martedì 4 dicembre 2012

Meglio i soldi... o una Mucca?




Come hanno reagito le leadership occidentali alla crisi iniziata col tracollo dei ‘sub-prime’ americani del 2008, poi estesasi rapidamente in mezzo mondo e che peraltro bolliva rumorosamente in pentola da molto tempo (collasso del Messico, 1996, delle ‘piccole tigri’, 1997, default dell’Argentina, 1999) ? 

Immettendo nel sistema altro denaro attraverso una serie di triangolazioni fra Fed, Fmi, banche, Bot, che altro non sono che una partita di giro.

Tradizionalmente le funzioni del denaro sono quattro:
1) Misura del valore; 
2) Intermediario nello scambio;
3) Mezzo di pagamento;
4) Deposito di ricchezza. 

Niente da dire sulle prime tre. Ma togliamoci dalla testa che il denaro sia ricchezza o che la rappresenti. Da questo punto di vista il denaro non è nulla, un puro nulla. Se ne accorsero gli spagnoli agli albori del XVII secolo quando, dopo aver rapinato agli indios d’America tutto quanto potevano d’oro e d’argento (la moneta dei tempi in Europa), si trovarono più poveri di prima. 

Nel suo Memorial del 1600 Gonzales de Collerigo scrive con icastica lucidità: “Se la Spagna è povera è perché è ricca”. E Pedro de Valencia nel 1608: “Il male è venuto dall’abbondanza di oro, argento e moneta, che è stato sempre il veleno distruttore delle città e delle Repubbliche. Si pensa che il denaro è quello che assicura la sussistenza e non è così. Le terre lavorate di generazione in generazione, le greggi, la pesca, ecco quel che garantisce la sussistenza. Ciascuno dovrebbe coltivare la sua porzione di terra e quelli che vivono oggi della rendita e del denaro sono gente inutile e oziosa che mangia quello che gli altri seminano”. 

Si dirà che sono balbettii di economisti alle prime armi, ancora culturalmente ed emotivamente legati al mondo medievale in cui il denaro, oltre ad avere scarsa circolazione, fu sempre tenuto in gran sospetto. Ma Sismondi, che è attivo due secoli dopo, quando l’economia classica, con Smith, con Ricardo, con Malthus, con Say, ha già fatto irruzione nella Storia e si è imposta come scienza, scrive: “Aumentando il numerario di un paese senza aumentarne il capitale, senza aumentarne il reddito, senza aumentarne il consumo, non lo si arricchisce, non se ne stimola il lavoro”. E per capitale Sismondi intende terra, bestiame, strumenti, lavoro, abitazioni, cioè beni materiali. 

Nel 1929 gli americani che avevano investito nella Borsa di New York si credevano ricchissimi, ma bastò che qualcuno non credesse più nel valore di quelle azioni (che, in quanto credito, sono denaro a tutti gli effetti), trascinando a valanga gli altri, perché quella ricchezza si rivelasse per ciò che era: carta straccia. 

Il valore di una mucca invece, per quanto possa variare, non può essere ridotto a zero, ci ricaverò sempre del latte o, alla mala parata, ne farò bistecche. 

Dell’inconsistenza del denaro si era già reso conto Aristotele che nella Politica scrive: “La moneta... è una semplice convenzione legale senza alcun fondamento in natura, perché cambiato l’accordo fra quelli che se ne servono, non ha più valore alcuno e non è più utile per nessuna delle necessità della vita e un uomo ricco di denaro può mancare del cibo necessario. Strana davvero sarebbe una ricchezza che pur se posseduta in abbondanza lascia morire di fame, come il mito tramanda di quel famoso Mida”. 

Acqua su Mercurio


I dati acquisiti dalla sonda Messenger dimostrerebbero la presenza di acqua allo stato ghiacciato nella regione polare del pianeta Mercurio. Nonostante la sua vicinanza al Sole e le temperature superficiali proibitive la presenza di acqua lascia presupporre la possibilità che il prezioso elemento, base per la vita organica, sia diffuso nel Sistema Solare molto di più di quanto non si pensasse finora.

E se l'acqua è alla base della vita allora la probabilità di trovare forme di vita intelligenti nell'Universo aumenta in modo molto significativo.

Siamo ancora sicuri di dover cercare così lontano?!


lunedì 3 dicembre 2012

Quando gli USA da "Enkiliti" divennero "Rettiliani"


1775: La guerra della Rivoluzione Americana ebbe inizio quando le colonie americane cercarono di staccarsi dall’Inghilterra e dalla sua oppressiva monarchia. Sebbene molte ragioni della Rivoluzione vengono citate, una in particolare risalta fra tutte come la principale…

Re Giorgio il Terzo d’Inghilterra mise fuori legge la “valuta indipendente e senza interessi”, che le colonie stavano producendo ed utilizzando al loro interno, indebitando immediatamente le colonie, che avrebbero preso denaro in prestito dalla Banca Centrale d’Inghilterra. E come Benjamin Franklin disse successivamente, “il rifiuto di Re Giorgio il Terzo di consentire che le colonie applicassero un sistema monetario onesto, che liberasse l’uomo comune dalla morsa dei manipolatori monetari, fu probabilmente la causa principale della rivoluzione“.

Nel 1783 l’America sancì la sua indipendenza dall’Inghilterra. Tuttavia la sua battaglia contro il concetto di Banca Centrale e contro la corruzione e l’avidità degli uomini associati ad essa, era appena iniziata.

Una Banca Centrale è una istituzione che produce la valuta di un’intera nazione. basandosi sui precedenti storici, due specifici poteri sono peculiari dell’attività della banca centrale: il controllo dei tassi di interesse e il controllo dell’offerta di moneta (o inflazione). Una banca centrale non solo fornisce monta all’economia di una nazione, ma la dà in prestito applicando un interesse. Dopodiché, regolando la crescita o la contrazione dell’offerta di moneta, la banca centrale regola il valore dell amoneta che viene emessa.

E’ fondamentale capire come l’intera struttura di questo sistema può produrre un’unica cosa a lungo termine: DEBITO.

Non serve molto ingegno per capire questo imbroglio. Dato che ogni singolo dollaro che la Banca Centrale produce viene prestato applicando un interesse. Questo significa che ogni singolo dollaro prodotto consiste in verità in un dollaro, più una certa percentuale di debito, incorporata da quello stesso dollaro.


E finché una Banca Centrale ha il monopolio nella produzione di moneta di un’intera nazione e presta ogni dollaro con una quota immediata di debito incorporata in quel dollaro, da dove dovrà provenire il denaro per pagare quel debito? Ancora una volta potrà venire soltanto dalla Banca Centrale.

Ciò significa che la BC deve far crescere continuamente l’offerta di moneta, per poter coprire  temporaneamente il debito creato non ancora pagato. E come risultato, dato che il nuovo denaro viene anch’esso in prestito applicando un interesse, si ottiene ancor più debito!

Il risultato finale di questo sistema, senza dubbio, è la SCHIAVITU’. Perché è impossibile per il governo e anche per la gente, uscire mai da un debito che si autorigenera.

I padri fondatori di questa Nazione erano ben consapevoli di tutto questo…

“Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose di eserciti spiegati. Se il popolo americano consentirà alle banche private di controllare l’emissione della moneta, le banche e le corporations che cresceranno attorno ad esse, priveranno la gente delle loro proprietà, fino a quando i loro figli si sveglieranno senza una casa, nel continente che i loro padri hanno conquistato.” – Thomas Jefferson, 1743/1826 -

“Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, consentite loro di continuare a creare moneta e di controllare il credito di una nazione.” – Sir Josiah Stamp 1880/1941 -

Sin dai primi del ’900, gli Stati Uniti avevano già sperimentato e rimosso alcuni sitemi bancari centrali  che furono oggetto di atti di frode da parte di avidi interessi bancari.

A quell’epoca le famiglie dominanti nel mondo bancario e degli affari erano i Rockefeller, i Morgan, i Warburg e i Rothschild. Questi, agli inizi del secolo, cercarono di fare pressione, ancora una volta, a favore di una legge che consentisse di creare nuovamente una banca centrale. Tuttavia sapevano che la gente e i governi erano stanchi di quel tipo di istituzioni ed era, quindi, necessario creare un “incidente” che colpisse l’opinione pubblica.

Fu allora che J. P. Morgan, all’epoca considerato un luminare della finanza, si servì della sua enorme influenza e fece diffondere voci incontrollate su una delle più importanti banche di New York, cioè che fosse in fallimento. Morgan sapeva che questo avrebbe portato ad un’isteria di massa, che avrebbe colpito anche altre banche, come in effetti successe. La gente, per timore di perdere i propri depositi, diede inizio immediatamente a prelievi di massa. Di conseguenza le banche furono costrette a richiedere la restituzione dei prestiti concessi, costringendo i beneficiari a vendere le proprietà che possedevano, generando così una serie di bancarotte, sequestri di beni e di ordini sociali.

Collegando fra loro le cose, Fredrik  Allen, anni dopo, nel settimanale Life scrisse: “Gli interessi di Morgan hanno avuto la meglio nel far precipitare verso il panico nel 1907, guidandolo perspicacemente proprio mentre cresceva.“

Ignari della frode del 1907, si costituì una commissione di inchiesta parlamentare, diretta dal senatore Nelson Aldrich, il quale aveva stretti legami con i cartelli bancari e che più tardi divenne membro della famiglia Rockefeller, avendo contratto matrimonio.

La commissione diretta da Aldrich raccomando la costituzione di una Banca Centrale, affinchè casi di panico come quelli del 1907 non si verificassero più.

Questa era la scintilla di cui avevano bisogno i banchieri internazionali per avviare il proprio piano…


Nel 1910 si tenne un incontro segreto in una proprietà di J. P. Morgan sulle Isole Jekyll, di fronte alle coste della Georgia. Fu in quella occasione che la legge sulla banca centrale, chiamata “Federal Reserve Act“, venne scritta.


Questa legge fu scritta da banchieri, non da legislatori…

Questo incontro era così segreto, così nascosto al governo e alla pubblica opinione, che le circa 10 personalità che vi parteciparono, si diceva dovessero rivolgersi tra loro, utilizzando solo il loro nome di battesimo. Dopo la formulazione della legge, questa venne consegnata al loro rappresentante politico, il senatore Nelson Aldrich, affinché la facesse approvare dal Congresso. E nel 1913, con un forte sostegno politico dei banchieri, Woodrow Wilson fu eletto Presidente, avendo di fatto già acconsentito all’approvazione del Federal Reserv Act, in cambio del sostegno alla sua campagna elettorale. E due giorni dopo Natale, quando la maggior parte del Governo era a casa con le proprie famiglie, il “Federal Reserve Act” venne messo ai voti e Wilson, a sua volta, promulgò la legge.

Anni dopo Woodrow Wilson scrisse con rammarico:
“Sono uno degli uomini più infelici. Io ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale è ora controllata dal suo sistema creditizio. Non siamo più un governo della libera opinione, non più il governo degli ideali e del voto della maggioranza, ma il governo dell’opinione e della coercizione di un piccolo gruppo di personaggi dominanti“. - 1919 -


“Qui è stato fondato un sistema bancario mondiale, un superstato controllato dai banchieri internazionali,  agiscono congiuntamente per rendere schiavo il mondo a proprio piacimento. La Fed ha usurpato il Governo.” - Luis McFadden -

Ora, era stato detto alla popolazione che il sistema della Federal Reserve era stabilizzatore per l’economia, che l’inflazione e le crisi economiche erano cose che appartenevano al passato. Beh, come la storia ci ha mostrato, niente è così lontano dall’essere vero.

Il fatto è che ora i banchieri internazionali possiedono un efficiente strumento per poter espandere le proprie ambizioni professionali. Per esempio fra il 1914 e il 1919, la Fed ha aumentato l’offerta di moneta di circa il 100%, determinando un’ampia apertura di credito alle banche minori. Dopodiché nel 1920, la Fed richiamò una grande percentuale dell’offerta di moneta in circolazione, con il risultato che le banche minori dovettero richiamare una grossa parte dei prestiti concessi e così come accadde nel 1907 si verificarono prelievi di massa, bancarotte e crolli.

Oltre 5400 banche competitive al di fuori del Sistema della Federal Reserv crollarono, consolidando ulteriormente il monopolio di un piccolo gruppo di banchieri internazionali. Consapevole di questo crimine il membro del Congresso Lindbergh si fece avanti e disse nel 1921:

“Sotto il Federal Reserve Act il panico viene creato scientificamente. Il panico attuale è il primo che viene creato in quetso modo, manovrato esattamente come la soluzione di un’equazione matematica.”

Tuttavia, il panico del 1920 era solo un riscaldamento. Dal 1921 al 1929 la Fed ha fatto nuovamente crescere l’offerta di moneta, determinando ancora una volta un vasto incremento dei prestiti alle famiglie e alle banche.

C’era anche un tipo del tutto nuovo di prestito chiamato “Prestito di margine” nel mercato azionario. Molto semplicemente il prestito del margine consentiva ad un investitore di versare solo il 10% del prezzo delle azioni mentre l’altro 90% veniva prestato al Broker. In altre parole, una persona poteva possedere azioni di un valore di 1000$, impiegando solo 100$. Questo metodo era molto popolare nei ruggenti anni ’20, quando tutti sembravano far soldi investendo nel mercato.


Tuttavia, c’era un inganno in questo tipo di prestito… E cioè poteva essere richiamato in qualsiasi momento e doveva essere pagato entro 24 ore. Questa clausula veniva denominata “Chiamata del Margine” e il tipico risultato della chiamata del margine era la vendita del titolo assieme al debito sottostante.

Pochi mesi prima dell’Ottobre 1929, quindi, J. D. Rockefeller, Bernhard Barak e altri insiders, uscirono silenziosamente dal mercato e il 24 Ottobre del 1929, gli investitori NewYorkesi, che avevano concesso i prestiti del margine, inziarono a richiamarli in massa. Questo diede un immediato impulso ad unavendita di massa sul mercato, obbligando tutti alla copertura dei margini dei prestiti. Dopodiché iniziarono prelievi di massa, per le stesse ragioni, determinando il crollo di più di 16.000 banche e consentendo alla cospirazione dei banchieri internazionali, non solo di comprare banche rivali a prezzi scontati, ma anche di acquisire intere corporazioni per pochi penny.

Fu la più grande rapina di tutti i tempi. Ma non finì lì!

Anzichè incrementare l’offerta di moneta per potersi riprendere da questo crollo economico, la Fed ha diminuito l’offerta di moneta, rafforzando una delle più grandi crisi economiche della storia.

Furioso ancora una volta, il membro del Congresso Luis McFadden, un oppositore di lunga data dei cartelli bancari, avviò le procedure di impeachment contro il Consiglio della Federal Reserve, affermando che il crollo e la depressione erano eventi che furono provocati in modo scientifico e aggiunse: “I banchieri internazionali cercano di far emergere una situazione di depressione, per impadronirsi di tutti noi.”

Non c’è da stupirsi che, dopo due precedenti tentativi di omicidio, McFadden venne avvelenato ad un banchetto prima di poter avviare le procedure di impeachment…


Ora, dopo aver ridotto la società in squallore, i banchieri della Federal Reserve decisero che il Sistema Aureo doveva essere rimosso. Per fare questo avevano bisogno di acquistare l’oro che rimaneva in circolazione nel sistema. Per questo nel 1933, con la pretesa di aiutare la fine della depressione, arrivò la confisca dell’oro, rubando di fatto, quel poco di benessere che era rimasto alla gente. Alla fine del 1933 il Sistema Aureo fu abolito.

Se guardate ad una banconota da 1 Dollaro precedente al 1933 si legge “pagabile in oro“. Se guardate ad una stessa banconota oggi, si dice che è “moneta a corso legale”, cioè significa che il suo valore è coperto da assolutamente niente.

E’ carta senza valore…

L’unica cosa che dà valore alla nostra moneta è quanta ce n’è in circolazione, quindi il potere di regolare l’offerta della moneta è anche il potere di regolarne il suo valore, che è anche il potere di mettere in ginocchio intere economie e società.

“Datemi il controllo dell’offerta di moneta di un’intera nazione e non mi interesserà chi scrive le sue leggi.” – Mayer Amschel Rothshild (Fondatore della dinastia di bachieri Rothshild) -

E’ importante comprendere a pieno che la Federal Reserve è una società privata. E’ “federale” come lo è la Federal Express. Decide le sue politiche e, almeno teoricamente, non è soggetta ad alcun tipo di regolamentazione da parte del Governo USA. E’ una banca privata che presta tutto il denaro al Governo applicando un interesse, del tutto simile al modello corrotto di banca centrale, dal quale il Paese cercava di sfuggire, dichiarando la propria indipendenza con la Rivoluzione Americana.

Ora, tornando indietro al 1913, il Federal Reserve Act non fu l’unica legge anticostituzionale che venne approvata dal Congresso. Introdussero anche la “tassa federale sui redditi“. Vale la pena notare come l’ignoranza dell’opinione pubblica americana, circa la Tassa Federale sui Redditi, è un testamento di quanto, in effetti, sia limitato il livello culturale e la memoria storica del Popolo americano.

Prima di tutto la Tassa Federale sul Reddito è del tutto anticostituzionale, in quanto è un’imposta diretta non proporzionale. Tutte le imposte dirette devono essere proporzionali per avere fondamenti di costituzionalità… Secondo, il numero di Stati necessario per ratificare l’emendamento che ha consentito l’introduzione dell’imposta sul Reddito, non è mai stato raggiunto. Terzo: attualmente circa il 35% del reddito medio dei lavoratori, viene loro sottratto attraverso questa imposta. Ciò significa che lavorate 3 mesi all’anno per saldare questa obbligazione fiscale! E immaginate dove va a finire quel denaro… Serve a pagare gli interessi emessi dalla fraudolenta Federal Reserve Bank, un sistema che non dovrebbe esistere affatto.

Non un centesimo finisce nelle mani di qualsiasi programma governativo. NEANCHE UN CENTESIMO!
Il denaro che tu ricavi lavorando praticamente 4 mesi all’anno finisce direttamente nelle tasche dei banchieri internazionali, i quali hanno la proprietà della Federal Reserve bank. E quarto, anche con la pretesa fraudolenta del governo sulla legalità dell’imposta sul reddito, non c’è letteralmente alcuno statuto che imponga il pagamento di quest’imposta!

L’imposta sui redditi non è altro che la riduzione in schiavitù dell’intera nazione. Ora, il controllo dell’economia e la perpetua sottrazione di ricchezza è solo uno dei lati del Cubo di Rubik che i banchieri tengono nelle proprie mani. L’altro strumento pe ril controllo e il profitto è la guerra!

Sin dall’istituzione della Federal Reserve nel 1913, una serie di grandi e piccole guerre sono incominciate. Le tre che vengono più citate sono:
- Prima Guerra Mondiale
- Seconda Guerra Mondiale
- Guerra del Vietnam

PRIMA GUERRA MONDIALE:

Nel 1914 in Europa scoppiò la Prima Guerra Mondiale incentrata sul conflitto anglo-tedesco. L’opione pubblica americana non voleva avere niente a che fare con la guerra e, a sua volta, il Presidente Wilson dichiarò pubblicamente neutralità. Tuttavia, dietro le facciate, l’amministrazione Usa stava ceracndo ogni tipo di scusa per entrare in guerra. Uno dei principali consiglieri e mentore di Woodrow Wilson era il Colonnello Edward House, un uomo che aveva stretti legami con i banchieri internazionali, i quali volevano l’ingresso in guerra.

“Igrandi interessi bancari erano fortemente presenti nella guerra mondiale, considerando le ampie opportunità di fare profitti.” – William Jenning Bryan -

E’ importante comprendere come una delle cose più redditizie che possono capitare ai banchieri internazionali è la GUERRA, che costringe lo Stato a chiedere in prestito ancor più denaro dalla Banca Centrale, pagando il relativo interesse.

In documenti riguardanti una conversazione tra il Colonnello House, consigliere di Wilson, e Sir Edward Grey, il Ministro degli Esteri inglese, su come riuscire a far entrare l’America in guerra, Grey disse: “Cosa farebbero gli Americani se i Tedeschi facessero affondare una nave da crociera con passeggeri americani a bordo?”. Il Colonnello House rispose: “Credo che una vampata di indignazione colpirebbe gli Stati Uniti e questo sarebbe sufficiente di per sè, per farci entrare in guerra.”

Quindi, il 7 Maggio del 1915, essenzialmente sulla base di un suggerimento di Sir Edward Grey, una nave chiamata Lusitania venne deliberatamente portata sulle acque territoriali tedesche, dove era noto che si trovavano navi militari tedesche. E come prospettato, i sottomarini tedeschi colpirono con dei siluri la nave da crociera americana, facendo esplodere un carico di munizioni situato a bordo. Affondò in 18 minuti e furono rimaste uccise 1200 persone.

Per capire meglio la dinamica di questo piano, l’Ambasciata Tedesca aveva fatto pubblicare un annuncio sul New York Times, mettendo in guardia coloro che si stavano imbarcando sulla Lusitania, i quali lo avrebbero fatto a loro rischio e pericolo, in quanto una nave proveniente dall’America e diretta in Inghilterra e che attraversasse zone di guerra, avrebbe rischiato di esser distrutta. Il risultato della distruzione della nave da crociera fu un’ondata di rabbia del popolo americano e l’America entrò in guerra poco dopo. La Prima Guerra Mondiale causò la morte di 323.000 Americani.

J.D. Rockefeller guadagno 200 milioni di dollari da questa guerra…

Ricordiamo che la Prima Guerra Mondiale costò agli Stati Uniti oltre 30 miliardi di dollari, molti dei quali furono presi in prestito dalla Federal Reserve Bank, che applicava un interesse, aumentando ulteriormente i profitti dei banchieri internazionali.

SECONDA GUERRA MONDIALE:


Il 7 Dicembre del 1941 il Giappone attaccò la flotta Americana a Pearl Harbor, scatenando di fatto l’ingresso americano in guerra. Il Presidente Franklin D. Roosvelt dichiarò che il giorno di quell’attacco sarà vissuto come il giorno dell’infamia. Il giorno dell’infamia in effetti, ma non a causa degli “attacchi a sopresa” contro Pearl Harbor. Dopo 60 anni di informazioni venute a galla, è chiaro non solo che gli attacchi alla flotta Americana erano noti settimane prima, ma anche che furono del tutto voluti e provocati.

Roosvelt la cui famiglia era proprietaria di banche a NewYork sin dal 18° secolo e il cui zio Fredrik era uno dei membri del primo Consiglio dell Fed, era molto ben disposto verso gli interessi dei banchieri e l’interesse era quello di entrare in guerra. E come abbiamo visto, per le banche internazionali non c’è nulla di più redditizio che la guerra.

In una annotazione ufficiale del Segretario di Guerra di Roosvelt, Hanry Stimson, del 25 Novembre 1941, egli documentò una conversazione intercorsa con Rooslvelt:

“Il problema era come avremmo potuto manovrarli, affinchè fossero loro a far partire i primi attacchi. Si voleva essere sicuri che fossero i Giapponesi a farlo per primi… affinché non rimanesse alcun dubbio su chi erano gli aggressori.”

Nei mesi precedenti dell’attacco a Pearl Harbor, Roosvelt dece praticamente tutto ciò che era in suo potere, per fare infuriare i Giapponesi, mostrando un atteggiamento di aggressione. E infatti bloccò tutte le importazioni di petrolio americano del Giappone; congelò tutti gli investimenti giapponesi negli Stati Uniti; rese pubblici i finanziamenti alla Cina nazionalista e fornì aiuti militari ai britannici, entrambi nemici del Giappone in guerra. E questo, oltretutto, costituisce una completa violazione delle regole internazionali in caso di guerra. E il 4 Dicembre, tre giorni prima dell’attacco, i servizi segreti australiani informarono dollaRoosvelt di truppe giapponesi in movimento verso Pearl Harbor. Roosvelt gli ignorò. Quindi, come fu sperato e consentito, il 7 Dicembre del 1941 il Giappone attaccò la flotta americana, uccidendo 2400 militari.

Prima di Pearl Harbor, l’83% del pubblico americano non voleva avere niente a che fare con la guerra. Dopo Pearl Harbor ci furono 1 milione di volontari per entrare in combattimento. Ed è importante notare, come la potenza militare della Germania Nazista fosse ampiamente supportata da due organizzazioni una delle quali era la IG Farben. Questa produceva l’84% degli esplosivi della Germania, insieme allo Zyckon B, usato per uccidere milioni di persone nei campi di concentramento. Uno dei partner sottaciuti della IG Farben era la Standard Oil Company di J. D. Rockefeller in America. Infatti, l’aviazione tedesca non poteva operare senza un additivo speciale del tipo prodotto dalla Standard Oil di Rockefeller.

I massicci bombardamenti su Londra, per esempio, furono possibili solo grazie alla vendita di 20 milioni di dollari di carburante alla IG Farben della compagnia petrolifera di Rockefeller stesso. Questo è uno solo, fra i vari casi, in cui l’America ha finanziato entrambi i fronti della Seconda Guerra Mondiale.

Un’altra organizzazione criminosa che vale la pena citare è la Union Banking Corporation di New York City. Non solo ha finanziato l’ascesa al potere di Hitler, oltre a rifornirlo di materiali in tempo di guerra, ma era anche la banca che riciclava il denaro sporco dei nazisti e che venne in effetti denunciata per avere milioni di dollari nazisti nei suoi caveaux. La Union Banking di New York City fu in effetti condannata per violazione dell’embargo. Immaginate chi era Direttore e vice Presidente  della Union Bank? Prescott Bush, il nonno dell’ex Presidente Bush. tenetevi in mente tutto ciò quando considerate le inclinazioni morali e politiche della famiglia Bush…

GUERRA DEL VIETNAM:

La dichiarazione ufficiale di guerra degli Stati Uniti al Vietnam del Nord nel1964, avvenne dopo un presunto incidente che aveva coinvolto dei caccia Usa, attaccati da un torpediniere vedetta nord-vietnamita nel Golfo di Tonkin. Questo singolo episodio fu il pretesto catalizzatore per lo spiegamento massiccio di truppe e per il totale inasprimento del conflitto.

C’è un problema, tuttavia, l’attacco contro i caccia Usa… NON E’ MAI AVVENUTO!

E’ stato un evento del tutto simulato per poter avere una giustificazione per l’ingresso della guerra. L’ex Segretario della Difesa, Robert Mcnamara, ha affermato anni dopo che l’incidente del Golfo di Tonkin fu un errore, mentre molti altri insider e ufficiali avevano già svelato pubblicamente che si trattava di una farsa inventata, una totale menzogna.

Una volta entrati in guerra, si facevano affari come sempre. Nell’Ottobre del 1966, il Presidente Lyndon Johnson, innalzò le restrizioni commerciali verso i paesi dell’area sovietica, ben consapevole che i Sovietici controllavano l’80% delle forniture militari dei nord-vietnamiti. Di conseguenza gli interessi di Rockefeller finanziarono stabilimenti nell’Unione Sovietica, che i Sovietici usarono per produrre equipaggiamento militare da inviare in Vietnam. Tuttavia, il sostegno economico di entrambi i fronti è solo un lato della medaglia. Nel 1985 le regole di ingaggio del Vietnam vennero desegretate.

Queste ultime illustravano ai soldati americani ciò che era consentito e cosa no, nel conflitto. Includeva assurdità come, ad esempio:
- I sistemi difesa antiaerea non potevano essere bombardati, se non si era certi della loro totale operatività.
- Nessun nemico poteva essere inseguito se superava i confini con il Laos o la Cambogia.

E il più rivelatore di tutti:
- Gli obbiettivi strategici più critici non potevano essere attaccati, se ciò non veniva promosso da alte cariche ufficiali.

Il Vietnam, venuto a conoscenza di tali restrizioni, potè creare un’intera strategia sulla base delle limitazioni previste per l’esercito americano. E’ per questo che si arriva alla conclusione che la guerra in Vietnam, durata così a lungo, non fu fatta per essere vinta, ma per essere sostenuta! Questa guerra per il profitto ebbe come risultato i 58.000 morti Americani e 3 milioni di Vietnamiti.


Tratto da
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/03/29/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-1/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/03/31/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-2/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/02/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-3/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/04/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-4/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/06/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-5/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/10/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-6/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/10/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-7/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/12/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-8/
http://cosmopotere.wordpress.com/2011/04/14/gli-uomini-dietro-le-quinte-parte-9/


Vedasi anche
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12779
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12206

Bep-Kororoti, il dio che venne dal cosmo

Ogni anno la tribù amazzonica Kayapo festeggia l'arrivo del misterioso Bep-Kororoti, o "colui che viene dal cosmo", venuto in visita sulla Terra tanto tempo fa.

"Il guerriero dal cosmo sembrava provare piacere nel vedere la fragilità di queste persone. Nell'intento di voler dare loro una dimostrazione del suo potere, alzò l'arma di tuono e, indicando successivamente un albero e poi una roccia, distrusse entrambi. Tutti compresero che Bep-Kororoti voleva dimostrare loro che non era venuto per fare la guerra". Antica leggenda amazzonica.

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La storia dell'umanità ci insegna che il mondo si è evoluto dalla semplicità alla complessità, da attrezzi di pietra fino alla tecnologia avanzata che abbiamo oggi a disposizione. Eppure, decine di storie provenienti dalle culture native sembrano complicare questo schema apparentemente lineare. Testimonianze architettoniche di immense strutture megalitiche e racconti di antiche divinità discese sulla Terra in antichità, fanno pensare alla visita di antichi astronauti alieni discesi sulla terra migliaia di anni fa.

E' possibile che antichi cosmonauti extraterrestri siano entrati in contatto con i nostri antenati e siano stati scambiati per dèi a causa della loro tecnologia avanzata? Per esplorare questa possibilità, bisogna comprendere il particolare fenomeno del "Culto del Cargo".

Il giorno di John Frum

Sin dal primo giorno del suo arrivo nel maggio del 1941, le cose non furono più le stesse per gli abitanti di Tanna, una delle isole più piccole dell'arcipelago Vanuatu nel Pacifico occidentale. "Il giorno di John Frum" è l'evento più importante nel culto nato in seno alle tribù che vivono sull'isola. In questo giorno sacro, numerose parate e celebrazioni vengono tenute per onorare la divinità compassionevole che aveva visitato questa gente molti anni prima.

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Molti etnologi ritengono che i nativi di Tanna abbiano sviluppato il culto attorno alla figura di un soldato americano di nome John Frum (probabilmente è la storpiatura di "John from America", John dall'America), vissuto a stretto contatto con la tribù nel corso della seconda guerra mondiale. È noto come tale culto cominciò a svilupparsi con l'arrivo di circa 300.000 soldati statunitensi nelle Nuove Ebridi, incaricati di difendere l'arcipelago da una possibile invasione giapponese. Il caso di John Frum rappresenta uno dei più noti nell'ambito di quel fenomeno conosciuto come "Culto del Cargo".

I Culti del Cargo rappresentano un singolare fenomeno etno-sociale sorti a seguito delle spedizioni americane nelle isole del pacifico durante il secondo conflitto mondiale. La distribuzione gratuita di cibo, l'applicazione della medicina occidentale tra gli uomini delle tribù primitive e l'utilizzo degli aeroplani, dovette impressionare notevolmente i nativi, tanto da far credere ai nativi di avere a che fare con delle divinità, spingendoli alla creazione di veri e propri culti religiosi in onore degli dèi. Con la fine della guerra, lo scopo principale del culto è quello di invocare il ritorno degli dèi dalla pelle bianca, come John Frum o come il duca Filippo di Edimburgo, adorato dalla tribù Yaohnanen dell'arcipelago Vanuatu.

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Bep-Kororoti: l'astronauta che ha visitato l'Amazzonia

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Eppure, i culti del cargo potrebbero avere un'origine molto più remota di quelli sorti nelle isole del Pacifico. I primi ad aver sviluppato un'adorazione per un visitatore straniero potrebbero essere stati i Kayapo, una tribù della foresta amazzonica. I Kayapo celebrano ogni anno l'arrivo del misterioso Bep-Kororoti, "colui che viene dal cosmo", indossando un curioso abito di vimini che ricorda molto una tuta spaziale moderna.

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Secondo i racconti dei leader della tribù, il misterioso personaggio venne dalla catena montuosa del Pukato-Ti. Alla paura del primo incontro, pian piano la gente del villaggio cominciò a sviluppare una vera e propria adorazione verso lo straniero, motivata dalla sua bellezza, dallo splendore bianco della sua pelle e dalla sua benevolenza verso tutti. Si tramanda che questo strano visitatore fosse straordinariamente intelligente e che avesse consegnato agli antenati della tribù preziosissime conoscenze.

La leggenda racconta che un giorno Bep-Kororoti esplose in un attacco di rabbia e con urla e minacce vietò ai membri della tribù di avvicinarsi a lui. Fu allora che la tribù vide andare lo straniero verso i piedi della montagna e fuggire verso il cielo in una tremenda esplosione che scosse tutta la regione. I nativi videro scomparire Bep-Kororoti in una nuvola di fuoco. L'esplosione fu talmente intensa da distruggere un vasto territorio della giungla, fece scomparire gli animali e da quel momento, la tribù soffrì un luongo periodo di carestia e di fame.

L'etnologo Joao Americo Peret, che intervistò gli anziani della comunità aborigena nel 1952, ha affermato che la vicenda di Bep-Kororoti risale ad un passato molto lontano. I ricercatori moderni, alla luce del fenomeno del Culto di Cargo, si chiedono quale tipo di persona possa aver visitato le tribù del Mato Grosso in un periodo così remoto, vestito con una tuta spaziale e in possesso di una magia che, a dire dei Kayapo, era in grado di abbattere un animale con un semplice tocco.

Certamente, la figura di Bep-Kororoti non corrisponde alla mentalità umanitaria del soldato nordamericano che i Tanna di Vannatu continuano ad adorare. Ma il fatto più bizzarro, quando si venne a conoscenza della storia dei Kayapo, è la strana tuta spaziale che è diventata parte integrante delle cerimonie in memoria di Bep-Kororoti, poichè il culto, di epoca antichissima, è sorto quando non esistevano ancora i viaggi spaziali umani.

Inoltre, il racconto della partenza di Bep-Kororoti, "tra nuvole di fumo, di luce e rombi di tuono", richiama chiaramente alla mente il comportamento di un motore a reazione moderno. Lo spettacolo deve aver sopraffatto i sensi degli aborigeni. Secondo i racconti, il meccanismo di propulsione era comandato da ciò che i nativi credevano essere dei "rami" e la nave sembrava essere un "albero". La leggenda racconta che il visitatore tornò a sedersi in questo albero speciale e toccando i rami, avvenne una grande esplosione e l'albero scomparve in aria. E' un azzardo pensare che si trattasse di un razzo spaziale?

domenica 2 dicembre 2012

Il punto di arrivo del NWO



di Helga Zepp-LaRouche, Presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BüSo) – 19.11.2011

“Temo che sarà un fait accompli…. Accadrà un mattino: ci sveglieremo e l’attacco sarà stato condotto”.

Così ha dichiarato recentemente all’agenzia stampa EIR il Gen. Joseph Hoar, ex comandante in Capo del Comando Centrale statunitense, a proposito del pericolo di un attacco militare contro l’Iran. Pochi giorni dopo Nikolai Makarov, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe, ha ammonito che la Russia potrebbe essere trascinata in un conflitto nucleare regionale, che potrebbe degenerare in una guerra nucleare su vasta scala. Inoltre alcuni ufficiali dell’esercito americano hanno messo in guardia dalle “conseguenze incalcolabili” che avrebbe un attacco all’Iran, così come l’hanno fatto numerosi specialisti del Medio Oriente che temono la terza guerra mondiale.

Quando una minaccia è così terribile, così inimmaginabile da superare la normale comprensione umana, la psiche umana tende a rimuovere tale realtà, per autodifesa. E l’idea che si arrivi ad una terza guerra mondiale in cui vengono utilizzate armi di distruzione di massa fa certamente paura. Con la guerra contro la Libia, e ora le minacce contro Siria ed Iran, molti comprendono che si prospetta qualcosa di terribile. Sperimentano un effetto déja vu, avendo sentito la stessa propaganda durante i preparativi per la guerra in Iraq, e ammettono di non voler guardare o ascoltare le notizie al telegiornale, perché si tratta solo di preparativi per delle vere e proprie ostilità.

Ma è meglio per noi pensare l’impensabile, giacché soltanto se gli individui e i governi saranno capaci di immaginare, nei dettagli, le conseguenze di una guerra globale che includa l’uso di armi ABC (atomiche, battereologiche e chimiche), saremo in grado di effettuare il cambiamento di rotta per evitare il pericolo di guerra, cinque minuti prima della mezzanotte. È un fatto che esistono forze che credono che la riduzione della popolazione causata da tale guerra, fino a uno o due miliardi di persone, sia un risultato auspicabile. Ma che vita sarebbe per coloro che sopravvivono? E anche se qualcuno di noi sopravvivesse, sarebbe forse un motivo di gioia? O non dovremmo maledire quel giorno e sperare di essere tra coloro che hanno perso la vita?

Lo scopo di questo appello è di risvegliare l’opinione pubblica e sollecitare coloro che hanno una posizione influente, affinché facciano tutto il possibile per evitare questa guerra. Facciamo appello ai governi affinché emulino il ministro degli Esteri danese Villy Sosndal, e dichiarino pubblicamente che il loro paese non parteciperà, in nessuna circostanza, ad una guerra contro Siria ed Iran. In secondo luogo, andrà eliminata l’intera dinamica che porta al pericolo di guerra, ovvero il collasso del sistema finanziario transatlantico, e dell’Euro in particolare.

IL CATACLISMA ECONOMICO

“Un cataclisma finanziario minaccia le principali nazioni dell’Europa”, “Solo la Germania è sicura, tutti gli altri affonderanno”, “Il fatale effetto Domino dell’Euro” ecc., titola un quotidiano dopo l’altro, prospettando scenari da horror, e la fine vicina. L’ultimo trucco è stato il tentativo di indurre la Germania al suicidio acconsentendo che la Banca Centrale Europea (BCE) apra i boccaporti ed acquisti tutti i titoli di stato dei paesi europei insolventi, ed anche i titoli tossici di proprietà delle banche private. La BCE come presta¬tore di ultima istanza: un peccato mortale contro la stabilità monetaria, ed anche una flagrante violazione degli stessi statuti della BCE! Benvenuti all’iperinflazione stile Weimar 1923, solo che questa volta non è solo in un paese, ma in tutta la regione transatlantica!

Il cambiamento di regime è da sempre la politica non solo contro le nazioni canaglia in tutto il mondo, ma è anche l’arma usata contro qualsiasi governo europeo che si rifiuti di ridurre del 50% i livelli di vita dei propri cittadini e di ridurre la loro longevità con tagli al bilancio nell’assistenza sanitaria e nei programmi sociali. Già i governi di Irlanda, Portogallo, Grecia, Italia e ora della Spagna sono caduti vittime di questa politica. Rappresentanti eletti vengono sostituiti da tecnocrati non eletti, come Lucas Papademos in Grecia, Mario Monti in Italia, ed il nuovo capo della BCE Mario Draghi, tutti provenienti dall’infame banca d’affari Goldman Sachs, o che collaboravano strettamente con essa. Le macchinazioni della Goldman Sachs sono sotto inchiesta da parte della Procura americana e ad essa sono dedicati interi passaggi del Rapporto Angelides del Congresso USA sulle cause della crisi. Per non menzionare il fatto che i consiglieri che hanno aiutato il governo greco a falsificare il bilancio per entrare nell’Unione Europea erano anch’essi di Goldman Sachs.

La democrazia sembra non essere più di moda nell’Unione Europea, ed è stata sostituita da una palese dittatura dei banchieri. “Non abbiamo bisogno di elezioni, abbiamo bisogno di riforme” so-stiene il “Presidente” dell’Europa Herman Van Rompuy. L’ha forse eletto qualcuno?

Se continueremo su questa strada di austerità sempre più brutale nei confronti della popolazione, nel nome del pareggio del bi¬lancio e del pagamento di un debito creato dai salvataggi bancari, se cederemo la sovranità ad una “unione fiscale” o ad un governo economico europeo, o perfino ad un’unione politica europea, ci saranno rivolte popolari contro di essa.

Perché non esiste un “popolo europeo”. Ci sono semmai 27 differenti nazioni nell’Unione Europea, ciascuno con la propria lingua, cultura e storia. Cedere il potere ad una burocrazia sovrannazionale dell’UE i cui trattati, procedure e linee guida, formulate in una sorta di Esperanto UE, sono incomprensibili alle popolazioni, riporterà l’Europa di fatto ad una situazione come quella che c’era prima che Gutenberg inventasse la stampa, quando gli studiosi erano gli unici che riuscissero a deliberare in latino, e la massa della popolazione non poteva leggere nulla di scritto nella propria lingua.

Con questa Unione Europea abbiamo a che fare con un Impero ed il problema è che i politici “filo Europa” hanno interiorizzato la logica di quell’impero. È diventato chiarissimo con la guerra in Libia, quando l’ex Premier britannico Tony Blair, il Presidente francese Nicolas Sarkozy ed altri si sono dimenticati che era passato poco tempo da quando avevano consentito a Gheddafi di montare la sua tenda nelle loro capitali, per poter fare con lui accordi lucrativi.

E che lezione traiamo dalla guerra della NATO contro la Libia, una guerra che, secondo il Presidente americano Barack Obama, era solo un “intervento umanitario” ma che è finita con l’eliminazione brutale di un capo di stato, senza sottoporlo a processo? Lothar Ruehl scrive in un articolo dal titolo “lezioni libiche” nel Frank¬furter Allgemeine Zeitung: “Operazioni d’aria, incluse in futuro quelle coi drone e i missili Cruise, sono i mezzi preferiti per qualsiasi intervento militare. Questa lezione vale anche per i piani della Bundeswehr (l’esercito tedesco) che dovrebbe dare la priorità a tutti i tipi di dispiegamenti d’aria con jet fighter, elicotteri e drone”. Ruehl si chiede a questo punto, a proposito degli avvenimenti in Siria ed Iran: “Non c’è più tempo. Qual è la nostra priorità per un intervento o un attacco preventivo?” una domanda a cui non dà una risposta. Questo tipo di pensiero indica un piano di attacco che ci porterà direttamente all’Apocalisse.

L’unica chance dell’umanità di impedire la catastrofe che ci minaccia, sta nel fermare lo scontro verso cui siamo diretti. Nel nostro XXI secolo, non c’è alcun conflitto che non possa essere risolto con mezzi diplomatici. La guerra non può essere un’opzione, perché si rischia lo sterminio della specie umana.

L’esperimento europeo, ovvero la creazione di un’unione mo-netaria tra nazioni completamente diverse che non rappresentano sicuramente una “area valutaria ottimale” e non saranno in grado di rappresentarla nel futuro prevedibile, si è rivelato un fallimento. La cosa più onesta e responsabile da fare è ammetterlo, e trarne le dovute conclusioni.

C’è sicuramente una via d’uscita: devono essere annullati tutti i trattati UE, da Maastricht a Lisbona. Le nazioni europee dovranno riacquisire la sovranità sulla loro valuta e sulla politica economica. Dovranno essere concordati cambi fissi, per mettere fine alle speculazioni contro le valute e contro i risparmi dei cittadini.

Dovrà essere creato immediatamente un sistema bancario a due sportelli in cui le banche commerciali che servono l’interesse generale e l’economia reale godranno della protezione dello Stato, e saranno separate dalle banche d’affari. Le banche d’affari, e il settore bancario ombra, dovranno fare a meno dei soldi dei contribuenti, e i loro guadagni virtuali e speculativi dovranno essere cancellati. Un sistema creditizio dovrà finanziare l’economia reale e gli investimenti in conto capitale, secondo criteri di economia fisica, gettando così le basi per poter ripagare il debito legittimo del vecchio sistema.

Invece di andare allo scontro suicida contro Russia e Cina, un corso che può essere ideato solo da una mente imperiale e perversa, dovremo concludere accordi di cooperazione a lungo termine, da 50 a 100 anni, con queste ed altre nazioni su progetti futuri quali approvvigionamento di energia e sicurezza delle materie prime, inverdimento dei deserti, espansione dell’agricoltura per una popolazione mondiale crescente, ricerca sugli effetti del tempo galat¬tico sul nostro pianeta e ricerca spaziale, in breve, progetti che possono essere descritti come obiettivi comuni del genere umano. È in gioco l’esistenza stessa della specie umana. Di fronte a questa questione esistenziale, possiamo dimostrare, nel senso di Friedrich Schiller, che siamo esseri umani e non barbari?

http://newapocalypse.altervista.org/blog/2011/12/19/alla-vigilia-della-terza-guerra-mondiale-arriva-un-appello-internazionale/

Le "Luci di Phoenix" - Marzo 1997

L'avvistamento collettivo di Phoenix (Arizona), noto anche come "luci di Phoenix" (Phoenix lights), fu un doppio avvistamento collettivo di luci in formazione nel cielo di Phoenix che avrebbe coinvolto oltre 10.000 persone il 13 marzo 1997.



Le cosiddette Luci di  Phoenix, in Arizona, sono da sempre un 'must' per gli ufologi di tutto il mondo, e rappresentano uno dei casi più intricati, più difficili da risolvere. Anche perchè quell'avvistamento fu davvero clamoroso, e coinvolse molte persone.

A Phoenix, Arizona, il 13 marzo 1997 furono viste e  fotografate una serie di luci impressionanti nel cielo notturno del deserto, che rimasero visibili molto a lungo.  Non erano aerei, certamente, e non erano stelle, non erano nemmeno la classica 'pioggia di meteoriti', troppo regolari e fissi i movimenti di quegli stranissimi bagliori nel cielo.

Tra i testimoni quel giorni ci fu anche Fife Symington, ex governatore dell'Arizona, che proprio ieri a Phoenix e' stato uno dei moderatori di un convegno molto particolare: alcuni esperti di Ufo giudicati "credibili" se non altro per la professione che fanno (governatori, sindaci, ufficiali militari) si sono incontrati per confrontare le loro esperienze di ufologi.

"Sono stato testimone con i miei occhi di un fenomeno che non avevo mai visto in vita mia, neppure quando ero ufficiale dell'Air Force - ha dichiarato Fife Symington alla Cnn -: un oggetto a forma romboidale che navigava silenziosamente sopra Squaw Peak, la montagna di Phoenix. Aveva luci enormi. E come le vidi io, le videro in altre migliaia".

"Non siamo affatto soddisfatti delle non spiegazioni fino ad oggi fornite dall'aeronautica militare - ha aggiunto l'ex governatore nella sua intervista - per questo preferiamo confrontarci tra noi e per questo abbiamo convocato qui alcuni dei principali ufologi del mondo, per sapere cosa ne pensano, quale è la loro versione".




sabato 1 dicembre 2012

UFO Africani

Lo Zimbabwe torna agli onori della cronaca del Progetto Atlanticus… dopo i siti di Great Zimbabwe e le città di duecentomila anni fa ritrovate tra lo Zimbabwe e il Mozambico ecco testimonianze di avvistamenti UFO e di abdcutions, frutto degli studi di Cynthia Hind, ufologa del MUFON, la quale si concentra nell’analisi del fenomeno UFO presso popolazioni che della materia non sanno nulla.

RAPIMENTI UFO NEL CUORE DELL'AFRICA NERA
Gli extraterrestri atterrano nello Zimbabwe

I rapimenti UFO non sono un'esclusiva del mondo occidentale. Cynthia Hind, ufologa del MUFON Zimbabwe è autrice di numerosi studi e di libri quali "UFOs African Encounters" e "UFOs over Africa". In essi studia l'impatto del fenomeno UFO verso popolazioni che della materia non sanno nulla. Di Cynthia Hind; traduzione di Alfredo Lissoni

Ho condotto ricerche in Africa ed in Sudafrica in particolare, una terra ufologicamente vergine, ove i dischi volanti sono stati segnalati senza creare il folklore generato in America dai giornali. In Sudafrica non si parla quasi mai di UFO, non esistono pubblicazioni locali e i pochi libri in lingua inglese che arrivano dall'estero ben difficilmente trattano la materia. Personaggi come Budd Hopkins o Whitley Strieber (celebri esperti di rapimenti UFO) in Africa sono dei perfetti sconosciuti.

E questo perché la popolazione di colore, che vive in condizioni di estrema miseria, ha ben altro a cui pensare. In più, in Africa solo i ricchi hanno la televisione, e l'ascolto è limitatissimo (nello Zimbabwe, ad esempio, a soli 8 milioni di persone). E la scelta dei programmi cade molto spesso sul Mavengwevengwe (musica locale) o sul Makadoka (situation comedies); di rado su Star Trek e Visitors. L'ascolto è limitato alle città e non alle aree rurali. Le radio, poi, trasmettono musica pop e vernacolare. I programmi in lingua inglese, inclusi quelli scientifici, vengono snobbati dalla popolazione nera, che preferisce i programmi nel proprio dialetto.

Tutto ciò dimostra che una contaminazione libraria o da mass media circa gli UFO non è stata possibile. Naturalmente nelle religioni locali esistono molti spiriti; pure per l'africano, che spesso non è andato mai oltre il proprio campo o il proprio laghetto, il concetto di 'spazio esterno' è qualcosa di difficile comprensione. E la vita nello spazio? "Solo Dio può camminare sulla Luna", vi rispondono. É per questo che ritengo che lo studio del fenomeno UFO, in una terra così incontaminata, possa addurre nuove prove al fenomeno stesso.

FACOLTÀ PARANORMALI

Come altrove, anche i rapiti africani, perlopiù donne di pelle bianca, sono imbarazzati nel raccontare le proprie esperienze, spesso non associate al fenomeno UFO, e vissute come sogni lucidi. Ho rintracciato il caso di Janet di Bulawayo, Zimbabwe, che, nel 1982, sognò di trovarsi in una stanza metallica piena di tavoli con strumenti medici. Janet non riusciva ad urlare, ma sentiva che le persone nella stanza le mettevano qualcosa sulla testa, una specie di berretto. Questi esseri erano persone normali, vestite però con una tuta di color bianco lucido o argentato.

Quando si svegliò la mattina seguente, Janet notò un bozzo quanto una moneta da 5 cent sulla parte destra della sua testa. L'ho visto ma, francamente, poteva esser qualsiasi cosa. Tuttavia, l'importanza di questo caso sta nel fatto che Janet non sa nulla di persone con sonde nella testa e quando menzionai questa possibilità alla fine della nostra intervista lei non sembrava particolarmente interessata. Dopo il sogno alla donna successero molti fatti strani; ebbe particolarmente una strana avversione verso gli elettrodomestici (quando usava il phono o l'arricciacapelli l'elettricità le causava fastidio e la sua testa le doleva in corrispondenza del marchio).

Durante le classiche tempeste tropicali, con fulmini, provava disturbi ogniqualvolta c'era un lampo. Nel 1984, mentre lavorava in un ufficio londinese, seduta alla scrivania, cominciò a muoversi come in trance; in quell'istante un tubo al neon le cadde sulla scrivania, evitandola per un pelo. Sembrava quasi che la trance fosse stata indotta da 'qualcuno', all'esterno, per salvarle la vita facendola spostare all'ultimo momento. In un'altra occasione, in sala da pranzo, un bulbo al neon cadde e si frantumò sul tavolo, mancandola di poco. Più recentemente, mentre era in cucina, le capitò un incidente simile, un altro neon cadde frantumandosi a pochi centimetri da lei. Janet confessò che, prima di ogni incidente, avvertiva una sensazione che la portava a spostarsi all'ultimo momento, salvandosi così da eventuali ferite. A parte molti sogni ricorrenti con viaggi astrali Janet ricordò solo un'esperienza psichica.

Era nel giardino di casa quando vide due creature che descrisse come 'fate'. Erano piccolissime, forse di sei centimetri, vestite con una lunga gonna bianca e con ali di garza sottile. Questa testimonianza venne strappata alla donna solo con molta insistenza. Che, pure, si disse disponibile, in caso di richiesta, "ad andare con loro", con le fate. Un dato 'sociopsicologico': Janet ha avuto una vita sentimentale penosa e tuttora preferisce vivere da sola.

SOGNI ANOMALI

Un secondo testimone è Jenny di Bulawayo, una donna tormentata per venti anni da un sogno ricorrente, in cui vede un uomo vestito di bianco intenzionato a portarla via. Sebbene Jenny sia sposata, l'uomo del sogno dichiara di volere vivere con lei. Jenny ricordava di esser stata trasportata sul mare, verso una costruzione ottagonale con larghe finestre. Volava sul pelo dell'acqua... All'interno dell'oggetto un gruppo di persone vestite di blu stavano monitorando la zona. Una bella donna, umanoide, andò verso Jenny e le spiegò che 'loro' stavano sorvegliando la nostra Terra. Un giovane, al quale lei si rivolse, stava sorvegliando gli effetti di un terremoto verificatosi in Turchia.

Jenny era afflitta. Lei disse che "benché essi fossero molto gentili, c'era in atto una sorta di manipolazione, circa i nostri interessi; essi dissero che ci aiutavano con la sovrappopolazione del nostro pianeta". Il rapimento di M.B. di Masvingo, Zimbabwe, ha connotazioni alquanto vaghe. La donna parlò di esseri umanoidi dai grandi attributi fisici. In questa occasione escludo qualsiasi contaminazione da letture ufologiche o resoconti giornalistici rimarcando un aspetto interessante del racconto, l'improvviso comparire, durante la notte, di un oggetto tondo argenteo, ronzante, "come uno sciame d'api". L'oggetto apparve una seconda volta due anni dopo, allorché M.B. venne portata dentro l'astronave. La testimone disse di aver volato nell'astronave stando così vicino al suolo da poter vedere i sassi ed i solchi sul terreno.

Ad un certo punto si vide in un corridoio pieno di porte e quando realizzò che 'essi' la stavano riportando sulla Terra, fu presa dal panico. Li implorò di tenerla con loro, chiunque essi fossero. Janet di Durban, Sudafrica, stava bevendo un caffè, una notte tardi, quando vide un uomo uscire dal suo guardaroba, guardaroba che sembrava mutarsi in un lungo tunnel senza fine. L'uomo le fece un cenno, ma lei si rifiutò di seguirlo, e si fissò al letto. Ma, come in un incubo, venne afferrata da una forza invisibile e trascinata dentro il tunnel. La mattina seguente Janet scoprì di non riuscire ad alzare le braccia, ammaccate, e non fu capace di pettinarsi i capelli. Ricordava di essere stata portata in una stanza con un tavolo (clinico?), impregnata da uno strano odore.

COSTANTI NELLE ABDUCTIONS

Quella di Caroline di Chipinge, Zimbabwe, è la storia più interessante di tutte. La donna era a letto, sveglia, quando vide una palla di luce muoversi sul soffitto. Dopodiché la donna rimase paralizzata dalla luce emessa dall'oggetto e sentì che 'loro' volevano portarla via in un raggio di luce. In quel momento Caroline riuscì a vedere attraverso il soffitto della camera gli alberi ed il cielo stellato. Tentò di urlare ma nessun suono le uscì dalla gola. Quando l'oggetto se ne andò, la donna corse a chiamare la madre. In quel momento le luci se ne andarono. Queste abduzioni non possono esser confuse con i sogni, tanto la storia è chiara.

Il teste è conscio di quello che gli è successo e benché in talune occasioni i testimoni abbiano ammesso che questo sia accaduto in sogno, perché era più chiaro degli altri? I rapimenti non si verificano ogni notte, o una volta al mese. Capitano in genere una volta nella vita, al massimo due. Solo nel caso di Jenny gli incontri sono successi più frequentemente. I testimoni non parlano prontamente delle loro esperienze, e dato che in genere non ne sanno nulla, queste storie vengono alla luce molti anni dopo. E quante centinaia di casi non sono mai stati rivelati? Ci sono delle costanti nelle abductions, anche se sempre con un largo margine. So, per esempio, che i rapimenti coinvolgono soprattutto le donne, buone osservatrici, salvo qualche caso. Esse erano giovani quando avvenne il fatto, anche se non nei termini della 'sindrome dei 7 anni' di Budd Hopkins (cioè rapimenti di bambine, N.d.A.).

Ci sono altri fattori fondamentali, ma non applicabili ad ognuno, e con solo 5-6 casi non posso formulare sufficienti costanti. Così per ora aspetto e spero. Da quel che ne so, gli psicologi non hanno ancora dato una risposta completa...

http://www.alfredolissoni.net/2ir4.htm

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