domenica 9 dicembre 2012

I Nomi della Vergine

L’Encyclopædia of Religion and Ethics cita il biblista W. M. Ramsay secondo il quale nel “V sec. l’onore tributato alla Vergine Maria a Efeso era una forma [rinnovata] del vecchio culto pagano anatolico della Vergine Madre”. Un dizionario teologico (The New International Dictionary of New Testament Theology) afferma: “I concetti cattolici della ‘madre di Dio’ e della ‘regina del cielo’, pur essendo posteriori al [Nuovo Testamento], hanno radici storico-religiose molto più antiche in Oriente.
 
Nella successiva venerazione di Maria ci sono molte tracce del culto pagano della madre divina”.
 
Queste tracce sono troppo frequenti e troppo precise per essere frutto di una coincidenza. La somiglianza fra le statue della Vergine Maria con il bambino e le statue di dee pagane come Iside non può non balzare agli occhi. Le centinaia di statue e icone della Madonna Nera presenti in chiese cattoliche di tutto il mondo non possono non far ricordare la statua di Artemide. Un’enciclopedia cattolica (Théo—Nouvelle encyclopédie catholique) dice a proposito di queste madonne nere: “Sembra che siano state un mezzo per trasferire a Maria ciò che rimaneva della devozione popolare a Diana [Artemide] . . . o a Cibele”.
 
Anche le processioni in onore della Vergine Maria il giorno dell’Assunzione trovano il loro prototipo nelle processioni in onore di Cibele e di Artemide.
 
Gli stessi titoli dati a Maria ci ricordano le dee-madri pagane. Ishtar era acclamata come “Santa Vergine”, “signora” e “madre misericordiosa che ascolta le preghiere”. Iside e Astarte erano chiamate “regina del cielo”. Cibele fu definita “madre di tutti i beati”. Tutti questi titoli, con piccole varianti, sono applicati a Maria.
 
Il Concilio Vaticano II incoraggiò il culto della “beata Vergine”. Papa Giovanni Paolo II è ben noto per la sua fervente devozione a Maria. Durante i suoi lunghi viaggi non perde mai un’occasione per visitare santuari mariani, incluso quello della Madonna Nera di Czestochowa, in Polonia. Egli ha affidato il mondo intero a Maria. Non sorprende, quindi, che alla voce “dea-madre” la New Encyclopædia Britannica scriva: “Il termine è stato applicato anche a figure così diverse come le cosiddette ‘Veneri dell’età della pietra’ e la Vergine Maria”.
 
Ma la venerazione cattolica di Maria non è il solo modo in cui il culto della dea-madre è sopravvissuto sino ad oggi. Fatto curioso, sostenitrici del movimento femminista hanno pubblicato svariati libri sul culto delle dee-madri. Esse credono che le donne siano state gravemente oppresse in questo mondo dominato dall’aggressività maschilista, e che l’adorazione di una divinità femminile rifletta le aspirazioni dell’umanità a un mondo meno aggressivo. Evidentemente credono anche che oggi il mondo sarebbe migliore e più pacifico se fosse più sensibile alle tematiche femministe.
 
Tuttavia, l’adorazione della dea-madre non portò la pace nel mondo antico, e non porterà la pace nemmeno oggi. Inoltre, oggi sempre più persone, sì, milioni di persone che si uniscono ai testimoni di Geova, sono convinte che questa terra non sarà salvata da Maria, per quanto rispettino e amino Maria quale donna fedele del I secolo che ebbe il meraviglioso privilegio di partorire e allevare Gesù. Né i testimoni di Geova credono che il Movimento per la liberazione della donna, per quanto giustificate possano essere alcune delle sue rivendicazioni, sia in grado di portare pace nel mondo.
 
Perché questo avvenga essi confidano nell’Iddio che Paolo proclamò agli ateniesi e agli efesini, “l’Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso”. (Atti 17:24; 19:11, 17, 20) Questo Dio Onnipotente, il cui nome è Geova, ha promesso un glorioso nuovo mondo in cui “dimorerà la giustizia”, e possiamo riporre piena fiducia in questa sua promessa. — 2 Pietro 3:13.
 
Il culto della dea-madre è ancora vivo?
 
IL CULTO della dea-madre era ancora praticato ai giorni dei primi cristiani. L’apostolo Paolo dovette fare i conti con esso a Efeso, in Asia Minore. Anche lì come ad Atene, altra città dedicata al culto di una dea, egli aveva reso testimonianza all’“Iddio che ha fatto il mondo”, il Creatore vivente, che non è “simile all’oro o all’argento o alla pietra, simile a qualcosa di scolpito dall’arte e dall’ingegno dell’uomo”.
 
Questo era troppo per gli efesini, che nella maggioranza adoravano la dea-madre Artemide. Quelli che si guadagnavano da vivere producendo tempietti d’argento della dea fomentarono una sommossa.
 
Per circa due ore la folla gridò: “Grande è l’Artemide degli efesini!” — Atti 17:24, 29; 19:26, 34.
 
L’Artemide di Efeso
 
Anche i greci adoravano un’Artemide, ma l’Artemide adorata ad Efeso si può identificare solo vagamente con essa. L’Artemide greca era la dea, vergine, della caccia e del parto. L’Artemide di Efeso era una dea della fertilità. Il suo enorme tempio a Efeso era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. La sua statua, che si credeva fosse caduta dal cielo, la rappresentava come una personificazione della fertilità, con il petto coperto da file di mammelle ovoidali. La particolare forma delle mammelle ha suggerito varie interpretazioni: secondo alcuni esse rappresenterebbero ghirlande di uova, o anche testicoli di toro. Qualunque sia la spiegazione, il riferimento alla fertilità è chiaro.
 
È interessante notare che, secondo la New Encyclopædia Britannica, la statua originale di questa dea “era fatta di oro, ebano, argento e pietra nera”. Una famosa statua che risale al II secolo E.V. raffigura l’Artemide di Efeso con la faccia, le mani e i piedi neri.
 
L’immagine di Artemide veniva portata in processione per le strade. Il biblista R. B. Rackham scrive: “Dentro il tempio [di Artemide] si conservavano . . . le sue immagini, i suoi reliquiari e gli utensili sacri, d’oro e d’argento, che nelle grandi feste venivano portati in città e poi riportati indietro in una sontuosa processione”. (The Acts of the Apostles) Queste feste attiravano centinaia di migliaia di pellegrini da tutta l’Asia Minore. Questi compravano tempietti della dea e la acclamavano con appellativi come grande, signora, regina, vergine, “colei che ascolta e accetta le preghiere”. In un ambiente del genere, ci volle grande coraggio da parte di Paolo e dei primi cristiani per esaltare “l’Iddio che ha fatto il mondo” anziché gli dèi e le dee fatti ‘d’oro o d’argento o di pietra’.
 
Da dea-madre a “Madre di Dio”
 
Fu agli anziani della congregazione cristiana di Efeso che l’apostolo Paolo predisse un’apostasia, avvertendoli che sarebbero sorti apostati che avrebbero detto “cose storte”. (Atti 20:17, 28-30) Uno dei pericoli che incombevano continuamente a Efeso era il ritorno al culto della dea-madre. Si verificò questo?
 
Nella New Catholic Encyclopedia leggiamo: “Come meta di pellegrinaggi, Efeso era considerata il luogo di sepoltura [dell’apostolo] Giovanni. . . . Un’altra tradizione, attestata dal Concilio di Efeso (431), lega la Beata Vergine Maria a San Giovanni. La basilica in cui si tenne il Concilio fu chiamata Chiesa di Maria”. Un’altra opera cattolica (Théo—Nouvelle encyclopédie catholique) parla di una “tradizione plausibile” secondo cui Maria avrebbe accompagnato Giovanni a Efeso, e lì avrebbe trascorso il resto della sua vita. Perché è importante questo ipotetico legame tra Efeso e Maria?
 
Lasciamo che a rispondere sia la New Encyclopædia Britannica: “La venerazione della madre di Dio ricevette impulso quando la chiesa cristiana divenne chiesa dell’impero sotto Costantino, e le masse pagane affluirono nella chiesa. . . . La loro pietà e la loro coscienza religiosa si erano formate per millenni attraverso il culto della ‘grande madre’ e della ‘vergine divina’, aspetto che risaliva alle antiche religioni popolari di Babilonia e Assiria”. Quale posto poteva essere migliore di Efeso per la “cristianizzazione” del culto della dea-madre?
 
Fu quindi a Efeso, nel 431 E.V., che il cosiddetto terzo concilio ecumenico dichiarò Maria “Theotokos”, parola greca che significa “Genitrice di Dio”, “Madre di Dio”. La New Catholic Encyclopedia afferma: “L’uso di questo titolo da parte della Chiesa fu indubbiamente decisivo per lo sviluppo, nei secoli successivi, della dottrina e della devozione mariane”.
 
Oggi, tra le rovine dell’antica Efeso, si possono ancora vedere i resti della “Chiesa della Vergine Maria”. Si può anche visitare una cappella che, secondo una tradizione, era la casa in cui Maria visse e morì. Papa Paolo VI visitò questi santuari mariani di Efeso nel 1967.
 
Sì, Efeso fu il punto focale per la trasformazione del culto pagano della dea-madre, come quello che Paolo dovette affrontare nel I secolo, nella fervida devozione a Maria quale “Madre di Dio”. È principalmente attraverso la devozione a Maria che il culto della dea-madre è sopravvissuto nei paesi della cristianità.
 
Babilonia, antica e moderna
 
Quando Nimrod, pronipote di Noè, cominciò a divenire potente sulla terra e s’innalzò quale “potente cacciatore in opposizione a Geova”, il principio del suo regno fu Babele, Babilonia. Fu a Babele che gli uomini, sfidando Geova, decisero di farsi un nome celebre edificando una città con una torre religiosa. Quello fu un atto d’apostasia, un allontanamento dall’adorazione dell’Iddio di Noè, una ribellione contro la sovranità di Geova. Ma il loro programma di costruzione fallì miseramente. Geova scese e confuse la loro lingua. Non essendo più in grado di comunicare l’uno con l’altro, si divisero secondo i gruppi linguistici e furono dispersi da Babele “per tutta la superficie della terra”. (Gen. 10:8-10; 11:1-9) Si portarono appresso la loro falsa religione. Venne così all’esistenza un impero mondiale della falsa religione, la mistica “Babilonia la Grande”.
 
L’origine comune delle religioni del mondo è evidente. Quante somiglianze! Per esempio nell’antica Babilonia si praticava il culto di Semiramide e di suo figlio Nimrod, tanto simile al culto della Madonna e del Bambino praticato dalla cristianità apostata. Nel suo libro “Ancient Pagan and Modern Christian Symbolism”, Thomas Inman dice delle immagini della madre col bambino: “Sono così comuni in India come in Italia, nei templi pagani come nelle chiese cristiane. L’idea della madre e del bambino è rappresentata in ogni paese antico della cui arte sia rimasta traccia”.
 
Questo non nega l'esistenza di Gesù Cristo e di sua madre Maria nè della storicità di quanto descritto e raccontato nei Vangeli, anzi il Progetto Atlanticus riconosce importanza fondamentale delle parole del Cristo e dei suoi insegnamenti nel perseguimento degli obiettivi di "Rinascita" oggi così come fu diverse migliaia di anni fa.
 
L'articolo vuole fare invece riflettere sulle mistificazioni perpetrate dalla Chiesa (Player A?) e dal sincretismo esistente tra le figure dell'iconografia cristiana e i riti pagani antecedenti al cristianesimo.
 

 

sabato 8 dicembre 2012

Terence McKenna e la Timewave del 2012

Terence McKenna (Colorado, 16 novembre 1946 – 3 aprile 2000) è stato uno scrittore e filosofo statunitense.
 
È stata una delle personalità più significative della controcultura americana degli ultimi anni e un importante esponente della cultura psichedelica, oltre che un celeberrimo etnobotanico, che ha cercato in modo metodico e sistematico di affrontare la storia dell'evoluzione dell'umanità stimolata e mediata dall'incontro con piante sacre e psichedeliche, ricoprendo il ruolo che fu già di Timothy Leary negli anni sessanta.
 


Terence McKenna è cresciuto in una piccola e molto religiosa città del Colorado dell'ovest. Una rara malattia della vista lo costrinse ad usare lenti bifocali in tenera età. Questo fatto unito alla sua costituzione non atletica ne fecero una persona isolata, tanto che ebbe un'infanzia solitaria. Venne introdotto alla geologia grazie a suo zio e sviluppò un hobby per i fossili andando a caccia negli arroyos poco distanti dalla sua casa. Nacque così il suo profondo attaccamento artistico e scientifico per la natura.

McKenna conobbe le sostanze psichedeliche leggendo gli scritti di Aldous Huxley. La sua prima esperienza diretta con esse fu quando mangiò parecchi pacchetti di semi di morning glory prodotti commercialmente, un'esperienza che egli disse avrebbe determinato l'andamento della sua vita.

Dopo aver terminato gli studi superiori, McKenna si iscrisse alla U.C. Berkeley. Si trasferì a San Francisco nell' "Estate dell'amore" prima dell'inizio delle lezioni, e fu iniziato alla cannabis e all'LSD da Barry Melton, che alloggiava nell'appartamento di fronte al suo.

Nel 1969 Terence ricevette un B.S. (grado accademico dato per corsi che generalmente durano tre anni) in Ecologia e Conservazione dal Tussman Experimental College, una succursale del campus di Berkeley che ebbe vita breve. Trascorse gli anni successivi al diploma insegnando inglese in Giappone, viaggiando in India e nell'Asia del Sud, contrabbandando hashish e raccogliendo farfalle per conto di società di forniture biologiche.

Dopo la morte di sua madre nel 1971 Terence, suo fratello Dennis ed altre tre persone si recarono nell'Amazzonia colombiana alla ricerca di "oo-koo-hé", un derivato di una pianta contenente DMT. A La Chorrera, spinto da suo fratello, si sottopose ad un esperimento psichedelico che disse lo aveva messo in contatto con Logos: una voce istruttiva, allucinatoria che egli credeva universale per una visionaria esperienza religiosa. Le rivelazioni di questa voce lo spinsero ad esplorare la struttura di una forma primordiale di I Ching, che lo condusse alla sua Novelty Theory.

Per la maggior parte degli anni 70 McKenna mantenne un profilo basso, abitando in un'anonima casa di periferia, vivendo con i proventi dei diritti d'autore di Magic Mushroom Grower Guide, e della coltivazione e vendita dei funghi alla psilocibina. Disse di essere stato costretto a lavorare in questo modo e a parlare in pubblico dalle pesanti punizioni che la guerra alle droghe aveva comminato ai suoi colleghi. Una volta, egli stesso venne ricercato dall'Interpol per traffico di droga.

McKenna fu contemporaneo e collega di Ralph Abraham e Rupert Sheldrake, a Riane Eisler e partecipò a collaborazioni e simposi con loro. Era amico personale di Tom Robbins, e influenzò il pensiero di numerosi scienziati, scrittori, artisti, e intrattenitori.

Nei suoi ultimi anni divenne un punto fermo della controcultura. Timothy Leary una volta lo presentò come il “vero Tim Leary”. Contribuì agli album psichedelici e di “trance goa” di The Shamen, Spacetime Continuum, Alien Project, Zuvuja e Shpongle, e i suoi discorsi vennero adottati da molti altri. Nel 1993 fu speaker allo “Starwood Festival” circostanza documentata nel libro Tripping di Charles Hayes (le sue conferenze furono prodotte in audiocassetta e in CD). Fu un abile oratore ammirato dai suoi fan per la sua eloquenza. Mentre alcune sue presentazioni erano testuali ripetizioni di materiale precedente, il suo dono per i discorsi improvvisati gli consentivano di prodursi in perfette performance che spaziavano da audience a audience. Le sue risposte alle domande inattese erano sofisticate ed acute come quelle dei suoi discorsi preparati.

Oltre alle droghe psichedeliche, McKenna si occupò di realtà virtuale (che egli considerava un modo per comunicare artisticamente l'esperienza psichedelica), di tecno-paganismo, di intelligenza artificiale, di evoluzione, di extraterrestri, del culto degli antenati (o, come egli sosteneva, di contattare “i morti”), e di teoria estetica (esperienza artistica/visiva come “informazione”, di qui il senso delle allucinazioni sperimentate sotto l'influenza delle sostanze psichedeliche). Consigliava di assumere le sostanze psichedeliche in dosi da medie a estremamente forti (asserendo che coloro che avevano assunto dosi leggere di sostanze psichedeliche ne avevano mancato il pieno potenziale), preferibilmente in solitudine, in un luogo buio, privo di musica o di qualunque forma di stimolo esterno. Dal punto di vista filosofico e religioso, espresse ammirazione per Marshall McLuhan, Pierre Teilhard de Chardin, Gnostic Christianity e James Joyce (definendo Finnegan Wake la migliore rappresentazione letteraria dell'esperienza psichedelica). Rimase contrario a qualunque forma di religione organizzata o di risveglio spirituale basato su un guru. Era convinto che la DMT fosse l'apoteosi dell'esperienza psichedelica e parlò di “palloni ingioiellati che si autodribblano”, o di "macchine di folletti che si trasformano da sé” cose che si incontrano quando si è in quello stato. Sebbene egli evitasse ogni fedeltà a qualunque interpretazione singola (parte del suo rifiuto del monoteismo e della monogamia), egli era aperto all'idea che le sostanze psichedeliche fossero “viaggi trans dimensionali, letteralmente” che consentivano all'individuo di incontrarsi con quelli che potevano essere gli alieni, i fantasmi/antenati o gli spiriti della terra.

McKenna fondò il Botanical Dimensions con Kathleen Harrison (sua collega e moglie per 17 anni), una riserva etno-botanica no-profit nelle Isole Hawaii, dove visse per molti anni prima di morire. Prima di trasferirsi definitivamente alle Hawaii, McKenna trascorse il suo tempo tra le Hawaii e una città chiamata Occidental, situata nelle colline costellate di sequoie di Sonoma County California, una città unica per la sua notevole concentrazione di notabili artisti, tra cui Tom Waits e Mickey Hart.

McKenna morì nel 2000, di glioblastoma multiforme, una forma di tumore cerebrale molto aggressiva. Aveva 53 anni. Lasciò suo fratello Dennis, i figli Finn e Klea.

Il pensiero di McKenna ribalta la visione delle piante psicoattive, che non sono più viste come un'insidia sulla strada verso la civiltà moderna, ma anzi uno tra gli strumenti per salire la scala evolutiva, usato già dai nostri antenati. Per questo per McKenna la scienza della psicologia, ignorando negli ultimi cinquant'anni gli psichedelici e accontentandosi delle teorie comportamentali, faceva un cattivo servizio, potenzialmente mortale, alla dignità umana.

Per McKenna è importante utilizzare solo quei composti che non aggrediscano il cervello considerato come entità fisica e materiale, e sono da evitare composti che siano alieni al cervello perché questo può andare incontro a difficoltà nel metabolizzarli. Un modo di determinare da quanto tempo esista un rapporto tra una pianta e la razza umana consiste nell'osservare il grado di benignità dimostrato da essa nel metabolismo umano (una sostanza che dopo 48 ore dall'assunzione non permette ancora di mettere a fuoco la vista è da scartare). McKenna eleva i funghi alla psilocibina come allucinogeni primari nell'origine arcaica della coscienza, e tra tutti i composti presenti in natura sceglie la dimetiltriptamina (DMT).

È doveroso dire che tutte le teorie di McKenna sono necessariamente basate su una grande quantità di supposizioni. Inoltre le teorie di McKenna (che si autodefinì "un esploratore, non uno scienziato") non sono prese in considerazione dagli scienziati e dalla gran parte della comunità scientifica internazionale.

La DMT sembrerebbe essere la regina tra le droghe per l'espansione della coscienza. La DMT è una triptamina già presente nel cervello umano; infatti viene rilasciata da quest'ultimo nella fasi più profonde del sonno. "La DMT non è una delle nostre illusioni irrazionali. Io ritengo che le esperienze vissute in presenza di DMT sono vere. È una dimensione vicina a noi. Dobbiamo inviare esperti intrepidi, con il compito di esplorare e di riferire su quanto troveranno." Qui McKenna si accosta al pensiero di Timothy Leary e di Ralph Metzner che negli anni settanta introdussero i termini "Set and Setting". Infatti per loro questi viaggi andavano intrapresi al buio e nel silenzio e in una situazione di comodità, familiarità e sicurezza. Ti siedi, fai silenzio e presti attenzione: "ecco l'essenza di una tecnica valida". McKenna subì sempre il fascino della figura dello sciamano, per questo ed altri motivi.

Questi ed altri concetti sono tutti contenuti nei numerosi libri scritti. Fra questi forse il più significativo è Il nutrimento degli dei in cui fornisce una descrizione di più o meno tutte le sostanze psichedeliche ritrovate nel regno vegetale: psilocibina, ayahuasca, Amanita muscaria e altri funghi, segale cornuta, peyote e altre ancora; ma anche altre droghe, quali alcool, tabacco, tè, caffè, zucchero e cacao che malgrado le loro caratteristiche spesso non vengono considerate come tali.
 
Di altrettanto interesse è la collocazione della televisione che viene annoverata tra le droghe elettroniche, e viene considerata come la droga più utile alle recenti civiltà del dominio per il controllo delle masse. Inoltre McKenna propone un'altra sua teoria, secondo la quale circa 12.000 anni fa sono nate le attuali società del dominio, le cui strutture sono arrivate sino ad oggi, e questo a causa di un cambiamento climatico che ha tolto dalla dieta umana i funghi. Fino a quel momento gli uomini vivevano in società della condivisione, vista quasi come un Eden, in cui il mondo femminile aveva un'importanza cruciale, e di conseguenza se ne formava un'immagine femminile: il potere della Grande Dea. McKenna a sostegno di questa tesi porta numerose testimonianze archeologiche, e propone alcune popolazioni, come quella dell'altipiano Tassili-n-Ajjer del 12.000 a.C., nell'attuale deserto del Sahara, nell'Algeria Meridionale,come culle della società della condivisione, avendo esse come mito proprio quello della Grande Dea.

La civiltà del dominio, per McKenna, ha sempre cercato di mettere al bando le droghe giustificandosi che altrimenti si arriverebbe a un mondo in cui tutti i valori tradizionali della comunità si siano dileguati di fronte a una ricerca senza fine dell'auto-gratificazione. "Non dobbiamo escludere questa fin troppo reale possibilità, ma dobbiamo senz'altro scartare la nozione che sia possibile evitare questa visione del futuro con il sistema della caccia alle streghe, della soppressione delle ricerche e della diffusione isterica di disinformazione e di bugie. Asserire che il diritto alla ricerca della felicità non comprenda il diritto di sperimentare con le piante e con le sostanze psicoattive significa fare un discorso che nella migliore delle ipotesi è restrittivo e nella peggiore ignorante e primitivo... La questione degli psichedelici è una questione di diritti e di libertà civili."

Per McKenna la guerra contro la droga viene combattuta in modo schizofrenico dai governi che deplorano il commercio delle droghe e che sono ciononostante i principali garanti dei cartelli della droga. "L'assuefazione alle droghe pesanti aveva dato un cattivo nome al commercio della droga, e i governi che avevano impunemente per secoli commercializzato in droghe (un esempio su tutti il governo britannico, che tramite la East India Company, aveva avuto per tre secoli, fino al 1834, il monopolio sull'oppio) si trovavano improvvisamente in un nuovo clima di temperanza e di riforme sociali, e furono costretti dunque a legiferare per estromettere questo lucroso commercio dal mondo normale degli affari, portandolo allo status di attività illecita.
 
Ora i governi sarebbero stati costretti a guadagnare sui narcotici tramite sistemi di tangenti e in situazioni nelle quali venissero pagati per guardare da qualche altra parte. La nuova struttura dei prezzi diede alla torta dei narcosoldi dimensioni sufficientemente grandi da offrire un generoso margine di guadagni a tutte le parti in causa."

Secondo McKenna, quindi, i governi se volevano continuare a "chiamarsi legittimi", non potevano più partecipare apertamente al commercio mondiale di narcotici; era necessario operare dietro una facciata per conservare il rispetto della comunità internazionale. "I governi legittimi preferiscono delegare ai propri servizi segreti il compito di stringere accordi segreti con i mafiosi della droga, mentre i macchinari visibili della diplomazia appaiono terribilmente preoccupati del "problema droga" problema sempre presentato in termini tali da convincere ogni persona ragionevole della sua totale e assoluta insolubilità."

Secondo la "Novelty Theory" proposta da McKenna l'universo è caratterizzato da un atrattore teleologico che designerebbe la "fine dei giorni" che aumenta l'interconnessione, fino a raggiungere eventualmente una singolarità di infinita complessità nel 2012, a quel punto qualsiasi cosa immaginabile avverrà simultaneamente, condizione che lui definiva l'Eschaton (EN) . Questa idea venne elaborata da McKenna durante gli anni settanta mentre assumeva il fungo psilocibina e la dimetiltriptamina.

McKenna vedeva l'universo come uno sciame di onde di materia, che spiraleggiano lungo il loro gradiente di interferenza costruttiva sinergica (energeticamente più favorevole). McKenna considerava che l'universo veniva "tirato dal futuro verso uno scopo che è così inevitabile come una biglia che invariabilmente raggiungerà il fondo di una tazza quando la si rilascia vicino al bordo... finisce a riposo nello stato con minore energia, che è il fondo della tazza. Quello è precisamente il mio modello della storia umana."
 
File:Timewave 9 11 2001.png
















Nella "novelty theory" (teoria della novità), quando due onde di materia vengono connesse da un rapporto di mutua interferenza costruttiva (entanglement quantistico), loro si immaginano oppure su grokkano reciprocamente. Mc Kenna credeva che l'immaginazione fosse capace di interconnettere onde di materia istantaneamente, dichiarando che "l'immaginazione è una dimensione dell'informazione nonlocale," e che "la novità equivale a densità di connessione."
 
"Quello che sta avvenendo al nostro mondo è una "ingressione" della novità verso quello che Whitehead definiva "concrescenza", un giro che si stringe. Tutto scorre assieme. Il "lapis auto-poietico", la pietra alchemica alla fine del tempo, va in coalescenza quando tutto scorre assieme. Quando viene fatta eccezione alle leggi della fisica, l'universo scompare, e quel che rimane è un plenum strettamente collegato, la monade, capace di espressione di per sé, piuttosto che limitata a proiettare un ombra sul fisico come se fosse una sua riflessione.
 
Qui mi sono approssimato molto al classico pensiero millenarista e apocalittico nella mia visione dell'accelerazione del cambiamento. Dal modo nel quale il giramento si sta stringendo, Io posso predire che la concrescenza avverrà presto — attorno all'anno 2012. Vedrà l'ingresso della nostra specie nell'iperspazio, ma sembrerà anche essere la fine delle leggi fisiche accompagnare dal rilascio della mente dentro l'immaginazione."

McKenna raffigurava la "novità" in un programma per computer che mettendo su di grafico le onde temporali prodotte dalla sua teoria produceva per somma algebrica un onda risultante che denominava "timewave zero" oppure la "onda temporale" ("timewave"). La "Timewave zero" è una formula numerologica che secondo McKenna dovrebbe calcolare il flusso e riflusso della "novità", definita come aumento nel tempo dell'interconnessione nell'Universo, oppure la complessità organizzata. Basandosi sull'interpretazione di McKenna della sequenza "King Wen" delle tessere I Ching cinesi, il grafico sembra mostrare grandi periodi di novità corrispondenti con i maggiori cambiamenti nell'evoluzione biologica e nei cambiamenti socioculturali dell'umanità.

McKenna credeva che gli eventi di ogni tempo sono ricorsivamente correlati agli eventi di altri tempi, e scelse il bombardamento atomico di Hiroshima come la base che lo portò ad ottenere la data del 16 novembre 2012. Quando in seguito scoprì che la conclusione del 13° baktun del Calendario Maya era stato poso in correlazione con la data del 21 dicembre 2012 da studiosi occidentali, data abbastanza prossima all'appiattimento della sua curva il 16 novembre, decise che molto più probabilmente i Maya avevano la data giusta, e lui la scelse dato che poteva inquadrarsi anche nel suo sistema.
 
La teoria Time wave zero, in poche parole, ci dice che il tempo è mappabile e che la storia è ciclica e che, alla fine, il comportamento umano è anch’esso ciclico e prevedibile.

La teoria Time Wave Zero prende spunto da un grafico frattale le cui onde si ripetono ciclicamente e a seconda dei cicli temporali, si comprimono, inventato nel 1974 e completato nel 1993 (Dicono che dopo tale data non sia stato assolutamente modificato).

Il grafico è stato creato grazie alla mappatura dei cicli temporali racchiusi nell’ I- Ching cinese ed è stato elaborato da alcuni matematici oltre che da McKenna.

Il grafico mappa tutta la storia dell’uomo, ed arriva fino al 2012, quando secondo la teoria, dovrebbe accadere l’evento più importante dell’umanità, quello che dovrebbe cambiare il modo in cui misuriamo il tempo, alle 12:00 GMT del 21 Dicembre 2012. Tale data, dicono i sostenitori della teoria Time Wave Zero, è stata scoperta sin dal 1974 e quindi indipendentemente da ogni leggenda sulla fine del mondo ed affini.

In questo ciclo di ripetizione, la teoria time wave zero viene spiegata da Mckenna come uno scontro fra abitudine e novità, Habit e Novelty. Quando il grafico sale, l’abitudine cresce, nei picchi, gli eventi incontrano una ”sfida” e quando il grafico si abbassa avvengono eventi innovativi e altamente tecnologici e progressivi.

Ci sarebbero, sostengono i sostenitori della teoria, diversi cicli, uno di 67 anni, ad esempio, è cominciato il 6 Agosto del 1945 ( data che rappresenta la ripetizione della nascita dell’ universo ) ed uno di 384 giorni che è iniziato il 5 Dicembre 2011 (quando abbiamo avuto conferma della scoperta di un pianeta unico nel suo genere, molto simile alla Terra)

Ma veniamo al bello, in relazione al 2012, lasciando ogni approfondimento sulla teoria Time wave Zero alla vostra curiosità in rete: Terence Mckenna ha sempre avuto due idee precise per cosa sarebbe accaduto alla fine del grafico: il primo viaggio nel tempo o un contatto extraterrestre globale.

Terence MCkenna ha detto che l’evento finale molto probabilmente riguarda un cambiamento nel nostro modo convenzionale di misurare e concepire il tempo, e ha detto che implicherebbe l’ attivazione del primo viaggio nel tempo. Diceva che non si può viaggiare nel tempo prima del momento in cui si realizza il primissimo viaggio, e una volta fatto uno, non avremmo avuto bisogno di fare nient’ altro, perchè sarebbe stato come sbloccare ” tutti i trucchi ” di un videogioco.

Queste sono le condizioni che deve avere l’ evento finale…
 • Non deve avere precedenti nella storia
 • Deve mantenere una connessione fra gli esseri umani ( non deve danneggiare le comunicazioni globali )
 • Deve essere immediatamente percepibile da tutto il mondo
 • Dovrà avere un ruolo nel modo in cui cambieremo la nostra percezione del tempo
 • Dovrà porre fine alla possibilità degli eventi di ripetersi secondo il modello convenzionale

Le teorie che sono allora venute fuori, riguardo al 21 dicembre 2012 ed alla sua connessione con la teoria Time Wave Zero di Mckenna sono:
1. Primo viaggio nel tempo accompagnato da singolarità tecnologica anticipata da questo evento
2. Singolarità tecnologica ( ma non è probabile in questa epoca )
3. Contatto globale extraterrestre
4. Incontro/ presa di contatto con un altro universo
 
 
 

Il mito di Fetonte e il Piemonte misterioso



Una vasta regione, che oggi si estende dal Piemonte alla Savoia e alla Provenza fino a raggiungere la Liguria e la Valle d'Aosta, è stata testimone di eventi straordinari che rappresentano le radici culturali di queste stesse terre e di tutto il continente europeo.

Le leggende e le tradizioni di tutta Europa parlano della caduta dal cielo, nell'area della Valle di Susa, di un oggetto di origine divina, portatore di conoscenza sulla Terra, che avrebbe dato il via ad una tradizione iniziatica ancora esistente nel nostro tempo.

Queste leggende sembrano coincidere con il mito greco dei primi Dei che, come dice Platone, si divisero il nostro mondo in precise aree e le organizzarono per poter donare la loro conoscenza alle creature di allora. Mito che sembra riecheggiare in quello aborigeno riguardante la venuta sulla Terra, in tempi antichi, dei Signori della Fiamma che diedero vita al "Dreamtime", la dimensione segreta degli Aborigeni australiani, modificando l'ambiente del pianeta per adattarlo ai bisogni degli esseri umani.
Mito che si può anche riallacciare alle leggende nordiche relative alle vicende degli Asi, gli antichi Dei del Nord, progenitori dell'umanità.

Queste leggende parlano della sconfitta, da parte degli Asi, dei giganti che dominavano la Terra ai primordi della storia. Gli Asi furono aiutati da Loki, il figlio ardente del tuono e della tempesta caduti come un colpo di martello sulla terra. Insieme a Loki gli Asi liberarono il pianeta dai ghiacci e consentirono in seguito a Odino, il loro re, di creare un mondo che risultasse adatto per l'umanità a cui egli stesso aveva dato vita e che fu posta in una sorta di Eden, protetto da una muraglia circolare fatta di pietre.

Le leggende europee, confermando la narrazione di Platone circa gli Dei che si spartirono la Terra per allevare gli uomini, raccontano che in questa vasta zona la caduta dell'oggetto diede vita ad un "recinto", un'area protetta, in cui gli esseri viventi dell'epoca poterono accedere a conoscenze profonde della scienza e dello spirito. Qui nacquero le scuole iniziatiche dei grandi saggi che diedero vita alle tradizioni che si diffusero poi in tutta Europa e che continuerebbero ancora nel nostro tempo.

L'evento riguardante la caduta dell'oggetto di natura divina è riportato nella tradizione ellenica dalla leggenda di Fetonte, figlio del re Sole, il quale, non sapendo guidare il carro celeste del padre, sarebbe precipitato al suolo. Gli uomini, rinvenuti i resti del carro celeste, avrebbero tratto da essi la conoscenza divina che conteneva.

La cima del Roc Maol, il monte Rocciamelone in Val di Susa. In epoca romana ospitava sulla sua cima un tempio dedicato a Giove

Nelle Metamorfosi di Ovidio, poeta latino di Sulmona vissuto intorno al 30 a.C., il testo cita l'avventura di Fetonte, figlio del dio Sole, che salì sul carro del padre per provare a guidarlo pur essendone incapace, e finì per perdere il controllo del mezzo celeste. Così si avvicinò troppo alla Terra che cominciò ad incendiarsi. Zeus, il sommo dio dell'Olimpo, accortosi di ciò che stava accadendo, per salvare la Terra dalla distruzione provocata dal calore emanato dal carro solare lanciò un fulmine sul figlio. Fetonte fu così sbalzato dal carro celeste e cadde sulla Terra precipitando nel fiume Eridano, l'antico nome del Po.

La tradizione druidica vuole che il carro di Fetonte non sia caduto, ma disceso con tutta la sua potenza divina in un luogo che si trovava all'incontro di due grandi fiumi, nella zona dove oggi si uniscono la Dora e il Po. Una zona identificabile nell'area che comprende l'attuale città di Torino e parte della Valle di Susa.

Fa eco al mito di Fetonte quello medievale relativo alla discesa del Graal. Il mito narra in termini di allegoria antropomorfa la vicenda di una creatura semidivina che in tempi molto antichi precipitò dal cielo finendo per cadere sulla Terra. Nella caduta, lo smeraldo che adornava la sua fronte si staccò precipitando al suolo. La leggenda narra che altre creature semidivine lo raccolsero modellandolo in forma di coppa e lo consegnarono ad Adamo nell'Eden, al fine che lo custodisse e se ne avvantaggiasse.
Quando Adamo dovette abbandonare l'Eden, portò la coppa con sé. Attraverso la sua discendenza, la coppa del Graal giunse nelle mani di Osiride, dio tutelare dell'Egitto. 

Quando Osiride fu ucciso a sua volta per mano di Set e il suo corpo venne da questi smembrato e disperso per tutta la Terra, la coppa andò perduta. Così gli uomini persero la loro preziosa fonte di conoscenza e caddero nelle barbarie.

Molti secoli più tardi, nella città di Camelot in Armorica, re Artù, aiutato dal druido Merlino, radunò dodici cavalieri, riunendoli in cerchio attorno alla nota Tavola Rotonda, con lo scopo di ritrovare la preziosa coppa del Graal. Riportata la coppa a Camelot, re Artù cercò di utilizzarla per ricostruire un nuovo Eden, ma non tutti i Cavalieri erano capaci di sostenere la conoscenza che essa conteneva, tanto che il Graal appariva e scompariva nel centro vuoto della Tavola Rotonda.

Parco di Dreamland, a nord di Torino. Una ricostruzione del grande cerchio di pietre che secondo l’antica tradizione druidica venne fatto costruire da Fetonte a mezzo dei suoi due aiutanti di metallo dorato 

La ricerca moderna del Graal ha coinvolto organizzazioni iniziatiche di ogni genere, dai Templari sino ai gruppi esoterici più disparati.

Gli alchimisti di ogni tempo, nel segreto dei loro "athanor", i fornelli alchemici in cui trasmutavano le qualità dello spirito, cercarono di riprodurre la pietra filosofale che avrebbe consentito di accedere al segreto della "lapis exillis", la "pietra di conoscenza caduta dal cielo".

Platone, il filosofo ateniese del 400 a.C., in merito alla leggenda di Fetonte, che si riallaccia a quella del Graal, sostiene che essa, come tutte le leggende, non era altro che una favola per bambini che nascondeva un vero significato, ovvero la narrazione della caduta di uno dei tanti oggetti che navigano attorno alla Terra e che ogni tanto, a caso, cadono su di essa provocando morti e distruzioni.
In effetti, se si osservano le foto satellitari eseguite sul nord Europa, si può scorgere sul suolo piemontese l'impronta livellata dal tempo di un antico impatto avvenuto presumibilmente milioni di anni fa. In un'epoca in cui probabilmente vivevano ancora i dinosauri, prima della loro inspiegabile scomparsa.

Ma come valutare questo dato? Secondo la scienza a quel tempo non doveva ancora esistere la specie umana. Come ha fatto a sopravvivere il ricordo dell'accaduto? Chi ha perpetuato la narrazione di quello straordinario evento? Esistevano forse altre forme di vita intelligente che poi trasmisero le loro conoscenze alla successiva umanità?

C'è anche da chiedersi per quale motivo, se si fosse trattato solo della caduta di un asteroide, l'antica tradizione abbia attribuito a quell'oggetto un significato riferito a una fonte di conoscenza. Non va dimenticato che la parola GRAAL, secondo gli alchimisti medievali, è in realtà l'acronimo di "Gnosis Recepita Ab Antiqua Luce", ovvero "conoscenza ricevuta da una luce antica".
Forse la narrazione di Ovidio non rispondeva alla realtà dei fatti accaduti milioni di anni prima.

Dall’Egitto alla ricerca del Graal

La tradizione dei salotti esoterici di Torino ritiene che il monumento del 1879, dedicato ufficialmente all’opera del Traforo del Frejus, sia attribuibile in realtà al mito di Fetonte, figura dominante nella cultura celtica del Piemonte. Un monumento che riprende tutti i simboli della saga dell’umanità come viene citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia: la forma piramidale, l’angelo alato che giunge dal cielo e i giganti prostrati sui fianchi del monumento

E' indubbio che questa zona dell'Europa fu teatro di un evento di portata significativa per l’umanità di quei tempi ed esercitò soprattutto un richiamo di interesse mistico per molte culture di tutti i tempi e di ogni luogo del continente europeo.

Non si deve dimenticare che proprio nella Valle di Susa, in Piemonte, subito dopo il diluvio ricordato in tutte le tradizioni del pianeta, e presumibilmente dopo la scomparsa della grande civiltà del bacino fertile del Mar Nero, venne edificata la misteriosa città ciclopica di Rama.

Le antiche cronache della Valle di Susa riportano l'esistenza, in epoche remote, di una città ciclopica chiamata Rama. La città, dalle descrizioni, potrebbe assomigliare alle fortezze megalitiche peruviane e dell'Oceania. Le leggende dei secoli successivi aggiungono che questa mitica città fu uno dei luoghi dove venne conservato per un certo periodo il Graal.

Il mito della città sopravvisse ai secoli a mezzo delle tradizioni orali del druidismo locale e grazie ai ricercatori di inizio secolo che raccolsero dati di prima mano e conferme documentate della sua esistenza.

Alcuni autori dell’800 riportano ad esempio che, molti secoli dopo l’evento attribuito alla figura di Fetonte, giunse in visita in Piemonte addirittura un principe egizio fratello di Osiride. Il fatto viene riportato anche in un testo precedente e risalente al 1679, "Historia dell'Augusta Città di Torino", ad opera del conte e cavaliere Emanuele Thesauro, dedicato al Reggente del Ducato sabaudo.

La leggenda vuole che il principe egizio, di nome Eridano, fosse detentore del segreto del Graal e si trasferisse in Piemonte dall'Egitto con il suo esercito personale per cercare le tracce della discesa di Fetonte e stabilire una colonia presso l’antica città di Rama che era stata edificata intorno al luogo dell’apparizione del dio celeste. Per questo suo compito gli venne poi dato il nome di Fetonte-Eridano.

Secondo le cronache dei salotti esoterici fu proprio questo personaggio ad introdurre in zona il culto del dio Api, il toro divino dell'antico Egitto, da cui derivò il nome dato alla popolazione celtica dei Taurini e alla stessa città di Torino che sarebbe sorta in quella zona secoli dopo.

La narrazione riporta ancora che il principe egizio, dopo aver provveduto a riedificare la città di Rama, un giorno, durante una corsa forsennata su una quadriga lungo le rive del fiume Po, perse il controllo, precipitò nelle acque del fiume e morì annegato. Dopo questo fatto venne dato al fiume il nome di Eridano per ricordare la tragica morte del principe egizio.

Esiste anche una vasta costellazione celeste che ricorda il fiume e questo antico evento. La costellazione è una delle quarantotto riconosciute ed elencate da Tolomeo e ancora oggi appartiene all’iconografia stellare moderna della volta celeste. Presso gli antichi greci la costellazione di Eridano rappresentava il fiume Po, conosciuto appunto con il nome di Eridano, mentre presso gli egizi voleva simboleggiare il fiume Nilo.

Se si vuole evincere una indicazione di valore esoterico da questo particolare, si può considerare che nella sua estensione la costellazione copre un grande arco di cielo unendo l’emisfero boreale a quello australe. La sorgente del fiume viene fatta nascere dalla stella Achernar che, quattromila anni fa, per via del fenomeno della precessione degli equinozi, costituiva la “stella polare” dell’emisfero australe. La sua luce brillava sul misterioso continente dell’Antartide, considerato dagli esegeti come la sede dell’antico Eden da cui era sorta l’umanità.

Presso gli antichi cinesi la stella Achernar veniva rapportata ad un ”impetuoso e tortuoso ruscello” da cui nasceva l’immenso fiume.

I resti delle ciclopiche mura della città di Rama, sorta attorno al cromlech fatto erigere da Fetonte, attualmente esistenti in val di Susa

Il fiume-costellazione scorre nel cielo seguendo varie concatenazioni di stelle sino ad arrivare nell’emisfero boreale ai piedi della costellazione di Orione.

Il mito di Fetonte nelle leggende druidiche

Le antiche tradizioni druidiche del Piemonte interpretano la venuta del dio Fetonte in maniera diversa e con molti più particolari di quanto viene citato nelle Metamorfosi di Ovidio.

Secondo le leggende druidiche Fetonte non sarebbe caduto al suolo come vuole il mito greco, bensì sarebbe disceso dal cielo sul suo carro celeste costruito interamente in oro massiccio. E inoltre non avrebbe prodotto un terribile incendio come nel mito di Ovidio, a meno che non si intenda questo evento come un riferimento simbolico al culto del fuoco o alla diffusione di una nuova conoscenza venuta dal cielo che avrebbe coinvolto tutto il continente europeo.

Il dio sarebbe disceso con il suo carro di metallo dorato nella Valle di Susa, alle pendici del monte Roc Maol, l’attuale Rocciamelone, dove esisteva un’antica e mitica caverna sacra che si apriva sul fianco della montagna per inoltrarsi nelle sue viscere di roccia sino a raggiungere l’altro versante dell’area piemontese identificabile nelle Valli di Lanzo.

Nel luogo della sua discesa dal cielo, Fetonte avrebbe incontrato gli uomini che vivevano nei tempi antichi. Uomini che secondo la tradizione druidica erano ben diversi da quelli attuali, molto più alti, tanto da essere descritti come dei giganti con fattezze mostruose. Descritti alle volte anche come piccoli sauri e serpenti antropomorfi, ricoperti di piume variopinte e dal sangue caldo.

Secondo le leggende, il dio sceso nella Valle di Susa, dopo la sua venuta avrebbe incontrato una confraternita di uomini di quel tempo che praticava il culto del fuoco, ritenuto come una emanazione del Sole, la manifestazione della divinità che regnava sull’universo.

Fetonte aveva scelto una radura in una foresta della valle e per sacralizzarla si era fatto costruire dai suoi due assistenti di metallo dorato un grande cerchio di dodici enormi pietre erette.

La costellazione di Eridano

Qui accoglieva i membri della consorteria del fuoco per insegnare loro i segreti del Cielo e della Terra, trasformandoli per merito della sua conoscenza in creature semidivine.

Il suo insegnamento riguardava le varie scienze, dall’agricoltura alla matematica, alla scrittura, alla medicina, all’astronomia e alla tecnologia della fusione dei metalli.

Da questo memorabile evento la originaria confraternita del fuoco che operava in lavori di metallurgica si trasformò in una Scuola iniziatica. La Scuola del Fuoco iniziò il suo operato formando i primi druidi, gli Ard-Rì, che avrebbero in seguito civilizzato tutto il continente europeo. Personaggi che più tardi, nel mito medievale del Graal, sarebbero stati identificati nelle creature semidivine che avevano raccolto la gemma verde per trasformarla in una coppa di conoscenza.

Fetonte, sempre secondo la leggenda, ampliò la sua Scuola iniziatica dando vita all’Ordine monastico-guerriero dello Za-basta che prendeva nome dal pettorale che ciascuno dei suoi appartenenti indossava. Un Ordine che per certi versi preannunciava quello che molti millenni dopo sarebbe stato l’Ordine dei Cavalieri del Tempio. E così come fece l’Ordine dei Templari in una Europa imbarbarita, anche lo Za-basta si impegnò ad una immane civilizzazione di un pianeta che, dopo la fine dell’era dei grandi sauri, era tutto da ricostruire e che avrebbe portato dopo peripezie di ogni genere su tutto il pianeta all’umanità del nostro tempo.

Secondo la tradizione druidica, Fetonte avrebbe portato in dono agli uomini un albero dai poteri particolari, l'Yggdrasil, l'Albero della Vita che si estende tra i mondi, in grado di donare benessere e conoscenza a chi lo seminava e lo coltivava. Un simbolismo che porta l’Yggdrasil a fondersi con l’esperienza introspettiva e creativa della meditazione, considerata la base fondamentale della Scuola iniziatica di Fetonte.

Nelle leggende del druidismo piemontese, Fetonte viene ritenuto infatti anche come il dispensatore dell'arte dell'Alchimia dell’interiore. Alcune antiche tradizioni bretoni confermano questa interpretazione ritenendo Fetonte il primo iniziatore dell’Alchimia, la cui provenienza di origine non sarebbe l’Egitto ma avrebbe avuto i natali sul continente europeo.

Fetonte avrebbe insegnato anche la scrittura e a lui sarebbero attribuite le 22 lettere dell’alfabeto sacro usato dai druidi e conosciuto come quello delle Rune e dell’alfabeto Oghamico.

Una circostanza che porta ad accostare la figura di Fetonte a quella del dio egizio Thot, dio delle scienze e ideatore della scrittura.

Composto da 22 lettere era anche l’alfabeto del re Kadmos, uno dei Pelasgi superstiti del diluvio ricordato da Deucalione che aveva distrutto il bacino fertile dell’attuale Mar Nero. Kadmos fece conoscere alle popolazioni dell’antica Grecia l’alfabeto ancestrale dei Pelasgi per ricostruire l’Eden perduto.

http://www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/649-il-mito-di-fetonte-e-la-citta-di-rama-1.html

venerdì 7 dicembre 2012

I Future dei Sumeri


Questa notizia deve far riflettere sul livello di scienza raggiunto dai sumeri migliaia di anni fa. Anche scienza economica a quanto pare. E il fatto che i derivati siano oggi uno degli strumenti utilizzati dalle banche per tenere in scacco il sistema economico del mondo occidentale aggiunge ulteriori elementi di analisi degni di essere approfonditi.

Nell'avventurosa storia dell'economia la partita doppia, pietra angolare della moderna contabilità, e cioè la geniale idea di scrivere da una parte le entrate e da un'altra le uscite, viene alla fine del Quattrocento a fra' Luca Pacioli. 

L'iniziativa di trasferire capitali con semplici lettere di credito invece che con trasbordo di forzieri la prendono all'epoca delle Crociate i Templari, che pagano la loro inventiva e la loro capacità finanziaria a prezzo della vita. 

Ma i derivati quando nascono? Quand'è che dalla mente umana scaturisce l'idea di inserire l'alea, il caso, la scommessa, in una transazione? 

«Guardi questa tavoletta sumera», dice Pier Luigi Ciocca, una vita nel direttorio di Banca d'Italia, accademico dei Lincei e professore universitario, allungando la foto in bianco e nero di una di quelle lame di terracotta incise tre millenni prima di Cristo di scrittura cuneiforme. Sulla tavoletta c'è scritto che un sumero vende ad un altro sumero un terreno, e stabilisce il prezzo (in argento, il particolare come vedremo non è irrilevante) vincolando poi alla bontà del raccolto un ulteriore guadagno, o in alternativa una perdita. La tavoletta è insomma un contratto, in cui i due sumeri scommettono su una plusvalenza che potrà (o non potrà) accadere in futuro: un prodromo dei future.


Di tavolette sumere di questo tipo ne esistono decine di migliaia, provenienti dai 500 siti scavati sinora, e che sono solo una piccola parte dei diecimila da riportare alla luce. E in esse i future, il nocciolo della finanza «creativa», cosiddetta derivata, che per invenzioni successive e scivolando lungo i millenni arrivano sino ai credit swap e ai subprime di recente e nefasta fama, sono menzionati molteplici volte. 

Le tavolette sumere, da quando nell'Ottocento è stata decifrata la scrittura cuneiforme, sono in gran parte proprio questo: transazioni commerciali, le prime risalgono alla città di Uruk intorno al 3200 avanti Cristo (dunque oltre 5 millenni orsono) in un'economia che gli specialisti chiamano «accentrata» e cioè gestita centralmente, in questo caso dagli apparati del Tempio, da sacerdoti. 

Ogni transazione, compravendita, spedizione di merci (che venivano assicurate), commissione agli artigiani, nonché prestito, garanzia e pegno, credito e debito, con relativi tassi d'interesse (usura compresa), ad opera non solo di singoli ma anche di associazioni e società, veniva scritta su un pezzo d'argilla cotta al sole, e solo in rari casi cotta al forno e archiviata in casse. 

In qualche caso, per mantenere la riservatezza spesso erano inserite in vere e proprie buste di argilla fresca. Si sono conservate bene anche perché «cotte» nel fuoco dei numerosi incendi nelle città sumere, e poi assire, e poi babilonesi. Scompaiono, le tavolette, solo nel primo secolo dopo Cristo, quando cambia la tecnologia della scrittura, e arrivano i papiri degli egizi, le pergamene romane, le tavole di cera. 

Ma se tutto nel mondo nasce con i Sumeri, come diceva lo storico Kramer, perché sono loro i primi a inventare la scrittura, la matematica e tante altre cose, se poi il primo testo di diritto, anche di diritto economico sarà, a Babilonia, il Codice di Hammurabi, proprio non si immaginava che i sumeri ci avessero regalato anche i derivati.

giovedì 6 dicembre 2012

La Madonna, Nibiru e la Fine del Mondo

Queste sono le parole che la Madonna di Anguera rivelò al veggente Pedro Regis ad Anguera (Bahia - Brasile) anni fa. Riallacciandoci ai discorsi fatti relativamente alle apparizioni di Fatima in chiave "ufologica"


quali interpretazioni dare e quali chiavi di lettura utilizzare nei confronti delle diverse dichiarazioni dell'entità riconosciuta come Madonna ad Anguera, così come in altri luoghi santi?

Ricordiamo inoltre che la Madonna appare ancora oggi così ad Anguera così come a Medjugorie... e per fortuna, visto che una delle profezie avverte che quando le apparizioni non ci saranno più allora il tempo delle tribolazioni sarà imminente.

Comprendere il messaggio della Madonna (o dell'entità che si qualifica a noi cristiani come tale) diventa allora estremamente importante per noi che con tutta probabilità viviamo nei difficili tempi descritti da essa.

In tal senso ci può aiutare il lavoro svolto dal seguente blog


che ha cercato di sintetizzare e ricostruire il tempo prossimo venturo secondo la EME di Anguera, Madonna o aliena che sia.

Scisma della chiesa
 
Giorni verranno in cui molti di quelli che fanno parte della Gerarchia si piegheranno davanti a false ideologie e abbracceranno false dottrine. La chiesa sarà scossa e ci sarà una grande divisione. Un leader religioso si solleverà contro l'autorità del Papa. Una ferità si aprirà nel cuore della Chiesa a causa del grande scisma.

Per lunghi anni gli uomini resteranno lontani dalla verità,

Guerra in Medio oriente

Arriverà il giorno in cui il leone furioso si inchinerà ai piedi del dragone. L'unione delle fiere porterà grande sofferenza ai Miei poveri figli. Un uomo arrogante farà un patto con l' Iran. Sembrerà che lui voglia pace, ma in verità sarà una spina per molte nazioni. I terroristi, guidati da colui che sembra un profeta, porteranno sofferenza e pena al nido dell' aquila (vedi sotto) e alla terra del salvatore.

Il leone furioso attaccherà la Chiesa e causerà grandi sofferenze ai Miei poveri figli. Le teste si uniranno e pianificheranno il grande attacco.I figli del leone agiranno con grande furia contro la casa di Dio. Un grave conflitto causerà grande distruzione.

Israele vivrà l'agonia di un condannato, e per questo sarà sorpresa dai terroristi.La Syria tradirà, ma alla fine berrà il suo stesso veleno. Gerusalemme e molte città vicine proveranno pesante croce. Grande sarà la devastazione. La città di Gerusalemme sarà distrutta e quando la grande tribolazione sarà passata non sarà riconoscibile, tutto ciò che rimarrà sarà un grande deserto. La terra del Salvatore deve soffrire molto, ma quando si sentirà sconfitta difenderà se stessa con armi che spanderanno il fuoco nel cielo.

Il Medio oriente tremerà con il grande olocausto atomico. La terra sarà agitata e tremerà con un grande olocausto atomico. L'Iran sarà devastata da Israele.

Attentato (False flag?) in USA

l'aquila non volerà tranquilla. Il Suo nido tremerà e ci sarà grande spavento. Armi biologiche e nucleari saranno usate dagli uomini barbuti e il terrore sarà sparso per varie nazioni. Una grande azione malvagia sta venendo preparata dagli uomimi con la grande barba. Sofferenza e dolore arriverà in vari posti allo stesso tempo.

Gli uomini con la grande barba agiranno in una grande città. Un' arma di grande distruzione sarà preparata in laboratorio.

La Russia farà un accordo dal quale arriverà qualcosa di doloroso per uomini e donne. La malattia che verrá sarà tale che coloro che saranno contaminati non riconosceranno se stessi. Coloro che sono contaminati presto non saranno abili nemmeno a pensare. Il più spaventoso evento del 15esimo secolo si si ripeterà.

Una famosa città sarà deserta. Una epidemia farà scappare molti abitanti ed il resto perirà. I cittadini di Filadelfia vivranno momenti di grandi difficoltà. Il terrore arriverà. Il veleno si diffonderà e contaminerà tanti dei miei poveri figli. 
 
Attacco a Roma

Gli uomini dalla grande barba agiranno contro i cristiani. Le pareti del palazzo saranno macchiate di sangue. I nemici apriranno le porte e gli uomini dalla grande barba agiranno con grande furia. Il palazzo sarà sorpreso da una furiosa e sanguinosa invasione dagli uomini dalla grande barba. Una grande invasione avverrà e nel palazzo si vedrà grande distruzione. La grande reliquia sorgerà e si avrà una guerra tra i religiosi. Per causa della reliquia nera degli uomini dalla grande barba, ci sarà grande sofferenza per i Miei poveri figli. Una grande esplosione accadrà in un tempio. Terroristi agiranno con grande furia. Terroristi arriveranno al vaticano. La piazza sarà piena di corpi, l'umanità vedrà le azioni malvagie degli uomini con le lunghe barbe.

Rivolte in Italia (a Roma) e in Francia
 
L'Europa sarà povera ed in ogni luogo ci sarà grande disperazione. Arriverà il giorno in cui l'Europa stenderà la mano al mondo come mendicante bisognoso di aiuto. Sfortunati sono coloro che adorano i beni materiali. Sappiate che ci sarà un grande caos nell'economia mondiale. L'europa raggiungerà il fondo del benessere.

L'Europa diverrà povera spiritualmente e materialmente. L'Europa si solleverà contro la Chiesa. Una rivolta causerà distruzione e morte in vari paesi dell'Europa. Un fatto doloroso accadrà in Francia e porterà grandi sofferenze alla Chiesa. La rivolta è frutto della disobbedienza.

una grande moltitudine marcerà e nei loro cuori ci sarà grande desiderio di vendetta. Porteranno sofferenza e dolore per gli uomini fedeli. profaneranno il Santuario e il dolore sarà grande per la Chiesa del Mio Gesù.

Bruceranno un Santuario e i miei poveri figli lamenteranno. Arriverà il giorno in cui il successore di Pietro vedrà la distruzione e molti dei suoi amici invocheranno soccorso. Proverà il peso della croce ed in fretta lascerà la sua casa. La Russia sarà una pietra per molte nazioni e Roma sarà distrutta dal fuoco
 
La terza Guerra Mondiale

Sotto una fragile promessa di pace, i più avanzati strumenti di morte stanno venendo preparati, e i miei poveri figli sono sulla via di grande sofferenza.
 
Il pericolo di una III guerra sta divenendo reale. L'umanità cammina verso l'abisso dell'autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le loro stesse mani. La maggiore e più dolorosa guerra verrà.

Inizio della guerra

Un fuoco veloce incrocerà i cieli di vari paesi d'Europa. Cadrà sopra un famoso tempio e gli uomini piangeranno e si lamenteranno. Un fuoco veloce arriverà sul palazzo, ma la roccia non si romperà. Un fuoco veloce cadrà su una grande città. L'umanità vivrà la angoscia di un condanato. Un grave conflito finirà in una grande catastrofe.

arriverà il giorno in cui l'Orso feroce si unirà al Leone divoratore. La furia degli animali cadrà sulla Chiesa e i Miei figli consacrati caricheranno pesante croce. La Russia inciamperà e l'uomo orgoglioso agirà con la forza del demonio.

Attacco Russo
 
La Russia calpesterà molte nazioni e l'umanità vivrà momenti di grande panico. L'orso feroce attaccherà e porterà sofferenza e dolore alla casa di Dio. Il seme del male ancora esiste e l'orso feroce di esso si alimenta. L'orso feroce andrà alla ricerca del suo spazio.

Tre grandi Sassi dall'est cadranno su varie nazioni, causando distruzione e morte. Il terrore si spargerà in Lituania e gli uomini subiranno grandi perdite. Una forza devastatrice attraverserà l'Europa causando distruzione e morte. La morte passerà per vari paesi d'Europa. Un esercito partirà furioso in direzione di Roma. Il feroce orso passerà su varie nazioni e arriverà a Roma. Lì lascerà il suo marchio e il sangue correrà sul suolo. In diversi luoghi chiese saranno bruciate.
 
La guerra esploderà su Roma e pochi saranno i sopravvissuti. Distruzione alla Città dei sette colli ed occuperanno il trono di Pietro. Un successore di Pietro vedrà la distruzione della sua casa . Il Trono di Pietro resterà vuoto.

L'Evento (Nibiru?)

Un corpo celeste arriva, esso é visibile anche in pieno giorno. Molti vedendolo capiscono che il segno é arrivato e prendono un atteggiamento piú spirituale. La gente vedrà qualcosa simile al sole visibile nel cielo per molte ore. Tutti gli occhi lo vedranno. Gli uomini la chiameranno secondo sole.

Un gigante arriverà e quando gli uomini annunceranno la sua prossimità, l'umanità vivrà momenti di grandi difficoltà. Da molto lontano stà venendo e gli uomini non potranno impedire la sua azione distruttrice. arriverà un gigante che renderà pazzi molti uomini. lo scontro tra due giganti nell'universo provocherà grandi danni alla terra. Fuoco cadrà dal cielo. Una immensa palla di fuoco arriverà lasciando un grande deserto.

Una palla di fuoco cadrà in Arizona
 
Il calvario dell'umanità comincerà in un venerdì. Il tempo si perderà. il sole diventerà tenebre.
Il buio verrà dalla luce immensa. Un mistero esistente nella grande luce brillante sarà svelato. La terra perderà il suo normale movimento. La terra perderà il suo equilibrio Ci sarà una disarmonia nella forza gravitazionale della terra. Dalla forza gravitazionale della terra verrà grande sofferenza e dolore. Gli uccelli saranno in collisione.

La terra si inclinerà quando si approssimerà al gigante. La terra soffrirà il dislocamento. Le placche si muoveranno e nazioni scompariranno.

Gli uomini porteranno all'interno della terra quello che sarà il motivo di distruzione di molte regioni un incendio devastatore avverrà all'interno della terra. Fuoco salirà dalle profondità della terra.
Arriverà il giorno in cui ci sarà un grande terremoto e tutta la terra sarà scossa. Regioni intere della terra spariranno. La terra si agiterà e si solleverà come le onde del mare. La cordigliera delle Ande andrà giù
 
La grande cometa verrà e causerà grande distruzione. Qualcosa di enorme cadrà e quando colpirà l'acqua

La distruzione arriverà dalle acque profonde. Una onda gigante causerà distruzione. un onda colpisce il sud america, il brasile in particolare.

Il Brasile soffrirà per l'arrivo di un' onda gigante. Dalle acque profonde che bagnano il Brazile arriverà ciò che porterà sofferenza e dolore.

Arriva presto la mareggiata luna. Arriva il crespato della grande onda. Arriva il trabocchi del diluvio di alluvioni. un doloroso avvenimento ci sarà nella terra della regina(Inghilterra) e si ripeterà nella capitale del Brasile

L'inghilterra andrá a picco. Poi Dio manderà i suoi angeli e questi condurranno gli uomini ad una nuova forma di vita

Dal cielo verrà il soccorso per voi. il cielo si aprirà e gli angeli del Signore verranno in soccorso dei Miei prescelti. I Miei fedeli non proveranno dolori fisici. Gli angeli di Dio li proteggeranno. Quelli che appartengono al demonio saranno separati da quelli che appartengono al Signore.

Il prossimo mondo

Nelle grandi tribolazioni nazioni intere scompariranno e i luoghi deserti diverranno rifugi per gli uomini. Continenti spariranno.
 
Dopo la grande e dolorosa tribolazione, il Signore restaurerà tutto e la terra sarà e piena di bellezza. gli uomini contempleranno cose che oggi non sono visibili agli occhi umani Trasformati, donne e uomini giusti abiteranno la terra.

La terra sarà un nuovo paradiso.

Non ci sarà fame. Il male non esiterà più. l'amore regnerà in tutta la terra. La morte non ci sarà. Ci sarà soltanto una gregge e un solo pastore. Nessuno sara disperso,già che regnerà soltanto il Signore.

Gli uomini contempleranno le meraviglie di Dio e non inciamperanno mai più, già che Dio stesso vi guiderà. La Chiesa tornerà ad essere come Gesù la affidò a Pietro

Ma torno a ripetere... quali interpretazioni dare e quali chiavi di lettura dobbiamo utilizzare?



L'UFO di Kofu

Due bambini di 7 anni Masato Kawano (7 anni) e Katsuhiro Yamahata (7 anni) mentre erano sulla pista pattinaggio presso l’Hinode Estate Kamimachi a Kofu, videro avvicinarsi due oggetti fluottanti con un aurea arancione luminosa. Il più grande volò via verso monte Atago, ma l’altro scese giù tra i puntelli della vigna dietro la loro tenuta.

L’oggetto emmettente un “ticchettio” e lampeggiando mentre scendeva, si fermò sul terreno del vigneto vicino, poggiando su 3 semisfere poste sotto lo sotto. Era un oggetto discoidale stimato in circa 15m di diametro e 6m di altezza. Visto da media distanza si misero a correre verso la vigna approcciandolo da vicino, attratti dal suo colore argento, le luci e delle iscrizioni sconosciute (quattro lettere illeggibili) in rilievo sulla sua superficie che ricordano ancora perfettamente, come fosse ieri.


Mentre rimanevano senza parole, il portellone laterale del disco si aprì e scese fino a terra una scala. Un umanoide alto più di 1,5 m uscì dall'oggetto e camminò verso di loro. Indossava abiti color argento e portava al suo fianco qualcosa di simile ad una pistola. La sua pelle era marrone scuro e aveva le orecchie a punta, ma la sua grande testa non aveva occhi, naso o bocca, ma solo fessure color argento ed una grata alla bocca.

Entrambi i ragazzi ricordano di aver visto un altro umanoide più piccolo all’interno dell’oggetto oltre i vetri agitare una leva di comando. Quello che era sceso toccò uno dei due testimoni sulla spalla e pronunciò delle parole “come un registratore a nastro che scorreva all'indietro”, il ragazzo paralizzato dalla paura e sotto shock fu aiutato dall’altro ragazzo che lo prese sulle spalle e scappò dalla vigna.

Corsero a casa di uno dei testimoni e informato i loro genitori, che immediatamente si affacciarono dichiarando di aver visto chiaramente una luce arancione pulsare nel vigneto, videro poi la luce pulsare forte in elevazione e sparire sotto i loro occhi. Corsi nel vigneto i genitori trovarono alcuni paletti abbattuti e la forma di terra schiacciata. Nel frattempo, Ichiro Minegishi, un allievo della scuola (8 anni) e i sui genitori riferirono di aver visto un oggetto luminoso in volo verso gli alloggi della scuola 30 minuti prima che i ragazzi videro l’UFO, in quell’istante, stavano andando in auto con genitori e amici sulla tangenziale Kofy attraverso Masutsudocho, verso la tenuta vicino la scuola. A seguito di questo episodio gli alunni hanno disegnato il presunto astronauta ed il disco spiegando ale autorità quello che era successo.

I suoi insegnanti rimasero molto scioccati dalla chiarezza dell’episodio, che ben presto le autorità scolastiche effettuarono un ispezione del luogo con misure a nastro e altri strumenti ricostruendo uno dei casi storici ed inspiegabili dell'ufologia giapponese.

http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2011/07/lufo-di-kofu-giappone-1975.html

mercoledì 5 dicembre 2012

Nibiru. Un pianeta smarrito

Secondo uno studio realizzato da David Nesvory, ricercatore del Southwest Reaserch Institute del Colorado, il sistema solare una volta aveva cinque pianeti giganti gassosi invece dei quattro che conosciamo oggi. Lo studioso è giunto a questa conclusione grazie a una simulazione al computer dell'evoluzione del sistema solare primordiale. I risultati dell'elaborazione suggeriscono che il quinto pianeta gigante è stato scagliato fuori dalla sua orbita circa 4,5 miliardi di anni fa, dopo un violento incontro con la forza gravitazionale di Giove.

Gli astronomi hanno lottato per decenni per spiegare l'attuale struttura del sistema solare. In particolare, Urano e Nettuno, secondo l'attuale modello che spiega la formazione dei sistemi planetari, non avrebbe potuto formarsi nella posizione in cui si trovano attualmente, dato che il disco di gas primordiale ai margini del sistema solare sarebbe stato troppo sottile per consentirne l'aggregazione in pianeti. Lo scenario più probabile è che i pianeti si siano formati più vicini l'uno all'altro, e solo dopo la loro formazione le interazioni gravitazionali hanno fatto assumere a ciascuno la sua posizione attorno al sole. Le orbite strette di sistemi planetari extrasolari supportano questa idea.

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La simulazione al computer ha svelato che 4,5 miliardi di anni fa, nel sistema solare primordiale, c'era un grande caos. I pianeti si erano da poco formati, ed erano sottoposti a un bombardamento continuo da parte della materia residua della nebulosa solare da cui si erano formati. Poi, uno dei pianeti sarebbe stato "espulso" dalla propria orbita a causa delle perturbazioni gravitazionali prodotte da Giove, il pianeta più massiccio del sistema solare. Questa "carambola" cosmica, avrebbe generato anche un'altra conseguenza: un avvicinamento al Sole da parte di Giove e un allontanamento di Urano e Nettuno. Il "pianeta perduto" potrebbe essere il leggendario Nibiru o Decimo Pianeta (Planet X) che i ricercatori stanno cercando da anni?

Ipotesi Nibiru

Ma insomma, questo benedetto Nibiru, esiste o no? Tra ipotesi di complotto, affermazioni e smentite da parte nella NASA sull'esistenza di un decimo pianeta nel Sistema Solare, antiche profezie sul 2012 e ignoranza generale, districarsi e capire qualcosa sull'argomento non è semplice. Ma chi o cosa è Nibiru?

Nibiru per gli antichi Sumeri era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome deriva dalla lingua accadica e significa punto di attraversamento o di transizione. Lo scrittore Zecharia Sitchin, sulla base di una propria interpretazione delle scritture sumeriche, giunge alla convinzione che Nibiru sia un diverso e sconosciuto pianeta realmente esistente. Nella sua costruzione teorica affianca al pianeta Nibiru il pianeta Tiamat. Quest'ultimo sarebbe esistito collocandosi tra Marte e Giove. Egli suppone che fosse un fiorente mondo con giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall'arrivo di un grande pianeta che attraversò il sistema solare tra i 65 milioni e i 4 miliardi di anni fa.

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L'impatto avrebbe creato il pianeta Terra, la luna e la fascia degli asteroidi. Tiamat sarebbe stato dapprima colpito da una delle 7 lune di Nibiru, spezzandosi in due. Una di queste due porzioni sarebbe poi diventata la Terra e sarebbe stata spinta nell'attuale posizione da un altro impatto con una luna di Nibiru. In seguito l'altra metà, colpita da Nibiru stesso, avrebbe dato vita alla fascia degli asteroidi. I restanti detriti dell'impatto avrebbero dato origine alle comete. Sitchin affermava che questa teoria spiegherebbe perché la geografia terrestre avrebbe la peculiarità di avere più continenti su un lato rispetto all'altro.

La nascita e l'orbita di Nibiru secondo Sitchin

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Secondo l'interpretazione data da Sitchin della cosmologia sumera, il sistema solare avrebbe un decimo pianeta, che seguendo un'orbita ellittica, rientrerebbe nel centro sistema una volta ogni 3.600 anni. Secondo Sitchin,  l'ipotetico pianeta sarebbe stato catturato dall’attrazione gravitazionale di Nettuno e deviato dal suo percorso verso l’interno, miliardi di anni fa quando il nostro sistema solare era ancora in via di formazione. Quindi, secondo lo scrittore azero, Nibiru era un pianeta vagante "catturato" dalla gravità solare.

Nibiru è detto anche il "pianeta del passaggio". Ogni 3.600, nel passaggio al suo perielio (quindi vicino al Sole e ai pianeti interni), Nibiru, a causa delle perturbazioni gravitazionali dovute alla sua massa, sarebbe all'origine dei grandi sconvolgimenti e cataclismi terrestri. Al suo passaggio sarebbero attribuiti gli spostamenti repentini dell'asse terrestre, molteplici impatti con gli asteroidi spinti fuori dalla fascia principale e un elevata attività tellurica e vulcanica sulla superficie del nostro pianeta. Secondo Sitchin, le storie raccontate dalla Bibbia, e quindi la genesi, il diluvio universale, la vicenda di Sodoma e Gomorra, ma anche alcuni racconti lasciatici dalle culture egizie e mesopotamiche, non sarebbero altro che le "cronache" degli effetti distruttivi di Nibiru.

A sostegno della teoria del decimo pianeta

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Quando nel 1930 venne individuato Plutone, in base alle anomalie di Urano, si pensò che il nuovo pianeta fosse grande e gassoso tanto da influenzare l'orbita di Urano. Si scoprì, però, che Plutone è  meno massiccio del previsto e la sua rotazione di sei giorni è tipica dei piccoli pianeti; possiede un orbita più estesa ed ellittica fuori di 17 gradi e quando raggiunge il perielio attraversa l'orbita di Nettuno e non può causare anomalie nelle orbite degli altri due pianeti a lui vicini.

Per questo iniziò la caccia al decimo pianeta, sicuramente un gigante gassoso con una massa capace di causare le anomalie accertate. Tale pianeta è stato segnalato due volte. La prima nel 1972 dall'astronomo Joseph Brady che ne calcolò addirittura l'orbita con un afelio di 150 milioni di chilometri dal sole, un orbita di 464 anni, un'eccessiva inclinazione e una massa tripla rispetto a Saturno. Ma un tale pianeta non poteva essere sfuggito alle frequenti osservazioni e quindi non esisteva, perché la sua massa avrebbe influenzato tutto il sistema e non solo due pianeti. La seconda rilevazione, più recente e affidabile, proviene dal satellite astronomico IRAS che avrebbe segnalato un oggetto nel profondo spazio. Secondo la NASA il corpo avrebbe una massa tale da poter causare irregolarità nelle orbite di Urano e Nettuno. Così scriveva il Washington Post:

"Scoperto misterioso corpo celeste. Forse grande come Giove.  Un corpo celeste forse grande come il gigantesco pianeta Giove e forse così vicino alla Terra che potrebbe far parte di questo sistema solare, è stato trovato nella direzione della costellazione di Orione, da un telescopio a infrarossi a bordo di un satellite astronomico U.S. in orbita. 

L'oggetto è così misterioso che gli astronomi non sanno se è un pianeta, una cometa gigante, una protostella vicina che non è diventata abbastanza calda da divenire una stella; oppure una galassia così giovane che si trova ancora nel processo di formazione, o una galassia avvolta dalle polveri che nessuna delle luci emesse dalla sue stelle passi attraverso la cortina.  "Tutto ciò che posso dire è che non sappiamo cos'è" - ha detto il Dr. Gerry Neugebauer capo scientifico dell'IRAS al Jet Propulsion Laboratory California e direttore dell'Osservatorio di Palomar.

La più affascinante spiegazione di questo corpo misterioso, così freddo da non emettere luce e non essere mai stato avvistato da telescopi ottici situati sulla terra o nello spazio, è che si tratta di un gigante gassoso grande come Giove e vicino alla Terra a 50 bilioni di miglia. Mentre può sembrare una grande distanza in termini terrestri, è ad un tiro di sasso in termini cosmologici; così vicino infatti che potrebbe essere il corpo celeste più vicino alla Terra oltre Plutone. Il Dr. James Houck, del dipartimento di Astrofisica dell'Università di Cornell, ha dichiarato: "Se è realmente così vicino potrebbe far parte del nostro sistema solare".

Un'altra tesi dei sostenitori dell'esistenza di Nibiru è l'identificazione di quest'ultimo con Nemesis, l'ipotetica stella nana bruna o rossa associata al Sole, ipotizzata da Richard A. Muller per spiegare una presunta regolarità delle estinzioni di massa osservata nella storia dei fossili. Muller sostenne che Nemesis, passando attraverso la nube di Oort a cadenze di alcuni milioni di anni, perturberebbe con la sua gravità le orbite degli oggetti della nube di Oort, causando l'entrata nel sistema solare di uno sciame di comete, alzando così le probabilità di una collisione che porterebbe a un'estinzione di massa. Tuttavia, Nemesi, se esistesse, avrebbe un'orbita migliaia di volte più grande di quella proposta per Nibiru, e non potrebbe mai avvicinarsi alla Terra.

Un comunicato ANSA del 12 dicembre 2002 ed un articolo della rivista britannica New Scientist ci informano dell’esistenza di un "decimo" pianeta nel nostro sistema solare. Si troverebbe oltre l’orbita di Plutone, ai confini della fascia di Kuiper, dove stazionano asteroidi e materiale interstellare. Le informazioni inviate dalle sonde spaziali suggeriscono, infatti, l’esistenza di un altro pianeta o di un corpo celeste, oltre Plutone, che influenza le orbite dei pianeti esterni. Grande come Giove o come la Terra? Passerà a 42 milioni di miglia e tutti temono la sua coda, detta del "Drago", già visibile ai telescopi, perché investirà il nostro pianeta con meteoriti e polveri. La notizia inoltre evidenzia che secondo gli astronomi il nostro sistema solare potrebbe contenere ben novecento pianeti; solo otto si troverebbero fuori della fascia di Kuiper. In pratica si teme che il suo passaggio sia causa di una catastrofe di proporzioni globali.

La spiegazione a Nibiru dalla teoria di David Nesvory

Come detto in apertura, David Nesvorny ritiene che il sistema solare in passato aveva un quinto pianeta gigantesco, che è stato poi espulso a causa delle interazioni gravitazionali. Osservando i corpi celesti della fascia di Kuiper - il gelido anello di asteroidi che circonda il sistema solare oltre Nettuno - e studiano le "impronte digitali" lasciate nei crateri da impatto della Luna, Nesvory è stato in grado di mettere insieme alcuni indizi fondamentali per ricostruire l'adolescenza del nostro sistema solare.

Il ricercatore ha dimostrato che l'instabilità dinamica, che si è verificata circa 600 milioni di anni dopo la nascita del sistema solare, ha fortemente influenzato l'orbita dei pianeti giganti e distribuito i corpi più piccoli nelle varie orbite. Alcuni di questi sarebbero andati a costituire quella che è conosciuta come Fascia di Kuiper e la nube di Oort - serbatoio di proto-pianeti che si trova oltre l'orbita di Nettuno - altri, invece, viaggiando verso l'interno, hanno lasciato il segno del loro passaggio impattando sulle Luna e sugli altri pianeti interni. La carambola descritta da Nesvorny ricorda molto la cosmogenesi descritta nei miti dei Sumeri.

Che fine ha fatto il "pianeta perduto"?

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Il "pianeta perduto" potrebbe essere ancora la fuori. Ma dove? Le ipotesi plausibili sono tre. La prima prevede che il pianeta espulso dal sistema solare abbia cominciato a fluttuare solitario nella galassia. Nel mese di maggio del 2011, un team di astronomi giapponesi annunciò di aver individuato numerosi pianeti solitari che vagano nello spazio interstellare. Questi lupi solitari potrebbero essere più comuni di quanto si pensi. Uno di essi potrebbe essere proprio l'ex gigante perduto del nostro sistema solare.

Una seconda teoria, prevede che l'ipotetico quinto pianeta potrebbe essere stato fagocitato da uno pianeti esterni. Se si ipotizza che il quinto pianeta si trovasse su un'orbita tra Marte e Giove, si può supporre che il corpo celeste, trovandosi in una posizione favorevole, sia stato attratto e inghiottito da Giove o da Saturno. "Il nostro sistema solare oggi sembra calmo e tranquillo, ma siamo consapevoli che il suo passato è stato molto violento", spiega Nesvorny.

In ultima analisi, c'è l'ipotesi che potrebbe spiegare l'origine di Nibiru (Marduk o Pianeta X) e della sua orbita fortemente ellittica. L'orbita di Nibiru avrebbe tre caratteristiche molto particolare: 1) la forte eccentricità; 2) l'inclinazione di 30 gradi rispetto al piano orbitale degli altri pianeti solari; 3) il moto retrogrado della sua orbita, cioè Nibiru si muoverebbe in senso inverso rispetto agli altri pianeti del sistema solare. L'espulsione gravitazione del quinto pianeta, sarebbe in grado di spiegare tutte e tre le caratteristiche. Nibiru sarebbe stato scagliato via dalla forza gravitazionale di Giove per poi essere catturato dalla gravità solare nell'orbita ipotizzata da Sitchin.

http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/07/18/nel-sistema-solare-esisteva-un-pianeta-in-piu-poi-espulso-un.html

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