venerdì 6 luglio 2012

La Grande Piramide, costruzione Atlantidea


Recenti scavi e ritrovamenti sembrano dimostrare che all'interno della Grande Piramide di Cheope si trovino delle stanze segrete, custodi dell'esistenza di un'antichissima, perduta civiltà. Ma le autorità del Cairo mettono a tacere ogni cosa.

Nel marzo del 1993 un robot meccanizzato di fabbricazione tedesca, l'Upuaut II ('colui che apre la via', in egiziano antico) scopriva, al termine di un lungo cunicolo sotterraneo all'interno della piramide
di Cheope in Egitto, una piccola porta di marmo o calcare, con fissate sopra due maniglie di rame. In quel momento la spedizione archeologica tedesca guidata dall'ingegnere di robotica Rudolf Gantenbrink di Monaco esultò. Era stata scoperta una stanza segreta all'interno della Grande Piramide. Chissà quali misteri erano celati dietro quella porta. Si trattava di una scoperta eccezionale!

Ma ecco che, improvvisamente, le autorità egiziane revocavano agli occidentali il permesso di proseguire gli scavi, espellendoli dal Paese. "Le piramidi sono patrimonio dell'Egitto e non dell'Occidente", pare abbia dichiarato il Direttore Generale degli scavi archeologici di Giza, il dottor Zahi Hawass del Cairo, che da allora ha negato a tutti gli occidentali il permesso di scavare o di effettuare rilevamenti nelle piramidi.
"Non c'è nulla dietro la porta trovata dal robot di Gantenbrink", ha detto Hawass alla stampa. Pure, durante un viaggio in America alla ricerca di fondi, Zahi Hawass si lasciò scappare in via confidenziale: "Il ritrovamento di quella porta è la più importante scoperta della storia dell'Egitto. Abbiamo trovato dei manufatti che costringeranno l'Occidente a riscrivere la storia passata..."

Da allora più nulla si è saputo della misteriosa 'camera segreta' all'interno della Grande Piramide, che la tradizione vuole tomba del faraone Cheope (2625 a.C.). Ma si sa per certo che da quel momento l'Egitto ha vietato l'accesso a tutte le spedizioni occidentali, proibendo addirittura di filmare o fotografare nei pressi del sito, a Giza.

Ma quale sarebbe il grande segreto custodito all'interno della Grande Piramide? Forse il ritrovamento di manufatti anteriori all'origine ufficiale dell'uomo, risalenti all'epoca del mitico continente di Atlantide. Una scoperta del genere retrodaterebbe la storia dell'umanità così come noi la conosciamo, e ovviamente priverebbe l'orgoglioso Egitto del primato di 'culla della civiltà'.

TRE SCIENZIATI POCO ORTODOSSI
Di quest'idea è un team di archeologi dilettanti inglesi, particolarmente colpito dai divieti di Zahi Hawass, e scacciati dall'Egitto come indesiderabili. Costoro sono gli studiosi Robert Bauval, John West e Graham Hancock, moderni eredi di Indiana Jones, archeologi eretici e non ortodossi convinti che la culla dell'umanità non fosse affatto il Medioriente, ma l'Atlantide. Bauvall e soci sono sponsorizzati da un'associazione New Age americana legata al culto del celebre veggente Edgar Cayce (1877-1945), un profeta guaritore del Kentucky che si diceva in grado, in trance, di viaggiare a ritroso nel tempo, per scrutare la storia passata dell'umanità.

Cayce aveva profetizzato, per il 1998, la scoperta di una camera segreta all'interno della piramide di Cheope, contenente una stanza segreta dei costruttori di Atlantide. E chi si dice assolutamente convinto di quest'idea è proprio Bauval, autore del volume 'Il mistero di Orione' (Mondadori, 1997), in cui si afferma, in maniera molto seria e scientifica, che il sito di Giza sia stato edificato nel 10.500 a.C. dagli atlantidei, orientando astronomicamente le tre piramidi in direzione della costellazione di Orione.

Sempre secondo Bauvall, al di sotto della Sfinge si troverebbe un'antichissima Sala delle Documentazioni di Atlantide, contenente tutta la saggezza perduta dell'immaginario continente; altrettanto curioso è l'archeologo Graham Hancock, che dopo aver visto il film di Indiana Jones è corso alla ricerca dell'arca dell'alleanza di Mosè, la cassa contenente le Tavole della Legge del popolo ebraico, scoprendola in un monastero ad Axum in Etiopia; Hancock è convinto che Il Santo Graal, il calice dell'Ultima Cena in cui bevve Cristo e alla cui ricerca si misero, nel Medioevo, i cavalieri di re Artù, altro non fosse che l'arca di Mosè. Non meno bizzarro è John West che, nel 1993, si è recato con una spedizione in Egitto ed ha analizzato la Sfinge. Risultato: essa presenta segni di un'erosione fluviale vecchia di almeno 10.000 anni. Quindi, non può essere stata edificata 4500 anni fa dagli egiziani, ma da una civiltà assai più antica. Gli atlantidei.

Queste scoperte, che se confermate toglierebbero all'Egitto qualunque paternità sul sito di Giza, non sono piaciute a Zahi Hawass, che ha prontamente espulso i tre Indiana Jones britannici.

LA PIRAMIDE SECONDO PINCHERLE
In realtà idee del genere non sono una novità, in quanto il primo a formularle in maniera seria e documentata fu un italiano (ma si sa, all'estero i nostri studi vengono costantemente ignorati).
Il bolognese Mario Pincherle, ingegnere con il pallino dell'archeologia, già negli anni Settanta si era detto convinto che la Grande Piramide fosse in stretta relazione con la civiltà l'atlantidea e che nascondesse un grande potere, quello dello zed. Lo zed era un'antichissima torre di granito, costruita da una civiltà perduta e sacra al dio egizio Osiride, capace di captare ed amplificare le energie benefiche dell'universo, ritrasmettendole su tutto il globo.

"Un tempo", sostiene Pincherle, "lo zed si trovava sulla cima della piramide a gradoni di Zoser; in seguito al progressivo imbarbarimento dell'umanità, dovuto al diluvio universale ovvero alla fine di Atlantide, esso è stato nascosto ed occultato all'interno della piramide di Cheope, murato in un'intercapedine nascosta. Ciò si ricava dal fatto che la Grande Piramide è costruita con massi piccoli, alla base, e pietre più grandi, in cima, e infine edificata due volte, come a nascondere qualche cosa. La parte interna, come ho potuto notare durante una mia spedizione archeologica, è in ricco granito levigato, in onore del prezioso reperto che custodisce.

All'esterno, invece, quasi a scoraggiare ladri e predatori di tombe, essa è molto misera, è in scadente pietra calcarea di fattura poco pregevole. Sappiamo che la Grande Piramide non fu mai una tomba, difatti il corpo del faraone Cheope non vi venne mai né sepolto, né trovato. Dunque, doveva servire a qualcos'altro. Probabilmente a coprire e nascondere lo zed, che un tempo si trovava in cima ad un'altra grande piramide, quella a gradoni di Zoser, molto più antica di quella di Giza. La torre zed è più antica della Grande Piramide ed è antidiluviana, e quindi atlantidea".

PROVE NASCOSTE
Questa convinzione Pincherle l'ha maturata scoprendo e decifrando un antichissimo testo etiopico, il 'Libro di Enoch', in cui si narra la storia di un patriarca ebraico antidiluviano che, giunto in Egitto, "vide un'alta e grande torre di granito duro". "Lo zed dunque esisteva", ribadisce Pincherle, "e ce lo conferma un testimone oculare. E quando ho esplorato la Grande Piramide ho scoperto, al suo interno, degli sfiatatoi nascosti, dei condotti di ventilazione che evidentemente conducono ad una camera segreta, la 'stanza di Osiride' da cui si accede allo zed".

Anche il giornalista scientifico inglese Colin Wilson condivide il fatto che la Grande Piramide non possa essere frutto della civiltà egizia, all'epoca tecnologicamente arretrata. "Come han potuto gli schiavi egizi", dichiara Wilson, "sollevare con semplici corde e bastoni blocchi di pietra di sei tonnellate? E come potevano portarli in cima alla Grande Piramide, lungo gradini che a volte non eran più grandi di 15 centimetri? Per spostare poi oltre due milioni e mezzo di mattoni in questo modo, ci sarebbero voluti almeno 150 anni. Possibile che il faraone Cheope avesse tutto questo tempo a disposizione? Negli anni Ottanta i giapponesi cercarono di costruire un modello in scala della Grande Piramide, per un'esposizione, ma anche con le più sofisticate apparecchiature dell'era moderna non vi riuscirono. E il progetto venne abbandonato..."

http://www.nibiru2012.it/archeologia/la-grande-piramide-e-lo-zed.html


giovedì 5 luglio 2012

2012, l'anno del cambiamento


Il 2012 viene ritenuto da molti come l'inizio di un periodo di grande cambiamento.

Ma non voglio qui stare a discutere su profezie maya, fine del mondo, catastrofismi e quant'altro.

Vorrei che focalizzassimo l'attenzione sulla parola "cambiamento" - I recenti sviluppi socio-economici fanno intendere che effettivamente un cambiamento sia in atto e che una nuova consapevolezza sia alle porte.

Ma ciò che chiamo "cambiamento" è oggi pilotato in occidente da una forma di potere in cui non riconosco il perseguimento di quel bene comune che in una società democratica dovrebbe essere il ruolo del governo e delle istituzioni democratiche.

In un sistema democratico il voto degli elettori è una delega affinchè gli eletti operino per il bene comune... non per il bene privato loro e/o delle banche padrone. Quando e se il valore del voto viene depauperato da questa funzione è necessario che la collettività percorra altre strade per vedere riconosciuto il proprio diritto al perseguimento del bene comune

Le società organizzate nascono proprio in virtù di questo: non essendo possibile per l'uomo autogestirsi secondo il modello di anarchia reale la collettività stessa conferisce ai sistemi di governo (monarchie, dittature, oligarchie) le deleghe a governare e a definire sistemi socio-economici governati da leggi. In millenni di sviluppo civile siamo giunti alle democrazie, forse non il sistema perfetto, sicuramente uno dei migliori, ma con il limite di vedere le proprie deleghe (il voto) utilizzate come carta igienica dai potenti.

Facciamo allora che il 2012 sia un cambiamento positivo: liberiamoci dei vincoli di lor signori, riprendiamoci la nostra sovranità e iniziamo a percorrere un percorso di rinascita spirituale della società che ci condurrà a una nuova età dell'oro... se aspettiamo che sia il potere a promuovere ciò siamo solo degli illusi. Poichè esso auspica l'esatto contrario.

E come disse Giordano Bruno secoli fa non puoi chiedere al potere di riformare se stesso.






mercoledì 4 luglio 2012

La nascita degli Stati Uniti d'America

Utile per la comprensione di quanto sotto esposto la lettura delle schede sovrastanti il blog.

Prima fase: Templari e Massoneria
I Templari effettuano importanti scoperte nelle rovine del Tempio di Salomone e approfondiscono gli ideali gnostici di consapevolezza, studio e libertà grazie ai contatti con le sette mistiche e gnostiche in mesopotamia. Con la persecuzione l'eredità di conoscenze dei templari passa alla massoneria.

Seconda fase: dicotomia nella massoneria
Originariamente dominata dai principi templari gnostici la massoneria ispira la nascita di logge esoteriche finalizzate alla custodia e alla limitata divulgazione dei segreti massonici legati ai riti e ai culti mesopotamici.

Altrettanto nell'universo massonico si vanno formando logge antagoniste che sfoceranno infine negli Illuminati di Weishaupt e nei piani di conquista del mondo secondo la logica del NWO attraverso gli organi operativi (Bilderberg, Trilaterale, UE, Euro, FMI) così come ampiamente descritto in questo ottimo thread


Terza fase: nascita degli Stati Uniti
Il conflitto latente tra le due correnti massoniche "gnostico-esoterica" da un lato e "demoniaca" dall'altro è secondo me anche alla base della nascita degli Stati Uniti d'America.

All'origine Washington, Franklin e i molti altri massoni padri fondatori degli Stati Uniti erano ispirati da quei principi di uguaglianza e di diritto alla ricerca della felicità sanciti nella Dichiarazione di Indipendenza che io assimilo a quei principi incarnati nello gnosticismo e simboleggiati da quel bafometto conosciuto e adorato dai templari. Il bafometto viene spesso associato alla figura del diavolo, erroneamente a parer mio.

La stessa statua della libertà può essere intesa come omaggio a lucifero in quanto portatore di luce (la fiaccola); ma non quel lucifero inteso come demonio, ma un lucifero che illumina il mondo con il fuoco della consapevolezza, così come fu nell'età dell'oro (Atlantide?).

Ecco che allora la nascita degli stati uniti, originariamente, voleva essere la ricostituzione di una nazione ispirata da quegli stessi principi sociali che dominavano la civiltà umana durante l'età dell'oro, conoscenze note ai templari simboleggiate dal bafometto.

Stati Uniti = Nuova Atlantide (?)

Statua di G.Washington e rappresentazione del bafometto




Poi con l'avvento degli Illuminati e delle interferenze demoniache la nazione che doveva condurre il mondo sulla via della libertà cade in una serie di contraddizioni provocate dalle forze massoniche "demoniache": sterminio dei nativi, discriminazioni di razza, guerre per il predominio delle risorse, etc.etc.

Oggi assistiamo a un tentativo delle pratiche massoniche esoteriche positive di combattere l'avanzata delle forze demoniache incarnate nelle logge massoniche attinenti al NWO attraverso l'opera di artisti, intellettuali, correnti new age e mistiche che tentano di risvegliare le coscienze.

Faccio riferimento alla pubblicazione apparsa su Ufoplanet

che a sua volta riprende quanto sostenuto nel blog di Paolo Franceschetti

per rilanciare la mia teoria sulle origini degli Stati Uniti, nati dal mio punto di vista come espressione di ciò che definisco nel thread "La scacchiera degli Illuminati" come Player B e poi, ahinoi, sfruttati da membri del Player C.

Seguono alcuni estratti dell'articolo di Franceschetti e le mie riflessioni al riguardo.

...Il NWO nasce dalla convinzione anglo-americana di aver dato vita, con la nascita degli USA, ad un Paese con un destino unico e provvidenziale. Una luce tra le Nazioni, un modello di civiltà, libertà e democrazia, una speranza per tutti i popoli in difficoltà, come efficacemente simboleggiato dalla statua della libertà...


Vero, gli Stati Uniti nascono come modello di libertà e democrazia.

Falso, l'idea alla base del Nuovo Ordine Mondiale, ovvero la volontà di dominare il mondo, nasce molto prima della fondazione degli Stati Uniti e vede nell'affermarsi di questi (gli USA) come superpotenza mondiale terreno fertile per l'esecuzione dei propri progetti di dominazione.

Per cui non sposo la conclusione che prevede l'associazione STATI UNITI = NWO in termini assoluti.


...L'eredità imperiale, cosmopolita, culturalmente e militarmente dominante della Roma imperiale viene dunque raccolta dal nuovo Stato, nato dagli ideali massonici della 'Terra promessa'; una 'New Rome' a partire dalla Gran Bretagna e dall'America, un Impero mondiale, un 'pensiero unico' ed uno stile di vita globale.

"A tale fine nacque una nuova nazione, gli Stati Uniti d'America, il primo 'Stato mondiale', costituito da immigranti provenienti da ogni parte del mondo invece che da una sola comunità etnica; una nuova Atlantide com'era intesa dall'occultista britannico dell'era elisabettiana John Dee, consigliere della Regina Vergine e da Francis Bacon, Cancelliere di Guglielmo I e sostenuta dall'élite scientifico-sacerdotale".


Mentre Franceschetti attribuisce a questo aspetto un carattere negativo, io propendo per l'ipotesi per la quale le origini degli Stati Uniti, nati dagli ideali massonici della 'Terra Promessa' avessero una connotazione 'positiva' rispetto al destino dell'umanità essendo, nell'idea dei fondatori, il tentativo di riproduzione non tanto dell'Impero Romano quanto quello di un'Atlantide e di un'età dell'oro sostenuta dalle più eccellenti menti dell'umanità: scienziati, filosofi, come giustamente evidenziato e descritto da John Dee e da Francis Bacon.

Che poi questo progetto si sia successivamente trasformato e sia stato strumentalizzato dalle interferenze del Nuovo Ordine Mondiale è un dato di fatto, ma la base di partenza non era malvagia.

Il terrore dei comunisti durante la guerra fredda prima, il terrore dei cinesi e dei coreani poi, degli arabi oggi. Angosce create ad arte e diffuse capillarmente nelle popolazioni mondiali per impoverire il tessuto animico e per inibire possibili reazioni. Come previsto da Orwell nel suo 1984 la pratica dell'odio e della paura rende le masse manipolabili.

Qui entriamo nel cuore della strategia del NWO e di quelli che chiamo in un'altra discussione ("La scacchiera degli Illuminati") Player C.

Facile intravedere dietro questo disegno strategico "la costruzione di un nuovo Impero Romano globale basato sull'unione euro-americana, che servirà in modo esemplare da veicolo all'incarnazione di Ahriman, lo Spirito che si prefigge di dominare il mondo intero per trasformarlo nella sua 'mente collettiva'. La massoneria ha portato proprio a questo: la creazione di un Impero Romano globale di materialismo".

La massoneria... certamente quel lato della massoneria rappresentata dal Player C (assumendo che ci possa essere una 'massoneria' volta a obiettivi antitetici di quella palesatasi negli ultimi anni)

Che poi sono l'assicurare – sotto la direzione della Banca Mondiale e dell'IMF, il Fondo Monetario Internazionale – agli USA ed ai loro alleati il controllo delle fonti di energia, la privatizzazione delle aziende di proprietà statale ed il trasferimento delle risorse economiche dei Paesi aggrediti nelle mani del capitale straniero.

Temi sempre relativi al piano di controllo globale del Player C, ma che poco o nulla centrano con gli ideali dei padri fondatori e dei pellegrini del Mayflower.

...Gli effetti della crisi economica del 2008 stanno infatti palesando le contraddizioni del liberismo assoluto - che ha di fatto deificato il 'Mercato' ponendolo al di sopra di ogni valore umano – mostrando il vero volto del progetto di un Nuovo Ordine Mondiale...

Vero, assolutamente vero, infatti non si parla più di nient'altro: crisi, crisi e solo crisi... dove sono i grandi dibattiti su temi etico-morali, sui diritti, sulla politica? Tutto cancellato dalla crisi economica che tiene in scacco l'umanità impedendo di fatto la realizzazione di un superiore grado di consapevolezza e la costruzione di una società migliore.

Dibattiti che esistevano ai tempi di Benjamin Franklin, George Washington, Abraham Lincoln, e sui quali si costituì una nazione realmente faro di democrazia per l'occidente, almeno ai suoi albori.

Tutti massoni? Certamente sì... ma dipende di quale lato? Player C anch'essi? O forse Player B?

Quale via d'uscita?

L'unica possibile; quella della consapevolezza e della lucidità sempre maggiori di chi intraprende con serietà un percorso spirituale.

Quella di un'azione interiore e di una trasformazione progressiva di se stessi in accordo con la lucida comprensione dei segni dei tempi.

Senza trascurare la pervicace tenacia nell'indagare ogni aspetto della nostra vita – compresa la politica, la storia e l'economia - alla luce della conoscenza spirituale, che deve divenire il nostro fedele strumento di conoscenza sia del Mondo spirituale sia di quello fisico.

Assolutamente d'accordo... ma d'altronde non è lo scopo perpetrato da millenni proprio dal Player B?! (massone o meno che sia)

Ecco che allora, negli Stati Uniti e nella loro storia io riscontro un continuo "braccio di ferro" tra i poteri occulti che governano il mondo:

da un lato chi come il Player B cerca di diffondere la 'luce della conoscenza', della verità e di promuovere gli ideali di libertà, uguaglianza, democrazia e ricerca della felicità propri della Dichiarazione di Indipendenza

da un lato chi come il Player C, attraverso il mantenimento dell'ignoranza e la manipolazione della società secondo le strategie ben note, tende a dominare il mondo, calpestando quegli stessi ideali di cui sopra.

Gli Stati Uniti, per il loro divenire superpotenza globale, hanno rappresentato un punto di riferimento per il mondo... nel bene e nel male. Ovvio che le forze in campo abbiano cercato da sempre di prenderne il controllo.

Doggerland, una delle nazioni di Atlantide

Una ricerca di una prestigiosa Università conferma le idee del Progetto Atlanticus di 'nazioni' precedenti al diluvio. Accanto a quella con capitale nell'attuale Mar Nero citata nell'articolo "Un Impero prima del Diluvio" si aggiunge Doggerland, nel Mare del Nord, proprio dove il nostrro libro "Genesi di un Enigma" colloca una delle civiltà antidiluviane coinvolte nella storia umana...

Gran Bretagna – Un mondo nascosto, sotto l’acqua del Mare del Nord, è stato scoperto dai sommozzatori che lavorano con i team scientifici dell’Università di St Andrews.


Doggerland, una vasta area di terra asciutta che si estendeva dalla Scozia alla Danimarca che fu lentamente sommersa dalle acque tra i 18.000 aC e 5500 aC.
La scoperta si deve alle ricerche petrolifere che scandagliando i fondali hanno trovato resti di un ‘mondo sommerso’ con una popolazione che all’epoca poteva contare su decine di migliaia di abitanti.


Potrebbe essere stato il ‘cuore vero e proprio’ dell’Europa. Il territorio si estendeva dal Nord della Scozia fino alla Danimarca e giù per il canale della Manica, fino alle Isole del Canale.
Si presume che fu colpito da uno tsunami devastante.
Il dottor Bates, un geofisico, ha detto: ‘Doggerland era il vero cuore dell’Europa fino a quando il livello del mare è salito fino a coprire tutto, lasciando le coste così come le vediamo oggi.


Il progetto di ricerca è una collaborazione tra St Andrews e le Università di Aberdeen, Birmingham, Dundee e Galles Trinity St David.

La ricerca, frutto di una meticoloso lavoro durato 15 anni sul campo, intorno alle acque torbide del Regno Unito.

Usando una combinazione di modelli geofisici dai dati ottenuti dalle compagnie petrolifere e del gas e le testimonianze dirette da materiale di recupero dal fondo marino, il team di ricerca è stato in grado di costruire una ricostruzione della terra perduta.
I risultati suggeriscono l’immagine di una terra con colline e valli, paludi e grandi laghi con grandi fiumi che sfociavano su un litorale contorto.

“Abbiamo trovato molti reperti sommersi con caratteristiche che sono molto difficili da spiegare con cause naturali, come ad esempio tumuli circondati da fossati e tronchi di alberi fossilizzati sul fondo del mare, selci lavorate ed ossa di grandi animali del passato” hanno riferito gli studiosi.

E’ stata allestita una mostra “The Summer Science Exhibition della Royal Society che si terrà dal 03-08 LUGLIO 2012 presso la Royal Society di Londra.

Questa è una ricostruzione di quella che dovrebbe essere stata Doggerland, presa dal sito dell'Università di St Andrews nonché fonte della notizia:

martedì 3 luglio 2012

Misteriose linee in Siria ricordano Nazca


Il tema della Rinascita è strettamente legato all'esistenza di una Civiltà Madre, antecedente alla nostra storia tradizionale. Prove dell'esistenza di questa civiltà vanno ricercate in quegli elementi comuni a culture storiche lontane tra di loro nel tempo e nello spazio, retaggio culturale e forse anche architettonico di un modello sociale e tecnologico universale.

Tutti conoscono i geoglifi di Nazca, ai quali è stato attribuito, forse fin troppo grossolanamente, un mero significato cerimoniale, specifico delle passate popolazioni autoctone. Se ne è parlato anche qui:

Foss'anchero percorsi cerimoniali (cosa di cui dubito fortemente) come spiegare l'esistenza di geoglifi simili ritrovati in diverse zone della terra come in Amazzonia http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=8060


Questi ultimi collegano ancora una volta la mesopotamia con il mesoamerica contribuendo notevolmente a ipotizzare un retaggio comune o un contatto tra i due continenti separati dall'Oceano Atlantico - così come teorizzato dall'ipotesi di Rinascita avanzata in "Genesi di un Enigma" e negli articoli pubblicati dal Progetto Atlanticus.

Ma se ciò non bastasse ecco di seguito uno studio effettuato da Armando Mei concernente una serie di geoglifi ritrovati in Siria i quali presentano notevoli analogie con quelli di Nazca.

Sono anch'essi meri "percorsi cerimoniali"?

Misteriose Linee in Siria

Il Deserto Siriano propone un nuovo rompicapo...

Una serie molto complessa di "Linee" attraversano le zone più impervie dell'area centrale del Paese mediorientale. Sembrano essere particolarmente simili alle più famose Linee di Nazca, in Perù, ma i disegni che sono proposti particolarmente misteriosi, poiché non sembrano riprodurre elaborazioni definite come quelle sudamericane. In Siria, infatti, la forma ricorrente è la "Spirale", con caratteristiche più o meno armoniche e definite.



Nell'immagine si evidenzia un disegno spiraliforme, posizionato a 34°47'57" N - 38°55'06" E. La particolarità della forma è semplicemente straordinaria per le fattezze, poiché, come per Nazca, anche in questo caso non sono visibili dal basso. Questa caratteristica è la medesima per tutte le raffigurazioni che seguono.



Questo "disegno", che si trova a circa 150 metri di distanza da quello precedente in direzione sud-est, è parte di un "progetto" molto più ampio e complesso che si integra con un altro elemento straordinariamente interessante per la forma, la nitidezza e la particolarità delle caratteristiche riprodotte.



Il Triangolo disegnato nel deserto siriano si trova esattamente a Nord dei precedenti ed insieme formano un'area particolarmente interessante poiché si inseriscono in riproduzioni lineari molto più complesse. Le forme, nel loro insieme, potrebbero rappresentare un chiaro strumento simbolico di comunicazione davvero interessante, sul quale stiamo studiando per cercare di comprenderne la funzione ed eventualmente il messaggio che potrebbero contenere.



Nella foto, è visibile l'intera area che comprende i tre particolari evidenziati in precedenza. Nella parte centrale è visibile la conformazione a "spirale" che si sviluppa su due direttrici differenti, l'una sull'asse Est-Ovest e l'altra sull'asse Nord-Sud. Esattamente nel punto centrale, nella congiunzione tra le due direttrici, si evidenzia il punto di origine che è a sua volta circolare.



In questa immagine, si rileva una serie di linee concatenate che si estendono da Sud-Est verso Nord-Ovest seguendo una forma che ricorda lo Stegosauro, con la coda che si allunga in direzione Nord. E' un disegno che, a sua volta si integra con altre raffigurazioni sparse nella zona che formano riproduzioni non esattamente definibili a causa della particolare conformazione dell'area e dalla presenza di arterie di comunicazioni costruite nel tempo che hanno rovinato le forme originarie.

Tutta l'area interessata da queste particolari e misteriose raffigurazioni si trova in un raggio di circa 600-700 Km dall'antica Nippur, città sumera in cui aveva sede la "residenza" sacra dedicata al dio del vento Enlil.
A nostro parere, non sarebbe azzardato ipotizzare che l'area possa riferirsi a quella che Sitchin aveva descritto come Luogo dell'Atterraggio.
Infatti, se per le Linee di Nazca è stata ipotizzata una funzione tipicamente "segnaletica", poiché visibili solo da una certa altitudine, la medesima attribuzione può essere riproposta anche per le misteriose Linee in Siria.

Esse potrebbero essere state utilizzate proprio come punto di riferimento per "qualcosa" o "qualcuno" che, dall'alto, si avvicinava alla zona.


Linee di Siria sono riprodotte in un'area che si estende per poco più di 100 Kmq, e sono comprese tra i Governatorati di Homs, Deir el-Zor e Al Raqqa, nel cuore del deserto siriano. Sparse su una superficie per lo più composta da roccia e sabbia, esse impreziosiscono una vasto altopiano situato a circa 500mt di altezza con raffigurazioni davvero particolari.

Rispetto alle linee di Nazca, sono estremamente rovinate - probabilmente perchè di gran lunga più antiche e sottoposte alle condizioni estreme di un'area desertica. Tuttavia, in alcuni punti, esse hanno mantenuto la loro conformazione originale, lasciando intendere che il territorio è stato oggetto della manipolazione di una Civiltà che ha inteso imprimere il sigillo del proprio passaggio.

A differenza delle linee di Nazca, tuttavia, esse si presentano con disegni decisamente più ampi, con una distribuzione delle linee interne circa il doppio di quelle peruviane. Infatti, mentre nei disegni di Nazca, la distanza media tra una linea e l'altra si aggira intorno ai 5mt, in quelle siriane si raddoppiano...

Ciò che lascia piacevolmente colpiti è la similitudine che si riproduce in alcuni disegni...



Nella foto, proponiamo un confronto tra "Spirali". A sinistra è possibile verificare la particolarità della raffigurazione di Nazca, mentre a destra, quella rinvenuta nel deserto Siriano. La presenza di questo disegno, è una costante in entrambi i siti. Peraltro, la Spirale ha assunto un significato profondamente simbolico nel corso dei millenni, trovando la propria origine nel nostro passato remoto, introdotta da Civiltà ancora poco conosciute.



Un particolare davvero significativo è il tentativo degli autori di richiamarsi alle simbologie astronomiche riproducendole in terra. Nella foto a sinistra, la "Conchiglia" di Nazca che - oltre a richiamare la forma spiraliforme - sembra sottintendere un chiaro riferimento all'astro principale del nostro sistema solare... Parimenti, nella foto a destra, la Civiltà che ha realizzato i particolari disegni nel deserto siriano ha voluto richiamare l'astro solare stilizzandolo nella forma e nei raggi che si dipartono dal proprio centro...



La similitudine tra le due raffigurazioni, lascia semplicemente attoniti. Mentre nella foto a sinistra, è possibile vedere un disegno che abbiamo "ribattezzato" candelabro, dato il particolare richiamo alla Menorah, nella raffigurazione a destra, nel deserto siriano, è possibile notare una disposizione del tutto simile al citato candelabro ebraico. Esso fa parte di un disegno ancora più complesso che sembra terminare con un "punto indicatore" che abbiamo definito "indice" che punta esattamente a sud-ovest in direzione di Giza!



Infine, non poteva mancare una "pista"...

Nella foto a sinistra, si nota la particolare disposizione di una delle Linee più famose di Nazca che sembra richiamare una "pista". Nella foto a destra, invece, è possibile notare un particolare di una "linea" che si estende per circa 30 km in direzione NNW che taglia in verticale il deserto siriano. Ha una larghezza pressoché costante di circa 45mt. Come per le Linee di Nazca, anche quelle siriane sono costeggiate da pietre lungo tutto il percorso, quasi a voler evidenziare un'attenzione particolare per la funzione a cui erano state originariamente destinate.

lunedì 2 luglio 2012

Il culto del Nommo - I Dogon


Francia, 1920: Marcel Griaule è un giovane molto ben avviato negli studi, soprattutto in matematica, ha da poco prestato servizio come volontario nell’aeronautica francese e aspira al prestigioso Lycée Louis le Grande. Anche se il suo futuro sembra già segnato, il destino ha ben altri progetti per lui, una nuova strada che inizia a delinearsi quando, nello stesso anno, decide di partecipare a una conferenza. I relatori sono Marcel Mauss, antropologo, sociologo e storico delle religioni, e Marcel Cohen, linguista. Griaule rimane letteralmente folgorato e decide seduta stante di dedicarsi interamente allo studio dell’antropologia; tra il 1928 e il 1933 partecipa a due spedizioni etnografiche, e proprio in questo periodo (1930), entra in contatto con una misteriosa tribù africana: i Dogon.



L’occasione gli viene fornita durante un soggiorno di studio nel Mali insieme alla sua allieva Germaine Dieterlen, a sua volta allieva di Mauss e profondamente interessata allo studio dei miti antichi. Da quel momento nasce il mistero del Nommo, un antico retaggio del quale non possiamo approfondire le caratteristiche senza aver prima parlato del popolo Dogon.

Un popolo - molti misteri
I Dogon sono una tribù che vive in una landa desertica del Mali, in prossimità del confine con il Burkina Faso, luogo che li accolse dopo la loro fuga per sottrarsi alle pressioni espansionistiche dei grandi imperi medievali; ci troviamo quindi intorno all’anno 1000, durante le feroci battaglie sulle sponde del fiume Niger. Dei tanti misteri che circondano questo popolo si è già ampiamente discusso, quello che però ci interessa particolarmente ai fini dello sviluppo delle ipotesi contenute in questo libro, è la loro complessa cosmogonia, basata sulla fede in un dio creatore, Amma, e in una creazione prodotta dai movimenti dell’Uovo del Mondo. In base a queste credenze, i “Nommo”, gli otto progenitori dei Dogon, portarono sulla terra una cesta con dentro l'argilla necessaria per costruire i depositi di grano dei loro villaggi. Questa immagine, che a prima vista appare abbastanza semplice e priva di particolare significato, nasconde in realtà una conoscenza assai profonda dell’universo e dei corpi celesti.

Il granaio rappresenta l’universo, le sue scale simboleggiano sia le coppie di maschi e femmine che generarono i Dogon, sia le varie stelle e costellazioni: in tal senso troveremo le Pleiadi a nord, Orione a sud, la stella cometa a ovest. Tutto ebbe quindi inizio da una “cesta”, ovvero un contenitore che trasportava la vita. Ma la cosa che colpì maggiormente i due studiosi fu la constatazione che, nonostante i Dogon fossero entrati in contatto con la nostra civiltà in tempi abbastanza recenti (circa all’inizio del secolo), possedevano delle incredibili conoscenze di carattere scientifico ed astronomico. Alcune di queste conoscenze erano sicuramente frutto di un retaggio culturale vecchio di millenni, ma una, in particolare, presenta caratteristiche decisamente attuali, la dettagliata conoscenza riguardante la stella Sirio.

I Dogon erano infatti al corrente del fatto che Sirio è un sistema binario (cioè un sistema composto da due stelle, Sirio A e Sirio B); erano a conoscenza del fatto che Sirio B ruota intorno a Sirio A con un’orbita ellittica e in un periodo di tempo corrispondente a 50 anni; ma la scoperta sconcertante fu che i Dogon conoscevano l’esatta posizione di Sirio A all’interno dell’ellisse. Molti potrebbero chiedersi, cosa c’è di così sconcertante in tutto questo? Lo stupore nasce dal fatto che soltanto nel 1862 l’astronomo americano Alvan Clark dedusse l’esistenza di Sirio B utilizzando un telescopio, tra i più evoluti per quell’epoca, e non prima del 1970 si ebbe la conferma dell’esistenza di questa stella e si riuscì anche a fotografarla. Eppure i Dogon, già centinaia d’anni prima, ne erano a conoscenza, e non solo questo, chiamavano Sirio B con il nome di “Po Tolo”; questo nome è sicuramente il modo più azzeccato e sconvolgente per descrivere questo sistema, il termine Tolo, infatti, significa stella, mentre Po è riferito ad un cereale tipico del luogo che presenta la caratteristica di essere estremamente pesante nonostante le piccole dimensioni; espressione, quindi, quanto mai vicina alla realtà visto che Sirio B è una nana bianca e, in quanto tale, possiede una densità molta elevata.

Tutte queste informazioni sono praticamente inaccessibili senza una adeguata strumentazione astronomica, ed è inutile specificare che i Dogon non sono mai venuti in possesso di alcuno strumento del genere, ne ignorano addirittura l’esistenza. Ma il mistero non si esaurisce qui, i Dogon, infatti, sono soliti rappresentare il pianeta Saturno come circondato da una sorta di alone, dimostrando in tal modo che ne conoscevano gli anelli; in più erano a conoscenza che il pianeta Giove aveva intorno a se “quattro compagne”, che corrispondono esattamente alle sue quattro principali lune. Come se ciò non bastasse, raffiguravano la Terra come una sfera e dimostravano di sapere che questa sfera gira intorno al proprio asse ed allo stesso tempo, insieme ad altre sfere (i pianeti), intorno al sole; ultimo particolare a dir poco sorprendente è che i Dogon, o comunque gli anziani del villaggio, descrivevano la nostra galassia come una immensa forma a spirale, sappiamo benissimo che questo concetto iniziò ad essere divulgato dagli astronomi occidentali solo all’inizio di questo secolo. Per i Dogon Sirio B fu la prima stella creata da Dio e rappresenta il fulcro dell’Universo.

Da essa si sviluppò tutta la materia, comprese le anime, in seguito a un complesso moto a spirale, lo stesso che viene simboleggiato nei canestri intrecciati. Saturno è circondato da anelli, Giove ha quattro lune principali, così come quattro sono i calendari utilizzati: uno per il Sole, uno per la Luna, uno per Sirio e uno per Venere. Inutile dire che i Dogon ritengono una verità attestata da tempi remoti il fatto che i pianeti orbitano attorno al Sole. I Dogon, quindi, sanno ciò che, a rigor di logica, non dovrebbero sapere; le loro conoscenze non sono il frutto di antichi retaggi acquisiti osservando ad occhio nudo il cielo e le stelle come avveniva in altre civiltà, essi semplicemente “sanno”; questa è la parte più inquietante del mistero dei Dogon.

Il culto del Nommo
Una vecchia leggenda Dogon narra di quando il Dio dell’universo, Amma, inviò sulla terra il Nommo. Si trattava di una creatura metà uomo e metà anfibio, che atterrò nella terra della Volpe, un territorio a nord-est di Bandiagara, nella regione di Mopti; il Nommo era di colore rosso ma quando toccò terra divenne bianco.



Il nome Nommo deriva da una parola Dogon che tradotta letteralmente significa “far bene”; molto più spesso però questo essere viene ricordato come “Il Maestro dell’Acqua”, l’Ammonitore o il Distruttore. Questo forse in ricordo del fatto che il Nommo non poteva sopravvivere fuori dall’acqua. Non sappiamo esattamente come possa essere collocata questa figura nelle varie vicende che caratterizzarono la crescita di questo popolo, non è però altrettanto difficile identificare altre creature molto simili in diverse culture lontane non soltanto geograficamente ma anche rispetto ai vari momenti storici. Lo stesso tipo di creatura è infatti presente in una Storia della Mesopotamia scritta durante il III Secolo A.C. dal sacerdote Beroso; il suo nome era Oannes, il suo corpo era simile a quello di un pesce, viveva soltanto nell’acqua e aveva piedi simili a quelli dell’uomo. Si tratta forse di immagini riferite allo stesso evento?

Comunque sia, questa antica, quasi primordiale figura, occupa un posto di rilievo in tutta la cultura africana; non di rado, ad esempio, nelle zone più interne dell’Africa, persone appartenenti alle grandi religioni monoteiste si rivolgono ai sacerdoti dei vari villaggi perché, in situazioni di estrema difficoltà, invochino l’assistenza del Nommo. Non dimentichiamo infine il Dio pesce Dagon dei Filistei, e lo stesso simbolo del pesce con il quale i primi cristiani erano soliti rappresentare la divinità. Chiunque o qualunque cosa fosse, il Nommo continua ancora oggi ad allungare la sua ombra sul territorio africano, forse messaggero in attesa di poter svelare antiche verità a chi avrà il coraggio e la predisposizione d’animo per ascoltarle.

domenica 1 luglio 2012

La scadenza della concessione


Vorrei proporvi il seguente tema, punto di arrivo della mia personale ricerca sui misteri che attanagliano l'umanità affrontati nel mio "Genesi di un Enigma":
- origine dell'uomo
- mito di Atlantide
- diluvio universale
- comparsa delle prime civiltà storiche
- avvistamenti ufo
- profezie degli ultimi giorni

e se i nostri creatori (chiamateli Annunaki, antichi astronauti, dei o come volete...) ci avessero lasciato "in concessione" il pianeta dopo il Diluvio per giudicarci infine in quello che San Giovanni nell'Apocalisse chiama Giudizio Universale e decidere cosa fare di questa nostra civiltà?

Se voi foste nei loro panni, cosa fareste?

Perchè ritengo plausibile l'ipotesi di un "contratto a scadenza"?

a)
credo che antichi rettili evoluti siano esistiti sul nostro pianeta milioni di anni fa, partiti prima dell'estinzione di massa di 65 milioni di anni fa e tornati in tempi più recenti, ma comunque prima della glaciazione di Wurm. Questi esseri però c'entrano poco nulla con la nostra "creazione". I voli della fantasia a volte possono non essere così lontani dalla realtà.

b)
non credo che la Terra fosse la patria dei nostri creatori, credo venissero da un altro luogo e che la Terra interessasse loro per qualche strano motivo. Successivamente hanno effettuato esperimenti al fine di creare l'homo sapiens forse per ottenere una economica produzione di forza lavoro ben adattabile all'ambiente terrestre.

c)
esaurito l'interesse verso la Terra se ne vanno, ma mentre una parte di loro desidera l'annientamento dei Sapiens, in quanto ritenuti un potenziale pericolo in un lontano futuro sia per l'equilibrio del pianeta, sia come minaccia nei loro confronti, un'altra parte ne auspicò una crescita armonica e spirituale - ecco perchè nella vicenda del Diluvio osserviamo un dio dualista che prima vuole cancellare l'umanità dalla faccia della terra e l'istante successivo decide di salvare Noè (o i Noè?)

d)
finito il Diluvio anche coloro che auspicavano l'estinzione della razza umana si arrendono e con la frase "...ecco io stabilisco il mio patto con voi..." [Genesi 9:9-17] concedono all'umanità il pianeta per vedere questi uomini da soli cosa combinano. Durante la nostra storia ci sono stati anche forniti quegli strumenti spirituali necessari a uno "sviluppo sostenibile" attraverso i grandi pensatori e/o uomini spirituali: i profeti, Gesù, Siddartha, Maometto,etc.etc. solo per citarne alcuni.

e)
la concessione è a scadenza, se, nella data prevista per il loro ritorno, l'uomo si sarà dimostrato capace di governare il pianeta come gli dei/alieni auspicavano bene, altrimenti finiranno quello che iniziarono con il Diluvio.

ulteriori conferme emergono dalle analisi fatte sui carotaggi dei ghiacci. Ricordo di avere visto un documentario, parecchi anni fa, nel quale si analizzavano gli strati di ghiaccio e in funzione della presenza di ceneri e pollini veniva confermato che 12.000 era avvenuta una catastrofe planetaria.

La catastrofe potrebbe ripetersi?

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