tunnel sotterranei,riescono a risalire in superficie. Le migliaia di avvistamenti di questi esseri non possono essere frutto di fantasia,ma sicuramente sono dei superstiti di quei tempi lontani.

Sotto alcune foto,di presunti avvistamenti del bigfoot:



Questo antico reperto risale all’epoca antidiluviana,venne ritrovato da Padre Carlo Crespi,un prete salesiano nativo di Milano,nella regione amazzonica ecuadoriana chiamata Morona Santiago dove esiste una caverna molto profonda, detta in spagnolo Cueva de los Tayo.Il posto dove si trovavano quest antichi reperti, gli fu indicato dagli autoctoni Jibaro.

Nel corso di decenni,raccolse centinaia di favolosi pezzi archeologici risalenti ad un epoca sconosciuta, molti di essi d’oro o laminati d’oro, spesso intagliati magistralmente con arcaici geroglifici che, a tutt’oggi, nessuno ha saputo decifrare.



Tenendo presente il testo del libro di dzyan,questo antico reperto mostra chiaramente un uomo della terza-quarta razza,sicuramente un atlantideo,il quale porta la testa decapitata, di un essere dai tratti simili alla descrizione dei mostri pelosi.

Notiamo nel reperto,la testa della creatura essere più grande del guerriero,dimostrando le fatezze enormi di queste creature.

Sotto un reperto delle pietre di ica,ritrovate dal dottor Javier Cabrera Darquea,nelle zone circostanti le colline delle Haciendes, di Ocucaje e di Callago in Perù.La datazione delle pietre è stata fatta risalire ad un epoca antidiluviana.

Le pietre riportano delle particolari incisioni,dalle ricerche dello stesso Cabrera,risulta che raccontino alcuni episodi di cui chi ha inciso le pietre,voleva fare arrivare fino ai nostri tempi.

Su questa pietra nell’immagine sottostante,si possono notare alcuni uomini che cavalcono un dinosauro,in effetti si narra che gli atlantidei avessero delle grande capacità psichiche,con le quali riuscivano a dominare animali possenti come i dinosauri,che come è chiaro ai molti ricercatori,convivevano con questa razza di uomini,all’epoca di atlantide,poi dopo la grande catastrofe,si estinsero durante il conseguente periodo di glaciacizione della terra.Sicuramente alcuni di questi esemplari vivono ancora al centro della terra.

Nella pietra osserviamo che gli uomini indossano gli stessi indumenti simili al guerriero atlantideo,dell’immagine sopra,lo stesso copricapo,sono gli stessi uomini della quarta razza.


Noi pensiamo che anche altre creature siano sopravissute e arrivate sino ai giorni nostri,e che queste ogni tanto vengano avvistate in diverse zone del pianeta.

La quarta razza

Dopo l’esperimento della Terza razza, ecco che le “Stanze di Dzyan” passano alla descrizione della formazione della Quarta:

“Vedendo la qual cosa i Lhâ, che non avevano costruito uomini, piansero dicendo: ‘Gli Amanâsa hanno disonorato le nostre future dimore…insegniamo loro meglio perché di peggio non avvenga…'; Così fecero. Allora tutti gli uomini divennero dotati di manas… La quarta razza sviluppò la parola” (Stanza IX, 33-34-35-36).

Questa volta non i Dyhâni ma i Lhâ, Dei celesti con poteri sovrumani, restarono delusi dalla riuscita di questo terzo esperimento che aveva generato degli Esseri “Amanâsa”, cioè senza “Manas”, senza mente. E allora corsero ai ripari: aggiunsero qualcosa per cui la Terza Razza svliuppò la parola e divenne così la Quarta razza che, se pur non proprio gradevole dal punto di vista estetico, divenne intelligente.

Ma ecco che l’intelligenza sviluppò evidentemente anche la malignità e la cattiveria per cui ricominciarono i guai:

“La Terza e la Quarta divennero gonfie di orgoglio: ‘Noi siamo i re, noi siamo gli dei’. Essi presero mogli belle a vedere. Mogli dai senza-mente, da quelli dal capo schiacciato: essi generarono dei mostri, demoni malvagi maschi e femmine, anche Khado, con piccole menti…” (Stanza X, 40-41).

Si deve quindi dedurre che la Terza Razza, mal riuscita, non fu annientata ma fu rifinita e modificata; tuttavia molti esemplari dovettero rimanere, specialmente donne, per cui da questi accoppiamenti si generò una Razza cattiva con la comparsa di Khado, ovvero Esseri inferiori con piccole menti.

Ricapitolando: dalla Terza Razza modificata (cioè dotata di mente) si ebbero due specie: una originata da accoppiamenti di appartenenti dalla Terza modificata e una originata da accoppiamenti della Terza modificata con donne della Terza non rifinita.

Avvenne quindi che la Quarta Razza, invece di progredire, ottenne dei processi involutivi fisici e mentali rispetto alla dotazione del “Manas” difatti il senso della ragione, a poco a poco, fu adoperato sempre più per scopi anormali e malefici:

“Eressero templi al corpo umano. Essi adorarono il maschio e la femmina. Allora il terzo occhio cessò di funzionare…” (Stanza X, 42).

Il senso della ragione quindi, era servito esclusivamente ad erigere Templi al porto umano, ad abbrutirsi in una errata Religione e ad atrofizzarsi nel ‘culto di se stessi': fu una Razza forte ma tuttavia malvagia, che dimenticò ben presto i propri Costruttori.

Fu questa la famosa Razza dei Giganti:

“Essi fabbricarono immense città. Fabbricarono con terre e metalli rari dei fuochi vomitati, della pietra bianca delle montagne e della pietra nera. Essi scolpirono le proprie immagini, della propria grandezza e somiglianza e le adorarono. Essi fabbricarono grandi immagini, grandi nove yati, statura del loro corpo…” (Stanza XI, 43-44).

Questa è la razza che si riferisce agli atlantidi,essi erano stati generati dalla terza razza,che venne a sua volta modificata,con interventi genetici per raffinare il corpo.

Questa razza aveva intelletto e grandi qualità spirituali,gli atlantidi nella Grecia antica, venivano raffigurati con i ciclopi,esseri giganti che disponevano di un occhio solo al centro della fronte,questo rappresentava simbolicamente la ghiandola pineale aperta,quindi il terzo occhio o occhio divino.Si narra anche che avevano la possibilità di vedere la propria anima all’interno del loro corpo,e che questa veniva percepita all’esterno come un bagliore.

Dopo l’epoca d’oro, questa civiltà si corruppe,o venne infiltrata,e frange legate al potere materiale presero il sopravvento,creando guerre e non dando ascolto alla saggezza,che i divini creatori avevano impartito.

Avvenne la prima grande catastrofe,in cui venne usata un arma devastante,destinata prima ad un uso diverso,ora veniva usata per la morte.Questa arma sfuggi al controllo e distrusse quasi la terra.

La seconda catastrofe avvene per una caduta di un asteroide,o l’inversione dei poli magnetici,che distrusse atlantide inabissando poseidonia,la capitale,e provoco immense fratture terrestri,che poi diedero vita agli attuali continenti.

Ciclope,raffigurazione greco romana

la catastrofe che distrusse atlantide

“L’acqua minacciava la Quarta. Le prime grandi acque venero. Esse inghiottirono le sette grandi isole. Tutti i santi salvati, gli empi distrutti. Con questi, molti degli animali colossali prodotti dal sudore della terra…” (Stanza XI, 45-46).

Si fa quindi espresso riferimento ad una catastrofe avvenuta sul pianeta Terra nella notte dei Tempi, per cui potrebbe essere sia il ben noto Diluvio universale, sia la scomparsa del continente di Atlantide, sia la caduta di un immenso meteorite e sia l’esplosione e la disintegrazione di un intero pianeta del sistema solare (il pianeta mellon).

Qui ora vogliamo sottolineare un passo molto importante del libro:

Presero delle mogli piacevoli a vedersi. Donne prese tra coloro che erano sprovvisti di mente, dalle teste strette, e nacquero dei mostri, cattivi demoni, maschi e femmine, e anche dei Khado, con piccole menti.

dal libro della Genesi:

“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni». In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi. Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. Il SIGNORE si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE.”

Genesi 6:1-8

dal libro di Enoc

“Dopo che i figli degli uomini si furono moltiplicati, nacquero loro in quei giorni belle e amabili figlie. Ma quando gli angeli, i figli del cielo,le videro furono presi dal desiderio per esse e parlarono fra loro: «Orsù scegliamoci delle mogli tra le figlie degli uomini e generiamoci dei figli»”

Enoc cap. 6

“ Costoro si presero moglie, ciascuno di loro se ne scelse una e cominciarono a frequentarle e a contaminarsi con esse, le ammaestrarono nelle arti magiche nelle formule di scongiuro, nel taglio di piante e radici e rivelarono le piante dotate di proprietà medicinali. Ma esse rimasero incinte e generarono giganti alti tremila cubiti che consumarono il prodotto degli uomini. Ma quando gli uomini non poterono più rifornirli di nulla, i giganti si rivoltarono contro di loro e li divorarono….”.
Enoc cap. 7: 1-4

dalla Terza Razza modificata (cioè dotata di mente) si ebbero due specie: una originata da accoppiamenti di appartenenti dalla Terza modificata e una originata da accoppiamenti della Terza modificata con donne della Terza non rifinita.

I testi sono simili,raccontano la stessa storia,è presumibilmente alcuni uomini della terza razza modificata (perfezzionata geneticamente affinché si incarnasse l’anima),si cominciarono ad accoppiare generando figli,questo erano i figli di Dio,altri invece si accoppiarono con delle donne non perfezzionate (in cui non si incarnava l’anima?),o un altra specie?da qui nacquero dei figli malvagi “cattivi demoni”,chiamati nella bibbia anche nephelim,questi i figli degli uomini.

Quindi questi figli di Dio non erano angeli caduti o alieni come molti asseriscono,ma erano i discendenti della terza razza,che per un motivo che non sappiamo,cominciarono ad accoppiarsi con delle donne che vengono descritte con la testa stretta,e prive di mente,che a sua volta generarono una nuova specie di mostri.
Dal ceppo della terza razza modificata,si generarono due specie diverse,chiamati i figli di Dio e i figli degli uomini,questo concetto è bene espresso nello gnosticismo,e in molte altre antiche tradizioni esoteriche e religiose,in cui il mondo è diviso in figli della luce,esseri spirituali,e i figli dell’oscurita,esseri puramente materiali.

Noi presumiamo che la diversità non consiste nella razza specifica,ma nell’avere o no l’anima. Restano ancora delle domande su chi fossero queste altre donne con la testa stretta,o se erano un altra specie?
Se erano un altra specie furono creati dagli stessi creatori,con gli stessi fini?

E questi figli degli uomini,o nephelim sono ancora tra noi?

La quinta razza

“Pochi furono i superstiti. Alcuni fra i gialli, alcuni fra i bruni e i neri, alcuni fra i rossi rimasero. Quelli del colore della Luna erano partiti per sempre”.

“La Quinta prodotta dal gregge santo, restò; essa fu governata dai primi Re Divini. I Serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la Quinta, la istruirono e guidarono”.
(Stanza XII, 48-49).

La Quinta Razza, quella presente sulla Terra, sembra non abbia ricevuto alcun intervento di ingegneria genetica; è rimasta quella uscita malconcia , ma salva, da una catastrofe procurata. Una Razza che si avvaleva di alleanze e patti con gli Dei, visti i precedenti e fallimentari tentativi; una Razza presumibilmente mista ad incroci con le stesse Divinità per cui potrebbero essere sorte due Stirpi: una direttamente apparentata con gli Esseri superiori ed una prettamente terrestre. Dimostrare questa ipotesi è difficile o quanto meno richiederebbe fiumi d’inchiostro (…).

Conclusione

Sulla terra migliaia di anni fa,una razza di “costruttori” entità angeliche ultradimensionali,venne su questo pianeta per dare il via all’esperiemnto dell’uomo.

Serviva un pianeta dove dare vita a un corpo fisico di tipo umano,simile alle fattezze degli stessi costruttori,in cui si potesse incarnare l’anima.

Nel libro si fa riferimento a più razze di costruttori,e tra questi una superiore a tutte le altre.

Apportarono più volte perfezzionamenti al corpo fisico,e si denota chiaramente,che questi esseri controllano da lontano ma con costanza,l’evoluzione spirituale dell’umanità.

Dopo vari tentativi ed errori,riuscirono a creare un corpo fisico in cui la scintilla divina,l’anima,si potesse incarnare,per fare le esperienze nel mondo materiale fisico,come volontà della grande energia creatrice,da cui si diramano tutte le anime.

Questo uomo venne creato prendendo come base un mammifero acquatico,di cui non si capisce se creato dagli stessi in un tempo precedente,o gia esistente sul pianeta.

Su questo pianeta hanno convissuto contemporaneamente più razze e più specie,come del resto affermano anche le pietre di ica,e altri antichi reperti,in cui viene descritto che convivevano sulla terra più specie sia umane che di tipo rettiloide.

Non sappiamo però chi ha creato le une e chi le altre,o se sono gli stessi,e per quali fini,sappiamo però da molti resoconti storici, vi sono state delle guerre combattute,sia tra gli atlantidei stessi,divisi in fazioni,sia atlantidei con altre specie sulla terra,sia guerre tra entità dimensionali.

Noi sappiamo che molte di queste specie sono sopravissute fino ai giorni nostri,e vivono all’interno della terra in una dimensione diversa dalla nostra,(la terra cava),dove si sarebbero rifuggiati,prima della grande catastrofe, anche gli atlantidei rimasti fedeli alla luce,formando il regno di agartha,insieme al consiglio dei 10 saggi,ch egovernava atlantide,formato da esseri di altre dimensioni,sicuramente i costruttori,tra di essi vi è il re del mondo,melchisedec.

Essi sono i guardiani dell’evoluzione umana,e attendono la fine del ciclo previsto per risalire in superficie e ripristinare il regno della luce.

Secondo le nostre ricerche,ci sarà una sesta razza sulla terra,ma questa volta non sarà modificata geneticamente,ma i maestri delle stelle,ritornando riattiveranno alcune funzioni dell’uomo,funzioni psichiche e spirituali,che sono state bloccate o ridotte a suo tempo,perchè ancora non era pronto.

L’umanità quindi si appresta a finire un ciclo durato migliaia di anni,un grande cilco cosmico,e sarà ora pronta a definire un nuovo percorso,caratterizzato non più dalla dualità,ma di pace e di amore,in cui gli tuti gli esseri ritorneranno all’uno originario.

Naturalmente solo i destinati potranno accedere a questo nuovo orizzonte,chi non avrà una certa struttura spirituale,sarà annientato con lo stesso mondo disumano che ha alimentato e sostenuto.

Sono questi i figli degli uomini,i figli dell’oscurità,che periranno insieme ai loro padroni,coloro che credono di avere il potere su questo pianeta.

Abbiamo cercato con questo articolo,di riassumere il più possibile,le nostre ricerche e i nostri studi,non entrando nel dettaglio di argomenti che risulterebbero infiniti,affinche sia semplice capire argomenti di tale complessita,ma di grande valore storico per l’umanità. Cercando di fornire dei dati e basi,su cui partire per effettuare una propria ricerca personale.

domenica 7 settembre 2014

Anunnaki, Nephilim e Sapiens

Riprendo un post pubblicato sul mio blog, ripreso a sua volta da 


per aprire un nuovo fronte di ricerca su quella che potrebbe essere la natura dei Nephilim.

Nephilim.. Questi Sconosciuti

Nefilim, Annunaki, Vigilanti, Jedi; quattro diversi nomi, per indicare la medesima razza a cui è attribuita l'origine della nostra e di cui perfino la bibbia parla. Nella bibbia il loro nome è figli di Dio, e dai rapporti con donne umane si sarebbe generata una nuova razza, quella dei giganti. Ma andando con ordine cerchiamo di capire un po' di più chi erano in realtà questi Nefilim, come i testi antichi ci hanno tramandato la loro civiltà e quale ruolo hanno avuto nello sviluppo della nostra.

Nella Bibbia (Gn 6,1-4) così si legge:
Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sopra la faccia della terra e nacquero loro delle figliole, avvenne che i figli di Dio videro che le figliole degli uomini erano piacevoli e se ne presero per mogli tra tutte quelle che più loro piacquero. Allora il Signore disse: "il mio spirito non durerà per sempre nell'uomo, perché egli non è che carne, e i suoi giorni saranno di centovent'anni". C'erano i giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio s'accostarono alle figliole dell'uomo e queste partorirono loro dei figli. Sono questi i famosi eroi dell'antichità.

Non nascondo che la prima volta che lessi questo passo non poche domande mi balenarono nella mente: chi erano i figli di Dio? Chi ha creato i giganti? Chi erano i famosi eroi dell'antichità? Che vuole dire che i giorni degli uomini saranno di 120 anni?


Partiamo rispondendo all'ultima domanda; è lecito sapere che prima di quella "sentenza divina", gli uomini erano molto longevi, infatti in Gn 5,5 si può leggere che Adamo prima di morire visse ben 930 anni! Dio quindi, per punire gli uomini decide di abbassare il tetto dell'età degli uomini. Tutti sanno che è davvero improbabile che un uomo sia vissuto tanto e forse, l'abbassamento dell'età imposta da Dio potrebbe trattarsi di una correzione da parte degli "scrittori" della bibbia, che avrebbero così sanato l'incompatibilità vita reale. Per ora teniamo buona questa ipotesi.

I Figli di Dio, o Nefilim, sono secondo la tradizione biblica degli angeli caduti sulla terra e non più puri. Giunti sulla terra si sarebbero uniti agli uomini e avrebbero così dato origine ad una nuova razza: la razza dei serpenti. 

I giganti e gli eroi erano i figli degli angeli caduti? 

Sì, basti pensare alla mitologia classica: il figlio di un dio e di un uomo è generalmente un essere straordinario dotato di una forza sovraumana (Eracle) o immortali (Achille) o con conoscenze superiori all'uomo (Prometeo era un titano); erano insomma dei giganti, ossia più grandi degli uomini, dove quindi il termine gigante non sta per uomini dalle dimensioni spropositate, ma per uomini con qualità superiori a quelle degli uomini. Come tutti sanno Achille, Eracle e Prometeo, oltre ad avere doti straordinarie che li rendevano giganti tra gli uomini, vennero poi ritenuti dei veri e propri eroi, dopo tutto che titolo attribuire ad  uno che contro il volere degli dèi insegna all'uomo il potere del fuoco, se non quello di eroe? 

Ecco quindi chi erano i giganti e gli eroi di cui si parla in quel passo della genesi: "ibridi" nati dall'unione di uomini e Nefilim, la razza dei serpenti. 

Mi si potrebbe obbiettare: "ma dal passo si intuisce che i giganti vivevano sulla terra già prima della venuta dei figli di Dio". 

Ad una tale obbiezione non potrei che rispondere che è vero, i giganti vivevano sulla terra prima della venuta dei figli di Dio. Il fatto è che quella non fu l'unica volta in cui i figli di Dio si unirono con le "figliole degli uomini".  Fin dalla sua creazione, l'uomo ha avuto a che fare con i Nefilim. Questa razza non è comparsa a sorpresa nella vita della nostra civiltà, ma da sempre sembra accompagnarci. Ma prima di addentrarci in questa, proviamo a dare una ipotetica descrizione di questi Nefilm.

L'antica letteratura giudaica attribuisce ai Vigilanti (Nefilim, Jedi, Annunaki, tutti sinonimi di una stessa civiltà) specifici tratti somatici: vengono descritti come esseri molto alti, di pelle bianca, con capelli bianchi lanosi, carnagione arrossata, occhi penetranti e volti di serpente; anche i testi mesopotamici ed altri racconti mediorientali sembrano confermare questa descrizione, arricchendola con altri particolari come "razze di giganti" e confermando che le divinità, antenate della civiltà, erano anch'essi di statura "gigante". 

Dalla descrizione che i popoli antichi ci danno di questi strani uomini, possiamo azzardare l'ipotesi che non si tratti di esseri disumani. 

La descrizione sembra combaciare con quella di un occidentale, che mediamente è più alto rispetto ad uno asiatico o ad un mediorientale (pensando al XI millennio a.C.). 

Si tratta quindi, di una civiltà differente da quelle che abitavano la mezzaluna fertile, una civiltà di cui non ci è rimasta traccia se non nei racconti di questi popoli, se non nei miti e nelle leggende che narrano di questi Nefilim. 

Le caratteristiche fisiche venivano poi accentuate per mettere in evidenza l'importanza che rivestivano questi uomini. Infatti nelle culture primitive, i re e gli uomini che ricoprivano incarichi di alto rango (aristocratici etc.), venivano raffigurati con dimensioni sproporzionate, rispetto agli altri uomini (comuni) quasi ad evidenziarne una sorta di divinazione. Tanto è vero che, ad esempio, l'unico documento per ora in nostro possesso sul mitico Re Scorpione, è una testa di mazza in cui il sovrano (il cui nome è scritto attraverso un pittogramma rappresentante uno scorpione) è riprodotto in dimensione eroica, proprio a testimoniarne l'importanza (a lui viene attribuita l'unificazione dei due Egitti).

Il libro di Enoch racconta che gli Angeli caduti rivelarono all'uomo i segreti proibiti del cielo. Azazel "insegnò agli uomini a fare spade, coltelli, scudi e corazze e fece conoscere all'uomo l'arte di lavorare i metalli". Altri Vigilanti sono accusati di aver addestrato i mortali in campi scientifici, quali l'astronomia e la geografia, l'arte di abbellire il corpo, addirittura insegnarono all'uomo come "abortire". Penemu, infine, istruì l'uomo sull'uso di "inchiostro e carta". Dunque, più che una razza proveniente dal cielo, gli Annunaki (così erano conosciuti tra i Sumeri) sembrano essere una civiltà evoluta (a sostegno della nostra tesi), che esporta la sua conoscenza verso popoli  meno evoluti, civilizzandoli e creando quindi un rapporto si subordinazione tra i due popoli. Prometeo è un esempio di questo rapporto, che esisteva tra le due diverse civiltà: mosso da compassione per la condizione primitiva delle popolazioni della mezzaluna, decide di rilevare ad alcuni popoli determinate conoscenze (rappresentate dal fuoco, che è stato indubbiamente una grande scoperta dell'uomo), che la sua civiltà (quella dei Nefilim) conosceva e che non voleva che le altre civiltà non conoscevano. Venne quindi punito dal suo popolo; come tutti sanno infatti la sua condanna fu quella di subire tutti i giorni l'attacco di un aquila che gli divorava il fegato per tutto il dì, fegato che durante la notte ricresceva pronto per essere divorato il dì seguente. Ma gli Jedi non punivano solo i loro simili, persino gli uomini subivano le loro punizioni. 

Alcuni studiosi, come Zecharia Sitchin, credono invece che la natura degli Annunaki non sia terrestre. Sitchin reputa infatti che gli Annunaki siano degli alieni provenienti da un decimo pianeta, che periodicamente si va a collocare tra Marte e Giove: Nibiru. Tale pianeta, secondo i testi sumeri studiati da Sitchin, ritornerebbe tra il pianeta rosso e il sole mancato ogni 3600 anni.

In ultima analisi, possiamo definire Nefilim, quella civiltà che civilizzò i popoli africani e della mezzaluna fertile (non solo questi popoli, gli Annunaki arrivarono a civilizzare le civiltà precolombiane e i popoli asiatici), insegnando loro l'arte della conoscenza. A mio parere , anche Osiride era un Nefilim, così come lo erano Iside, Thot e Set. Dunque gli Annunaki erano i colonizzatori che Atlantide mandava nel mondo per civilizzare quella parte di  umanità che era agli albori della civiltà.

Ecco, qui di seguito, una parte del Documento di Damasco (CD II,14-III,1) in cui viene trattato il tema della caduta degli angeli, dei loro figli (i giganti) e degli uomini:

"Ed ora, figli, ascoltatemi ed io scoprirò i vostri occhi affinché possiate vedere e comprendere le opere di Dio, scegliere quanto gli è gradito e respingere ciò che odia, camminare alla perfezione in tutte le sue vie senza sgarrare secondo i desideri dell'istinto colpevole (yeser 'ashmah) e degli occhi lussuriosi (be'ene zenut) [cfr. Ezechiele 6,9]. Poiché molti, a causa di essi si sono smarriti, e hanno vacillato, a causa di essi, valenti eroi, dai tempi antichi ad oggi; avendo camminato nell'ostinazione del loro cuore, caddero i vigilanti del cielo; furono presi, a causa di essi, perché non avevano osservato gli ordini di Dio, e (a causa di essi) caddero i loro figli la cui altezza uguagliava quella dei cedri e i cui corpi erano come le montagne; ogni carne che era sulla terra esistiti, essendosi comportati secondo la loro volontà e non avendo osservato gli ordini del loro fattore, fino a quando arse contro di essi la sua ira. A causa di essi si sono smarriti i figli di Noè e le loro famiglie, a causa di essi furono recisi. Ma a causa di essi si sono smarriti i figli di Giacobbe e furono puniti secondo il loro errore".

Per l'autore di questo testo, gli angeli caddero (nafal) e peccarono, per non avere osservato i comandamenti (gli ordini) di Dio, e per lo stesso motivo caddero (nafal) i loro figli (cioè i giganti, i nefilim di Gen. 6; pur non citandoli espressamente con questo nome ce n’offre evidentemente un'etimologia).

Il termine nefilim cui qui c'è una chiara allusione, viene invece citato esplicitamente nell'Apocrifo della Genesi II,1: 

"Ecco, pensai allora in cuor mio, che la concezione viene dai vigilanti e dal seme dei santi, e che questo bambino assomiglierà forse ai giganti (nefilim)". 

Lamec è preoccupato dal sospetto che Noè sia nato da una relazione di sua moglie Bit-Enosh con i vigilanti, angeli a cui è dedicato un libro del pentateuco "enochico". 

Dato il carattere lacunoso del testo, non è possibile decidere con sicurezza se "nefilim" vada considerato come il nome dei giganti, o semplicemente un participio passivo di nafal e quindi da tradursi «i caduti», cioè gli angeli caduti.

In alcuni testi paralleli la colpa dei vigilanti consiste nell'aver rivelato agli uomini i segreti cosmici.

Alla tematica dell'unione con le femmine ci riconducono anche il già citato Apocrifo della Genesi: L'interpretazione si riferisce ad Azazel e agli angeli che... entrarono dalle figlie degli uomini e generarono loro gli eroi (ghibborim).

Il frammento n. 2 di Qumran (n. 180) contiene un riferimento allo stesso episodio, ma il testo è ancora più lacunoso e non si possono trarre conclusioni certe. 

La linea 2 cita la generazione dei giganti. e nella linea 4 si legge coloro che amano l'ingiustizia e trasmettono in eredità la colpevolezza. 

Si può infine ricordare il frammento n. 4 che ricorda la punizione dei giganti nel diluvio, insieme al resto dell'umanità. - Azazel che viene qui menzionato, è l'angelo che in Enoc VIII, svela all'umanità le scienze che la corromperanno e viene punito - (sua è tutta la colpa della corruzione della terra e degli uomini). Per l'unione degli angeli con le femmine nasce la generazione dei giganti - Enoc IX,8 s. e X,11 s.

A causa sempre dello stato lacunoso del frammento non si può dire se si accentui lo svelamento delle scienze segrete, o l'unione con le femmine. Per entrambi questi aspetti, sembrano comunque valere la tesi secondo cui:

"Il vero disordine, nasce nell'universo, quando c'è un'unione indebita tra il divino e l'umano".

Ma questo disordine altro non è che una contaminazione: gli angeli che hanno trasgredito l'ordine di Dio, hanno anche infranto l'ordine della natura, si sono contaminati e hanno contaminato tutta la natura; l'hanno sciupata; per questo o è sorto il male o almeno il male è dilagato.

Ma come si può notare nel Documento di Damasco, esiste una certa riservatezza circa una caduta dell' essere umano. La caduta degli angeli sembra che interessi relativamente e sembra stare sullo stesso piano di quella degli uomini.

Un pensiero ebraico suppone che "è solo la dottrina dei due spiriti che sembra fornire una soluzione accettabile agli uomini della comunità. Bisogna fare risalire a Dio stesso la decisione di dare a questo mondo l'aspetto di un campo di battaglia tra le forze del bene e quelle del male, da lui stesso create, da lui stesso indirizzate a questo fine". 

In questo scontro Dio stesso interviene direttamente: "Ma il Dio di Israele e l'angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce", come nella battaglia escatologica, quando: "La grande mano di Dio s'alzerà contro Belial e contro tutto l'esercito della sua dominazione con una disfatta eterna (Regola della guerra XVIII,1)", ma anche per liberare ogni individuo dalla sua contaminazione radicale è necessario l'intervento purificatore di Dio e dello Spirito Santo:

"Con la sua verità, Dio allora vaglierà tutte le azioni dell'uomo e si monderà alcuni figli dell'uomo eliminando ogni spirito di ingiustizia dalle viscere della loro carne e purificandoli nello spirito santo da tutte le opere empie, aspergerà su di essi lo spirito di verità".

In vero, cosa può essere la caduta degli angeli? 

Si tratta semplicemente della fuga dei coloni di Atlantide, che si staccarono dal cuore dell'impero Atlantideo, per formare nuove civiltà, per strappare le tribù indigene (quali, ad esempio, le popolazioni mesopotamiche, quelle precolombiane, etc.) dalla loro condizione barbara e non evoluta. 

Poco sopra, ho definito gli Annunaki i colonizzatori che Atlantide mandava nel mondo per civilizzare quella parte di  umanità che era agli albori della civiltà; ma questa affermazione è vera in parte. 

Mi spiego meglio: in principio il cuore dell'impero mando questi colonizzatori ai quattro angoli del nostro globo col preciso scopo di civilizzare e assoggettare le popolazioni indigene (sottolineo che secondo Sitchin i vigilanti erano e sono degli alieni che hanno creato l'uomo con l'unico scopo di assoggettarlo e sfruttarlo, questa è una chiara prova a mio avviso, che gli atlantidei non si spinsero nei territori barbari mossi solamente da uno spirito misericordioso nei confronti delle tribù indigene); ma quando queste colonie crebbero si ribellarono al controllo dell'impero, così da arrivare allo sdegno di Dio (l'impero) che non riconosce come suoi i propri figli (le colonie) e decide di distruggerli (prova di questa mia affermazione sono le 12 fatiche di Eracle, come affermato da Axel Famiglini in un suo articolo "le civiltà antidiluviane", o ancora di più il mito popolare che vuole Atene avversaria degli eserciti atlantidei che volevano conquistarla).


Spiego meglio cosa vorrei dimostrare. 

La mitologia ci descrive cosa succede se un "figlio di dio" si unisce con una bella "figlia degli uomini" ovvero 

Anunnaki + Sapiens = Nephilim

Nephilim antidiluviani che, se seguiamo i filoni di ricerca già affrontati dal Progetto Atlanticus dovrebbero avere avuto caratteristiche genetiche e fenotipiche ben specifiche rappresentate da:
- occhi azzurri o verdi
- capelli biondi (o rossicci)
- aplogruppi caucasici
- altezza media maggiore dello standard (come i cro-magnon)

Nephilim che sarebbero poi diventati gli "uomini famosi dell'antichità", quindi eroi, semi-dei, sovrani etc.etc. delle prime civiltà umane post-diluviane. 

Ma cosa sarebbe accaduto dall'ulteriore unione tra un Nephilim e un Sapiens?!?!

Nephilim + Sapiens = ?

Possiamo pensare che: 

- Nephilim + Sapiens = Nephilim di 2°livello
- Nephilim di 2° + Sapiens = Nephilim di 3°
- Nephilim di 3° + Sapiens = Nephilim di 4°
- .... = Nephilim di N°

Il che significa che l'umanità odierna è già ora in buona sostanza descrivibile come un mix di Nephilim di vario livello.

Gli Anunnaki ormai non esistono più... e ciò che consideriamo Sapiens Sapiens (noi) non è altro che una diversa gradazione di DNA Nephilim... come passare dal bianco al nero attraverso una scala di grigi.

Con l'unica particolarità che chi appartiene ai Nephilim di livello più alto, avendo preservato una 'certa' linea di sangue (o stirpe) non avendo "imbastardito" il loro sangue con continui incroci con i Sapiens oggi, così come decine di migliaia di anni fa, sono coloro preposti a controllare il mondo.

Quindi l'extraterrestre o il Nephilim è ormai indistinguibile dal Sapiens. Anzi, in buona sostanza ormai siamo diventati tutti un gruppo omogeneo.

A parte gli Anunnaki originari che possiamo pensare avere avuto fattezze come gli ingegneri del film di Prometheus...


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