giovedì 27 settembre 2012

Svelato il nome dell'autore delle Piramidi


L'ardito esperimento di Armando Mei, giornalista e scrittore, appassionato di civiltà antiche autore del libro dal titolo "Giza: le Piramidi Satellite ed il Codice Segreto”, svela il nome di colui che costruì (o fece costruire) le Piramidi di Giza.

La scoperta è stata conseguita dal Team del Progetto Tau-T, completamente autofinanziato e di matrice italiana, che da quasi dieci anni dedica la propria attività allo studio del complesso monumentale di Giza, cercando di individuarne non solo il Progetto Unitario (ovvero associare tutti i monumenti presenti nell'area valutandone, su basi scientifiche, l'appartenenza al progetto originario di Giza), ma anche gli scopi per cui i complessi furono costruiti. Il tutto fuori dagli schemi ormai obsoleti dell'Egittologia cosiddetta "accademica".

Ebbene, il Team dopo meticolosa analisi tecnico-scientifica ha conseguito un risultato davvero straordinario: abbiamo scoperto che sulla Piana di Giza è inciso a caratteri tridimensionali il nome dell'Autore delle Piramidi!

Nome legato a un personaggio più volte citato nell'ambito del Progetto Atlanticus, per la sua importanza nella storia dell'umanità.



mercoledì 26 settembre 2012

Roswell e Majestic12 nelle parole di M.Wolf

Dichiarazioni del Dott.Micheal Wolf, sedicente ricercatore presso l'area 51 e la base di Dulce.

Certo, alcune delle affermazioni del Dr. Wolf sembrano pura fantascienza, ma se corrispondessero al vero ci troveremmo di fronte al membro più alto in grado del governo occulto che sia mai venuto allo scoperto ed avremmo a disposizione una visione straordinaria e stupefacente sulla realtà della presenza extraterrestre e sulla segretezza che avvolge il tutto.

Majestic 12, Roswell, il patto tra i grigi e il governo USA, la presenza di alieni di differenti razze sulla Terra con scopi diversi... tutti temi affrontati dal Progetto Atlanticus e che trovano parziale conferma nelle parole di Wolf.

martedì 25 settembre 2012

8 Hertz e Ghiandola pineale


Sono sempre più convinto che una delle cose fondamentali di quella verità occulta che ci viene celata sia legata proprio alla ghiandola pineale, o meglio al potenziale insito nella consapevolezza spirituale di ciascuno di noi. Un potenziale 'divino' che può essere rivelato e sfruttato da ciascun individuo se comprende e ottiene la capacità di 'aprire il terzo occhio', ovvero appunto attivare il potere contenuto nella ghiandola pineale.

E sono sempre più convinto che i grandi maestri dell'antichità, a partire da Horus fino a Gesù Cristo, cercarono di insegnare agli uomini i segreti di questo potere 'divino' forse scritto nel nostro DNA.

Ma allora quali possono essere le metodologie per ottenere il processo di attivazione della pineale e giungere a un più elevato livello di coscienza, metaforicamente, all'apertura del terzo occhio.

Ve ne propongo alcuni già discussi in precedenza:
- meditazione, particolari rituali,
- abitudini socio-caratteriali e/o abitudini alimentari (vegetarianesimo, vegan)
- comprensione regole matematiche universali (frattali, numeri primi, pi greco, sezione aurea)
- ricerca della gnosi e studio approfondito dei testi sacri antichi
- particolari suoni/frequenze come ad esempio gli 8Hz

E alcuni volutamente provocatori:
- utilizzo di particolari sostanze (come gli sciamani delle tribù dei nativi americani)
- partecipazione a eventi di massa come concerti *

* In merito al secondo punto vi è mai capitato di provare quella sensazione di scoramento alla fine dei mega-concerti quasi come se fosse una leggerissima esperienza extra-dimensionale / extra-sensoriale?

In estrema sintesi, può l’attivazione della ghiandola pineale essere direttamente e semplicemente connessa alla ricerca della felicità? La vera felicità?

http://www.scienzaeconoscenza.it/articoli/8-hertz-il-codice-della-vita.php

lunedì 24 settembre 2012

I Catari e la Stirpe di Enki

Quando pensiamo alla parola “olocausto” ci viene subito in mente una pagina molto triste della nostra storia: il massacro degli Ebrei ordinato dai nazisti. Tuttavia in pochi ricordano un precedente forse ancora più cruento: il primo olocausto mai avvenuto in Europa, che ebbe luogo fra il 1208 e il 1244 allorché la Chiesa Romana attaccò selvaggiamente i Catari, i pacifici “eretici della Linguadoca” nella Francia meridionale con una violenza ed un’arroganza paragonabile soltanto alle atrocità naziste durante la seconda guerra mondiale.

I Catari, letteralmente “i Puri”, seguivano il culto della dèa madre Mari (che significa“amore”). Il motivo per cui la Chiesa ordinò il loro massacro risiede nella differente visione di Cristo che i Catari avevano rispetto ai Cattolici. Essi sostenevano infatti di possedere un segretissimo Libro dell’Amore, un misterioso manoscritto attribuito a Gesù e da lui affidato a Giovanni.

Tale libro venne tramandato nei secoli e fu adottato sia dai Templari che dai Catari, e costituiva il fondamento della Chiesa Catara dell’Amore. Questo documento condusse alla fine sia dei Catari che dei Templari. Esso conteneva conoscenze segrete come l’abilità di controllare le forze della natura. Secondo le credenze dei Catari un oggetto sulla Terra era un veicolo per la luce dello Spirito Santo (l’amore). Il Graal non era una coppa ma un processo.

Gesù impartiva i suoi insegnamenti nella lingua precedente al Diluvio, la lingua Oc (da cui Linguadoca, il luogo dove dimorarono i Catari). Oc è anche la radice di occhio e deriva dal termine egizio Ak, che significa ‘luce’. Illuminismo deriva da esso. Il geroglifico egizio per “fenice” , l’uccello di luce, (akh), somiglia tantissimo al simbolo stilizzato di Gesù, ed entrambi sono strutturalmente identici al simbolo matematico dell’infinito che però appare scritto come OC.

Quando la Chiesa Romana consolidò il proprio potere nel IV secolo d.C. fece in modo che la gente non aderisse a questa corrente, che si rifiutava di pagare le tasse e non prevedeva figure sacerdotali. Nacque così la Criptocrazia, vale a dire il governo basato sui segreti o dogmi. Roma assimilò in quel periodo il pantheon degli antichi dèi e dèe (Greci, Egizi, Sumeri, Ariani ed Asiatici) in un unico essere demoniaco.

Tutte le nazioni straniere furono considerate adoratrici del Diavolo. Lucifero (“portatore di luce”) divenne sinonimo di Diavolo. Da un prospettiva mitologica, la differenza tra Cattolici e Catari è perfettamente codificata nella differenza fra le parole ol e ar o ari.

Ol significa “tutto”. É il desiderio dei Catt-OL-ici di essere la religione universale. Ar significa “prima”. È la radice di Arian, la dottrina cristiana gnostica votata durante il concilio di Nicea, indetto nel 325 dall’imperatore Costantino per formulare ufficialmente la dottrina cristiana.

Gli Ariani affermavano che Gesù era per metà divino e per metà uomo. I Niceani che egli era Dio. Vinsero questi ultimi. Gli Ariani furono dichiarati eretici. Questo spiega anche il profondo interesse di Hitler ed Himmler verso i Catari. Essi erano Ariani. Ciò non vuol dire che fossero biondi con gli occhi azzurri, ma che portavano dentro di se il sangue nobile della razza divina. Hitler sognava di creare una super razza mediante l’eugenetica: i segreti del sangue dei Catari erano come oro per lui.

Secondo il Budge’s Egyptian Hieroglyphic Dictionary, Ar significa, “fare, creare, formare, forgiare.” È la radice di Ari, la forza creatrice divina.

Nel 1934 l’archeologo Walter Andrea scoprì una magnifica statua di Mari vecchia di 3200 anni presso un suo tempio in Siria. Chiamata “La Dèa con il Vaso,” Mari tiene in mano una coppa ed indossa un casco cheZecharia Sitchin afferma le servisse per viaggiare nello spazio. Indossa anche una collana con pietre blu. Suo marito era raffigurato come un serpente saggio chiamato EA.

Mari ed EA sono i prototipi di Eva ed il Serpente, gli antagonisti di Yahweh nel giardino dell’Eden. Fu dunque il legame con Mari ed Enki e la loro connessioneAriana che portò allo sterminio dei Catari. Essi erano gli ultimi discendenti dell’antico sangue divino. [gruppo zero rh negativo? ndr]

Enki era il grande scienziato Anunnaki di cui abbiamo traccia nei racconti Sumeri. Gli Gnostici lo chiamavano “Grande Luce”.

Egli scese sulla Terra in cerca di minerali grezzi insieme ad un gruppo di dèi chiamati Anunnaki, “Coloro che dal Cielo discesero sulla Terra”. Come sappiamo, Enki modificò geneticamente la razza umana.

Contrapposto a lui era il suo fratellastro Enlil, che voleva cancellare la razza creata da Enki grazie al Diluvio.
Enki ed Enlil erano rivali ben prima di mettere piede sulla Terra. L’umanità divenne la loro arma. Enki ed i suoi sacerdoti, cercando di innalzare l’umanità alrango di divinità grazie ad un’istruzione globale e alla rivelazione dei segreti di cui era custode. Enlil cercando di mantenere gli uomini al livello di schiavi grazie ad una politica criptocratica.

I racconti Sumeri chiariscono che Enki diede la conoscenza all’umanità.

I discendenti di quella razza pura precedente al Diluvio creata da Enki esistono ancora in rifugi sacri, fra i quali la Linguadoca.

Fonte: http://it.scribd.com/doc/37841591/I-Catari-e-La-Stirpe-Di-Enki

L'inflazione, questa sconosciuta


La spiegazione del termine inflazione presentata nell’articolo del 2008 di Marco Bollettino ci aiuta a capire come attraverso la gestione della politica monetaria dell’euro (+11,5% del brand monetary aggregate M3, ovvero tutta la moneta circolante in europa) la BCE abbia preparato il terreno all'attacco all'economia reale degli ultimi anni, alle attuali mosse dei "rettiliani" del NWO.

domenica 23 settembre 2012

L'amore per la conoscenza


All’inizio del suo voluminoso libro contro le eresie san Epifanio (morto nel 403) trascrive una lista impressionante - e, tuttavia, incompleta, come chiarisce egli stesso - di sette temibili che minacciano l'unità della Chiesa: 

i Simoniani, i Menandriani, i Saturniniani, i Basilidiani, i Nicolaiti, gli Stratiotici, i Fibioniti, gli Zacchei, i Borboriani, i Barbelioti, i Carpocraziani, i Cerintiani, i Nazorei o Nazareni, i Valentiniani, i Ptolomeani, i Marcosiani, gli Ofiti, i Cainiti, i Sethiani, gli Arcontici, i Cerdoniani, i Marcioniti, gli Appelliani, gli Encratiti, gli Adamiani, i Melchisedechiani.... (e non riproduciamo in modo completo questa numerazione interminabile). 


In tutti i Padri della Chiesa che combatterono gli gnostici (gnostikói), falsi cristiani che pretendevano di possedere una conoscenza (gnosi) meravigliosa, troviamo lo stesso quadro: quello di movimenti eretici che si diversificano, ramificandosi all'infinito come funghi velenosi, in innumerevoli sette e sotto-sette. 

San Ireneo (vescovo di Lyon a partire dal 177) osserva, riferendosi ai valentiniani, che persino è "impossibile trovarne due o tre che dicano la stessa cosa riguardo lo stesso tema; si contraddicono in modo assoluto, tanto in ciò che si riferisce alle parole come ciò che si riferisce alle cose". 

Molti storiografi considerano lo gnosticismo anche come un monumento di fantasie stravaganti, di incoerenze, di strani miti, di fantasmagorie sprovviste di ogni interesse filosofico, e che in definitiva non costituiscono altro che un ramo particolarmente degenerato dell'inquietante sincretismo religioso del primo e secondo secolo della nostra era. 

Malgrado il punto di vista dei Padri della Chiesa sia ancora molto esteso, lo gnosticismo acquisisce un carattere completamente distinto negli "occultisti" e "teosofi" contemporanei: 

invece di eretici perversi e deliranti, troviamo uomini possessori di iniziazioni prestigiose, iniziati nei misteri orientali, padroni di conoscenze nascoste ignorate dal comune dei mortali e trasmesse segretamente ad un numero limitato di "maestri"; la gnosi è la conoscenza totale, incommensurabilmente superiore alla fede e alla ragione. Lo gnosticismo sarà unito allora alla saggezza primordiale originale, fonte delle diverse religioni particolari. 

Lo storiografo delle religioni si mantiene accuratamente lontano dei presupposti dogmatici o razionali: la sua ambizione non è confutare - o provare - lo gnosticismo, bensì studiare l'origine e lo sviluppo delle diverse forme storiche della gnosi. 

L'estrema diversità delle speculazioni gnostiche è innegabile: "Sarebbe più esatto parlare di gnosticismi che di gnosticismo". 


La stessa diversità esiste nel dominio del culto e dei riti, dove le tendenze più ascetiche si oppongono alle pratiche più innominabili: nei "misteri" nelle iniziazioni degli gnostici si trovano di nuovo i due poli estremi del misticismo. 

È facile scoprire, tuttavia, un'innegabile "aria di famiglia" tra i diversi gnosticismi, nonostante le molte divergenze ed opposizioni che essi manifestano. 

Qualsiasi fosse il grado di atomizzazione di sette e di scuole (meno smisurato, d'altra parte, di quello che affermano gli eresiologi, che sembrano aver separato artificialmente rami da uno stesso gruppo, e persino gradi di iniziazione successivi), ed anche considerando che nella maggioranza dei casi l'epiteto gnostikói non è usato dagli stessi eretici, non è in nessun modo arbitrario definire gnostiche le idee o i sistemi che presentano le stesse tendenze caratteristiche. 

Gli storiografi moderni - andando in questo più lontano degli eresiologi - non hanno dubitato di generalizzare il concetto di gnosi al di fuori dall'ambito del cristianesimo. 


Lo studio scientifico dello gnosticismo cristiano ebbe i suoi pionieri: Chifflet, nel XVII secolo; de Beausobre e Mosheim nel XVIII secolo. Ma fu agli inizi del secolo scorso che si sviluppò (lavori di Horn, Neander, Lewald, Baur, ecc.). 

L'importante Histoire critique du gnosticisme di Jacques Matter (Parígi, 1828; ripubblicata a Strasburgo nel 1843) costituì per molto tempo un'opera classica. 

L'autore definisce la gnosi come "l'introduzione nel seno del cristianesimo di tutte le speculazioni cosmologiche e teosofiche che avevano formato la parte più considerevole delle antiche religioni dell'Oriente e che i neo platonici avevano adottato anche in Occidente". 

Innumerevoli storiografi delle religioni si sforzarono poi di vincolare le origini dello gnosticismo cristiano -questo insieme di dottrine e di riti che si nutrono di un fondo comune di speculazioni, immagini e miti- con una fonte precedente al cristianesino. 


È così che la gnosi è stata vincolata con l'Egitto, con Babilonia, con l'Iran, con le religioni dei misteri del mondo contemporaneo, con la filosofia greca, con l'esoterismo giudaico e persino con l'India. 

Lontano da essere il risultato di una riflessione spuria di certi spiriti su aspetti del cristianesimo, lo gnosticismo apparirà finalmente, agli occhi dell'orientalista, come un fenomeno di "sincretismo", più o meno casuale, tra il cristianesimo ed altre credenze profondamente estranee a quest’ultimo. 

I lavori degli specialisti tedeschi ( Kessler, W. Brandt, Anz, Reitzenstein, Bousset ) si sono liberati così dalla prospettiva eresiologica nello studio delle gnosi cristiane: "Parlando con rigore, non sono eresie immanenti al cristianesimo, bensì i risultati di un incontro e di un'unione tra la nuova religione ed una corrente di idee e di sentimenti che esisteva prima di lei, o che le era primitivamente estranea e che la seguirà essendo nella sua essenza". 

Da circa tre decadi c’è la tendenza a dare il nome di "gnostiche" ad altre distinte correnti posteriori (manicheismo, catarismo): gnosticismi esterni al cristianesimo (come il mandeismo e l'ermetismo stricto sensu); l'alchimia; la Cabala giudaica; l'ismaelismo e le eresie musulmane derivate: alcune dottrine "esoteriche" moderne. 

Reagendo contro il "comparativismo", senza smettere di approfittare delle sue scoperte, diversi specialisti nella scienza delle religioni (Hans Jonas, Karl Kerényi, Simone Pétrement, Henri-Charles Puech, G. Quispel...) hanno abbordato lo studio dello gnosticismo avvalendosi del metodo fenomenologico: invece di insistere nel dettaglio delle dottrine, dei miti e dei riti, si tenta di mettere in rilievo l'atteggiamento specifico, le orientazioni spirituali caratteristiche che li condizionano, e sottolineano i grandi temi (espressi o impliciti) che in ultima analisi si trovano dietro le idee, le immagini ed i simboli gnostici. 


Sebbene gli gnosticismi sono molto diversi, lo gnosticismo è un atteggiamento esistenziale completamente caratteristico, un tipo speciale di religiosità. Non è arbitrario formulare un concetto generale di gnosi, "conoscenza" salvatrice che si traduce in reazioni umane determinate e sempre le stesse. 

Se lo gnosticismo non fosse altro che una serie di aberrazioni dottrinali proprie di certi eretici cristiani dei tre primi secoli, sil suo interesse sarebbe puramente archeologico, ma è molto più di questo: l'atteggiamento gnostico riapparirà spontaneamente, oltre qualunque trasmissione diretta. Questo tipo speciale di religiosità presenta, persino, turbatrici affinità con alcune aspirazioni completamente "moderne". 

Lo "gnosticismo" degli eresiologici costituisce l'esempio caratteristico di un'ideologia religiosa che tende a riapparire incessantemente in Europa e nel mondo mediterraneo in epoche di grandi crisi politiche e sociali". 

L'unità della gnosi postulata dai "fenomenologi" contemporanei non è in nessun modo l'unità che postulano gli adepti della teosofia e dell'esoterismo: in questa prospettiva speciale, la gnosi sarebbe la fonte di tutte le religioni ed il suo ultimo fondamento. 


Per il grande "tradizionalista" francese André René Guénon (1886-1951) ed i suoi discepoli, in tutte le religioni si trova l'idea di una liberazione metafisica dell'uomo per mezzo della gnosi, cioè per mezzo della conoscenza integrale; esiste una sorprendente universalità di certi simboli e di certi miti: da lì la postulazione logica di un'origine comune dei differenti esoterismi religiosi che si esprimono necessariamente attraverso le grandi religioni "esoteriche", di cui costituiscono il nucleo. Dal punto di vista dello storiografo delle religioni, la teoria di Guénon non può, evidentemente, essere provata, (né, d'altra parte, invalidata). 

È certo che le dottrine esoteriche si somigliano; ma per spiegare queste convergenze non c'è necessità alcuna di postulare una tradizione primordiale atemporale conservata da uno o diversi "centri" di iniziazione. Basta ricordare questa legge riscoperta dai "fenomenologi": come lo spirito umano reagisce allo stesso modo in condizioni simili, non è strano trovare in diverse parti le stesse aspirazioni. Neanche bisogna passare per alto le filiazioni storiche, a volte inaspettate. 

"...Se la gnosi possiede conoscenza beatificante - ci dice Paul Masson-Oursel - quando si distingue l’assoluto, nelle sue profondità, da quello che lo rende relativo. Questa definizione che coincide con quella dei "tradizionalisti", è troppo generale: la salvezza attraverso la conoscenza è un'aspirazione che caratterizza numerosi movimenti religiosi - per esempio il Buddismo - che non si includono solitamente nello gnosticismo. Quest'ultimo è un tipo molto speciale di religiosità, che effettua qualcosa come la sintesi di aspirazioni "orientali" e "occidentali". 

È comune che si stabilisca un'opposizione, che dista molto da corrispondere sempre alla verità, tra l'Oriente "metafisico" che aspira alla liberazione e l'Occidente "religioso" che aspira alla salvezza; lo gnosticismo stabilisce precisamente una specie di vincolo, di ponte tra le religioni di forma "sentimentale" e personale, e le religioni impersonali chiamate "metafisiche". 

Lo gnostico parte - e questo è quello che mettono in evidenza le importanti investigazioni di Henri-Charles Puech, membro dell'Istituto, professore del Collège de France - da un'esperienza completamente soggettiva, per elevarsi attraverso di essa all'incontro di un'illuminazione salvatrice. 

La prima parte di questo libro determinerà, precisamente, le caratteristiche generali di tale atteggiamento (o piuttosto di tutta una serie di atteggiamenti): attraverso molte citazioni (prese soprattutto dello gnosticismo cristiano, ma completate mediante altre "testimonianze"), metteremo in rilievo tendenze, aspirazioni e dottrine completamente caratteristiche. Nella seconda parte studieremo la storia delle aspirazioni gnostiche, dalle sue remote origini pre-cristiane fino alle sue sorprendenti "riapparizioni" contemporanee. 


La modesta estensione di quest'opera c'impedisce di trattare certi problemi particolari; ma crediamo di aver mostrato tutto l'interesse storico e filosofico delle investigazioni relative ad un campo che alcuni autori considerano ancora come pittoresco e stravagante, benché molti gnostici parlino un linguaggio sconcertante per l'uomo contemporaneo,e sembrano costituire, almeno a prima vista, un insieme eterogeneo di gruppi innumerevoli, il loro atteggiamento è in fondo molto moderno: 

ci si presentano come uomini angosciati dalla loro condizione di esseri gettati nel mondo, e che nella fuga dal mondo credono di aver trovato il modo di vincere quest’angoscia insopportabile. 






Link per la lettura del libro:

sabato 22 settembre 2012

Astana, capitale del NWO


Megalomania? Esaltazione? O simbolismo esoterico per scopi occulti legati all'ambito di un nuovo ordine mondiale?!


Può una città essere stata progettata per diventare una sorta di capitale massonica del Nuovo Ordine Mondiale? È quello che pensano molti complottisti riguardo Astana, la capitale del Kazakistan. D’altronde “Astana” è l’anagramma di “Satana”. E da qui ad arrivare al dominio del mondo il passo è breve. Ma andiamo con ordine.



Astana è probabilmente la città più nuova del mondo. Nell’Ottocento infatti era poco più di un villaggio e il suo sviluppo si è avuto solamente negli ultimi anni, quando lo Stato ottiene l’indipendenza dalla Russia. Tutta la città è stata costruita e sviluppata grazie ai petroldollari, sul cui afflusso si basa la maggior parte dell’economia kazaca.

Dal ’91 (anno dell’indipendenza) al ’94 la capitale era Almaty, ma è stata spostata per volere del padre/padrone/presidente dell’ex Stato russo Nursultan Nazarbaev. Ed è sempre lui che ha sviluppato Astana fino a renderla una delle città più moderne del mondo. Fra i tanti monumenti presenti due in particolare hanno attirato l’attenzione dei complottisti: il palazzo della Pace e della Concordia e il monumento Bayterek. Analizziamoli da vicino.

IL PALAZZO DELLA PACE E DELLA CONCORDIA

Questo edificio appare come una grande piramide di vetro.



La piramide ha lunga tradizione simbolica. È indubbio che abbia un significato importante nella massoneria e in particolar modo lo aveva per la setta degli Illuminati di Baviera, dove rappresenta la forma di governo migliore per la società, con una oligarchia di illuminati che comandano sulla massa sottostante. Ancora più importante nella cultura esoterica è il “delta massonico”, ovvero il triangolo equilatero che al centro riporta spesso l’occhio divino (simbolo del sole, principio luminoso della vita). Ne abbiamo un clamoroso esempio sulla banconota americana da un dollaro, dove una piramide ha la cima separata dal resto e l’occhio onnisciente all’interno. Il palazzo della Pace, soprattutto se visto di notte, offre una straordinaria analogia con questo tipo di rappresentazione.

L’INTERNO

Il palazzo della Pace e della Concordia è alto 62 metri per altrettanti di larghezza. È stato “pensato” da Nazarbaev nel 1998 e la sua realizzazione è stata affidata all’architetto britannico Norman Foster. L’edificio «sarà consacrato alla pace e alla convivenza tra le religioni», aveva dichiarato il presidente. E infatti è destinato ad accogliere i convegni internazionali dei rappresentanti di tutte le religioni del mondo.

La piramide è divisa principalmente in tre sezioni. Alla base abbiamo la casa dell’opera, non molto illuminata (come in fondo si conviene per un teatro) e con la rappresentazione di un sole sul soffitto.



Nella sezione intermedia c’è la sala convegni per i religiosi. È una stanza molto più illuminata. Particolare interessante: in mezzo al tavolo delle riunioni vi è un altro enorme sole, che si trova perfettamente in corrispondenza con quello sottostante del teatro.

In cima alla piramide vi è invece una sala tonda e completamente a finestre. È quindi ovviamente quella più illuminata. Anche qui, sulla sommità della stanza, c’è la rappresentazione stilizzata di un sole.

L’organizzazione del palazzo sembra avere un alto valore simbolico, molto affine in taluni aspetti all’ideologia degli illuminati. Il sole, innanzitutto. Il sole in massoneria rappresenta varie cose, fra cui il Maschile, il principio attivo. È quindi simbolo dell’Origine, del principio, della ragione che rischiara le tenebre e illumina le intelligenze. Sarebbe quindi un richiamo alla religione naturalista, tanto cara all’ideologia massonica.

La sezioni poi sembrano proprio rispecchiare il concetto di organizzazione del mondo degli illuminati. Mentre il popolo è intrattenuto con spettacoli di distrazione e tenuto nell’oscurità (ignoranza), al di sopra i leader religiosi prendono decisioni anche per loro, illuminandoli (il sole che dalla sezione intermedia splende sopra il teatro). In cima a tutto, una eletta schiera di illuminati controlla ogni cosa.

IL MONUMENTO BAYTEREK

È una altissima torre di 97 metri con in cima una sezione sferica color oro.

Sarebbe facile voler vedere in questa sfera gialla ancora una volta una rappresentazione del sole (come fanno alcuni). Ma a mio avviso si cadrebbe questa volta in errore. L’edificio, costruito anch’esso da Norman Foster su precise indicazioni del presidente Nazarbaev, simboleggia la leggenda di un uccello magico di nome Samruk che deponeva le sue uova su alberi al di fuori della portata degli esseri umani. Le uova contenevano tutti i desideri umani e le risposte sul loro futuro. La sfera rappresenta proprio questo uovo che tiene lontane le persone dalle loro aspirazioni.

All’interno della sfera troviamo una strana scultura: un triangolo dorato con impressa l’impronta della mano del presidente Nazarbaev.

Difficile capirne il significato. Il triangolo equilatero ha molteplici significati. Per i cristiani rappresenta la Trinità. Per la massoneria è simbolo di uguaglianza. Ma rappresenta anche la perfezione, secondo al tradizione pitagorica che molta influenza ha avuto nella massoneria moderna. Per Pitagora il numero perfetto era il 10, che trovava la sua raffigurazione proprio nel triangolo equilatero formato dai primi quattro numeri ed avente il numero 4 per ogni lato (il 4 rappresenta la giustizia nella filosofia pitagorica). La raffigurazione, chiamata tetraktýs, mostra che il 10 è uguale a 1+2+3+4.

L’aver lasciato l’impronta della mano su un triangolo perfetto da parte di Nazarbaev, potrebbe avere un significato ben preciso. Qualcosa del tipo: “impongo il mio volere sulla perfezione”.

IL TEMPIO DI SALOMONE

Il palazzo presidenziale kazaco non poteva che essere una costruzione più che maestosa. Di fronte all’edificio, si trovano due imponenti colonne dorate.



Le colonne ricordano in maniera sin troppo evidente le colonne del biblico tempio di Salomone, che ha una fondamentale importanza anche nella tradizione massonica. In mezzo alle colonne, il palazzo presidenziale. Nazarbaev si vuole porre di fronte agli altri come un dio da adorare?

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