sabato 20 ottobre 2012

Tempesta perfetta



L'Eurispes: per la prima volta 'si stanno avvitando su se stesse tre crisi'

La diminuzione della ricchezza, l'aumento del debito pubblico e il raddoppio della disoccupazione. Ma non solo. A preoccupare e' la diffusione di una "profonda instabilita' del quadro politico italiano". Per la prima volta, afferma Gian Maria Fara, il presidente dell'Eurispes commentando i risultati dell'indagine realizzata dall'Istituto, "si stanno avvitando su se stesse tre diverse crisi: oltre a quella economica e a quella sociale, si aggiunge una degenerazione preoccupante del quadro politico-istituzionale".

Il livello di sfiducia che stanno vivendo gli italiani e' dato anche dalla situazione politica in cui verte l'Italia. "Una situazione estremamente difficile, compromessa anche dall'involuzione che sta attraversando il quadro politico-istituzionale sia sotto il profilo delle riforme annunciate e mai approvate sia sotto il profilo giudiziario, con episodi di corruzione intollerabili per i cittadini chiamati, nello stesso tempo, a fare sacrifici enormi", evidenzia Eurispes.

Infatti, dai sondaggi realizzati da Eurispes "piu' di 7 italiani su 10 hanno dichiarato una sfiducia crescente verso le Istituzioni" e in particolare Governo e Parlamento.

Tra le Istituzioni, quelle piu' apprezzate e sulle quali si ripone un'ampia fiducia, rileva l'Eurispes, ci sono le Forze dell'ordine e la Presidenza della Repubblica: al primo posto troviamo l'Arma dei Carabinieri con un livello di fiducia pari al 75,8%, seguita dalla Polizia di Stato, con il 71,7% e dalla Guardia di Finanza, con il 63,3%. Mentre per quanto riguarda dle istituzioni politiche, la Presidenza della Repubblica ha un livello di fiducia del 62,1% mentre Governo e Parlamento hanno rispettivamente il 21,1 % e il 9,5%.

"Continuare a parlare solo di rigore, tagli, sacrifici e vincoli -conclude il presidente dell'Eurispes- nella totale assenza di un progetto, di un'idea di prospettiva, di una visione strategica per il rilancio del Paese, rischia di alimentare un senso di smarrimento e di totale sfiducia che potrebbe portare nel breve-medio termine ad una nuova stagione di rivendicazione e proteste difficilmente governabili. Con il rischio concreto che la situazione possa complicarsi ulteriormente e sfuggire di mano".

Quale sia l'obiettivo di queste crisi "pilotate" lo lascio dedurre a voi...

venerdì 19 ottobre 2012

La linea di sangue degli Illuminati


Prima parte di un interessante documentario che focalizza l'attenzione sulla linea di sangue degli Illuminati: una sola grande "famiglia" che si tramanda potere e sapere dall'antico Egitto (e anche prima) fino ai giorni nostri.

Il documentario completo è disponibile nel canale Youtube del Progetto Atlanticus all'interno della Playlist "Gli Illuminati, due facce opposte della stessa moneta" raggiungibile al seguente link

http://www.youtube.com/playlist?list=PL0206F3CBFE5283EC


giovedì 18 ottobre 2012

Cowboys and Aliens (parte III)


Storie e leggende tramandate da secoli tra i Pellerossa parlano chiaramente di Alieni, Crop Circles e viaggi interstellari - di Lily Familiari


La civiltà moderna ha riscoperto pienamente il fenomeno UFO negli ultimi cinquant'anni, ponendosi domande che fossero in grado di dare una soluzione al mistero che circonda l'argomento. 

Oggi si continua a cercare le risposte ovunque, indagando in ogni possibile direzione, tranne quella che sarebbe più naturale, una delle più antiche, quella che porta alle popolazioni tribali delle Americhe. I Nativi sono lì, nelle loro riserve, dove la "civiltà" li ha rinchiusi, privandoli di tutto il loro orgoglio, della loro identità, cercando di integrarli nella società che li ha annientati, una società che loro non riconoscono come tale. Se qualche esponente di questa cosiddetta "civiltà" si prendesse il disturbo di parlare da pari a pari, con un Nativo, (eliminando i pregiudizi che li descrivono come selvaggi che raccontano storielle bizzarre e folcloristiche), troverebbe un membro di un grande e fiera civiltà, la Nazione Rossa.

Conoscono storie antiche e potrebbero possedere molte delle risposte che cerchiamo sulle origini di questo pianeta, dell'uomo, degli dei, o di quelli che noi consideriamo tali. I Nativi hanno molto da raccontare ma, come è sempre accaduto, nessuno vuole ascoltarli; eppure dovunque si arrivi sono già lì imperturbabili, imperscrutabili, come le montagne sacre che accompagnano la loro storia. Proviamo a farlo noi allora, curiosiamo nelle loro leggende, quelle che hanno tramandato di padre in figlio per centinaia di anni e che sono a disposizione di tutti coloro che hanno interesse nello scoprire la verità, non importa di che colore sia la loro pelle, rossa, bianca... o grigia.

OSAGE, FIGLI DEL SOLE E DELLA LUNA

Tra i miti si ritrovano storie che parlano di incontri tra fanciulle provenienti dalle stelle e uomini della Terra e si fa chiaramente menzione al fatto che i popoli nativi provenivano dal cielo. Gli Osage dicono che "all'inizio dei tempi, una parte degli Osage abitava nel cielo ed erano figli del Sole e della Luna; quest'ultima disse loro di andare a vivere sulla Terra e, una volta scesi sul pianeta, non poterono più tornare in Cielo". Le stesse leggende li accomunano agli Indios maya e aztechi. Non potrebbero essere più chiari e concisi quando affermano che "molto tempo fa gli Indios abitavano nel Cielo e nessuno conosceva la Terra".

La leggenda continua: il dio del tuono creò l'uomo; creò l'Indio e scacciò uno che tra loro era violento e uccideva senza motivo, bandendolo dal territorio, uno che aveva la pelle chiara. Un giorno un cacciatore cadde in un anfratto e rimase a penzoloni nel Cielo, incantato da un meraviglioso spettacolo sotto di lui. Una terra magnifica, una natura incontaminata, un mondo profumato, farfalle di mille colori e uccelli di ogni genere che emettevano suoni paradisiaci. Ne parlò agli altri Indios e molti di loro decisero di andare a colonizzare quel bellissimo mondo, lasciando la loro casa nel Cielo. Con una corda robusta scesero dal Cielo sulla Terra e decisero di colonizzare la foresta. Alcuni di loro, presagendo che la vita sulla Terra non sarebbe stata così bella, decisero di restare nel Cielo.

Un bimbo dispettoso tagliò la fune che univa il Cielo alla Terra e nessuno poté più tornare al Cielo o scendere sulla Terra, impedendo qualsiasi contatto tra le stelle e il nostro pianeta. Con il tempo sembra che il contatto sia stato ristabilito almeno unilateralmente: alcuni tra gli "dei" abitanti dei pianeti celesti scendevano di tanto in tanto sulla Terra per stabilire dei contatti con i terrestri o per motivi loro. Ne abbiamo testimonianza nella storia della fanciulla vestita d'argento: nei tempi antichi c'era un uomo che coltivava le patate migliori dell'impero; si accorse che le patate migliori del raccolto erano state rubate e mise suo figlio a guardia dei raccolto.
 
Il ragazzo fu testimone di una scena inconsueta: un gruppo di bellissime ragazze vestite con abiti d'argento raccoglievano i tuberi migliori da offrire agli dei. Quando si accorsero della presenza del ragazzo, le fanciulle scapparono e svanirono nel Cielo, ma lui fu rapido e riuscì a catturarne una. Il giovane rimase ammaliato dalla bellezza della fanciulla e le chiese di diventare la sua sposa: lei, per tutta risposta, lo supplicò terrorizzata di lasciarla ritornare in Cielo con le sue sorelle celesti perché se fosse rimasta sulla Terra sarebbe morta. Il ragazzo restò insensibile alle sue preghiere e la portò ai genitori, i quali le sottrassero il suo "abito d'argento" e la rinchiusero in una stanza. 

Dopo qualche giorno, la ragazza celeste riuscì a riavere la veste d'argento e svanì nel Cielo.Quando il ragazzo apprese della sua fuga, si disperò e chiese aiuto ad un grande condor che, previa ricompensa, si offrì di portarlo "in Cielo nel mondo degli dei". Viaggiarono circa un anno e arrivarono nella terra della sua amata. L'anno successivo ritornò sulla Terra e ritrovò i genitori che nel frattempo erano invecchiati di decenni.

LA LEGGENDA DEL CAPO M'SARTTO

Alcune storie sono lasciate alla fantasia e all'interpretazione personale: per coloro che credono nelle civiltà extraterrestri non è difficile identificare la veste argentea con una tuta spaziale, la terra celeste degli dei con un pianeta e il grande condor che viaggia nello Spazio con un'astronave. Naturalmente chi ha dubbi sull'argomento avrebbe bisogno di parole più convincenti, termini precisi e allora, andiamo a dare un'occhiata ai miti e leggende degli Indiani dei nord America, che in quanto a termini spaziali non fanno economia, non risparmiandosi nemmeno per quanto riguarda i nomi dei luoghi dai quali provenivano i loro "antenati" stellari.

Una leggenda Abenaki narra del capo M'Sartto (Stella del Mattino) e di suo figlio, un ragazzo che Io preoccupava molto perché si allontanava verso nord e spariva per giorni. Al suo ritorno non dava mai spiegazioni così suo padre decise di seguirlo. Seguì le sue tracce a lungo e, ad un certo punto, i suoi occhi si chiusero. Quando li riaprì, si ritrovò in un posto sconosciuta senza Sole, stelle o Luna, avvolto da un strana luce soffusa. Attorno a lui c'erano molti esseri, tutti diversi dalla sua gente e non poterono comunicare perché parlavano una lingua sconosciuta. Dopo qualche giorno un vecchio comunicò con M'Sartto nella sua lingua e gli disse che si trovava nel paese delle "luci settenttionali, Wa-ba-ban" e che lui era l'unico proveniente dal "paese inferiore", l'unico quindi che potesse capire la sua lingua.

I due uomini parlarono a lungo e scoprirono che avevano seguito la stessa strada per arrivare al paese delle luci settentrionali, la Pista degli Spiriti, la Via Lattea, chiamata nella loro lingua "Ket à gus wowt". Il vecchio disse anche che il capo di "Wa ba ban" avrebbe rimandato il capo a casa sano e salvo. M'Sartto insistette per trovare il suo ragazzo. li vecchio parlò con il capo di "Wa ba ban" perché M'Sarrto e suo figlio potessero far ritorno nel "paese inferiore" e il Capo delle luci Settentrionali radunò il suo popolo per salutarli e li rimandò a casa. Ripercorsero la Via Lattea e si ritrovarono nelle vicinanze del villaggio. In questa leggenda i Nativi Abenaki descrivono chiaramente sia i luoghi stellari visitati dai loro antenati sia la strada seguita per giungervi.

Colpisce la descrizione del viaggio fatto attraverso la Via Lattea e della classica perdita di sensi di tutti coloro che ai giorni nostri raccontano di essere stati prelevati dagli alieni e portati a visitare i loro mondi. Questi ultimi sono spesso accusati di inventare i loro racconti perché influenzati dalla televisione e dai racconti di fantascienza, ma quale potrebbe essere la fonte di influenza di interi popoli distanti tra di loro e vissuti in un periodo in cui i media non esistevano? E quale motivo avrebbero avuto per inventarsi delle storie così complicate? Tra i Chippewa c'è un leggenda che mostra la scoperta di un "Crop Circle" ante litteram, quegli strani cerchi nell'erba alta che i Nativi chiamavano cerchi delle fate. Nella storia della ragazza-stella si narra di un cacciatore di nome Algon, che sul sentiero si imbatté in un circolo che sembrava pestato da molti piedi, malgrado al di fuori di esso non ci fossero tracce o impronte.

DONNA PIUMA E RAGAZZO STELLA

Possiamo ipotizzare l'utilizzo del DNA degli animali terrestri per creare nuove razze ibride? Non dimentichiamo che in quasi tutte le leggende native della Creazione si parla di uomini-animali e che i Nativi sono sempre stati orgogliosi del loro rapporto con la natura, tanto da portare ancora oggi con fierezza nomi di animali. Non possiamo nemmeno trascurare il macabro fenomeno delle mutilazioni animali, che sembra possedere molti tratti in comune con il racconto riportato dai Chippewa.

Anche i Sioux parlano del Paese della Stella e anche nelle loro tradizioni si narra di unioni tra membri del popolo stellare e terrestri, nonché dei mezzi di trasporto usati per mettere in contatto i due mondi. Si racconta che una fanciulla di nome Donna Piuma un giorno d'autunno si ritrovò in compagnia di un bellissimo straniero che si presentò come un abitante della Stella del Mattino: le propose di abbandonare la Terra e seguirlo in cielo nel Paese della Stella. La fanciulla accondiscese con gioia alla sua richiesta.

Chiuse gli occhi e si senti sollevare rapidamente in alto. Quando riapri gli occhi si ritrovò nel Paese della Stella. La madre del ragazzo lo mise in guardia sulla reazione del padre in quanto lui "non si fidava degli abitanti della Terra". Ebbero un bambino e dopo qualche anno Donna Piuma venne accompagnata al luogo di trasporto con il suo piccolo e fu mandata sulla terra. Tutti i Nativi che stavano nell'accampamento videro chiaramente una fonte di luce attraversare il cielo e quando andarono sul luogo trovarono Donna Piuma e Ragazzo Stella.

Il tempo passò e Donna Piuma mori. Anni dopo suo figlio decise di seguire la pista del cielo, la Via Lattea e giunse al Paese della Stella, dove fu accolto da un bellissimo giovane che era identico a lui. Quel ragazzo era suo padre, rimasto giovane e bello perché il popolo della Stella "non invecchia come i mortali".

L'ESCLUSIVA DELL'UOMO BIANCO

Sono numerose le leggende che narrano di incontri con popoli stellari, più o meno buoni nei confronti dei terrestri. In alcune storie si parla di stranieri delle stelle che uccidevano le fanciulle della Terra succhiando loro il cervello, ma nella maggior parte dei racconti descrivono le unioni tra abitanti del cosmo e terrestri. Molti Nativi sono convinti di aver ereditato la loro saggezza dalle origini stellari e che un giorno ritorneranno sulle stelle dalle quali sono discesi millenni fa e alcuni tra loro riconoscono negli uomini bianchi distruttori e invasori i discendenti di quell'uomo dalla pelle chiara creato dagli dei e scacciato a causa della sua estrema violenza insensata.

Quello stesso uomo bianco che si arroga il diritto di avere l'esclusiva sui rapporti con gli alieni, ignorando le leggende tramandate per generazioni, dove vengono chiaramente spiegate le origini dell'umanità in rapporto agli extraterrestri e, forse, anche il suo futuro.

mercoledì 17 ottobre 2012

Piramidi in Indonesia


La misteriosa piramide di Gunung Padang avrebbe 12.500 anni

Indonesia – Alcuni ricercatori sostengono di aver trovato le prove che una montagna a forma di piramide che si trova a Gunung Padang, Cianjur, West Java, non è una formazione naturale, ma opera di una civiltà sconosciuta risalente ad oltre 12.000 anni fa. A poco a poco il mistero della “piramide”, sta cominciando a svelare i suoi segreti.

Gunung Padang è un sito megalitico che si trova nel villaggio di Karyamukti, nella reggenza di Cianjur, West Java di Indonesia , 50 km a sud-oves t della città di Cianjur o 6 chilometri dalla stazione Lampegan. E ‘il più grande sito megalitico nel sud-est asiatico. Situato a 885 metri sul livello del mare, il sito si estende su una collina che presenta una serie di terrazze delimitate da muri di pietra a cui si accede per passi successivi, circa 400 gradini.

La gente del posto considera il luogo come sacro e ritengono che il sito risalga al tempo del re Siliwangi e fu il tentativo di costruire un palazzo in una notte.

Una seria indagine è stata condotta nel 2012 dalla quale sono emerse molte novità. Il sito è risalente a 6500 anni, dato desunto dalla datazione radiometrica al carbonio, ma dai 3 o 4 metri sotto la superficie agli 8 ai 10 metri risale a 12.500 anni fa. Sulla base di dati geoelettrici, georadar e geomagnetici almeno fino a 15 metri sotto la superficie ci sono grandi camere.

Il lato sud presenta 5 terrazze di pietra, il lato est dispone di 100 terrazze in pietra con larghezza e altezza 2×2 metri, nel lato ovest ci sono anche terrazze in pietra, ma è ancora coperto dalla terra e vegetazione, nella parte nord, oltre ad una scala di 1,5 metri di larghezza ci sono anche terrazze. L’area del sito è di circa 25 ettari.

La costruzione della parete di terrazze è simile al Machu Pichu in Perù.

L’immagine radar mostra che la montagna nasconde enclavi di roccia che assomigliano a santuari. Se questa ipotesi è corretta, allora l’edificio che è stato dimenticato per migliaia di anni sarà considerato alla stregua delle piramidi in Egitto.

L’età della “piramide” è stimato risalire dal 4,700 ai 10,900 aC. confrontata all’età delle piramidi di Giza in Egitto, che sono solo del 2.500 aC l’età lascia sbalorditi. Ma la ricerca è ancora alle prime fasi. È per questo che alcuni geologi continuano ad essere scettici circa la scoperta della “piramide” ritenendola di origine naturale. A loro avviso è troppo presto per giungere a queste conclusioni.

Si è cominciato a parlare di Gunung Padang dopo un sisma avvenuto a circa quattro miglia a nord del sito. La squadra che fece le prime scoperte era formata da personale speciale del Presidente per l’assistenza sociale e Catastrofe naturale Arief Andi.

La polemica è esplosa dopo che Andy ha annunciato all’inizio dello scorso anno che ci fosse una specie di piramide a Padang Gunung. “E’ chiaro che il sito nasconde delle cavità”, ha detto Andi. “A prima vista, non sembra una montagna, ma qualcosa di artificiale.”

Il suo sospetto che fosse un manufatto è sorto guardando la forma della montagna che è quasi come un triangolo, visto dal nord. Andi Arief dice che il lavoro del suo team di Padang Gunung è quasi finito. Ma per arrivare a delle conclusioni occorrerà attendere l’esito degli scavi in loco, che saranno molto costosi e si protrarranno nel tempo’,” ha affermato.

Fonte:
http://www.express-news.it/scienza/misteri/la-misteriosa-piramide-di-gunung-padang-avrebbe-12-500-anni/attachment/156596_situs-gunung-padang-di-cilacap-tambahan_663_382/

martedì 16 ottobre 2012

Fatima svelata

Più ne leggo e più mi sembra che dietro i messaggi di Fatima ci sia la base per la costruzione del NWO a cui stiamo assistendo oggi... e la cosa mi turba alquanto...

Le domande del Sani colgono in pieno l’essenza del problema. E’ strabiliante notare come le apparizioni degli UFO e quelle delle madonne, non coincidano soltanto per i segni che le accompagnano (fisici, luminosi, atmosferici, ecc.), ma anche nei periodi di apparizione: le cosiddette ‘ondate’. Afferma ancora il Pinotti: “In associazione ai fenomeni ‘mariani’, infatti, UFO sono stati avvistati e fotografati in loco nelle zone delle apparizioni”.

Un evento che è stato tenuto nascosto per decenni potrebbe avvalorare questa tesi. Si tratta ancora di Fatima: ben pochi sanno che i ‘veggenti’ che dissero di vedere la madonna nel 1917 non erano [solo] tre, ma... 'quattro'.

Carolina Carreira, questo il nome della quarta veggente, è stata volutamente ignorata, poiché il resoconto delle prime apparizioni, da lei fornito, non collimava con le verità ufficiali che via via andavano emergendo. Quando alcuni ricercatori contemporanei l’hanno intervistata, da lei hanno sentito un racconto i cui particolari ricalcano stranamente le manifestazioni di carattere ufologico. Gli intervistatori sono rimasti sbalorditi quando, dopo aver chiesto a Carolina il perché non avesse mai raccontato prima la sua esperienza, si sono sentiti rispondere che semplicemente nessuno l’aveva mai cercata!

I ricercatori Joaquin Fernandes e Fina d’Armada, analizzando statisticamente i dati relativi alle varie ondate ufologiche dal ’47 sino ad oggi, hanno scoperto che sia per i picchi di massima, che per quelli di minima, esiste una impressionante sovrapposizione e sincronia con le manifestazioni di origine ‘mariana’. Dai grafici completi risulta che gli UFO e la madonna sono apparsi, contemporaneamente, nelle grandi ondate del 1947,1950,1954,1958,1968, sino ai nostri giorni.

Non può essere un caso, né una coincidenza. Qualcuno, per usare l’espressione del Sani, vuole forse ‘catechizzarci’..??

L’americano Jaques Vallée è convinto che il fenomeno sia un : “…riproporsi, in chiave moderna, di una corrente culturale già presente nella storia di altre epoche (elfi, gnomi, fate, folletti, regni favolosi, apparizioni angeliche e mariane, ecc.); e quindi, gli odierni UFO, in altri termini, costituirebbero la versione aggiornata di una realtà intelligente manifestatasi via via nel corso dell’evoluzione umana in funzione della mentalità e delle credenze del momento”.

Mentre John Keel crede che: “il fenomeno si manifesta differentemente assumendo esso stesso, caso per caso, una particolare, fallace ‘maschera’ in funzione delle credenze, conoscenze e aspettative di chi lo osserva. A livello di massa, il discorso si complica: queste intelligenze 'parafisiche', utilizzando questa tecnica, non si mostrerebbero mai nella loro realtà, ma dietro ad un paravento ingannatore…”.

Lo stesso Pinotti ha cura di osservare:
"I fenomeni (mariani - ndr).. sarebbero solo l’aspetto più attuale e totalizzante, avendo l’effetto apparente di unificare i critici valori psico-socio-antropologici di tutto un pianeta nel suo forse più difficile momento storico… attorno ad un archetipo spirituale rassicurante e ‘materno’… E ‘Qualcuno’ ci sta così proponendo di fatto, adesso, una Nuova Religione Planetaria unificante imposta attraverso una apparente Teofania, atta peraltro a sviluppare nell’Uomo comportamenti palesemente acritici; e, pertanto, anche di sostanziale sottomissione alla Sua volontà".

I rintocchi di queste “campane”, non invitano certo ad un convito festoso. I ricercatori parlano di “mascheramento”, di “Qualcuno” che si nasconde, con l’intento orwelliano di instaurare una “religione planetaria”, allo scopo di “sottomettere” gli esseri umani.

Continua il Pinotti:
"Solo il futuro potrà dirci quali siano le ultime reali intenzioni dell’ignoto 'Regista Occulto' di questa complessa operazione… il Cristianesimo si è manifestato solo quando il mondo antico era di fatto unificato da Roma, curiosamente, la ‘Neo-Cristianità’ mariana di manifesta ed ‘esplode’ oggi proprio mentre il mondo attuale… si avvia a riunificare l’Occidente con l’Oriente".

E dopo? Cosa farà il Regista Occulto?


La domanda rimane ancora senza risposta. Assumendo che l'apparizione di Fatima sia stata realizzata attraverso la tecnologia dei Vimana (vedi i segreti dei Vimana), quali obiettivi si proponeva il soggetto in possesso di questo Vimana?

Soggetto umano? O extraterrestre?

Obiettivi di salvezza? O di dominio?

lunedì 15 ottobre 2012

Il serpente: Anunnako o Rettiliano?


Alcune puntualizzazioni rispetto all'articolo sotto riportato. Puntualizzazioni provenienti secondo l'ottica di quanto teorizzato nell'opera del Progetto Atlanticus...

1) La simbologia del serpente

L'articolo sostanzialmente paragona il simbolismo del serpente legato al mondo enkilita con i rettili del mondo rettiliano. Sbagliato. Il serpente di Enki, che troviamo anche nel caduceo e nella simbologia usata nel paradiso terrestre rappresenta la "conoscenza"

Altra cosa è invece il simbolo del serpente legato al mondo rettiliano e al dominio degli stessi sull'uomo

2) Strumentalizzazioni rettiliane

Sono stati proprio i rettiliani a rendere ambigua l'immagine del "serpente" = "conoscenza" trasformandolo in "serpente" = "demonio" = "male", abbinando per transazione "conoscenza" (quella alchemico-esoterica) = "male"

Altrettanto, così come descritto anche nel libro "Genesi di un enigma", Progetto Atlanticus ipotizza un momento durante l'età dell'oro in cui Anunnaki Enkiliti e Rettiliani abbiano collaborato per trasformare l'homo sapiens in sapiens sapiens circa 30.000 anni fa.

E' quindi corretto ipotizzare che nel nostro sangue/DNA ci sia una componente rettiliana individuabile nel R-Complex o appunto 'cervello rettiliano'.


Provenienza rettiliana dell'umanità? Coincidenze fisiologiche ed evoluzione troppo rapida

Per quanto la scienza abbia fatto passi da gigante nella comprensione dei meccanismi che regolano l'evoluzione degli esseri viventi, l'origine dell'uomo rimane ancora avvolta nel mistero. Le indagini archeologiche e i ritrovamenti fossili, più che chiarire la storia dell'evoluzione umana, non fanno che complicare un puzzle, di per sé, già abbastanza complicato.

Eppure, tra alcuni ricercatori si registra un certo sconcerto quando si considera lo spazio di tempo estremamente ristretto nel quale si è evoluta la specie umana. Per fare un paragone indebito, possiamo pensare ai dinosauri, un gruppo di esseri viventi che ha dominato il pianeta Terra per ben 160 milioni di anni, un ciclo di vita biologica estremamente lungo o, quanto meno, in armonia con i tempi cosmici dell'Universo. 


Se invece consideriamo l'homo sapiens, si rimane sconcertati nel considerare che il genere homo è comparso sul pianeta solo 2 milioni di anni fa e, attraverso una rocambolesca serie salti evolutivi, è giunto a costruire - praticamente dal nulla - le prime città moderne in Mesopotamia circa 6 mila anni fa, per giungere, in poche migliaia di anni, a passare dal cuneiforme all'informatica e dall'esplorazione dei territori abitabili all'esplorazione spaziale. Perché l'Homo Sapiens è così veloce?

Come si spiega il tasso straordinariamente rapido dell'evoluzione umana negli ultimi due milioni di anni?

La domanda se le posta un importante ricercatore, il prof. Ian Tattersall, un antropologo statunitense, curatore della divisione di Antropologia dell'American Museum of Natural History di New York, e autore di molti libri e articoli. Secondo Tattersall, ci sono numerosi esempi che mostrano l'evoluzione accelerata della nostra specie. "Comunque la mettiamo, l'evoluzione della famiglia umana è stata molto rapida", spiega l'antropologo in una conferenza tenuta a Calpe, Gibilterra.

"Credo che sia corretto dire che la nostra specie Homo Sapiens e i suoi antecedenti, si sia evoluta molto più velocemente di qualsiasi altro gruppo di mammiferi preso in esame nello stesso lasso di tempo". Il fenomeno dell'evoluzione accelerata è conosciuto come "tachytely".

Nella conferenza, Tattersall illustra come la dimensione del cervello dei nostri antenati sia raddoppiata nel giro di due milioni di anni. Poi è raddoppiata nuovamente nell'ultimo milione di anni, fino ai giorni nostri. Insieme all'aumento delle dimensioni del cervello, è avvenuta una riduzione delle dimensioni dei denti e della faccia, insieme ad altri cambiamenti nella forma del cranio.

L'aumento delle dimensioni del cervello, sembra aver coinciso con la definitiva struttura fisica dell'uomo moderno, caratterizzata da una forma lineare, gambe lunghe e fianchi relativamente stretti. Queste caratteristiche sono già visibili nello scheletro del "ragazzo di Turkana" rinvenuto in Kenya, vissuto circa due milioni di anni fa, e sono in netto contrasto con le gambe corte e le braccia lunghe di "Lucy" (Australopithecus afarensis), vissuta in Etiopia circa un milione di anni prima.


Cambiamento radicale

Un cambiamento così rapido non si è mai riscontrato tra le scimmie. Secondo l'antropologia classica, uno dei fattori che potrebbe aver influenzato la rapidità dell'evoluzione umana, è l'abbandono degli alberi da parte dei primi ominidi per conquistare il suolo, cosa che non hanno fatto le nostre cugine scimmie. Ma secondo il prof. Tattersall, questo evento non è sufficiente a giustificare cambiamenti così radicali: "E' evidente che l'abbandono definitivo della vita arboricola è da considerarsi come una svolta epocale nell'evoluzione degli ominidi. Ma in condizioni naturali, è molto difficile che la conquista di un nuovo ambiente vitale possa aver generato cambiamenti così rapidi".

"Forse è la cultura umana ad essere speciale, avendo in sé un qualche ingrediente sempre presente che ha garantito il ritmo serrato dell'evoluzione della nostra stirpe dopo che abbiamo lasciato le foreste", continua Tattersall. Ma la spiegazione di questo fenomeno non è nelle soluzioni proposte dagli altri ricercatori.

Alcuni psicologi evoluzionisti hanno elaborato un modello secondo il quale la cultura e la complessità del cervello si stimolino a vicenda. Ma Tattersall ha fatto notare che nel corso della storia evolutiva degli ominidi, la tecnologia ha modificato il modo di vivere degli ominidi a "singhiozzo" e molto spesso queste modifiche si sono presentate separate dall'evoluzione biologica, quindi questa idea non è in grado di spiegare in maniera soddisfacente ciò che si vede nei reperti archeologici e fossili. 

Qual è l'ingrediente che rende così speciale l'homo sapiens?

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Secondo il prof. Tattersall, la risposta potrebbe trovarsi nell'elevata aggressività dell'uomo. "Forse la soluzione si trova nella conflittualità tra gruppi di ominidi. L'aggressività potrebbe essere il discriminante capace di spiegare l'aumento dell'intelligenza all'interno dei gruppi. Un conflitto potrebbe essere visto come una forma di predazione, evento nel quale preda e predatore sono costretti a diventare più veloci, più furbi o più intelligenti per raggiungere il loro scopo".

Certo è un pò triste l'ipotesi del prof. Tattersall, secondo la quale l'uomo sarebbe un predatore intraspecie. Eppure ci si chiede come sia possibile che un essere come l'homo, sviluppatosi ed evolutosi in un contesto naturale, ad un certo punto sia precipitato in una spirale di aggressività, che benché ne abbia aumentato l'intelligenza tecnica, lo ha privato dell'intelligenza sociale, diventando predone di se stesso e mettendo a repentaglio la sua stessa esistenza.

Siamo sicuri che l'aggressività da sola basti a giustificare l'evoluzione così rapida dell'Homo Sapiens? E se l'aggressività fosse il sottoprodotto di questa evoluzione così rapida? Qual è l'ingrediente che rende così speciale, e così distruttiva, la nostra specie? E' possibile ipotizzare un qualche intervento esterno da parte di qualcosa o di qualcuno, che abbia influenzato indebitamente l'evoluzione umana, facendola deviare dal suo percorso naturale?

L'ipotesi rettiliana

Ci rendiamo conto di travalicare i confini della scienza, ma un'ipotesi del genere merita di essere esplorata, anche per l'enorme risonanza che da qualche anno si registra in internet. Il tema dei rettiliani è diventato popolare grazie a David Icke, un controverso personaggio ritenuto da alcuni il grande rivelatore del complotto rettiliano sul nostro pianeta, mentre da altri è considerato solo l'ennesimo strumento di controllo da parte dell'elite illuminata.

Secondo l'ipotesi di Icke, alcuni alieni rettiliani, sotto le mentite spoglie umane di uomini pubblici, hanno preso il controllo del nostro pianeta impedendo all'umanità la normale evoluzione spirituale, sociale e tecnologica. Il fine di costoro sarebbe quello di schiavizzare l'umanità e impossessarsi definitivamente delle risorse planetarie (umanità compresa),

Ovviamente, la tesi di Icke, benché molto affascinante e per certi aspetti plausibile (almeno nella parte del controllo delle masse), è totalmente indimostrabile. E' impossibile, al momento, avere a disposizione delle prove sulla sua ipotesi. Però, qualche indizio ci può aiutare a riflettere. Mettendo tra parentesi la presenza rettiliana sul nostro pianeta, è possibile ipotizzare che in un passato remoto, un gruppo di alieni rettiliani abbia modificato il DNA umano, per chissà quali scopi, intervenendo indebitamente sull'evoluzione degli ominidi? Se sì, abbiamo qualche indizio in proposito?

Strana somiglianza tra homo e rettili

Se si prende in esame la fisiologia umana, scopriamo con un pò di sconcerto, di essere molto più simili ai rettili che non alle altre specie di mammiferi presenti sul nostro pianeta. Ad esempio, la parte migliore dell'uomo: il cervello. Nella nostra scatola cranica abbiamo una piccola struttura cerebrale denominata R-complex (o anche cervello rettiliano) ed è una delle tre parti prevista dal modello Triune Brain (cervello trino) elaborata da Paul D. MacLean, medico statunitense specializzato nelle neuroscienze.

La R-complex si occupa dei bisogni e degli istinti innati nell'uomo (ma tu guarda, proprio il settore nel quale si esprime meglio l'aggressività umana!); alcune delle funzioni rettiliane di questa struttura cerebrale riguardano il comportamento sessuale, quello territoriale, gerarchico, temporale, sequenziale, spaziale.

Inoltre, nel nostro cervello esistono altre due strutture principali che sono presenti anche nel cervello dei rettili: il tronco encefalico, che controlla innumerevoli funzioni fondamentali, dalla respirazione alla circolazione sanguigna e il cervelletto, parte del sistema nervoso centrale coinvolta nell'apprendimento e nel controllo motorio, nel linguaggio, nell'attenzione e forse in alcune funzioni emotive come risposte alla paura o al piacere (strumenti fondamentali per controllare un essere umano).

Il mito ancestrale del serpente

Perché i miti dell'antichità insistono tanto sulla figura del serpente? Uomini rettile sono presenti in moltissimi testi di antiche religioni, compresa quella cristiana. Basta pensare al racconto del peccato originale, dove la responsabilità del male è attribuita ad un serpente!

Fin da quando l'umanità ha mosso i primi passi sul pianeta, le leggende legate ai rettili, draghi e serpenti sono sempre esistite. Molti miti raccontano di una misteriosa razza di esseri rettiliani discesa dal cielo per partecipare alla creazione dell'umanità e insegnare loro la conoscenza proibita, imponendo un ordine sociale e sedurre l'umanità verso uno sviluppo senza sosta.

Vi riproponiamo la seconda parte di un articolo scritto in precedenza (Perchè l'evoluzione umana è fuori dall'armonia del cosmo?), nel quale si analizza la presenza della figura del serpente nel corso della storia e dei miti. E ricordate, se dovessimo scoprire di essere ibridi rettiliani, c'è una parte umana in noi che reclama il suo pieno sviluppo. Siamo, e saremo sempre umani, coltivando la parte migliore della nostra specie.

Il "serpente antico" presente in tutte le culture umane


Quasi tutte le culture umane comparse sul nostro pianeta hanno nella loro mitologia il simbolo ancestrale del rettile, non sempre descritto in maniera positiva. In quasi tutte le leggende, il simbolo del serpente fa riferimento ad antiche "divinità" metà uomo e metà rettile:

1) I Sumeri

Quella Sumera è la prima civiltà sedentarizzata comparsa sul nostro pianeta che possiamo definire civilizzata, infatti il significato della parola sumer dovrebbe essere "luogo dei signori civilizzati". La mitologia sumera registra la presenza di un personaggio particolare: il dio Enki. Enki, in alcune rappresentazioni, appare come un essere metà uomo e metà serpente.


Il significato del suo nome dovrebbe essere "signore della terra". Egli era il custode dei poteri divini chiamati Me, i doni della civilizzazione dei quali avrebbe beneficiato l'umanità. La sua immagine è un serpente con una doppia ellisse, o Caduceus, molto simile al Bastone di Asclepio utilizzato come simbolo della medicina. Interessanto notare la presenza del serprente in tutti questi simboli:


2) I racconti della Bibbia (Antico Testamento)

La Bibbia riprende alcuni temi della mitologia sumera e babilonese. È interessante il fatto che nel racconto biblico del peccato originale, il seduttore dell'umanità abbia le sembianze di un serpente.


Secondo il racconto della Genesi, il serpente propone ad Adamo ed Eva una via alternativa a quella prevista dall'ordine cosmico per "diventare come Dio". Che significa? Secondo alcuni esegeti, Adamo ed Eva intravedono nella proposta del serpente la via dell'immortalità che li renderebbe simili a Dio.

Altri, invece, vedono nella proposta la possibilità per l'umanità di stabilire da sola cosa sia bene e cosa sia male, senza nessuna autorità esterna. Il serpente propone all'uomo di diventare dio di se stesso, infatti, all'obiezione di Eva il serprente risponde serafico: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male". Non è più il creatore a stabilire cosa è buono o male, ma la creatura.

Altri ancora, hanno interpretato il racconto del peccato originale come una scorciatoia evolutiva offerta all'umanità per agirare un processo che probabilmente sarebbe durato migliaia (se non milioni) di anni. Il serpente si sarebbe fatto portatore di capacità tecnologiche e culturali che gli uomini avrebbero sviluppato naturalmente e in perfetta armonia con le leggi cosmiche dell'universo. In questa interpretazione si incrociano i racconti della mitologia sumera su Enki (portatore della civiltà) e anche il mito di Prometeo, il quale ruba il fuoco agli dei per consegnarlo agli uomini.

Il breve arco di tempo nel quale l'umanità si è evoluta lascia sconcertati alcuni antropologi. Rispetto ai tempi della natura, l'uomo sembra una saetta comparsa sul pianeta. Ed è una evoluzione che effettivamente non è completamente in armonia con il cosmo: il costo di questa veloce evoluzione è stata la separazione dell'uomo dalla natura e la conseguente distruzione del pianeta (l'eden), la separazione tra gli uomini (torre di babele) e la conseguente perdita di unità d'intenti e l'alienazione degli individui. In questa prospettiva, il serpente ha incarnato il simbolo del diavolo (diabolos = ciò che separa).

3) Medio Oriente

Nel Medio Oriente sono conosciuti i Jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi e viene descritta come una razza di uomini serpente. L'antico dio egiziano Sobek viene riprodotto come un uomo con la testa di coccodrillo.


Nel Mali c'è una popolazione, i Dogon, che raccontano un mito di creazione il cui protagonista è un uomo rettile. I Dogon affermano di discendere dal dio Amma, proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B).

4) Grecia antica

Il primo re mitico di Atene, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente. Nella mitologia greca, avevano servitori serpenti i Titani e i Giganti, i quali sono talvolta rappresentata in forma "anguiforme", ossia con le gambe formate da terminazioni serpentiformi, come il gigante Klyteros. Anche la Bibbia fa riferimento a dei giganti che hanno popolato la terra in età pre-diluviana:

"C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo -, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi" (Gn 6,4);

"Vi abbiamo visto i giganti, discendenti di Anak (Anunaki), della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste, e così dovevamo sembrare a loro" (Nm 13,33).

"Là nacquero i famosi giganti dei tempi antichi, alti di statura, esperti nella guerra" (Bar 3,26)

5) Americhe precolombiane

La mitologia Maya conosce una figura molto importante per il discorso che stiamo sviluppando: il dio Quetzalcoatl. Secondo le narrazioni, questa divinità avrebbe insegnato al popolo Maya i segreti dell'agricoltura, della metallurgia e dell'astronomia: il ruolo di questo personaggio si sovrappone a quello di Enki nella cultura Sumera, al serpente biblico, al mito di Prometeo. L'umanità deve il suo rapido sviluppo evolutivo ad una figura esterna rettiliforme.

Le rappresentazioni di Quetzalcoatl sono alquanto inquietanti, in quanto vedono il dio maya intento a divorare un uomo. Che poi questo dono fatto all'umanità non sia del tutto gratuito? Cosa chiede il serpente in cambio? Quale parte dell'umanità sta divorando?


6) Asia Orientale

Nella cultura cinese, vietnamita, coreana e giapponese, si tramandano le leggende dei Long o dragoni, forme a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, e che possono assumere una forma tra l'umano e il rettiliano. Questa caratteristica viene spesso attribuita agli Imperatori Asiatici, che si credeva fossero in grado di mutare volontariamente la propia forma umana in una di drago e vicecersa.

7) Cristianesimo

La teologia cristiana, che fonda il proprio pensiero anche sull'Antico Testamento ebraico, ha assunto il racconto del peccato originale come momento fondamentale della cosiddetta caduta dell'uomo. La redenzione, ovvero la sconfitta del principe di questo mondo (Satana) è avvenuta con l'incarnazione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, nel quale l'ordine primordiale è ricostituito e verrà a compiersi con il ritorno di Gesù alla fine dei tempi e la venuta della Gerusalemme Celeste, la nuova creazione in armonia con l'ordine cosmico.

Un simbolo interessante della redenzione e della sconfitta del serpente è l'iconografia mariana: la Vergine Maria è rappresentata nell'atto di calpestare la testa del serpente, simbolo di vittoria sul male.

Maria-Immacolata-Apocalisse.jpg

9) Epoca contemporanea

Il simbolo del rettile è ancora un simbolo presente nella cultura umana e spesso è associato agli stemmi di grandi famiglie nobiliari (dal sangue "rettile" blu!), a marchi di grandi aziende e ad opere d'arte che rappresentano spudoratamente il dominio del rettile sulla razza umana, come un nefasto parassita:

Serpente che divora un neonato - Il famoso Biscione, simbolo della famiglia Visconti di Milano

Simbolo dell'Alfa Romeo - Un serpente (coronato, quindi Re) divora un uomo

Obbrobbriose statue esposte nel Vigeland Park di Oslo, dove molto chiaramente viene descritto il dominio rettile sull'umanità.

Insomma, questo articolo ci ha dato l'opportunità per una lunga escursione nel simbolismo rettile nella storia dell'umanità. Tante cose ci sarebbero ancora da dire, ma lo faremo in un prossimo posto dedicato al tema. Il cerchio vuole tenerci in guardia e a tenere alta la coscienza contro le forze occulte che voglion condurre l'umanità al baratro. Volendo tirare alcune conclusioni sul simbolo del serpente possiamo affermare che:

1) Il serpente è un simbolo presente in quasi tutte le culture umane;

2) Il serpente (o drago) fa dono all'umanità della tecnologia e della cultura accellerando il processo evolutivo naturale;

3) Il serpente (o drago) è sempre al comando: è Re, Imperatore (presidente?)

4) Il dono del serpente non è gratuito: egli divora l'uomo... cosa vuole in cambio?

5) Il potere del serpente è ancora in atto... basta saper avere occhi per vedere!

Fonte: 



domenica 14 ottobre 2012

Cosa sappiamo del nostro Sole?


Da quanti anni studiamo la nostra stella in modo realmente approfondito? 30, 50 anni???

Forse una civiltà antica tecnologicamente avanzata, osservando il comportamento della nostra stella per secoli, se non millenni, fu in grado di definire con una certa accuratezza le tempistiche in cui si compongono cicli solari di lungo periodo...

Trasmesso questo sapere alle prime civiltà umane durante il periodo storico della "Rinascita", nacquero i culti solari e i miti legati alla nostra stella da cui il tentativo religioso di "nutrirlo" coi sacrifici, deviazione di conoscenze ben più scientifiche e certo meno cruente.

Ecco perchè i Maya prestavano tanta attenzione ad esso. E non erano i soli, anzi tra gli antichi era questa la norma.

Il 2013 l’anno del sole. Cosa succede alla nostra stella?

Il 2013 sarà l’anno del Sole. O, quantomeno, l’anno in cui l’attività solare raggiungerà il suo picco. Dopo la quiete degli ultimi anni, la stella al centro della nostro sistema si è svegliata e l’anno prossimo arriveranno le tempeste solari più intense degli ultimi tempi. Nei giorni scorsi, il Solar Dynamic Observatory della NASA ha registrato il più intenso brillamento solare degli ultimi quattro anni, da dicembre 2006.


Il “solar flare” proviene da una macchia solare che non esisteva fino a pochi giorni fa e attualmente ricopre una superficie più grande di Giove. Il brillamento ha prodotto un intenso fascio di raggi ultravioletti in direzione della Terra e una grande esplosione nella corona.

Eruzioni così violente possono rilasciare nello spazio miliardi di particelle alla volta. Nelle prossime ore questo sciame che sta viaggiando verso di noi investirà la Terra. Con quali conseguenze? C’è da temere per la salute? Rischiamo black-out? Secondo Alessandro Bemporad, fisico solare dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Torino, questo brillamento è il primo di una serie di eruzioni a cui assisteremo prossimamente. Segna il risveglio del Sole, l’entrata cioè in una nuova fase di attività, dopo il periodo di minimo. Il picco di attività è previsto tra il 2012 e il 2013.

Un’eruzione solare si genera a causa dell’emissione di intensi campi magnetici sulla fotosfera, la superficie esterna del Sole, visibili come macchie solari. Questo determina improvvisi rilasci di energia e l’espulsione di particelle di plasma altamente ionizzato ad alta velocità nello spazio interplanetario. La tempesta solare è costituita da tre componenti: radiazione ultravioletta e raggi X, che raggiunge la Terra in 8 minuti; una seconda componente di particelle relativistiche, che arrivano in qualche ora; infine, una bolla di plasma di enormi dimensioni che può investire la Terra nei giorni successivi al brillamento.

Quali sono le conseguenze di una tempesta solare?

Queste particelle possono arrivare anche fino al nostro pianeta, mandando in tilt le apparecchiature elettroniche a bordo dei satelliti e, nei casi peggiori, provocare interruzioni nelle linee elettriche terrestri ad alta tensione alle latitudini più elevate. Le particelle ad alta energia, iniettate lungo le linee del campo magnetico terrestre, possono danneggiare i satelliti, fino a provocarne la caduta, disturbare i sistemi di telecomunicazione satellitare e le trasmissioni radio.


In questi giorni è possibile lamentare malfunzionamenti di cellulari e navigatori GPS. Rischio di black-out? Può capitare. Le correnti geomagnetiche, se incanalate negli elettrodotti, possono far saltare i trasformatori delle centrali elettriche. Negli anni Ottanta è successo in Quebec.

Fonte: 

Questo è solo un esempio, peraltro già noto, di cosa può provocare una intensa tempesta solare. Siamo certi di avere contemplato ogni scenario possibile?

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