sabato 27 aprile 2013

Ritorno a Casa?

Immagine di Marte in falsi colori - se ci fosse acqua l'area blu sarebbe un immenso oceano

Nuove mappe del sottosuolo di Marte mostrano per la prima volta la presenza di vasti canali presenti sotto la superficie del pianeta. Si ritiene che Marte sia nelle condizioni fredde e secche in cui lo vediamo oggi da almeno 2.5 miliardi di anni, ma questi canali suggeriscono che ci sono state delle grandi inondazioni anche.

Riuscire a comprendere l'origine e la grandezza di questi giovani canali presenti nell'Elysium Planitia, che è una distesa di pianure lungo l'equatore e la più giovane regione vulcanica del pianeta, è essenziale per riuscire a comprendere davvero la storia della recente attività idrologica sul pianeta e determinare così se questo tipo di inondazioni hanno indotto anche un cambiamento climatico. Le scoperte sono state fatte da un team del Goddard Space Flight Center, del JPL e del Direttorato per le Scienze Planetarie del Southwest Research Institute insieme allo Smithsonian Insitute, con a capo Gareth A. Morgan. I dati sono stati pubblicati il 7 Marzo sulla rivista Science.

Come conseguenza di un vulcanesimo esteso durato centinaia di milioni di anni, uno spesso strato di lava giovane copre buona parte della superficie dell'Elysium Planitia, nascondendo così le prove della sua recente storia geologica, inclusa la fonte e buona parte della lunghezza del sistema di canali lungo oltre 1000 km "Marte Vallis".

Marte Vallis ha una simile morfologia ad altri più antichi sistemi di canali sul pianeta rosso che si sono probabilmente formati in seguito a rilasci catastrofici di enormi quantità di acqua; tuttavia, poco si sà riguardo al sistema Marte Vallis perché si trova sepolto sotto la lava. Il team ha così usato il radar a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter per sondare il sottosuolo dell'Elysium Planitia. Così sono stati in grado di stabilire se le inondazioni hanno avuto origine dall'ormai sepolta porzione del sistema di fratture chiamato Cerberus Fossae.

"Le nostre scoperte mostrano che la portata e la scala dell'erosione era stata precedentemente sottostimata e la profondità dei canali è almeno il doppio rispetto alle precedenti approssimazioni." ha spiegato Morgan, geologo presso il Centro per gli Studi Terrestri e Planetari del Museo "National Air and Space" e autore principale della nuova ricerca. "E' possibile che le acque dell'inondazione abbiano avuto origine da un serbatoio presente nelle profondità e potrebbero essere state rilasciate da attività tettonica o vulcanica locale. Questo nuovo lavoro dimostra l'importanza dei radar orbitali per la comprensione di come l'acqua ha formato la superficie di Marte."

Formazione ed evoluzione del sistema di canali Marte Vallis nella Elisyum Planitia


Immagine radar del sottosuolo marziano. Credit: Caltech/NASA/JPL/Sapienza

SHARAD è uno strumento fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana. Le sue operazioni sono portate avanti dall'Università La Sapienza, di Roma, ed i suoi dati sono poi analizzati da un team congiunto di americani ed italiani. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA si occupa invece delle operazioni intere dell'orbiter e degli altri strumenti a bordo.

venerdì 26 aprile 2013

Rolling Stones. Profeti di Lucifero

Tra i gruppi musicali più longevi e anticonformisti dei nostri tempi si pongono certamente i Rolling Stones. Partendo dalle radici afro-americane del rock - i ritmi tribali, il blues, il jazz - hanno forgiato uno sound unico, che ha segnato un’epoca e influenzato una miriade di band.

Il periodo che caratterizza l’entrata in scena della band è quella degli anni’60 in cui Jagger e compagni si impongono come alternativa “sporca” e trasgressiva ai già discussi Beatles.

Nella luccicante “Swinging London” degli anni ’60, i Rolling Stones rappresentano l’anima nera e sotterranea della città. Quella che si nutre di baccanali assordanti nei club underground. Quella che vibra della rabbia dei bassifondi, dei sobborghi più violenti e degradati.

Le loro canzoni sono affollate di personaggi turpi e dissoluti: squilibrati, tossicomani psicopatici, prostitute, delinquenti.  Analizziamo il fenomeno Stones attraverso il discusso leader del gruppo Mick Jagger.

Jagger, il leader storico del gruppo è il dna della trasgressione Anni '60, l'impronta digitale del rock, una delle dieci facce che hanno cambiato il costume del XX secolo. "(I can't get no) Satisfaction" la scrisse con l'armonica tra le labbra a Clearwater, in Florida, dopo essersi svegliato con quel riff nella testa, "Paint It Black" e "Sympathy For the Devil" lo trasformarono nel ragazzo che le mamme amano odiare, quello che già nel '64 dopo una tumultuosa esibizione all'Ed Sullivan Show era riuscito a strappare al popolare conduttore della Cbs la poco profetica frase "gli Stones sono inglesi, selvaggi, depravati, non andranno da nessuna parte". Quando tre anni dopo i bobbies fecero irruzione in una villa del Sussex trovando Jagger e Richards alle prese coi postumi di un droga-party e Marianne Faithfull aggirarsi per la casa coperta solo da un boa di struzzo, capirono che il vecchio Ed aveva sbagliato di poco.

"Mettete sotto chiave le vostre signore, arrivano gli Stones!" ammoniva Q Magazine annunciando il tour americano dell'89. Quella solitudine della superstar che Charlie Watts ammazza schizzando su un foglio di carta le camere degli alberghi in cui dorme, Jagger la esorcizza disfacendo letti. Qualcuno calcola che siano oltre tremila le vittime della sua monogamia difettosa.

C'è Karis, avuta nel '70 dalla relazione con la cantante Marsha Hunt, e ci sono i quattro figli che gli ha dato la modella texana Jerry Hall in ventidue anni di convivenza e otto di matrimonio, c'è Lucas il bimbo che la pin-up brasiliana Luciana Gimenez Morad è riuscita a fargli riconoscere mandando in campo plotoni di avvocati, e quella che le cronache assicurano essere la sua attuale compagna, la stilista L'Wren Scott. C'è poi Jade, nata nel '71 dal primo matrimonio con Bianca Perez Morena de Macias, che lo ha reso nonno di Assisi e Amba, e non vive più nell'harem. Ma ci sono pure i fantasmi delle "fiamme", vere o presunte, che hanno riempito le cronache scandalistiche per quarant'anni. Da Marianne Faithfull, la ragazza di buona famiglia trascinata nel gorgo del suicidio, a Margareth Trudeau, moglie dell'ex premier canadese inseguita sotto le sue lenzuola con mezza Fbi alle calcagna, da Diana Ross ad Anita Pallemberg a quella Carly Simon che quando pubblicò "You're so vain", tu sei così vuoto, tutti pensarono si rivolgesse a Mick mentre in realtà parlava di Warren Beatty. E questo per tacere il nome di Carla Bruni, protagonista secondo la vox populi di una relazione così lunga (e sempre smentita) da spingere addirittura la povera Jerry Hall a sfogarsi in lacrime con la conduttrice di un talk-show.

Insomma un'esistenza da "tombeur de femmes" macchiata solo dalle confessioni di Angie Bowie, stizzita dall'averlo trovato a letto con la sua ex dolce metà David.

Particolare decisamente irrilevante per uno che ha costruito il proprio personaggio sull'ambiguità, facendosi bollare dal critico David Newton come "una specie di James Dean che fa la vamp e se la tira da gay, un androgino che salta sul palco e si mette pantaloni di pelle talmente elasticizzati da far risaltare l'inguine con effetti osceni".

Analizziamo ora l’aspetto più oscuro del gruppo, l’anima nera, se così possiamo chiamarla, degli Stone, ovvero il loro profondo legame con l’occulto. Il gruppo dei Rolling Stones - in particolare Mick Jagger, Brian Jones e Keith Richard - fu contattato da una setta satanista (Process Church) che aveva chiesto anche la collaborazione dei Beatles, e fu introdotto all'occultismo da Kenneth Anger, un sacerdote satanista, seguace ed "erede spirituale" di Crowley, e amico di Anton La Vey, l'autore della "bibbia satanica" e capo della chiesa di Satana.

Lo stesso Anger introdusse al satanismo la fidanzata di uno dei membri dei Rolling Stones; la donna divenne ossessionata dai rituali e dall'uso di droga, e fu implicata nell'apparente suicidio di un giovane diciassettenne che lavorava per Keith Richard.

Durante un concerto dei Rolling Stones tenuto ad Altamont - durante il quale, tra l'altro, furono rese disponibili grandi quantità di allucinogeni - Mick Jagger si presentò nel ruolo di Lucifero. Quando il gruppo prese a suonare, si svolse quello che sembrò un omicidio rituale; un uomo fu colpito e lasciato morire dal "servizio di sicurezza" scelto dai Rolling Stones per l'occasione e pagato con i proventi della vendita della droga: gli Hell's Angels, una gang fuorilegge di motociclisti composta da ladri, violentatori e assassini. Dozzine di persone furono picchiate e ferite, e quattro persone morirono, mentre in una sorta di estasi collettiva diversi giovani si spogliavano e si accalcavano al palco ballando in preda al delirio.

L'omicidio fu filmato interamente, da professionisti pagati dagli organizzatori del concerto, e fu diffuso con una canzone degli Stones come sottofondo musicale.

Per quanto riguarda le canzoni della discografia degli Stones di chiara impronta satanista, troviamo "Sympathy for the Devil" (letteralmente, "simpatia per il diavolo") per molto tempo ai primi posti nella classifica delle vendite musicali. Ma l'interesse degli Stones per il satanismo emerge anche dai titoli di altre loro canzoni: "Sweet Black Angel" (Dolce angelo nero), "Conversation with my Demon Brother" (Conversazione con il mio fratello demone), "Their Satanic Majesties" (Le loro maestà sataniche), "Dancing with Mr. D." (Ballando col signor D., cioè Devil, diavolo).

Libertà in Vendita


Un po' di storia per capire come siamo arrivati fin qui e chi ne è realmente responsabile, mentre la casta, con rinnovato potere, festeggia in maniera falsa e ipocrita la Festa di Liberazione, facendo finta di non sapere di avere consegnato il paese nelle mani dell'agenda mondialista. 

giovedì 25 aprile 2013

L'Armageddon di Goldman Sachs



Nei loro incontri segreti del Bilderberg, i globalisti hanno pianificato la data esatta della nostra fine economica. Potete persino scommettere che “qualsiasi giorno nero” coinciderà con una data ironica che farà ridere sommessamente i globalismi, all’inizio pianificato di un prossimo evento ” false flag” (un falso evento).

Vi ricordate quando i lacchè globalisti fecero schiantare gli aerei contro il World Trade Center l’11 settembre? I globalisti pianificarono un evento 911… il 9/11 (la data scritta in modo americano, in cui prima c’è il mese e poi il giorno, ndt) . Capito?? 3000 morti non sono niente per i globalisti.

Nessuno, se non questi psicopatici criminali, riderà quando lanceranno il loro piano per il collasso finanziario. Purtroppo né io nè voi abbiamo un posto a tavola , quindi non abbiamo informazioni da un insider, per valutare quando il collasso finanziario è in arrivo. Tuttavia ci sono delle cose su cui possiamo fare attenzione.

La tempistica è tutto

Anche se la piu’ parte di noi non ha informazioni da un insider, ci sono tuttavia dei segni rivelatori che possiamo cercare e che potrebbero servire come avvisaglia per quando il collasso accadrà. E’ piu’ accurato aspettarsi che il collasso sia incernierato su eventi piuttosto che andare a pescare una data sul calendario.

Prima di tutto (ricordo comunque che sta parlando della realtà Americana ndt) cominceremo a vedere presto piu’ controlli sulla quantità di prelievi che si possono fare con i bancomat e dai conti risparmio, in aggiunta a cio’ che è già trapelato. Aspettatevi che aumentino le frodi delle ipoteche MERS, dato che i globalisti sicuramente tenteranno di rubare il piu’ possibile prima del crollo delle economie del mondo.

L’attacco sulle nostre pensioni si intensificherà come stiamo vedendo al momento in California

La Federal Reserve continuerà a comprare proprietà indigenti stampando denaro dal nulla al tasso di 40 miliardi di dollari al mese.

Tuttavia, il miglior segno premonitore del crollo incombente coinciderà con i globalisti che mettono all’angolo la maggioranza del mercato dell’oro su questo pianeta . Dopo che i globalisti avranno preso controllo sull’oro, vedremo allora un conto alla rovescia dell’ Armageddon economica, in cui tutte le valute andranno in iperinflazione prima di collassare. Allora l’umanità sarà alla mercè di persone che non avranno senso della decenza e del rispetto per la vita.

I mercati finanziari stanno vedendo una forte discesa, artificialmente prodotta e che non ha precedenti, dei prezzi dell’oro e dell’argento.

Goldman Sachs ha appena parto i cancelli dell’inferno

I prezzi dell’argento sono grandemente scesi lunedi scorso (articolo scritto il 18 aprile 2013, giovedi) . Il panico di vendita ha dominato il Mercato, dato che gli investitori e le istituzioni finanziarie non hanno potuto scaricare abbastanza in fretta, quel che avevano in oro e argento.

Il Mercato indica chiaramente segni di manipolazione di massa da parte dei globalisti.

La miglior prova che i globalismi stanno manipolando il prezzo dell’oro, giunge dalla “Goldman Sachs che ripetutamente ha detto ai suoi clienti all’inizio di questo mese, di cominciare a fare una short COMEX nella posizione dell’oro.”

lo short è la vendita , si veda anche qui: 
http://www.deshgold.com/manipolazione-ribassista-sullargento-si-profila-il-default-del-comex/

Ricordatevi per favore che questa è la stessa Goldman Sachs che ridusse le sue azioni l’11 settembre (9/11). La stessa che ha messo opzioni put sulla Transocean la mattina in cui c’è stata l’esplosione del pozzo di petrolio nel Golfo del Messico. La stessa Goldman Sachs che è stata pescata mentre vendeva sul Mercato immobiliare, in anticipo rispetto alla bolla immobiliare poi scoppiata.

Sostanzialmente, quando Goldman Sachs inizia a vendere, qualsiasi cosa sia, dovremmo tutti inquietarci, soprattutto se avete investimenti personali da qualche parte, nei beni che sono coinvolti nella vendita.

Quando la Goldman Sachs inizia a vendere , qualsiasi cosa sia, è tempo di pigliare i vostri soldi e mettervi a correre su per la collina. Quel tempo potrebbe essere ora.

Perchè la Goldman Sachs abbasserebbe cosi tanto il prezzo dell’oro?

Se il dollaro e l’euro collassassero domani, che valuta resterebbe? La prima ed ovvia risposta sarebbe l’oro e poi l’argento. Fatevi questa domanda: se sapeste che le banconote in tutto il mondo stessero per crollare, che azione rappresenterebbe la vostra migliore opzione?

La risposta ovvia sarebbe quella di abbassare enormemente il prezzo dell’oro e dell’argento, se uno ha la possibilità di farlo, quindi comprarne il piu’ possibile. Goldman Sachs ha la capacità di farlo .

Tutto il resto… ha senso

Cosa farà la gente, quando la proverbiale … palta arriverà alla bocca e gli Americani non potranno ritirare il loro denaro dalle banche? Quando le pensioni non saranno piu’ pagate, che farà la piu’ parte della gente? In parole semplici … scenderanno nelle piazze.

Quando gli Americani cercheranno una qualche vendetta, che faranno? Potrebbe non avere importanza, perché incontreranno una DHS (Homeland Security, polizia interna) ben armata ed equipaggiata di munizioni e sostenuta da 2700 personale in carriera. Ci sarà una carneficina catastrofica nelle strade d'America e ci mancano solo delle settimane, pochi mesi, perché questo accada.

Ora.. cominciano o no, ad avere senso i false flag della sparatoria nella scuola (la Aurora Batman Shooting) di Sandy Hook e “l’attacco terroristico” alla maratona di Boston?

Tutti questi eventi sono programmati per condurre ad una confisca delle armi, perché cosi i globalismi possono continuare ad aver strada libera con la popolazione indifesa. Inoltre, questi eventi offrono buon teatro per una distrazione del pubblico americano, dal suo ladro rampante.

Nei prossimi giorni e settimane, ci saranno altre false flag, studiate per giustificare la confisca delle armi e per fornire il pretesto per la legge marziale.

Non sono Nostradamus, ma conosco l’agenda globalista e so che stanno andando verso lo sfascio e presto il gioco sara finito, se non vogliamo opporre resistenza.

Conclusione

C’è una speranza per la umanità?

Gli Americani posso preservare cio’ che è rimasto del loro futuro finanziario?

La sola opzione è “fare come l’Islanda con la Federal Reserve.” Se non ci impegnamo con volontà a far si che il governo arresti i criminali della Federal Reserve e Goldman Sachs, non abbiamo speranza di superare la marea finanziaria che sarà usata per renderci schiavi. Se l’America non sviluppa una spina dorsale, l’unica cosa che potete ancora fare al presente, è togliere il vostro denaro da queste banche criminali, cosa che ancora potete fare.

Di Dave Hodges


Un Porto di 5000 anni fa

Gli archeologi hanno trovato i resti d’un porto di 5000 anni fa presso la città di Alanya, nella provincia di Antalya, a sud dell’attuale Turchia. Immergendosi al largo di Alanya, gli archeologi sottomarini hanno trovato l’antico porto della città di Syedra.


Il sub archeologo Hakan Oniz della Eastern Mediterranean University riferisce che il porto risale a 5000 anni fa e che vi sono state ritrovate testimonianze appartenenti all’Età del Bronzo. Gli abitanti di quei luoghi erano dediti alla pesca e alla navigazione, sin da quei tempi antichi.

Syedra è divisa in due parti; l’area del porto, dalla quale le mercanzie erano portate verso l’interno e verso la città vera e propria, e la città stessa, che si trova oggi a 240 metri di profondità sotto le acque del Mar Mediterraneo.

La profondità rilevante alla quale sono state trovate le installazioni portuali, e l’epoca a cui vengono attribuiti i ritrovamenti, appaiono proprio come una possibile conferma degli studi di Arecchi su Atlantide!

mercoledì 24 aprile 2013

La leggendaria Terra di Ofir e le Miniere di Re Salomone

David, il successore di Saul, fu il secondo re d’Israele e regnò dal 1010 al 970 a.C. Il figlio di David, Salomone, che fu proclamato re da suo padre, regnò per circa 40 anni e ampliò il dominio d’Israele. Sotto il suo comando il regno si estendeva dal fiume Eufrate fino all’Egitto ed inoltre aveva due alleati molto importanti: il re Hiram, a capo dei Fenici, i grandi navigatori dell’antichità, e la regina di Saba, che dominava un regno esteso nell’attuale Yemen ed Etiopia, che gli forniva oro, incenso, profumi e spezie.


L’opera più importante del re Salomone fu la costruzione del Tempio di Gerusalemme, dove era depositata l’Arca dell’Alleanza, che conteneva le tavole della Legge, che secondo la tradizione erano state consegnate da Jehova a Mosè.

Per costruire il Tempio di Gerusalemme, Salomone aveva bisogno di una quantità spropositata d’oro e argento, che si procurava, secondo il Libro dei Re nella Bibbia, nel leggendario paese di Ofir. Le sue flotte comandate da esperti navigatori Fenici partivano dal Mar Rosso e tornavano indietro dopo tre anni di navigazione, ricolme d’oro, argento, pietre preziose e profumi.

Salomone, che si era convertito in pochi anni nel re più potente e saggio del mondo, ammetteva alla sua corte dignitari e ambasciatori da tutte le nazioni della Terra, ma un giorno arrivò al suo cospetto una donna meravigliosa il cui nome era Makeda (o Balkis): era la regina di Saba, un poderoso regno che comprendeva l’attuale Yemen e l’Etiopia, la cui capitale era Aksum.

Makeda regalò a Salomone una smisurata quantità d’oro e argento, oltre a profumi e pietre preziose, ma non si concesse. Era vergine e voleva preservare la sua purezza. Salomone, che aveva trecento mogli e altrettante concubine, la desiderava, ma non volle insistere.

La leggenda narra che, l’ultimo giorno, prima di partire alla volta del suo regno, Makeda fu invitata da Salomone per un ultimo banchetto. Salomone le domandò se lei potesse mai prendere una qualsiasi cosa di sua proprietà, senza chiedergli il permesso. Lei rispose di no, e che avrebbe sempre chiesto il permesso per qualsiasi cosa avesse desiderato.

Allora Salomone le propose un patto: se lei avesse preso una qualsiasi cosa di sua proprietà senza chiedergli il permesso, lui avrebbe potuto chiederle (e ottenere), ciò che più gli interessava. La regina di Saba accettò il patto.

La cena era composta da numerose portate di pesce e carne molto salate, annaffiate da vino rosso. Quando Makeda si ritirò nei suoi appartamenti notò che nel comodino a fianco del suo letto c’era un gran bicchiere di cristallo pieno d’acqua, ma non ci fece caso e cadde in un sonno profondo.

Nel bel mezzo della notte si svegliò con una forte sete, dovuta alla cena salata. Senza pensare prese in mano il vaso di cristallo e bevve quell’acqua per dissetarsi. Salomone, che era dietro alle tende, la vide e le ricordò il patto: lei aveva preso qualcosa di suo (l’acqua, il bene più importante), senza domandare il permesso. Fu così che Salomone, ottenne da Makeda ciò che desiderava, e lei acconsentì, senza rimorsi.

Quando Makeda tornò ad Aksum diede alla luce un bambino, che venne chiamato Menelik, e fu il primo imperatore d’Etiopia. La leggenda narra che Menelik una volta raggiunta la maggiore età, fece visita a Salomone, che era vecchio e non più brillante come vent’anni prima. Salomone lo accolse con i massimi onori, e gli consegnò, sempre secondo la tradizione, l’Arca dell’Alleanza, che forse ancora oggi è conservata in Etiopia.

Tornando alla flotta del re Salomone e ai viaggi oceanici verso la leggendaria terra di Ofir: molti storici hanno tentato di ubicare questo mitico paese in Africa, in India e anche in Perù (tesi di Benito Arias Montano), ma fino ad oggi non vi sono state prove esaustive sulla sua ubicazione.

A mio parere possibile che il leggendario paese di Ofir sia stato realmente l’Alto Perú, (l’attuale Bolivia), con le sue enormi miniere d’argento di Potosí.

Uno dei primi sostenitori della teoria della presenza antica dei Fenici in Brasile fu il professore di storia austriaco Ludwig Schwennhagen (XX secolo), che nel suo libro “Storia antica del Brasile”, citava gli studi di Umfredo IV di Toron (XII secolo), che a sua volta aveva descritto i viaggi di navi fenicie fino all’estuario del Rio delle Amazzoni.

Come sappiamo, sono varie le evidenze archeologiche e documentali su una possibile antica presenza dei Fenici (o Cartaginesi), in Brasile: la pietra di Paraiba, i pittogrammi della Pedra de Gavea e i petroglifi della Pedra do Ingà, oltre al misterioso documento 512.

Vi è, però un’altra evidenza archeologica che suggerisce una possibilità sulla probabile coincidenza della terra di Ofir con l’Alto Perù: l’esistenza di un antico e lunghissimo cammino, detto in portoghese “Caminho do Peabirú”, che dalle attuali coste dello Stato di San Paolo e Santa Catarina (Brasile), conduce, dopo circa 3000 chilometri, proprio fino a Potosì, e prosegue fino a Tiahuanaco e Cusco.

Il lingua Tupi Guaranì la parola “Peabirù” significa: “cammino di andata e ritorno”, quasi a significare che qualcuno nel passato lo percorresse per commerciare e ottenere così argento e oro.

Secondo la mia interpretazione Peabirù potrebbe significare: “cammino al Perú”, in quanto pe significa sentiero o cammino in idioma Tupi Guarani, mentre Birù è il nome antico del Perù.

Il cammino del Peabirù è stato studiato recentemente da archeologi brasiliani che hanno appurato che esso iniziava presso la zona di San Vicente. Un altro tronco del sentiero iniziava presso l’attuale stato di Santa Catarina. Entrambi s’inoltravano nella foresta, la cosiddetta Mata Atlantica, oggi quasi totalmente scomparsa. Quindi i due rami del cammino si univano presso l’attuale stato del Paraná dove la sua larghezza raggiungeva 1,4 metri. Il cammino seguiva fino all’attuale città di Corumbá ed entrava nell’odierna Bolivia presso la città di Puerto Suarez. Quindi dopo aver attraversato le praterie del Chaco, si dirigeva fino a Potosì.

In tempi storici il portoghese Aleixo Garcia (1524) percorse il cammino di Peabiru, e raggiunse l’Alto Perù, nove anni prima che Pizzarro raggiungesse il Cusco.

L’esistenza dell’antico cammino del Peabirù è importantissima, perché prova che era possibile, dalle coste di Santa Catarina o San Vicente (Brasile), raggiungere il Cerro Rico di Potosì (la montagna più ricca d’argento del mondo), con un viaggio di circa 2 mesi. E’ possibile che il cammino di Peabirù fosse conosciuto dai Fenici e quindi anche dal re Salomone?

E’ possibile che Ofir sia stato realmente l’Alto Perù?

Se consideriamo che le navi di re Salomone partivano dal Mar Rosso e ritornavano dopo circa tre anni di viaggio, la coincidenza di Ofir con l’Alto Perù potrebbe non essere solo una supposizione.

Ma chi avrebbe fornito a re Salomone la preziosa informazione sull’ubicazione del ricchissimo paese ricco d’argento e d’oro?

Ripercorrendo a ritroso nel tempo possiamo avanzare l’ipotesi che i Sumeri conoscessero già il cammino di Peabirù, basandoci sul famoso ritrovamento della Fuente Magna, il vaso cerimoniale conservato oggi a La Paz.

Solo ulteriori studi archeologici del cammino di Peabirù potranno portare alla luce altri importanti reperti di questa storia affascinante che apre nuove possibilità sulle conoscenze geografiche e sui viaggi oceanici dell’antichità.

Tratto da un articolo di Yuri Leveratto

http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=353

Un articolo che rilancia l'ipotesi di rapporti commerciali e culturali nell'antichità tra medio-oriente e sudamerica. Ricordando la leggenda dello Shamir affrontata dal Progetto Atlanticus...

Leghe Impossibili


Prima che la scrittura stampata si divulgasse nel mondo, ogni cultura aveva il suo modo di conservare la conoscenza passandola da una generazione all’altra. In India, il sistema più comune era quello di scrivere sulle foglie di palma.

Questo metodo era utilizzato per comunicare diversi argomenti pertinenti a tutti i differenti rami della conoscenza.

In anni recenti, una qualificata minoranza di ricercatori indù si è dedicata a cercare, raccogliere e tradurre antichi testi. Uno di questi ricercatori, lo scrittore e studioso di sanscrito Subramanyam Iyer, ha passato molti anni della sua vita decifrando le antiche collezioni di foglie di palma trovate in un villaggio della sua zona natale di Karnataka nel sud dell’India. Alcuni anni fa, scoprì alcuni antichi testi che descrivevano differenti leghe (con proprietà sconosciute alla scienza moderna) e le loro applicazioni per la costruzione delle fusoliere del velivolo Vedico vimana. Pensando alla possibilità di applicare queste formule nella moderna industria aeronautica, S. Iyer ha scritto al C.S.R. Prabhu, il Direttore Tecnico del Centro Informatico Nazionale, il dipartimento del governo indiano che si dedica alla traduzione di antichi testi e alla ricerca per le applicazioni delle tecnologie riportate su di essi. Nella sua risposta del maggio 1991, Prabhu informò Iyer che aveva iniziato uno studio dei differenti Shastras (testi scientifici Vedici) registrati su foglie di palma e che era già riuscito a preparare alcuni dei materiali descritti. Essi erano leghe metalliche con proprietà molto promettenti applicabili alla moderna scienza e tecnologia.

Così, già nel 1991, esemplari di queste leghe venivano sperimentati ed esibiti, e furono resi disponibili a chiunque fosse interessato ad esse. Secondo i risultati iniziali, sembrava che molti dei materiali fossero sconosciuti ma, avendo proprietà uniche, potevano avere applicazioni in aeronautica, nella tecnologia aerospaziale e nella difesa.

Nel settembre 1992 un giornale nazionale indiano pubblicò un articolo che confermava che gli antichi testi in sanscrito, scoperti un anno prima in un villaggio in Karnataka, una volta tradotti dimostrarono di essere un compendio completo di formule per fabbricare super-leghe con proprietà sconosciute nei tempi moderni.

L’articolo citava C.S.R. Prabhu del Centro Informatico Nazionale che affermava di aver preparato cinque differenti leghe descritte nei testi e stava lavorando su altre. Ogni lega aveva caratteristiche uniche, con precise applicazioni nella moderna metallurgia. Secondo Prabhu, era necessaria ben più che una semplice traduzione per comprendere i testi: dovevano essere decifrati.

Parte del linguaggio usava un sanscrito pre-classico, ma dato che molte delle parole venivano trovate in testi Ayurvedici, fu possibile completare l’interpretazione. Prabhu assicurò che, fino ad allora, testi di quel tipo non erano stati ritrovati in nessuna parte dell’India, e infatti le informazioni che contenevano provenivano da una ricca tradizione orale, probabilmente esistita migliaia di anni prima di venir iscritta su foglie di palma.

Leghe Impossibili

L’articolo continuava dicendo che ad un recente congresso in India, C.S.R. Prabhu fornì una relazione su queste leghe, sostenendo che i campioni preparati secondo le formule ritrovate avevano le stesse proprietà di quelle descritte, e che erano state collaudate non soltanto in India ma anche all’estero. Per esempio, l’Università di San Josè (California) stava conducendo prove con svariati prodotti.

Tra questi materiali, la tamogarbha loha, una lega al piombo, assorbì fino all’85 per cento della luce generata da un laser a rubino. La pancha loha, una lega di rame con piombo e zinco, mostrò una grande malleabilità ed un’ enorme resistenza alla corrosione all’acqua salata – una proprietà non osservata fino ad ora con alcuna lega contenente rame, ma che avrebbe un ovvio utilizzo nella costruzione delle chiglie delle navi.

L’araara tamra, un’ altra lega anticorrosiva, era fragile e molto leggera. Si è trovato che la chapala grahaka fosse un materiale ceramico di alta qualità che, con piccole modifiche, produceva un vetro molto soffice e resistente agli acidi e ai basici. Sinora, secondo l’articolo, sono state decifrate le modalità per fabbricare altri 14 prodotti, due dei quali sembravano essere molto promettenti: bhandhira loha, una lega a prova di suono, e vidyut darpana, un vetro capace di neutralizzare l’illuminazione.

C.S.R. Prabhu ha menzionato che i testi descrivono anche le sezioni di miniere in luoghi differenti e i tipi di minerali che possono essere trovati a differenti livelli, così come i metodi di estrazione e di purificazione. Apparentemente, alcuni dei testi sono stati scritti da Maharshi Bharadwaja, e indicano che la conoscenza dell’alta tecnologia era realmente in possesso degli antichi saggi indiani, ma si perdette nei tempi. Quando ricevetti una copia di questo articolo del 1992, scrissi immediatamente a C.S.R. Prabhu, chiedendogli di confermarmene il contenuto.

La sua risposta fu decisa, e mi informò che attualmente stava cercando di preparare un vetro capace di assorbire il calore solare, e una lega utilizzata nelle fusoliere del velivolo vimana per assorbire 1′eccesso di calore prodotto dall’attrito dell’aria alle alte velocità.

Secondo Prabhu, lui e altri suoi colleghi ricercatori intendono costituire un istituto di ricerca per produrre le differenti leghe menzionate nel Vymanika Sastra.

Essi pensano anche di decifrare i manoscritti relativi ad un altro Shastra, l’Amsu Bodhini il quale, secondo un testo anonimo del 1931, contiene informazioni sui pianeti; sui differenti tipi di luce, calore, colore e campi elettromagnetici; sui metodi utilizzati per costruire macchine capaci di attirare i raggi solari e di separare e analizzare le loro componenti energetiche; sulla possibilità di conversare con persone in località remote ed inviare messaggi via cavo; e sulla costruzione di macchine in grado di trasportare la gente su altri pianeti. Tutto ciò sembra confermare che la scoperta delle moderne tecnologie era già stata raggiunta.

In qualche modo, in qualche posto, queste conoscenze sono state registrate. Dipende da noi il ritrovarle – invece di sostenere che nessun’altra civilizzazione aveva mai raggiunto il nostro livello di superiorità.

(Questo articolo è stato pubblicato in Mas Alla de la Ciencia [Monografia no. 17, giugno 1996], il giornale spagnolo dedicato alle antiche tecnologie).

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