lunedì 6 maggio 2013

Il Pilastro Djed

Si tratta del primo di due oggetti misteriosi (l'altro è l'ankh, che indica la vita) raffigurati con geroglifici ai quali si è dato solo il valore fonetico e indicativo. In realtà non si sa ancora che cosa fossero, anche se nelle raffigurazioni egizie sono onnipresenti.


Benché siano stati azzardati alcuni improbabili significati: "colonna vertebrale di Osiride" (!?), "albero sul quale si depositò il sarcofago contenente il corpo di Osiride "... e qualcun altro del genere, in verità si tratta solo di congetture; però la ricorrente è Osiride.

Osiride è il Dio della resurrezione, e il Faraone (che in vita è l'incarnazione di Horus, il divino falco) dopo la parentesi terrena si trasforma in Osiride.

Osiride si identifica anche con la Costellazione di Orione, e le tre stelle della "Cintura di Orione" rispecchiano perpendicolarmente sulle tre piramidi di Giza la posizione che avevano nel cielo (fig. 19) al tempo della loro costruzione, e rilevabile conoscendo il fenomeno della "Precessione degli Equinozi"(una data ricorrente: 10.400 a.C.: una coincidenza?). Ricordiamo inoltre che l'Egitto era "lo specchio del cielo": la via Lattea al posto del Nilo e le stelle al posto delle piramidi ! Quasi che dal basso si potesse scrutare il cielo (con strumenti adeguati) per riproporre la stessa cosa sulla terra , e magari dall'alto si potesse provare un po' di nostalgia di casa , guardando giù! Come in cielo, così in terra!

Osiride è lo sposo di Iside, identificata con Sirio, la stella della vita stessa... e infatti il calendario egizio iniziava con la levata iliaca di Sirio, fondamentale perché in relazione con l'inondazione del Nilo, da cui dipendeva il raccolto e quindi la sopravvivenza del popolo. Inoltre, gli antichi Egizi sapevano che Sirio è una stella binaria (oggi lo sappiamo bene anche noi: si tratta di Sirio A e Sirio B), e anche che la seconda è visibile solo ogni 72 anni (un altro numero familiare: per garantire al defunto di poter vivere di nuovo, l'imbalsamazione doveva durare 72 giorni). Anche una piccola tribù dell'Africa conosce questa stella binaria: nessuno dei dogon è in grado tuttavia di spiegare perché da migliaia di anni vengano tramandate (verbalmente) queste informazioni relative al "luogo di provenienza dei loro antenati". Una cosa è certa: o gli antichi avevano un'ultra-vista ed erano dei grandi osservatori... e quindi erano in possesso di nozioni astronomiche che noi abbiamo appreso solo da poco grazie a sofisticati strumenti, oppure ne avevano anche loro (anche se non ne stati rinvenuti, questo non significa affatto che non ce ne fossero). A meno che non possedessero il retaggio di una razza superiore.

Ma torniamo al dunque: il "pilastro DJED"

Visto che il faraone è Osiride /Orione, e che la sua sposa è Iside/Sirio, e che dopo la morte il re si prepara a diventare come Osiride (cioè andare su Orione)... bisognava trovare il modo di tramandare la tecnica per raggiungere il cielo . E se lo Djed fosse un alimentatore atomico (vista anche la sua forma)? Se fosse una accumulatore di energia sconosciuta necessaria per attraversare lo spazio-tempo ? Se per proteggerlo e salvaguardarlo fosse stata progettata una sovrastruttura gigantesca e praticamente indistruttibile (la piramide) in grado di focalizzare la curiosità mondiale in modo tale, che - al momento giusto - qualcuno sarebbe stato in grado di capire come accedevi?

E l'ANHK?

Una chiave, un passe-partout, un archetipo, un oggetto rituale, o l'anello mancante? Spesso, nei testi geroglifici, anhk è vicino al simbolo mer (piramide), e a volte anche a djed. Ora, essendo mer la forma imperativa del verbo dare, la traduzione è dà vita! e se c'è anche djed: dà vita e stabilità! Però sappiamo che gli Egizi non tralasciavano mai di usare la dualità: e dunque, se il Sommo Sacerdote avesse voluto anche criptare un messaggio nel testo? Se si trattasse di un GRANDE oggetto, ancora nascosto all'interno - proprio sopra lo Djed - e non ancora rinvenuto? Un oggetto così potente che possono maneggiarlo solo gli dèi...

Questa intrigante raffigurazione sembra proprio un'allegoria della funzione della torre (due strane "alette" laterali la rendono simile a un razzo, quasi a suggerire l'origine extraterrestre, dunque divina). Si direbbe che Ra sia mantenuto in vita dall' Ankh con l'Energia accumulata e controllata nello Djed (stabilità). Dopo un processo "miracoloso" (le due figure inginocchiate con le mani alzate) l'Energia verrebbe incanalata verso l'alto, per essere trasformata e convogliata da tecnici specializzati (i babbuini, simboli di Thot, dio delle scienze e dell'illuminazione), che lavorano nella parte alta della piramide, dove si trova RA (che raggiungono percorrendo corridoi in salita). Sopra a RA c'è ancora roccia...

Nell'insieme, tutta la scena sembra uno spaccato della Grande Piramide di Giza; osservando la raffigurazione, si intuisce che è stata costruita (in varie fasi successive) per garantire alla torre la sua funzionalità segreta . Evidentemente, i suoi costruttori conoscevano tecniche tutt'ora ignote, se dominavano la forza di gravità e comunicavano con i loro mondi . Sapevano come attraversare lo spazio - in senso lato - in un lampo , usando propulsori a energia sconosciuta (forse quella che producevano nella Grande Piramide). Da tempo gli archeologi si chiedono come sia stata costruita la Grande Piramide di Giza, e per rispondere a questa domanda hanno ipotizzato solo rampe, slitte, tronchi... eccetera.

Per le riproduzioni fatte costruire dai re dinastici, può essere stato anche così; ma come sono state realizzate, perché e da chi ... quelle originali (prima di tutte quella "di Cheope", che divenne nei millenni il modello di tutte le successive (compresa quella a gradoni di Djoser/Zoser a Saqqara)? A questa domanda bisognerebbe trovare risposta, ma purtroppo, continuando a rifiutare l'ipotesi che si tratti dell'opera di costruttori vissuti millenni prima di Cheope, le ricerche ufficiali avranno sempre la stessa direzione a vicolo cieco.

A questa apparente ingenuità scientifica, il governo egiziano risponde "liquidando" Rudolf Gatembrick, padre del Progetto Upuaut e primo esploratore del condotto meridionale della "Camera della Regina"[1]. Nel passato aveva fatto lo stesso con l'equipe francese dell'Operazione Cheope (1985), che aveva scoperto la sabbia "musicale" [2] forando una parete della Camera della Regina e, due anni dopo, anche con una spedizione giapponese che aveva scoperto a sua volta un’ulteriore cavità dalla quale fuoriusciva la medesima sabbia (la caratteristica di questo tipo di rena sottilissima è la composizione: quarzo al 99%, nulla a che vedere con il disgregato calcareo sabbioso di Giza e di Saqqara)

Col pretesto che le perforazioni non erano state regolarmente autorizzate, i “buchi” (cioè la prova dell’esistenza di un’intercapedine letteralmente piena di sabbia musicale - inesistente a Giza -, che era fuoriuscita durante le trapanazioni) eseguiti peraltro proprio nella stessa parete della Camera della Regina dove c’è il famoso condotto esplorato dal mini-robot UPUAUT… sono stati frettolosamente richiusi con la malta, in modo da insabbiare (nel vero senso della parola) indizi che potrebbero portare qualche fisico e qualche egittologo indipendente a investigare sulla presenza di quell’imbottitura di quarzo, proprio intorno alla Torre Djed nascosta nella Piramide (definita di Cheope... ma che per me è semplicemente la Grande Piramide, perché mi rifiuto di chiamarla come vorrebbero coloro le cui idee non condivido affatto).

Ciò che appare intrigante è il fatto che la cosiddetta "Camera della Regina" sia interdetta ai turisti da un sacco di tempo, e che il Progetto Upuaut (che sarebbe più onesto chiamare "Progetto Gatembrick) prosegua tuttavia in sordina sotto la regia del Consiglio supremo egiziano per le antichità* e con comparse diverse: al di là della stessa parete, un'equipe incaricata dal segretario generale*Zahi Hawass continua a cercare, con tecnologie del tutto simili a quelle precedenti! Sulle ricerche e sulle scoperte TOP SECRET.

Secondo una credenza, nella Grande Piramide (oltre a una trentina di camere zeppe di tesori, di "pietre" dai mille poteri , da cupole in vetro che non si rompe , e altre meraviglie) c'è una "mummia-non morta " che aspetta di essere risvegliata . Sembra che, quando verrà rinvenuta, sapremo come farla rivivere . Conosceremo anche la storia del nostro pianeta e la vera storia della genesi umana.

Chissà cosa s'intende per "mummia non-morta "? Io un'idea ce l'avrei... e penso che qualcuno voglia trovarla per primo, per distruggerla.

Un'altra leggenda prevede che gli uomini conosceranno la Verità quando "la montagna si spaccherà rivelando il suo contenuto". Anche in questo caso ne ho una... e penso di non sbagliarmi.

domenica 5 maggio 2013

La Piramide dei Rettiliani


In maniera molto stringata ed esemplificata ecco come i "Rettiliani" del Player C, C2 per la precisione così come descritto ne "La Scacchiera degli Illuminati", governano il "Sistema".


Ma esiste un livello ancora superiore, forse più di uno, dove si collocano i veri registi del grande inganno che attanaglia l'umanità da millenni.

Questo perché dietro ogni organizzazione, istituzione politica o finanziaria che sia ci devono necessariamente essere delle persone. Quali persone?

Non i politici che compaiono in televisione, e nemmeno i vertici del burocratico sistema UE o della finanza mondiale che seppur importanti e influenti vengono citati dal mainstream internazionale.

I "Rettiliani" non compaiono mai sulle notizie dei giornali o in televisione. Non si compromettono con dichiarazioni durante i meeting più o meno 'aperti' al pubblico (G7, G8, Bilderberg). In realtà non li conosce nessuno.

Per darvi un'idea ... Avete presente quelle celebrazioni tipo "Il Ballo delle debuttanti" di quei personaggi praticamente sconosciuti appartenenti all'elite nobiliare mondiale? 

Ecco... chi sono questi personaggi, quali le loro famiglie così importanti e potenti, ma soprattutto COSA FANNO VERAMENTE?

Lì va ricercato il vertice del NWO e, indirettamente, la soluzione ai problemi del mondo...









Le Comete del Destino

Questo 2013, è un anno molto particolare. nel 2013 è già arrivata la cometa Ison e ci sarà un susseguirsi di eventi astronomici che, di mese in mese, porteranno una serie di eventi che saranno collegati attraverso un anno all’insegna di cieli, lune, eclissi e stelle. Una pioggia di meteoriti la abbiamo già vissuta, fenomeni astronomici di comete che lasciano stupefatti gli appassionati di ogni genere ad essi legati, sono iniziati proprio quest' anno in grande stile, con parecchi avvistamenti di bolidi e meteoriti che si infrangono nell' atmosfera terrestre senza provocari ulteriori danni.

Comete più importanti e luminose

Esaurito il filone relativo alla profezia Maya e alla fine del mondo previsto per lo scorso 21 dicembre e, fortunatamente, non verificatosi, sembra scoppiata la febbre astronomica.

Trovo molto interessante l' analogia del più famoso profeta che tutti conoscono: Nostradamus.

Nostradamus scrive in una delle sue quartine - "Nel cielo si vedrà un grande fuoco trascinando una scia di scintille", e se una cometa passa vicino alla terra l'effetto della sua gravità farà sì che gli oceani si alzeranno originando terremoti.

Un'altra teoria è che il passaggio della cometa vicino alla terra potrebbe causare il passaggio di un asteroide che avrà un forte impatto con la terra, pari all'esplosione di una bomba atomica e causerà la distruzione di massa. Alcuni prevedono che le superpotenze del mondo invieranno missili atomici per fermare questo asteroide nello spazio, causando una pioggia di fuoco.

Altre ipotesi ispirate alle profezie di Nostradamus per il 2012 suggeriscono che la causa della massiccia distruzione del pianeta sarà dovuta all'anarchia fra i popoli tanto che alcune nazioni potranno sfruttare questa situazione e portare il mondo ad una terza guerra mondiale. Una delle quartine dice: "Re del terrore verrà dal cielo. Egli porterà alla vita del re dei mongoli."

Nelle sue quartine c'è anche indicazione sulla durata di questo evento. "La Grande Stella sarà tripudio per sette giorni", cioè la cometa sarà molto vicino alla terra per sette giorni e sette notti. Inoltre dice: "Il cane enorme ululerà tutta la notte, quando il grande pontefice cambierà terra". Il cane grande è considerato da molti interpreti come il Regno Unito e il pontefice è considerato il papa e quindi anche Roma sarà distrutta.

Tra l'altro in divese profezie, da San Malachia, al Ragno nero, vedono dei collegamenti su questo genere di passaggio. La NASA, l'ESA e l'Accademia delle Scienze statunitense affermano che potrà esserci una violenta tempesta solare, dovuta ad una abnorme bolla di plasma proiettata dal sole verso il nostro pianeta.

Tali tempeste avvengono ciclicamente con cadenza un decennale, sono avvenute nel 2000, nel 1989, nel 1978 e così via.

Questa ondata di elettroni investirebbe la Terra, penetrando nell'atmosfera sovraccaricando tutte le centrali e apparati elettrici, come una sorta di corto circuito che avrebbe delle conseguenze drastiche sul nostro pianeta mandando in tilt tutti gli apparti elettrici da cui dipendiamo.

Il timore e l'angoscia è che tutti o quasi sono a conoscenza della tempesta solare avvenuta il 1 settembre 1859 la quale mise in ginocchio i sistemi telegrafici mettendo fuori uso le linee di trasmissione provocando persino incendi in sedi telegrafiche. Ma l'unica incongruenza della NASA è la data, infatti tra gli articoli della NASA si legge che un fenomeno simile a quello del 1859, chiamato anche evento di Carrington, potrebbe verificarsi nel maggio 2013, tempeste solari del genere capitano una volta ogni 500 anni, ma la cosa sensazionale è che la data della NASA precisamente il mese coincide con la "Profezia di Gesù a Padre Pio".

Le profezie di Padre Pio sono delle profezie che parlano della fine dei tempi ed hanno molte similitudini con altre profezie della Madonna e con dei passi biblici.

In realtà, prima della suddetta Ison dovrebbe esserci il passaggio di un’altra cometa, Panstarrs: ma siccome circola la voce che la cometa Ison sarà addirittura più luminosa della luna, beh, tra le due non c’è gara e la prima è già stata mediaticamente oscurata dalla seconda.

“La vostra epoca sarà testimone di un terribile castigo. Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole e si estenderanno su tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte, terremoti copriranno la terra durante tre giorni.

Seguirà allora una pioggia di fuoco ininterrotta, per dimostrare che Dio è Signore della creazione. Coloro che sperano e credono nella Mia Parola non dovranno temere, né dovranno temere nulla coloro che divulgheranno il Mio messaggio, perché non li abbandonerò. Per prepararvi a questa prova, vi darò dei segni e delle istruzioni. La notte sarà freddissima, il vento spunterà, il tuono si farà sentire. Chiudete tutte le porte e tutte le finestre. Non parlate con nessuno di fuori. Inginocchiatevi davanti al vostro Crocifisso; pentitevi dei vostri peccati; pregate Mia Madre di ottenere la Sua protezione.

Non guardate fuori durante il terremoto, perché l’ira del Padre Mio è santa, non sopportereste la vista della Sua ira… Nella terza notte cesseranno i terremoti ed il fuoco, ed il giorno dopo il sole risplenderà di nuovo.

Gli angeli scenderanno dal cielo e porteranno sulla terra lo spirito della pace. Un terzo dell’umanità perirà… … Vi ho già detto che verranno a mancare le cose più essenziali. Fate delle provviste, almeno per tre mesi… Tutto precipiterà in pochissimo tempo. Quando ve ne renderete conto, avrete già la valanga addosso. L’umanità è vicina al baratro… Cercate di stare vicini, di aiutarvi, perché avrete bisogno l’un l’altro di aiuto. Il ritorno di Cristo non è vicino… ma manca poco. Preparatevi… Sono angosciato. Molti uomini hanno davanti il precipizio e non lo vedono.”

Andando in ordine cronologico secondo quanto ha riportato Space.com, l’osservazione del cielo dovrrebbe iniziare il 20 e 21 gennaio, quando Luna e Giove si troveranno alla distanza minima (un evento che si ripeterà solo nel 2026). A febbraio il cielo sarà più scuro del solito perchè il pianeta più interno del nostro sistema solare sarà troppo lontano dal sole per essere osservato.

Ma non vi preoccupate, a marzo arriva la prima cometa, Panstarrs: raggiungerà la massima luminosità nelle settimane centrali del mese, quando sarà a 164 milioni di km dalla Terra. Il 25 aprile scatta invece l’eclisse (parziale) di Luna, visibile anche dall’Europa. Al contrario, l’eclisse solare attesa per il 9 maggio sarà visibile solo dal Pacifico.

Tutti con gli occhi puntati al cielo la notte del 23 giugno 2013, quando ci sarà la luna piena più brillante dell’anno detta anche Supermoon. Tutto come da tradizione, invece, per il cielo di agosto: il 12 sarà la notte delle stelle cadenti.

Una profezia hopi, è anch' essa portatrice di sventure e grandissimi cambiamenti:

“ La fine di tutti i rituali Hopi avverrà quando un Kachina si toglierà la maschera durante una danza nella piazza davanti ai bambini non iniziati. Per un po’ non ci saranno più rituali né fede. Allora Oraibi sarà rinnovato nella fede e nel rituale, segnando l’avvio di un nuovo ciclo della vita Hopi".

“ La Terza Guerra Mondiale sarà iniziata da quei popoli che per primi hanno rivelato la Luce ( La Divina Saggezza o Intelligenza ) negli altri antichi paesi ( India, Cina , Nazioni Islamiche, Africa ). Gli Stati Uniti saranno distrutti, paese e popolo, dalle bombe atomiche e dalla radioattività. Solo gli Hopi e la loro terra madre saranno preservati come una oasi in cui i profughi potranno fuggire. I rifugi contro le bombe sono un inganno”.

Ci sono solamente i materialisti che tentano di costruire rifugi. Coloro che hanno la pace nel loro cuore sono già nel grande rifugio della vita. Non ci sono rifugi contro il male. Coloro che non hanno preso parte alla divisione ideologica del mondo sono pronti a riprendere la vita in un altro mondo, che siano Neri, bianchi, rossi o Gialli. Essi sono tutt’uno, fratelli.

“ La guerra sarà un conflitto spirituale combattuto con mezzi materiali. I mezzi materiali saranno distrutti dagli esseri spirituali, che rimarranno per costruire un unico mondo ed una unica nazione sottomessi ad un unico potere, quello del Creatore”.

“ Il tempo non è lontano. Esso verrà quando il Saquasohuh ( Stella Blu ) Kachina danza nella piazza e si toglie la maschera. Egli rappresenta la stella blu, lontana ed ancora invisibile, che farà presto la sua apparizione ( Alcuni portavoce Hopi suggeriscono che la Hale-Bopp sia la Stella Blu ). Il tempo è predetto da un canto cantato durante la cerimonia Wuwuchim. Esso fu cantato nel 1914 appena prima della 1a Guerra Mondiale, e nuovamente nel 1940 prima della 2a Guerra Mondiale, descriveva la disunione, la corruzione e l’odio che contaminavano i rituali Hopi, gli stessi mali che nel seguito si stavano propagando sul mondo. Lo stesso canto è stato cantato nel 1961 durante la cerimonia Wuwucim”.

“ L’Ingresso al Quinto Mondo futuro è cominciato. Lo stanno costruendo le umili popolazioni delle piccole nazioni, tribù e minoranze razziali”. Voi potete leggere questo nella Terra stessa. Le forme delle piante dei Mondi precedenti stanno cominciando ad uscire come germogli. Questo potrà originare una nuova branca della botanica se vi sarà qualcuno abbastanza saggio da studiarli ( o nello studiarli ). Lo stesso tipo di semi sono stati impiantati nel Cielo come Stelle. Lo stesso tipo di semi sono stati piantati nei nostri cuori. Tutti questi sono gli stessi, dipende solo dal vostro punto di vista. Questo è ciò che crea il Sorgere al prossimo Quinto Mondo”.

“ Questo comprende le nove più importanti profezie Hopi, connesse con la creazione dei nove mondi: i tre mondi precedenti su cui noi viviamo, il presente Quarto Mondo, i Tre Mondi futuri che noi abbiamo ancora da sperimentare, ed il Mondo di Taiowa, il Creatore, e sua nipote, Sotuknag”.

I cambiamenti, con l' inizio del nuovo anno e l' inizio dell' era dell' acquario, hanno avuto già presentato le loro credenziali e le comete, sono l' avviso degli importanti cambiamenti che finora sono stati annunciati. Esiste comunque la scienza e lo studio, che smentisce tali congetture e fantasie. Cosa crediamo? A coincidenze continue e fortunate, oppure, una verità nascosta a tutto il mondo?

sabato 4 maggio 2013

Endubsar e il suo rapporto con Enki

Le parole di Endubsar, maestro scriba, figlio della città di Eridu, servitore del signore En.ki, grande Dio.

Nel settimo anno dopo la grande calamità, nel secondo mese, il diciassettesimo giorno, fui convocato dal mio maestro, il signore En.ki, grande Dio, benevolo creatore del genere umano, onnipotente e misericordioso. Ero fra i superstiti di Eridu che erano sfuggiti nell’arida steppa proprio mentre il vento del male si stava avvicinando alla città. E vagavo nel deserto in cerca di rametti secchi per utilizzarli come legna da ardere. Guardai in alto, ed ecco che da sud arrivò il Turbine di vento. Era circondato da un bagliore rossastro e non emetteva suono. E quando toccò il suolo, dalla sua pancia uscirono quattro piedi dritti e il fulgore svanì. Mi gettai a terra e mi prostrai, poichè sapevo che era una visione divina.

E quando sollevai lo sguardo, vicino a me c’erano due emissari divini. Avevano volti di uomo ei loro abiti brillavano come ottone brunito. Mi chiamarono per nome e mi parlarono dicendo: “Sei stato convocato dal grande dio, il signore En.ki,. Non temere, perchè sei benedetto. Siamo qui per portarti in alto, al suo rifugio nella terra di Megan, sull’isola in mezzo al fiume Magan, là dove si trovano le chiuse”.

Mentre parlavano, il Turbine di vento si sollevò come un carro infuocato e sparì. Ed essi mi presero per mano, uno per parte. Mi sollevarono e mi portarono rapidamente fra la Terra e i cieli, come un’aquila che si libra nell’aria. Potevo vedere la terra e le acque , le pianure e le montagne. Mi deposero sull’isola, all’ingrosso della dimora del dio. Nell’istante in cui lasciarono le mie mani, fui sopraffatto da un bagliore mai visto prima, e caddi a terra come se lo spirito della vita mi avesse abbandonato. Quando mi sentii chiamare per nome, ripresi i sensi, come al risveglio da un sonno profondo. Mi trovavo in una specie di recinto. Era buio ma c’era anche un’aura. Poi la più profonda delle voci chiamò di nuovo il mio nome. E sebbene potessi sentirla, non ero in grado di dire da dove venisse, e nemmeno riuscivo a vedere chi stesse parlando. “Sono qui”, risposi. Allora la voce mi disse: “Endubsar, discendente di Adapa, ti ho scelto come mio scriba, affinchè tu trascriva le mie parole sulle tavolette”.

All’improviso una parte del recinto s’illuminò e vidi un posto approntato per il lavoro di scrittura: un tavolo e uno sgabello da scriba, e sul tavolo c’erano pietre di magnifica forma. Ma non vidi tavolette di argilla e neppure contenitori per l’argilla umida. Sul tavolo era appoggiato solo uno stilo che brillava nel luccichio come nessuno stilo di canna aveva mai fatto.

La voce parlò di nuovo e mi disse: “Endubsar, figlio della città di Eridu, mio fedele servitore, sono il tuo signore En.ki e ti ho convocato per farti scrivere le mie parole, poichè sono profondamente  sconvolto per quanto è accaduto al genere umano a causa della grande calamità. E’ mio desiderio tramandare per iscritto il vero corso degli eventi, far sapere sia agli dei che agli uomini che le mie mani sono pulite. Dai tempi del Diluvio universale la Terra, gli dei e i terrestri non erano più stati colpiti da una simile catastrofe, ma mentre il verificarsi del Diluvio universale era stabilito dal destino, non fu per la grande calamità. Sette anni fa essa non sarebbe dovuta accadere, avrebbe potuto essere evitata, e io, En.ki, feci di tutto per impedire che si verificasse, ma ahimè, fallii. Si trattò di fato o di destino? Sarà il futuro a giudicare, perchè alla fine dei giorni ci sarà un giorno del giudizio. Quel giorno la Terra tremerà e i fiumi cambieranno il loro corso, ci sarà buio a mezzogiorno e fuoco nei cieli la notte, sarà il giorno in cui il dio celeste farà ritorno, E quel giorno si scoprirà chi sopravviverà e chi perirà, chi sarà ricompensato e chi punito, dèi e uomini senza distinzioni, poichè cio che dovrà accadere sarà determinato da ciò che è accaduto, e ciò che era stabilito dal destino si ripeterà in un ciclo, e ciò che è stato determinato dal fato ed è avvenuto solo per volere del cuore, nel bene e nel male, verrà giudicato”.

La voce tacque, poi il grande signore riprese a parlare e disse: “E’ per questo motivo che racconterò la verità sugli inizi, sui tempi antichi, poichè il futuro si cela nel passato. Per quaranta giorni e quaranta notti ti parlerò e tu scriverai; quaranta giorni e quaranta notti durerà in tutto il tuoi compito qui, poichè quaranta è il mio numero sacro fra gli dei. Per quaranta giorni e quaranta notti non dovrai bere nè mangiare: potrai prendere solo un po di pane e un po di acqua, che ti daranno sostentamento per la durata del tuo incarico”.

La voce fece una pausa e a un tratto s’illuminò un’altra parte del recinto. Vidi un tavolo su cui c’erano un piatto e una tazza. Mi avvicinai e notai che c’era del pane nel piatto e dell’acqua nella tazza. E la voce del grande dio En.ki parlò di nuovo dicendo: “Endubsar, mangia il pane e bevi l’acqua, ed essi ti garantiranno il sostentamento per quaranta giorni e quaranta notti”. Feci come mi era stato ordinato. Poi la voce mi ordinò di sedermi al tavolo da scriba e il bagliore si intensificò. Là dov’ero non riuscivo a vedere nè una porta nè un apertura, tuttavia la luce era forte come il sole di mezzogiorno.

La voce disse: “Scriba Endubsar, che coa vedi?”.

Guardai e vidi la luce diffondersi sul tavolo, sulle pietre e sullo stilo, e risposi: “Vedo delle tavolette di pietra, di un azzurro puro come il cielo. Vedo uno stile come non ne ho mai visti prima d’ora, il suo stelo è diverso da qualsiasi canna e la sua punta è a forma di artiglio d’acquila”.

La voce riprese: “Queste sono le tavolette su cui inciderai le mie parole. Per mio desiderio sono state ricavate dai lapislazzuli più fini, e ognuna è dotata di due la ti levigati. Lo stilo che vedi è opera di un dio, il suo manico è di elettro e la sua punta di cristallo divino. Si adatterà perfettamente alla tua mano e l’incisione ti risulterà facile come su argilla umida. Dovrai incidere in due colonne sia il lato anteriore che quello posteriore di ogni tavoletta. Attieniti alle mie parole e ai miei precetti!”.

A quel punto ci fu una pausa e io toccai una delle pietre, la cui superficie era come pelle morbida, levigata al tatto. Presi lo stilo sacro: era come avere in mano una piuma.

Poi il grande dio En.ki cominciò a parlare e io iniziai a scrivere le sue parole, così come le aveva pronunciate. A volte la sua voce era forte, altre volte era quasi un sussurro. Talvolta dalla sua voce trasparivano gioia e orgoglio, altre volte dolore o angoscia. Non appena una tavoletta era stata incisa su entrambi i lati, ne prendevo un’altra su cui continuare a scrivere.

Quando furono pronunciate le ultime parole, il grande dio s’interruppe e sentii un profondo sospiro. Mi disse: “Endubsar, mio servitore, per quaranta giorni e quaranta notti hai fedelmente trascritto le mie parole. Il tuo compito qui è terminato. Ora prendi un’altra tavoletta e scrivi la tua attestazione, e alla fine apporrai il tuo sigillo a testimonianza, prenderai la tavoletta e la metterai insieme alle altre nell’archivio divino, poichè in un tempo designato gli eletti verranno qui e troveranno lo scrigno e le tavolette, apprenderanno tutto quello che ti ho dettato e da quel momento in poi il vero racconto degli inizi, dei tempi antecedenti, dei tempi antichi e della grande calamità saranno noti come le parole del signore En.ki. Sarà un libro di testimonianza del passato e un libro di predizione del futuro, poichè il futuro è racchiuso nel passato e le prime cose saranno anche le ultime”.

Ci fu una pausa, allora presi le tavolette e le misi una per una nello scrigno, nell’ordine giusto. Lo scrigno era in legno di acacia e aveva intarsi d’oro all’esterno.

La voce del mio signore disse: “Ora chiudi il coperchio dello scrigno e assicura il lucchetto”. Feci come mi aveva ordinato. Ci fu poi un’altra pausa e il mio signore En.ki aggiunse: “Quanto a te, Endubsar, hai parlato con un grande dio e, pur non avendomi visto, sei stato in mia presenza. Per questo sei benedetto e sarai il mio portavoce presso il popolo. Esorterai gli esseri umani a essere giusti, perchè in questo consiste una vita buona e lunga. E li conforterai, perchè fra settant’anni le città verranno ricostruite e le messi riprenderanno a germogliare. Ci sarà la pace, ma ci saranno anche guerre. Nuove nazioni diventeranno potenti, regni sorgeranno e cadranno. Gli antichi dei si faranno da parte e nuovi dei decreteranno i fati. Ma alla fine dei giorni prevarrà il destino, e quel futuro è stato predetto nelle mie parole sul passato. Di tutto questo, Endubsar, dovrai parlare alle genti”.

Ci fu una pausa e scese il silenzio. E io, Endubsar, mi prostrai al suolo e chiesi: “Ma come farò a sapere che cosa dire?”. La voce del mio signore En.ki rispose: “I segni saranno nei cieli, e le parole da proferire ti verranno attraverso sogni e visioni. Dopo di te saranno altri profeti prescelti, e alla fine ci saranno una nuova terra e un nuovo cielo, e non ci sarà più bisogno di profeti”. Poi calò il silenzio, le aure svanirono e lo spirito mi abbandonò. Quando ripresi i sensi, mi ritrovai nei campi fuori Eridu.

http://anunnaki-italia.com/2013/01/06/incontro-tra-en-ki-e-endubsar-il-mose-biblico/

venerdì 3 maggio 2013

Lo Z-E-D di Orione

Non tutti gli studiosi sono convinti che le Piramidi di Giza siano edifici funebri; secondo R. Bauval, sono parte di un progetto unitario che riproduce sulla Terra la Cintura di Orione; secondo l’italiano M. Pincherle, Cheope cela al suo interno un pilastro di granito alto 60 metri, lo Zed. Queste ipotesi, mai prese in considerazione dagli egittologi, trovano in questo libro una conferma straordinaria.

Perché le tre piramidi riprodurrebbero la Cintura di Orione? Perché i tre sarcofagi sono collocati ad altezze diverse? E la costellazione di Orione riproduce davvero una figura maschile?

Sono solo alcune delle domande che trovano risposta nel libro di Pietro Magaletti, un appassionante viaggio tra i misteri dell’Antico Egitto che, unendo archeologia, astronomia, filologia, linguistica, mitologia e simbolismo esoterico, rivela l’autentico scopo delle tre piramidi: garantire l’immortalità all’anima del sovrano.

Il sospetto che la Piana di Giza nascondesse dell’altro è vivo ormai da decenni; ciò che mancava è la spiegazione definitiva di cosa avvenisse. Nel 1603, l’Uranometria di J. Bayer, uno dei padri dell’astronomia moderna, assegnava a ogni stella una lettera dell’alfabeto greco; le tre lettere delle stelle della Cintura di Orione formano il nome Z E D: un richiamo esplicito al pilastro che secondo Mario Pincherle è custodito nella piramide di Cheope.

L’esatta etimologia di Piramide e di Medjedu, il nome egizio di Cheope, è per entrambi “dimora del membro maschile”; lo Zed è quindi il membro di Osiride e il suo scopo era condurre l’anima del faraone nel grembo della costellazione di Orione, che non raffigura un uomo, ma la dea Iside.

La prova che le piramidi costituissero tre livelli di un percorso iniziatico di passaggio dalla morte alla vita deriva dall’osservazione dell’altezza crescente delle tre camere che contengono i sarcofagi, da Micerino a Cheope.

E non è tutto.

L’inizio del rito necessitava di un sacrificio umano, quello del faraone; la complessa cerimonia era scandita da due importanti fenomeni astrali; la sua conclusione suggellava la rinascita del re defunto nelle sembianze di una stella in cielo e l’incoronazione del nuovo Horus sulla Terra.

Qualcuno, nei secoli, è sempre stato a conoscenza di questo segreto e ne ha nascosto le prove nei luoghi più impensabili: atlanti stellari, monumenti, dipinti... Ora, per la per la prima volta, questo libro svela e commenta questi messaggi e ricostruisce dettagliatamente i passaggi della Cerimonia della Rinascita. La divulgazione di questa scoperta, frutto di 15 anni di lavoro, cambierà per sempre il nostro modo di intendere l’Antico Egitto e i suoi misteri.

Un estratto del libro: Le nebulose di Orione

Orione, il fiero gigante che domina il firmamento, sembra aver subito, nel corso dei millenni, una radicale distorsione della propria natura originaria: tutto lascia intendere che non si tratti affatto di un personaggio maschile. Il sospetto che possa riprodurre un soggetto femminile è alimentato da numerosi indizi: Paul Kunitzsch, esperto di fama mondiale di nomenclatura stellare, notò che gli Arabi si riferivano ad Orione con attributi femminili; l’analisi dei nomi delle stelle che la delimitano forniscono una prova ulteriore: Betelgeuse, che deriva dall’arabo Yad al-Jawzā, significa spalla, ascella o mano (Yad) di colei che sta al centro (al-Jawzā è un termine inequivocabilmente femminile); Bellatrix, la cui traduzione è la Guerriera, deriva dall’arabo Al Najid ed è anche conosciuta col nome di Amazzone.

Ma la caratteristica più rilevante è la presenza nel suo perimetro delle nebulose più grandi e spettacolari finora scoperte: raggruppate in una immensa formazione che oggi chiamiamo Spada di Orione, la M42 (Grande Nebulosa di Orione), la M43 (Nebulosa De Mairan), la NGC 1977 e la B33 (nota anche come Testa di Cavallo) si trovano poco al di sotto di Alnitak o Z Orionis, la più orientale delle tre stelle della Cintura, e sono così grandi da essere visibili ad occhio nudo anche nei centri abitati penalizzati da un forte inquinamento luminoso.

Le nebulose sono considerate i grembi materni dell’universo, vere e proprie fucine cosmiche in grado di generare un numero infinito di stelle (è stato stimato che la sola M42 contenga materia sufficiente a dar vita a ben 10.000 stelle identiche al sole, da Stella per stella. Guida turistica all’universo, di Piero Bianucci, Giunti Editore, pag. 222). La soluzione dell’enigma è finalmente vicina: l’identificazione della costellazione di Orione con un essere di sesso maschile ha impedito un’interpretazione logica del legame tra terra e cielo che le piramidi esprimono.

Dobbiamo invece accettare una conclusione rivoluzionaria: dopo millenni di fraintendimenti, abbiamo dimostrato che la costellazione più grande e nota del cielo rappresenta una figura femminile; non un dio, non un cacciatore, ma la madre delle stelle… La trasmissione dell’anima del faraone nel cielo attraverso lo Zed di Cheope è senza dubbio la simulazione metaforica dell’atto del concepimento e il personaggio che, secondo il mito, riceve il seme maschile attraverso un fallo artificiale è Iside.

Ricapitolando: secondo gli antichi Egizi, il cielo è un’entità femminile; gli Arabi si riferivano a Orione e le sue stelle con una terminologia tutta femminile; all’interno della costellazione di Orione ci sono delle nebulose, gli uteri del cosmo; lo Zed nella Piramide di Cheope rappresenta il fallo artificiale di Osiride; le tre piramidi e in particolare lo Zed hanno rivelato una manifesta relazione con le tre stelle della Cintura di Orione.

Ormai non vi sono più dubbi: la costellazione di Orione è la dea Iside.



giovedì 2 maggio 2013

Il Sigillo VA243 secondo Biagio Russo



Nelle rovine delle città sumere, riportate alla luce dagli archeologi negli ultimi 150 anni, sono state ritrovate centinaia, se non addirittura migliaia di testi ed illustrazioni che trattano di astronomia.

L'Enuma Elish fu fonte di ispirazione per il popolo della Mesopotamia: i suoi episodi hanno dato vita a molteplici opere d'arte, in particolare bassorilievi e sigilli cilindrici. Questi ultimi, incisi su pietra, era d'uso portarli al collo con una cordicella e spesso servivano per essere impressi su piccoli fogli di argilla umida con la quale venivano sigillate le derrate custodite nei magazzini delle città. Tra i tanti sigilli cilindrici ritrovati nelle varie spedizioni archeologiche in terra irachena, ce ne è uno in particolare che ho personalmente verificato essere ancora oggi conservato presso il Vorderasiatische Abteilung der Staatlichen Museum a Berlino.

Esso risulta catalogato come VA 243 e ha fatto e fa tuttora discutere molto riguardo l'interpretazione del suo contenuto.

Per quanto il reperto possa essere molto interessante sotto il profilo artistico, dal punto di vista storico-astronomico il sigillo lo è ancor di più e si presta chiaramente ad esegesi speculative riguardanti la rappresentazione di quello che, riportato in alto a sinistra, sembrerebbe solo un "particolare decorativo" indicante, però, a detta di alcuni, il nostro Sistema Solare come conosciuto dai Sumeri. Certamente sarei felicissimo di poterlo utilizzare come una "prova a sostegno", ovvero come un documento confermativo del racconto cosmogonico dell'Enuma Elish, ma personalmente ho delle perplessità.

Pur consapevole delle difficoltà che il caso prospetta e di non esser certo io il primo ad approfondire l'argomento, tenterò di ragionare per dare una soluzione sia essa a favore o contro. In effetti, il primo che contribuì alla diffusione conoscitiva di tale reperto archeologico di origine accadica, risalente al 2.500 a.C., fu lo scienziato e astronomo americano Carl Sagan.

Questi, con la collaborazione del suo collega sovietico Josif Smuelovic Sklovskij, nel 1966 pubblicò un testo di divulgazione scientifica che affrontava con chiarezza ed equilibrio la possibilità dell' esistenza di vita intelligente nell 'universo. A pag. 324 del suo libro, a proposito del sigillo scriveva:

"Nell 'illustrazione vediamo che il cerchio centrale è circondato da raggi e che può essere identificato molto chiaramente come un sole o una stella. Ma come dobbiamo interpretare gli altri oggetti che circondano ciascuna stella? È quanto meno un assunto naturale che rappresentino i pianeti [...]. Il sigillo cilindrico nell'illustrazione presenta, curiosamente, nove pianeti attorno al sole prominente in cielo (e leggermente più a destra, due pianeti minori) [...] ".

Carl Sagan astrofisico statunitense scomparso del 1996, all'epoca direttore del Laboratorio di Studi Planetari della Comell University, ebbe parte attiva in numerose imprese spaziali americane e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per meriti scientifici.

Sklovskij, nato nel 1916 e scomparso nel 1985, all'epoca a capo del dipartimento di radioastronomia dell'Istituto Astronomico Stemberg di Mosca e membro dell'Accademia delle Scienze di Mosca, Premio Lenin 1960.)

Quindi 1l corpi celesti che ruotano intorno al Sole.

La profonda ammirazione che nutro nei confronti del compianto dottor Sagan non mi solleva dal far notare un particolare del sigillo evidentemente sfuggito. Spostando la nostra attenzione più verso destra, rispetto al "particolare decorativo" in questione, notiamo che tra il secondo personaggio in piedi e l'oggetto (si tratta di un aratro tenuto dall'altro personaggio seduto) [Si tratta di due divinità, dal momento che indossano entrambi il tipico copricapo con le coma.] è presente un altro pallino.

Un pallino simile agli altri intorno al Sole.

Quindi un altro pianeta? Se di ciò si trattasse, perché mai è stato raffigurato talmente distanziato da ritenerlo lontano dagli altri undici? Certamente la risposta sembra quasi scontata: si tratterebbe del dio/pianeta Marduk (o Nibiru) creato nel profondo del cielo e proveniente dallo spazio esterno.

Nondimeno, ci sono alcune considerazioni per le quali la soluzione appena enunciata vacilla enormemente:

- tra gli 11 corpi celesti, che attorniano la stella a sei punte, Nibiru sarebbe stato già considerato, quindi, in uno dei due inserimenti esso risulta essere di troppo;

- il pianeta risulta ripetuto in relazione alla cosmogonia del testo sumero-babilonese che mette in scena solo 11 e non 12 dèi/pianeti più un dio/Sole, come invece dal sigillo risulterebbero essere.

Neppure si può escludere l'eventualità che l'incisore del sigillo cilindrico abbia riprodotto una configurazione planetaria confacente ad una conoscenza astronomica del nostro Sistema Solare di cui noi, oggi, ancora non disponiamo. Conseguentemente, è evidente quanto la questione si presenti assai controversa. Inoltre, fino ad oggi, nessun nuovo ritrovamento archeologico mesopotamico o nuove scoperte nel campo astronomico hanno potuto contribuire a sciogliere la matassa.

Tuttavia, sulla base degli elementi disponibili, si possono produrre delle conclusioni concrete e pertanto finite:

1.- il sigillo riproduce un sistema planetario formato da 1l corpi celesti gravitanti intorno ad una stella, più un corpo celeste posto a distanza, con un totale, quindi, di 13 elementi cosmici;

2.- il sigillo non rappresenta il nostro Sistema Solare;

3.- il sigillo rappresenterebbe il nostro Sistema Solare sumero solo ed esclusivamente focalizzando la nostra attenzione visiva (parziale) al cosiddetto "particolare decorativo" ed ignorando la presenza dell' altro punto/corpo celeste distante dalla scena principale.

Volendo commentare le tre opinioni appena esposte, definirei interessante la prima, onesta la seconda, poco o per niente realistica la terza, poiché sa molto di prova costruita. L’epica della creazione non ha certo bisogno di conferme forzatamente prodotte, anzi, esse sono soltanto dannose.

Ti potrebbero interessare anche...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...