giovedì 6 giugno 2013

Telepatia e Torre di Babele


Scienza o fantascienza, la telepatia affascina e fa scorrere molto inchiostro. Alcuni ricercatori, come il professor RHINE, hanno accumulato una quantità di statistiche che non hanno mai provato alcunché. La telepatia rimane quindi relegata a studi marginali in alcuni centri di parapsicologia.

Ciononostante, le scoperte in fisiologia cerebrale del Dottor Francis LEFEBURE, medico e ricercatore francese, permettono di capire meglio questi fenomeni e i meccanismi che li producono. Le sue scoperte sono fondate sull'utilizzo sistematico dei fosfeni. I fosfeni sono tutte le sensazioni luminose soggettive, cioè quelle che non sono direttamente provocate dalla luce che stimola la retina. I fosfeni mettono in evidenza il funzionamento ritmico del cervello e l'esistenza di ritmi cerebrali che possono essere sviluppati e mantenuti dalla pratica di esercizi di pensiero ritmato. Il ritmo struttura il pensiero e gli dà una potenza particolare, migliorando l'attenzione, la concentrazione, la memoria, lo spirito d'iniziativa e la creatività. Ma nel corso delle loro ricerche, il Dr LEFEBURE e i suoi collaboratori si sono resi conto che i fosfeni e il pensiero ritmato sono facilmente trasmissibili per telepatia.

ESPERIENZE DI TRASMISSIONE TELEPATICA DEI FOSFENI

"La trasmissibilità telepatica dei fosfeni è molto grande, senza paragone possibile con quella dei pensieri, nelle ordinarie condizioni di sperimentazione."

Se si fissa un cerchio rosso su un muro bianco e poi lo si toglie, si vedrà comparire un cerchio verde, colore complementare, che è anche un fosfene. M. Delay, sperimentando con dei dischi di colori differenti fissati in successione dal soggetto emettitore, si è accorto che un soggetto vicino, con gli occhi bendati, percepiva un fosfene, non durante la fissazione del disco da parte del soggetto emettitore, ma durante la sua percezione del colore complementare, e che il fosfene del soggetto recettore aveva il colore del fosfene del soggetto emettitore e non quello del disco.

E' durante questa esperienza che si è accorto che questa trasmissione non obbediva alle leggi abitualmente ammesse per la telepatia. Questa è funzione della distanza e anche della posizione relativa dei due soggetti. Il soggetto recettore riceve tanto meglio quanto più è vicino all'emettitore e si trova di fronte a lui.

Si possono provocare all'interno dei fosfeni dei ritmi che sono loro propri. Ad esempio, illuminando gli occhi con due lampade disposte in modo che ciascun occhio non veda che una sola di esse e illuminando in modo alternato al ritmo di due secondi.

Se l'illuminamento avviene a questo ritmo, i due fosfeni consecutivi, anziché coesistere, si alternano, ma non al ritmo dell'illuminamento, bensì con un ritmo proprio del soggetto, con una media di otto secondi per lato per tre minuti.

Questo ritmo d'altra parte dà molte informazioni sullo stato del cervello e sull'influenza che farmaci e regimi alimentari possono avere su di esso.

Ma quello che ci interessa qui è che nel corso delle esperienze di telepatia è stata provocata questa alternanza in un soggetto. Un altro soggetto, in una stanza vicina, per quanto non preavvertito del tipo di fosfene che gli si voleva trasmettere, percepiva due fosfeni che si alternavano al ritmo del soggetto emettitore, e ancora più nettamente di lui (esperienza di Raoul Violay).

Ma se non ci si vuole lanciare in esperienze di questa complessità, si osserverà che se si ha un fosfene consecutivo ad un illuminamento, è abbastanza facile provocare un fosfene in una persona vicino a voi che non ha fissato sorgenti luminose. In più, se l'attenzione è stata attirata sulla grandissima trasmissibilità telepatica dei fosfeni, si noteranno nella vita di tutti i giorni dei casi spontanei che, solitamente, passano inosservati."

La telepatia fosfenica, o telepatia iniziatica, si definisce in modo diverso dall'idea solita che ci si fa della telepatia. Le ricerche del Dr LEFEBURE hanno provato che se si sviluppa in sé il pensiero ritmato è facile trasmetterlo ad altri. Con telepatia fosfenica intendiamo quindi dire: "trasmissione del pensiero ritmato".

Il pensiero ritmato indotto in un'altra persona andrà a provocare un pensiero che non corrisponderà necessariamente al movimento emesso. La percezione di questo movimento può effettuarsi in diverse maniere: può avvenire attraverso immagini (ad esempio l'immagine di una discesa di sci, della salita di un palloncino, la visione del pendolo di un orologio, etc.), oppure attraverso sensazioni cenestesiche (impressione di essere su una barca, etc.), o ancora attraverso queste due forme di percezione simultaneamente.

ESPERIENZE DI TELEPATIA FOSFENICA

Per questa esperienza, definiremo un soggetto emettitore ed un soggetto recettore. Essi possono piazzarsi uno dietro l'altro (con l'emettitore dietro), oppure faccia a faccia. L'emettitore fa un fosfene, lo proietta sul recettore e induce un pensiero ritmato sotto forma di un punto luminoso in movimento. Per cominciare, si può animare il punto luminoso con un movimento laterale di bilanciere. Il ritmo preferenziale da utilizzare è il ritmo di due secondi: un secondo per l'andata, un secondo per il ritorno. Si può utilizzare un metronomo per lavorare ad un ritmo ben preciso. La persona che riceve chiude gli occhi e rimane attenta alle sensazioni e alle immagini che possono comparire, in particolare a quelle di natura ritmica.

Il pensiero ritmato indotto agisce in profondità e aiuterà a sbloccare certe capacità. Questo è ciò che spiega come certi personaggi che possiedono un'altissima spiritualità possano con questo genere di tecniche innescare in altri dei fenomeni spirituali elevati. E' qui l'autentico senso dell'Iniziazione: innescare delle energie che permetteranno di realizzare e di esprimere le facoltà verso le quali tende l'individuo.

Le implicazioni della telepatia fosfenica sono in effetti molto profonde perché essa crea una relazione che coinvolge i sentimenti. Questa forma di telepatia è molto più ricca del semplice invio di cifre e di forme. Entra in gioco una comprensione più completa di un altro individuo attraverso i sentimenti che si ricevono, il che supera di gran lunga il linguaggio superficiale attraverso il quale ci esprimiamo e che spesso non ci permette di descrivere certe sensazioni, tanto è limitato. E' possibile che la telepatia fosfenica sia la «lingua comune perduta» menzionata in certe leggende, come ad esempio nella famosa storia della torre di Babele dell'Antico Testamento.

mercoledì 5 giugno 2013

Visoko e Orione. Un Progetto Italiano firmato Tau-T


Ad agosto del 2012, abbiamo incontrato Semir Osmanagich, nel corso della Conferenza sulle civiltà antiche  di Pescara. Abbiamo avuto il tempo necessario per poter confrontare i nostri obbiettivi di ricerca e verificare la possibilità di interagire su alcuni di essi. Ne è nata una collaborazione che ci ha permesso di lavorare sulla datazione del sito archeologico di Visoko che potesse anche confermare i test di laboratorio che datano alcuni reperti a circa 30-32.000 anni fa.

 Visoko e Orione   Un progetto italiano

Il lavoro è durato circa tre mesi. Come step iniziale, abbiamo ridisegnato una mappa completa del sito per verificare le potenziali direttrici di allineamento tra i monumenti. L’esito è stato straordinario, poiché la configurazione ha restituito esattamente la forma dell’Arco di Orione.

Questo elemento ci ha indotti ad un approfondimento sull’argomento, poiché per la prima volta, si esalta nell’allineamento dei monumenti, questo particolare riferimento astronomico. Nel corso del nostro studio, abbiamo rilevato che quel particolare della Costellazione è l’unico visibile alla latitudine di Visoko in un determinato periodo storico che si approssima alle datazioni risultanti dai reperti rinvenuti in loco. Infine, abbiamo eseguito una proiezione astronomica databile, utilizzando un software professionale, è il risultato è stato davvero eccezionale: Visoko è allineato, con assoluta precisione, all’Arco della Costellazione di Orione esattamente nel 36.420 a.C.

Dopodiché, abbiamo verificato l’esistenza di una precisa correlazione proporzionale tra la Piramide del Sole e il proprio corrispondente stellare, ovvero la Stella PI1Orionis. Dalla comparazione proporzionale ne scaturito un risultato, altrettanto, sorprendente.

Esiste una chiara correlazione tra i due soggetti nelle seguenti variabili fisiche:

1) Il doppio del rapporto tra base e altezza corrisponde al valore della Luminosità della stella, con una differenza di 1,29%;

2) Un miliardesimo del perimetro della Piramide corrisponde alla massa della stella, con un differenza di -0,05%. Dato accettabile su un arco di tempo di circa 38.000 anni;

3) Un millesimo della diagonale della Piramide corrisponde al valore proporzione del raggio della stella con una differenza di circa 0,077%

I dati confermano la possibile correlazione, al 36.420 a.C., tra il sito e l’Arco di Orione ed in particolare tra la Piramide del Sole e la Stella PI1Orionis. 

Il lavoro che sta svolgendo Semir è straordinario, poiché è l’unico ricercatore al mondo che ha realmente compreso i metodi di approccio allo studio dei misteriosi siti dell’antichità. Infatti, solo con metodologia interdisciplinare è possibile venire a capo di questi enigmatici monumenti. Peraltro, Visoko si configura – fatto salvo le differenze ambientali – come la piana di Giza, presentando alcune caratteristiche analoghe quali ad esempio, la particolarità delle frequenze rilevate nei monumenti nonché la presenza di acqua nei pressi. Pur tra mille difficoltà, nell’ostracismo totale della categoria, Osmanagich sta realizzando un lavoro che rimarrà nella storia dell’Umanità.

Urbania, 02/04/2013     
(Tau-T Project)

Taut Visoko e Orione   Un progetto italiano
Particolare della Volta Celeste visibile da Visoko nel 36.420 a.C. Si evidenzia la posizione dell’Arco di Orione quale unico elemento visibile a quella latitudine. In nessun altro caso – tra il 100.000 a.C. ed il 2012 a.C. – si ripete questo tipo di allineamento all’equinozio di primavera.

Taut2 300x237 Visoko e Orione   Un progetto italiano
La disposizione dei monumenti di Visoko in base ai rilevamenti ufficiali. Evidente la disposizione secondo l’Arco di Orione. Nei punti in basso è possibile notare la presenza di due ipotetiche strutture che al momento non sono state ancora scoperte, ma che si sospetta possano essere parte dell’intero complesso. 


Monica Benedetti – Nata a Mercatello sul Metauro (PU), ricercatrice indipendente, da sempre appassionata di Civiltà Antiche. Studiosa di mitologia Pre-Sumera, ha approfondito l’argomentoi specializzandosi sugli aspetti esoterico-teologici delle simbologie rappresentate nei monumenti rinvenuti nella Terra di Sumer. Ha sviluppato le tematiche filosofiche legate ai miti Nord Europei, alle Civiltà Orientali nonchè a quelle Nord Americane. E’ coautrice del Libro “Oltre le Nebbie del Tempo” e “La Porta del Cielo”. Con Armando Mei ha partecipato alla scoperta della correlazione tra le Piramidi di Visoko e l’Arco di Orione, ricerca commissionata dalla Bosnian Foundation nel 2012.

Armando Mei – Nato a Torino, giornalista e ricercatore indipendente. Appassionato di Egitto Predinastico è autore della Teoria sulla datazione storica del Primo Tempo di Osiride, presentata all’International Conference on Ancient Studies che si è tenuta presso la Zayed University di Dubai nel 2010 e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Graham Hancock, Robart Bauval, Jean Paul Bauval, Robert Schoch, Andrew Collins. Ha pubblicato diversi articoli sull’argomento su varie riviste specializzate nazionali. E’ autore del Libro “Giza: le Piramidi Satellite e il Codice Segreto”. Le ultime scoperte sulla Piana di Giza sulla correlazione Sirio-Khentkaus sono state anticipate nell’ambito della Conferenza Internazionale “L’Origine Cosmica della Razza Umana” tenutasi a Pescara nell’agosto del 2011. E’ coautore del Libro “Oltre le Nebbie del Tempo” e “La Porta del Cielo”. Con Monica Benedetti ha partecipato alla scoperta della correlazione tra le Piramidi di Visoko e l’Arco di Orione, ricerca commissionata dalla Bosnian Foundation nel 2012.

Entrambi fondatori del Progetto Tau-T, un progetto di ricerca internazionale che si pone lo scopo di:

1) Ridisegnare la Mappa di Giza alla luce dello studio e dell’analisi delle strutture esistenti sulla Piana e che possano soddisfare l’ipotesi dell’origine prediluviana del complesso monumentale, limitatamente al cosiddetto Progetto Unitario;

2) Studiare, analizzare e riprodurre la funzione originaria delle Piramidi. Riteniamo, infatti, che le singole Piramidi avevano una funzione “tecnologica” intimamente collegata alla produzione di una determinata tipologia di Energia. Questo punto, lo stiamo sviluppando parallelamente alla mappatura di Giza seguendo un Protocollo Scientifico nell’applicazione delle metodologie di analisi.

martedì 4 giugno 2013

Il Funzionamento degli UFO

Mark McCandlish, noto illustratore aerospaziale, sta ultimando un documentario (che sarà intitolato “Punto-Zero: la storia di Mark McCandlish e il Liner Flux”) nel quale spiegherà attraverso un episodio realmente accaduto nella sua vita, come i militari statunitensi, attraverso studi di retro ingegneria, abbiano potuto progettare e creare velivoli molto simili agli UFO.


McCandlish divenne noto qualche tempo fa, nel panorama ufologico, dopo aver divulgato pubblicamente una vicenda accaduta nel 1998: quell’anno lui ed un suo amico, un certo Brad Sorenson, avrebbero dovuto partecipare ad un air show organizzato presso la base aerea USA di Norton, in California. Per problemi di lavoro inaspettati egli non poté però partecipare ma, il suo amico vi si recò ugualmente e grazie ad una conoscenza addentrata nell’ambiente riuscì ad avere accesso ad una zona riservata della base.

Qui, dopo essere entrato in uno degli hangar custodito con un elevato livello di sicurezza, ebbe la possibilità di vedere con i suoi occhi almeno tre oggetti a forma di disco volante contenuti nel deposito e sospesi a mezz’aria. Sembrava di assistere ad una dimostrazione preparata ad alto livello. Uno di questi oggetti aveva alcuni pannelli laterali rimossi ed era quindi possibile vedere cosa conteneva al suo interno. C’era inoltre un monitor che mostrava alcuni test di volo effettuati da questi oggetti, che non si libravano in modo classico ma effettuavano dei balzi improvvisi in tutte le direzioni con velocità incredibili, senza emettere alcun rumore.

Questi oggetti, denominati ARV (Alien Reproduction Vehicles), chiamati comunemente “Liner Flux” erano parte integrante di un progetto altamente segreto messo in atto da alcuni decenni. Servendosi della descrizione riportata dall’amico Sorenson, McCandlish abbozzò il disegno di uno dei velivoli custoditi nell’hangar della base (vedi illustrazione sotto) e cominciò ad indagare sul mistero per capire quale meravigliosa tecnologia questi oggetti utilizzassero nelle loro eccezionali evoluzioni. Con il passare degli anni, attraverso le indagini, e soprattutto grazie ai suoi rapporti di lavoro con i maggiori appaltatori della difesa statunitense, egli è giunto alla conclusione che la tecnologia utilizzata dagli ARV sia quella originariamente teorizzata da Albert Einstein nella fisica quantistica, conosciuta come “energia del punto zero” o “energia del vuoto”.


Il documentario di cui prima accennavamo, ultimato in questi giorni con interessanti effetti grafici in 3D, sarà presentato in anteprima negli Stati Uniti il 2 giugno alla presenza dello stesso McCandlish che, successivamente alla proiezione, risponderà alle domande eventualmente poste dal pubblico presente in sala.

http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=14957

Il Lavoro schiavizza l’Uomo


Siamo l’unico animale al mondo che ha bisogno di lavorare per sopravvivere.

Il lavoro non esiste in natura. A volte confondiamo funzioni fisiologiche (procacciarsi cibo) col lavoro, ma in realtà questo concetto lo ha inventato di sana pianta l’uomo creando qualcosa di estremamente deleterio per la nostra specie. Il lavoro è qualcosa di innaturale e inventato come la guerra, come la sigaretta, o la pena di morte.

Ci rassicurano che il mondo nel quale viviamo è il migliore dei mondi possibili, che non si può fare altrimenti e che se fosse stato possibile ci avrebbero già pensato altri in passato (politici, banche, associazioni, volontariato, ecc)

Dai professori, ai politici, alla tv, ai colleghi, tutti o quasi contribuiscono all’opera di convincimento: “non possiamo fare a meno di banche private, moneta privata, debito pubblico, armi, 8 ore lavorative, malattie, prestiti bancari, il latte per le ossa, la carne per i muscoli, riviste di gossip, ‘La prova del cuoco’, la borsetta di marca e rimborsi elettorali”.

L’uomo di qualche milione di anni fa, prima della devastante deviazione trofica ed ecosistemica (dovuta alla prima glaciazione) non avrebbe saputo cosa farne di tutto ciò.

Ci avrebbe presi per pazzi schizofrenici.

Aveva tutto: salute perfetta, tempo, ecosistema adatto alla specie umana, cibo elettivo, felicità, libertà, contatto con la natura. Era libero e non avrebbe mai cambiato la sua vita con la nostra.

Potessimo tornare a quei tempi con la tecnologia che abbiamo oggi avremmo molto più tempo per sviluppare la creatività, conoscere la natura, studiare il potenziale del corpo umano, viaggiare, amare, VIVERE.

Il lavoro come è inteso oggi cambierebbe i connotati.

Non chiederemmo più “Che lavoro fai?”, bensì “QUALI PASSIONI HAI?”

Non “lavoreremmo” per altri, ma CON gli altri (condivisione di conoscenze, applicazione di tecniche, aiuto reciproco disinteressato).

Ci riapproprieremmo della fiducia nel prossimo e non saremmo costretti a chiedere in prestito un mezzo di scambio come la moneta, che si basa proprio sulla fiducia.

Passeremmo dall’economia del “dEnarO” all’economia del dOnarE”.

Eppure oggi non riusciamo a fare a meno dei fabbisogni indotti che ci hanno reso schiavi.

Senza saperlo facciamo “volontariato di schiavitù”… dipende solo da noi, ma spesso è solo la paura del cambiamento a frenarci.

Possiamo costruire un futuro solo conoscendo il nostro passato.

Allora si che abbracceremmo con gioia ed entusiasmo un ritorno alle origini.

lunedì 3 giugno 2013

Il Marchio sulla Pelle




L’impianto di microchip sta diventando una pratica ordinaria per i nostri animali domestici, ma piacciono meno quando si propone di applicarli alle persone.In un’intervista in un programma radiofonico della BBC la scrittrice di fantascienza Elizabeth Moon ha riacceso il dibattito affermando che mettere il “codice a barre” ai neonati al momento della nascita è una buona idea: 

“Ciascuno dovrebbe avere un sistema di identificazione permanentemente collegato – un codice a barre se si vuole – un chip impiantato che assicuri un modo semplice, rapido ed economico per identificare gli individui“, ha detto a Forum, uno show settimanale… Moon ritiene che gli strumenti più comunemente utilizzati per la sorveglianza e l’identificazione – come videocamere e test DNA – sono lenti, costosi e spesso inefficaci. A suo parere, dei codici a barre per umani permetterebbe di risparmiare un sacco di tempo e denaro. La proposta non è troppo inverosimile – è già tecnicamente possibile mettere un codice a barre ad un uomo – ma non si viola il nostro diritto alla privacy? Gli oppositori sostengono che rinunciare a coltivare l’anonimato ci porterebbe ad una società “orwelliana” in cui tutti i cittadini possono essere rintracciati.

Ci sono già, e sono sempre più numerosi, molti modi per monitorare elettronicamente la gente. Dal 2006, i nuovi passaporti statunitensi includono radio tag di identificazione di frequenza (RFID), che memorizzano tutte le informazioni sul passaporto, oltre ad una foto digitale del proprietario. Nel 2002, un chip impiantabile chiamato ID VeriChip è stato approvato dalla US Food and Drug Administration. Il chip potrebbe essere impiantato nel braccio di una persona.

IL PROGETTO E’ STATO SOSPESO NEL 2010 A CAUSA DELLE POLEMICHE RIGUARDANTI E LA SICUREZZA

Eppure gli scienziati e gli ingegneri non hanno rinunciato all’idea. Altre aziende si sono inserite nel vuoto lasciato da VeriChip e stanno sviluppando modi per integrare la tecnologia e l’uomo.La società biotech MicroCHIPS ha sviluppato un chip impiantabile per somministrare periodicamente le medicine ai malati senza iniezione. E BIOPTid ha brevettato un metodo non invasivo di identificazione chiamato “il codice a barre umano”. I sostenitori dicono che la verifica elettronica potrebbe aiutare i genitori o badanti a non perdere di vista bambini ed anziani. I chip potrebbero essere utilizzati per accedere facilmente alle informazioni mediche ed agevolerebbero il passaggio ai posti di sorveglianza. Ma ci sono anche preoccupazioni circa le violazioni della sicurezza da parte di hacker. Se i computer e le reti sociali sono già vulnerabili alla pirateria informatica ed al furto di identità, immaginate cosa succederebbe se qualcuno potrebbe ottenere l’accesso al vostro chip ID personale.Ma un tale Stanley, analista dell’American Civil Liberties Union (!!!!), spiega al Daily News:“Possiamo avere la sicurezza, possiamo avere la convenienza, e possiamo avere privacy”, ha detto. “Possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca”[e pensare che il suo compito dovrebbe essere quello di tutelare i diritti civili dei suoi concittadini!]

COMMENTI DI LETTORI

“Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei” (Apocalisse 13,16-18)“È come essere marchiati come bestie! Davvero un’idea folle!”“Assolutamente geniale! Non ci sono segreti, l’obbedienza è garantita! Beh, almeno avremo ancora la possibilità di liberarci dalla tirannia con l’auto-distruzione”. “Proprio come i tatuaggi di Auschwitz”.


COME SI SCIVOLA IN UNA TIRANNIA

In un futuro non troppo lontano alcune nazioni cominceranno a richiedere ai propri cittadini di farsi impiantare dei dispositivi di localizzazione miniaturizzati, come quelli già disponibili per gli animali domestici. Sebbene sia arduo crederlo, la popolazione ottempererà a tale richiesta, in parte entusiasticamente, in parte di malavoglia. Ma alla fine tutti si atterranno alle nuove disposizioni, anche perché chi non lo farà non potrà esistere in società.

Ecco le ragioni che saranno addotte dalle autorità. Ce ne sarà per tutti: 

- lo Stato è prossimo alla bancarotta, anche gli altri stati non sono messi meglio. Serve un nuovo sistema monetario in cui tutte le transazioni siano controllate da un’istituzione finanziaria centrale. I contanti saranno aboliti. N.B. Già se ne discute: 
- ci saranno sforbiciate alle tassazioni di chi adempie. Chi disobbedisce pagherà più tasse;
- i servizi sanitari saranno garantiti solo a chi adempie: in questo modo si ridurranno i casi di malasanità; 
- il crimine ed il terrorismo svaniranno, dato che le forze dell’ordine potranno rintracciare tutti in ogni momento; 
- i soccorritori sapranno immediatamente dove intervenire, i bambini saranno ritrovati in men che non si dica; 
- non si faranno più file negli aeroporti; 
- i passaporti saranno aboliti; 
- casse self-service in ogni negozio, nessuna fila perché ognuno pagherà con il suo impianto identificativo che fungerà anche da carta di credito (es. film “in time”); 
- nessun rischio di frode: nessuno potrà clonare una carta di credito o sottrarre un documento di identificazione; 
- i diritti civili saranno garantiti; 
- saremo tutti una grande famiglia; 
- i generi di prima necessità costeranno di meno, risparmi per tutti, debito pubblico sotto controllo; 
- evasione fiscale eliminata, non ci saranno più furbi: ogni transazione sarà registrata; 
- dite addio ai commercialisti: saranno inutili; 
- l’impianto è semplice, rapido ed indolore. Non vi accorgerete neppure che c’è; 
- la Chiesa non è contraria; 
- non ci saranno più disservizi, tutto funzionerà meglio; 
- chi è onesto non ha nulla da temere; 
- se il sistema non funziona lo abbandoneremo e tutto tornerà come prima; 
- è un vostro dovere di cittadini fare quanto è necessario per aiutare gli altri e la nazione: siamo tutti sulla stessa barca.

Quello che non capiscono quelli del “se non hai nulla da nascondere non hai niente da temere” è che certe disposizioni e certe tecnologie non sono democraticamente reversibili, una volta introdotte e che se loro sono così insicuri, pavidi e desiderosi di essere trattati come pecore e non come esseri umani, non è una buona ragione per costringere tutti gli altri a subire lo stesso degrado: Molta gente che pensava di saperne più di quelli che chiamava “complottisti” un giorno si sveglierà in un incubo di rimpianti e rimorsi. Serve una grande formattazione globale, senza back-up.


domenica 2 giugno 2013

Genio Incompreso


La conoscenza di un’avanzata civiltà di 5000 anni fa ed il genio di uno scienziato di frontiera del XIX secolo avrebbero fornito all’umanità le chiavi per comprendere la natura dell’ Universo e l’impiego di una nuova forma energetica. Perché simili scoperte restano ancora oscure e ignorate dalla scienza?

Le intuizioni dello scienziato Nikola Tesla erano decisamente avanzate rispetto al tempo in cui visse. Le sue invenzioni ed i suoi studi non furono sempre incompresi (o ignorati) perché troppo al di là della media conoscenza delle leggi e dei fenomeni fisici. A distanza di anni, si vedono i risultati del suo lavoro.

Chi studia Tesla, ammette che riuscì a comprendere nozioni che attualmente si iniziano solo ad intuire.

Ciò che lui realizzò era il frutto di studi avanzati, tant’è che fu appena compreso dai suoi collaboratori. Forse, per le sue ricerche tanto rivoluzionarie da richiedere un approccio diverso alla fisica, ebbe la necessità di assimilare dalle discipline orientali un nuovo modo di spiegare e comprendere la realtà della natura. Tesla, certamente per questa motivazione, incluse l’antica terminologia sanscrita nelle sue descrizioni dei fenomeni naturali. Fin dal 1891 delineò l’ Universo come un sistema cinetico riempito di energia imbrigliabile in ogni luogo.

I suoi concetti durante gli anni successivi furono enormemente influenzati dagli insegnamenti di Swami Vivekananda, il primo di una serie di Yogi orientali che portarono la filosofia e la religione Vedica in Occidente. Dopo l’incontro con Swami e dopo aver continuato lo studio della visione orientale dei meccanismi che guidano il mondo materiale, Tesla iniziò ad usare le parole sanscrite Akasha e Prana, ed il concetto di etere luminifero (portatore di luce) per descrivere la fonte, esistenza e costituzione della materia. Concetto questo largamente impiegato in passato per spiegare molti fenomeni naturali, ma non si riuscì mai a definire matematicamente l’etere, come tessuto infinito e comune che permea tutto nell’ Universo.

La scienza Vedica e Swami Vivekananda - Swami Vivekananda

Tali concetti propri dei moderni studi fisici sono affrontati nei Veda, una collezione di antichi scritti indiani composti da inni, preghiere, miti, cronache, dissertazioni sulla scienza, la natura ed il mondo reale, risalenti almeno a 5000 anni fa. La natura della materia, dell’antimateria e le concezioni sulla struttura atomica vengono descritte nei testi Vedici, con grande modernità di spiegazioni e dissertazioni. Generalmente tutti i timidi tentativi d’interpretazione della natura in testi di culture del passato peccavano di ingenuità concettuale, cosa assolutamente assente nei Veda, scritti in Sanscrito, la cui origine non è stata ancora capita totalmente.

Studi condotti da linguisti occidentali suggeriscono che tale idioma sia nato sull’Himalaya e nel sud dell’India da migrazioni della cultura Indo-Ariana. Paramahansa Yogananda ed altri storici, comunque, dissentono, ritenendo non ci siano sufficienti prove in India per sostenere tale tesi. Ci sono parole in Sanscrito che descrivono concetti totalmente sconosciuti agli occidentali e singoli vocaboli richiederebbero interi paragrafi per la traduzione in una lingua occidentale. Tesla, dunque, utilizzava i termini vedici per cercare una chiave esplicativa delle sue idee sull’elettromagnetismo e la natura dell’ Universo.

Ma dove apprese i concetti Vedici e la terminologia Sanscrita? Molti sostengono attraverso la sua collaborazione con Swami Vivekananda. Nato a Calcutta, in India nel 1863, Vivekananda fu ispirato dal suo maestro, Ramakrishna, a mostrare all’uomo ogni manifestazione visibile del Divino. Nel 1893 intraprese un viaggio in Occidente, atteso dal Parliament of Religions tenuto a Chicago.

Durante i tre anni nei quali girò gli Stati Uniti e l’Europa incontrò molti dei più conosciuti scienziati del tempo, inclusi Lord Kelvin e Tesla, il quale, specializzato nel campo dell’elettricità, rimase molto impressionato nell’ascoltare da Swami la sua spiegazione della cosmogonia Samkhya e la teoria dei cicli dati da Hindus. In particolare per la somiglianza fra la teoria di Samkhya sulla materia e l’energia e quella della moderna conoscenza scientifica. Fu ad un party in casa dell’attrice Sarah Bernhardt che avvenne il primo incontro fra Tesla e Vivekananda.

In effetti, in una lettera ad un suo amico, datata 13 Febbraio 1896, il maestro annotò quanto segue: “… Mr. Tesla è rimasto catturato sentendo parlare del Vedico Prana, Akasha e il Kalpas, ed in accordo con lui sono convinto che siano le uniche teorie che la scienza moderna potrebbe appoggiare… Mr. Tesla pensa poi di poter dimostrare matematicamente che la forza e la materia siano riducibili ad energia potenziale. La prossima settimana gli farò visita per vedere questa dimostrazione matematica”.

Vivekananda sperava che Tesla riuscisse a dimostrare che ciò che noi chiamiamo materia non è altro che energia potenziale, in quanto questo avrebbe riconciliato gli insegnamenti dei Veda con la scienza moderna. Swami arrivò alla conclusione che “in questo caso, la cosmologia Vedica sarebbe basata su sicuri fondamenti scientifici”.

Tesla, assimilando la terminologia e la filosofia sanscrita, scoprì che esse fornivano il miglior modo per descrivere i meccanismi fisici dell’ Universo, così come lui lo vedeva. Pur tuttavia, sembra aver fallito nel dimostrare l’identità matematica fra energia e materia. Se vi fosse riuscito, a Swami Vivekananda non sarebbe sfuggito. La prova matematica dei principi giunse solo dieci anni dopo, quando Albert Einstein pubblicò i suoi studi sulla Relatività. Ciò che in Oriente era conosciuto da almeno 5000 anni, venne reso noto anche in Occidente.

Una fonte d’energia innovativa

Sebbene Tesla non abbia mai accettato molti degli assunti della Relatività e delle teorie quantistiche, e non abbia potuto trovare la connessione fra materia ed energia, intravide la possibilità di conseguire un’ energia libera ed illimitata, come dimostra il seguente brano:

“Può l’Uomo controllare la più grande, la più temibile ispirazione dei processi della natura? … Se lo può fare, l’Uomo potrà avere accesso ad una potenza pressoché illimitata e soprannaturale… Potrebbe trovare il modo di far collidere e produrre i suoi soli e stelle, il calore e la luce. L’Uomo potrebbe creare e sviluppare la vita in ogni sua infinita forma… Tali poteri lo porrebbero al fianco del creatore, gli farebbero adempiere il suo ultimo destino”.

Kristo Papic - Il segreto di Nikola Tesla

Tesla ha posto quesiti, postulato congetture, cercato risposte. Se avesse sviluppato una sorgente di free energy, o avesse compreso come manipolare lo spazio-tempo e la gravità, avrebbe certamente ottenuto le risposte.

Oggi possiamo accertare che l’umanità non si è ancora impadronita della potenza infinita dell’ Universo, così come previsto da Nikola Tesla. La questione sembra essere ancora aperta, perché?

Sistemi e mezzi che impieghino le free energy, se fattibili, non dovrebbero essere al di là della tecnologia già in nostro possesso, e potrebbero rivoluzionare lo status quo socio-economico dell’intero pianeta, eliminando qualsiasi disuguaglianza fra tutte le nazioni. Un quarto della popolazione mondiale consuma annualmente i tre quarti delle risorse planetarie. Pertanto solo per quattro miliardi circa di persone (su sei) potrebbero esserci speranze di sostentamento sicuro e duraturo. Conflitti originati per la fame e la sopravvivenza sono presenti quasi in ogni luogo ed angolo del pianeta. Una fonte di energia realmente innovativa ed a costo zero potrebbe incrinare o persino modificare tale precaria situazione.

Le implicazioni socio-economiche

Il perché oggi non si sia arrivati ad usare sistemi che “sfruttino” le free energy può essere inquadrato in due modi: uno scientifico-accademico e l’altro economico. Il primo tirerebbe in ballo innumerevoli principi fisici (in testa quello di conservazione dell’ energia) che “matematicamente” escluderebbero la possibilità dell’esistenza di fonti di energia infinite e utilizzabili. Il secondo, vedrebbe entrare in campo un principio, forse non scritto, che vale nell’ Economia: un prodotto, o un servizio, è sfruttabile quando è monopolizzabile ed esauribile.

In altre parole, se esiste un prodotto, o un servizio, che non fa guadagnare nessuno non potrà mai essere messo a disposizione di qualsiasi utente. A monte di tutto: “Qualcuno deve guadagnare”. Le energie libere, quindi, per definizione non sarebbero commercializzabili: nessuno potrebbe vendere energia prodotta gratis o infinita poiché ognuno sarebbe indipendente e non avrebbe necessità di soggiacere alle leggi dell’ economia mondiale.

Se Tesla (o chi ne ha carpito e sfruttato le scoperte) avesse individuato il modo di generare infinita energia, per le motivazioni appena descritte, è normale che oggi non se ne sappia nulla e che ufficialmente non se ne parli. Lo stato attuale dell’ economia è fondato proprio sulla necessità di un monopolizzatore che guadagna e un utente finale che spenda. La banalità di questo concetto è tale che purtroppo tutti ne sono consapevoli e ne intuiscono le probabili conseguenze.

Le free energies annienterebbero i vari monopoli, non essendo più indispensabili lo sfruttamento delle fonti di energia naturali né il denaro utile al loro possesso da parte di pochi. Purtroppo per gli “scienziati ufficiali”, il concetto delle free energies, e il conseguente eventuale loro impiego, non è assolutamente in contrasto con alcuna legge fisica. Forse non a caso Tesla non accettava completamente le teorie di Einstein: la Relatività, non esclude la possibilità di energia infinita praticamente gratis, ma la rende inutilizzabile poiché incontrollabile (la nota equazione E=mc2 di fatto conduce a conclusioni del genere).

Tesla forse intuì, grazie allo studio delle concezioni scientifiche Vediche, che l’ energia libera è uno stato della materia, piuttosto che un risultato di una sua manipolazione. Compatibilmente con Einstein, comunque, era sicuro che la materia fosse energia. Qual è allora la differenza fra il modo di vedere la natura in Occidente e quello in Oriente?

I Vimaanika Shastra: tecnologia antica da interpretare correttamente

I Veda contengono tutte quelle concezioni e quel vasto corredo di termini scientifico-filosofici che Tesla studiò e con i quali descrisse la natura così come lui la vedeva, realizzando i progetti tecnologici che da ciò scaturirono. Inoltre contengono le cronache e le descrizioni di eventi storici avvenuti più di 5000 anni fa in India e personaggi e mezzi che vi presero parte. I velivoli descritti in battaglie e scontri epocali sono i Vimana, macchine volanti con una tecnologia avanzatissima per l’epoca storica a noi nota e rivoluzionaria per la nostra civiltà, in quanto messaggio cifrato di conoscenze tramandate da millenni.

La commistione percepibile nei testi Vedici fra filosofia e scienza, mondo spirituale e mondo fisico, con termini (fra i quali quelli acquisiti da Tesla) comuni all’uno o all’altro campo, fa intuire che vi fosse una mentalità all’epoca degli eventi descritti (non più considerabili, a questo punto, come mitici) completamente diversa e in sintonia con la Natura. Ne è esempio il concetto orientale dei Chakra (vortici di energia) sul corpo umano, portali energetici (amplificatori) fisici e psichici, del tutto simili alle descrizioni dei sistemi di propulsione adottati dai Vimana.

Vortici di materia ( mercurio) incendiati con il fuoco ( energia), che genererebbero una sorta di lenti amplificatrici di energia, in grado di far sostentare nell’aria questi ordigni, fanno intuire, come allora in India non vi fossero differenze fra mondo spirituale e fisico. Se guardiamo, invece, alla storia dell’Occidente, tale dicotomia è presente da sempre. Che Tesla avesse trovato nei termini Vedici totale correttezza descrittiva delle sue teorie, fa capire che avesse immaginato ciò che, oggi, predicano i fautori della free energy. Il mondo materiale e spirituale sottostanno ad uguali leggi che governano anche il microcosmo ed il macrocosmo.

Le free energies sono relegate a curiosità scientifica, o ad un’eresia, perché affermare che siano realizzabili, anche solo teoricamente, annullerebbe il monopolio della scienza ufficiale messo in atto dall’establishment scientifico-economico. Tutti sono apertamente in gara per la scoperta (o la creazione) della grande Teoria Unificatrice, il Sacro Graal, che darà potere a chi lo “agguanterà” per primo. Proprio Tesla, con i suoi studi e le sue invenzioni, alla base di molte conquiste tecnologiche moderne, ha concretizzato in parte la comprensione di acquisire ed utilizzare fonti energetiche inesauribili ed infinite, comprendendo la tanto agognata Teoria Unificatrice, forse riuscendo ad afferrarne il concetto proprio grazie alle concezioni filosofico-scientifiche orientali dei testi Vedici.

Tesla usò alcune terminologie sanscrite intraducibili, lasciando intendere di averne compreso a fondo il significato, così come noi crediamo che ciò che nei Veda viene esposto riguardo i Vimana sia una sorta di antologia d’informazioni codificate per mezzo di disegni, diagrammi e descrizioni d’eventi e personaggi simbolici. Tutto, al fine di tramandare nozioni e concetti universalmente validi che possano condurre ad un’evoluzione sia spirituale che tecnologica. Probabilmente Tesla riuscì ad intravedere tale possibilità, ed ecco perché a cavallo fra 19° e 20° secolo era talmente avanti negli studi e nelle applicazioni delle leggi della fisica da poter essere paragonato a un novello Leonardo Da Vinci.

sabato 1 giugno 2013

Le Stanze del Serpente


Un piccolo robot ha fatto una grande scoperta archeologica nelle profondità sotto il famoso Tempio di Quetzalcoatl di Teotihuacan, nei pressi della Piramide del Sole. Gli esperti si aspettavano di trovare solo una antica camera alla fine di un tunnel inesplorato di 2.000 anni fa. Invece, il veicolo telecomandato ha fotografato tre misteriose caverne.

(Reuters)
(Reuters)

(Reuters)
(Reuters)

Il rilevamento effettuato nel 2010 (INAH)
Il rilevamento effettuato nel 2010 (INAH)

Il robot, chiamato Tlaloc II-TC come il dio azteco della pioggia, è arrivato nelle profondità della piramide per controllare la sicurezza dell’ingresso.

Dotato di un braccio meccanico per rimuovere gli ostacoli, ha passato mesi ad esplorare i tunnel sotto il “Tempio del Serpente Piumato”.

La prima immagine trasmessa (INAH)
La prima immagine trasmessa (INAH)

L'archeologo Sergio Gomez (Reuters)
L’archeologo Sergio Gomez (Reuters)

Questa scoperta potrebbe essere molto importante. La struttura sociale di Teotihuacan rimane ancora oggi un mistero: pur essendo una città molto influente con oltre 100.000 abitanti, si sa poco dei suoi governanti. A differenza di molte altre città preispaniche, qui non sono mai state trovate tombe di re o raffigurazioni di governanti.

Gli scavi iniziati nel 2009 per raggiungere l’inizio del tunnel suggeriscono che fosse la tomba di un sovrano, disse l’archeologo Sergio Gomez nel 2010.

Prima di essere chiuso, nel tunnel furono gettate ricche offerte, tra cui quasi 50.000 oggetti di giada, pietra, conchiglie e ceramiche, inclusi alcuni bicchieri di un genere mai trovato prima nel sito.

“Penso che il tunnel fosse l’elemento centrale attorno a cui venne costruito il resto del centro cerimoniale”, ha detto Gomez. “Questo era il luogo più sacro. C’è un’alta possibilità che in questo luogo, nella camera centrale, possiamo trovare i resti di coloro governarono Teotihuacan”.

Il nome di Teotihuacan fu dato alla città dagli Aztechi solo secoli dopo la sua caduta, e viene tradotto come “il luogo dove vengono creati gli dei”.

La Piramide del Sole (Corbis)
La Piramide del Sole (Corbis)

Il tempio di Quetzalcoatl (Reuters)
Il tempio di Quetzalcoatl (Reuters)

L’esistenza del tunnel venne scoperta nel 2003 dopo una forte pioggia, ma gli scavi sono cominciati solo nel 2009. Il prossimo passo sarà rimuovere i detriti che bloccano gli ultimi 30 metri dei 120 del lungo tunnel. Gli archeologi credono che l’ostruzione nasconda delle scale che portano ancora più in profondità.

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