Antichi saperi

Nella pagina dedicata ai Templari avevamo ipotizzato che gli stessi, entrando in contatto con ambienti gnostici, quali la setta degli assassini di derivazione islamica, e conseguentemente grazie alle loro ricerche e scavi presso il Tempio di Salomone che era stato assegnato loro come quartier generale, vennero a conoscenza di antiche conoscenze e di segreti saperi oltre che di manufatti e reperti di assoluta importanza.

Segreti per i quali la chiesa di Roma si dimostrò pronta a uccidere. Perchè?

Per capirlo partiamo dall'inizio, ossia dalla definizione di gnosticismo: Lo gnosticismo è un movimento filosofico-religioso, molto articolato, la cui massima diffusione si ebbe nel II e III secolo dell'era cristiana. Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis (γνῶσις), «conoscenza».

Una definizione piuttosto parziale del movimento basata sull'etimologia della parola può essere: "dottrina della salvezza tramite la conoscenza". 

Mentre il giudaismo sostiene che l'anima raggiunge la salvezza attraverso l'osservanza delle 613 mitzvòt e il Cattolicesimo sostiene che l'anima raggiunge la salvezza per Grazia mediante la fede come sancito da Efesini 2,8; per lo gnosticismo invece la salvezza dell'anima dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata, detta gnosi, riguardo all'uomo, al mondo e all'universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità. Gli gnostici erano "persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano.

Tratto comune per molte correnti gnostiche è la distinzione che essi operavano tra il vero Dio in conoscibile, definito come Primo Eone, e il malvagio dio minore ebraico Yahweh anche noto come Yaldabaoth, Samael e Demiurgo, di cui gli gnostici disprezzavano pertanto le leggi e l'universo materiale da lui creato per imprigionare le anime degli uomini. 

Ciò comporta il ribaltamento dei canoni del cristianesimo ortodosso: il demiurgo Yahweh, dio veterotestamentario, diventa nella visione gnostica, 'nemico' dell'uomo, che vuole tenere nell'ignoranza impedendogli di mangiare il frutto dell'albero della conoscenza. Al tempo stesso l'intervento del serpente viene visto come elemento di rottura positiva in quanto permette all'uomo di apprendere quella conoscenza negata: la gnosi. In questa interpretazione possiamo osservare forti analogie con i movimenti Enkiliti ed Enliliti e le differenti correnti di pensiero relativamente alla gestione del genere umano.

Potrebbe sembrare che lo gnosticismo sia proprio del cristianesimo ma, seppur ritenuto erroneamente come eresia del cristianesimo, è in realtà una corrente filosofica presente sin dagli albori dell'umanità; si trovano temi gnostici nell'antica Babilonia, nella Kabbalah ebraica, nel periodo ellenistico e ovviamente nel cristianesimo dei primi secoli, oltre che nell'islam (p.es. i Sufi). Se ne deduce una continuità storica della volontà da parte dell'uomo di attingere alla cosiddetta 'conoscenza'. 

Anche se le origini dello gnosticismo sono ancora avvolte nell'oscurità, molta luce è stata fatta sulla questione grazie al lavoro combinato di molti studiosi. Lo gnosticismo, a prima vista, può apparire come un mero sincretismo di tutti i sistemi religiosi dell'antichità: religioni misteriche, astrologia magica persiana, zoroastrismo, ermetismo, Kabbalah, filosofie ellenistiche, giudaismo alessandrino, Cristianesimo dei primi secoli, ma, in realtà, ha una radice profonda, che viene assimilato in ogni substrato culturale da cui emerge quella volontà universale di ricerca da parte dell'uomo e quel desiderio di scoprire la 'gnosi'. 

La gnosi ebbe come centri di maggiore fioritura soprattutto Alessandria d'Egitto e Roma. Si pensa che i fondatori della Biblioteca di Alessandria furono appunto gnostici desiderosi di fare della Biblioteca il centro della ricerca gnostica e la più importante collezione enciclopedica del sapere umano, ma anche divino se intendiamo divino come alieno. 

Altri gnostici noti furono Cerinto, Carpocrate e Simon Mago con tutta la sua scuola. Anche quando la corrente principale e centralizzata della Chiesa Cattolica Romana divenne il corpo cristiano dominante e iniziò a sopprimere le idee cristiane alternative e il paganesimo, lo gnosticismo non svanì senza lasciar traccia, anche se Sant'Ireneo di Lione, Tertulliano e San Giustino Martire rimasero le uniche fonti di conoscenza fino al 1945, anno in cui furono scoperte nei pressi del villaggio di al-Qasr 44 opere gnostiche. Principali esponenti furono Marcione, Valentino, Basilide, Simon Mago, Cerinto, Carpocrate, Tertulliano e i santi Ireneo e Giustino martire. 

Segnaliamo come lo gnosticismo, seppure permeato apparentemente di ideologie di numerose religioni, assomigli come concezioni di base ai Veda dell'antica India. Il parallelo più evidente sta nel nome, infatti la parola "Veda" sta per "Conoscenza", proprio come la parola "gnosi". Le cosiddette "parole magiche", all'interno della cultura vedica, descritta dai profani come "induismo", sono rappresentati da mantra espressi in lingua sanscrita, una lingua particolarmente profonda e dal forte potere vibrazionale. La cultura vedica ha origine migliaia di anni fa e la sua prima comparsa nella storia avviene quando i popoli Arii occuparono parte dell'India, trasmettendogli quelle stesse culture indoeuropee da cui si dimostra l’esistenza di gnosi anche nel mondo indoeuropeo ariano. 

In epoca contemporanea, a fianco di movimenti elitari che si richiamano alle correnti gnostiche del passato, non mancano tentativi di identificare caratteri gnostici in correnti di pensiero moderne: così nel nichilismo ed esistenzialismo con la mancanza di significato dell'esistenza terrena. Occorre precisare che lo gnosticismo, come filone di pensiero, attraversa tutta la storia della filosofia e che riemerge periodicamente con movimenti di pensiero, ortodossi ed eterodossi se raffrontati al punto di vista ufficiale interpretato secondo la volontà della Chiesa.

Ma ciò che più intimorì la Chiesa fu la scoperta da parte dei Templari del pensiero gnostico cristiano, incarnato dal messaggio di Gesù Cristo presentato nei vangeli gnostici, esclusi dal Concilio di Nicea poichè avrebbero potuto inficiare il potere temporale patriarcale che si andava costituendo.

Le conseguenze del Concilio di Nicea consistono in una Interpretazione parziale e frammentata del messaggio di Gesù e nell’evidente ridimensionamento del ruolo della donna a vantaggio di una società patriarcale, diretta conseguenza del conflitto tra Maria Maddalena e Pietro, che in realtà aveva capito poco del messaggio di Cristo così come da quest’ultimo profetizzato “… e prima che canti il gallo mi tradirai tre volte…”. 

Inoltre paradossalmente si procede con la cancellazione della verità gnostica e della ricerca della conoscenza, che invece veniva fortemente auspicata dallo stesso Gesù, attraverso la Persecuzione e lo sterminio dei pagani e delle correnti cristiane eterodosse come accaduto per i Catari nella francia medievale. 

Il Consiglio di Nicea definisce una serie di strumenti atti a garantire il potere temporale della chiesa sull’occidente dei secoli bui attraverso l'ignoranza e la minaccia del terrore: è la vittoria del demiurgo e la sconfitta del Cristo. Con lo studio dei vangeli gnostici entriamo in una nuova dimensione spirituale che credo ci aiuti a comprendere il vero messaggio di Gesù Cristo avvicinandoci al pensiero templare gnostico e, comprendendone il potere, capire l’effetto che ha avuto sulla Chiesa Cattolica e le potenzialità insite in ciascuno di noi.

I punti fondamentali che si discostano completamente dall'insegnamento cattolico, ribaltando completamente l'interpretazione del messaggio di Gesù sono: 

- il ruolo del femminino sacro e della donna quale incarnazione dell'energia dello spirito santo. Maria Maddalena gioca un ruolo fondamentale all'interno delle prime comunità cristiane e la sua posizione viene messa in discussione dall'apostolo Pietro, che invece rappresenta il potere patriarcale di una chiesa che col tempo si discosterà dagli insegnamenti esoterici di Cristo.

- la Sophia, conoscenza o gnosi, come strada di salvezza. Cristo si configura come portatore di quella conoscenza e consapevolezza della scintilla divina presente in ciascuno di noi per il solo motivo di essere uomini, creati ad immagine e somiglianza di dio. Quella conoscenza negataci fin dall'episodio del giardino dell'Eden dove Enlil proibì per bocca di Yahweh (un Enlilita) all'uomo di ottenere la conoscenza e la vita eterna. 

- la figura di Giuda, uno dei pochi a conoscere completamente la verità e la vera natura di Cristo e della sua missione, tanto da provvedere al traditio (consegna e non tradimento) affinchè Gesù potesse compiere la sua missione fino in fondo, liberando e mostrando il suo potere spirituale dalla trappola del corpo fisico attraverso la trasfigurazione nel corpo di luce alchemico e insegnandoci così che con una rinnovata spiritualità da raggiungere attraverso i suoi insegnamenti di amore, tolleranza e libertà, ciascuno di noi ha in sè il potere della vita eterna.

Il paradosso è che in questi termini Gesù sarebbe venuto a terminare il lavoro del serpente 'tentatore' insegnando agli uomini quella stessa conoscenza negata dal dio dell'antico testamento... che però sarebbe il dio padre della trinità cattolica. E Satana? E' davvero quell'angelo caduto di nome Lucifero nel cui nome vi è già implicito il significato della sua funzione di 'portatore di luce'?

Domande che rimangono senza risposta... fino a quando non approfondiamo i concetti manifestati nelle correnti gnostiche secolari e descritti nei vangeli esclusi dalla dottrina cristiana.

Ponzio Pilato, dopo l'incontro con Gesù, chiese a Claudia, sua moglie "Quid est veritas?" In una frase del Gesù gnostico, sconosciuta ai più, vi è forse la chiave per scoprirla... 

"La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli ed immagini... non la si può afferrare in altro modo"

Egli ci esorta a ricercare la Verità e non ad attendere che la stessa ci venga fornita da altri, come invece è purtroppo successo, con le conseguenze delle interpretazioni et omissioni proprie del carattere umano.

Alla luce di quanto espresso sopra siamo ancora certi che l'accostamento Lucifero (portatore di luce) a Satana (avversario) sia corretta?

Alla luce di quanto espresso sopra possiamo dedurre elementi che lascino intendere analogie tra la verità gnostica dei ruoli di Cristo, di Lucifero, di Satana e quanto teorizzato in una ipotesi alternativa della storia dell'uomo con antichi dei (Anunnaki) creatori?

Il dualismo tra i fratelli Anunnaki Enki ed Enlil nella gestione della razza umana, può essere allora stata reinterpretata nella Bibbia ebraica come conflitto tra Enlil=Yahweh che temeva il proliferare degli esseri umani e la dotazione degli stessi di particolari tecnologie et conoscenze e Enki=Serpente=Lucifero, il quale invece voleva condurre l'uomo sulla via del progredire.

Gli ebrei poi si dedicarono esclusivamente al culto di Yahweh in opposizione ai nemici babilonesi e alla loro divinità principale Marduk, che altri non era che il figlio di Enki.

Infine venne la chiesa romana, che fornì una visione limitata della potenza del messaggio di Gesù Cristo, il cui desiderio, secondo gli gnostici, era quello di fornire agli uomini gli strumenti per ottenere la gnosi, ossia la Sophia, ossia lo Spirito Santo, ponendosi più vicino alla figura di un Lucifero che di un demiurgo, quale che fu Yahweh.

Satana allora sarebbe un'altra entità ancora, veramente malvagia, il cui obiettivo rimane condurre l'umanità verso la perdizione, la schiavitù, allontanandola dagli ideali gnostici promossi dal messaggio del Cristo-Lucifero. Possiamo pertanto identificare Satana in tutte quelle operazioni volte a dominare l'umanità; quelle stesse azioni che oggi conducono a un Nuovo Ordine Mondiale. 

Ma allora in sintesi cosa è la Gnosi? La gnosi è: 

- Consapevolezza di fattore divino implicito nell'uomo derivante dal DNA 'divino' Annunaki 
- Conoscenza della vera natura del Cristo della sua storicità con Maria Maddalena e della sua discendenza in Europa (rh- e genotipicità di certi aplogruppi "aristocratici") 
- Consapevolezza del potere animico della Vita derivante dalla manifestazione del divino universale Vita = Energia dell'Universo = Potere di DIO (conoscenza pleiadana = Cristo Pleiadano usando un linguaggio NewAge dal quale comunque Progetto Atlanticus dissente) 
- Studio degli insegnamenti di Gesù e degli altri mistici volutamente 'censurati' dalla Chiesa Cattolica dopo il consiglio di Nicea (vedi vangeli apocrifi e gnostici)

Gnosticismo significa anche comprendere e accettare la separazione tra il dio-veterotestamentario giudaico cristiano di chiara derivazione Enlilita e Gesù Cristo che invece, al pari di altri 'maestri' (Siddartha, Maometto, ...) assume connotati di dispensatore di conoscenza, ripercorrendo il desiderio di Enki di conferire all'uomo quelle conoscenze che oggi definiremmo alchemiche-esoteriche destinate a liberare l'intero potenziale trascritto nel nostro DNA, che ricordiamo essere in parte animale e in parte divino, in virtù dell'ibridazione originale, permettendo l'attivazione della ghiandola pineale, l'apertura del terzo occhio e l'ottenimento del corpo di luce.


Queste appena citate sono conoscenze alchemiche, note in parte ai più alti vertici delle più alte piramidi massoniche. E sono quelle conoscenze alchemiche che vennero sviluppate durante l'età dell'oro, ovvero quando la società umana era permeata di antiche conoscenze scientifiche-tecnologiche mixate insieme a sapienza esoterico-mistica; in una parola: l’alchimia. 

Nelle tradizioni alchemiche sia d'occidente che di oriente l'oro assume una grande rilevanza, non per il suo valore commerciale, ma perché collegato sia alla longevità del corpo fisico sia alla realizzazione di stati superiori di coscienza. Però il rapporto è invertito rispetto a quello che si potrebbe pensare oggi; non è cioè il metallo che causa il guadagno interiore, ma è la realizzazione interiore che permette di creare il prezioso metallo. Per cui, nell'alchimia occidentale, la possibilità di realizzare fisicamente la pietra (o polvere) filosofale dipende dal grado di realizzazione interiore dell'alchimista; in sostanza si crea un binomio biofisica (nell'uomo) - reazioni nucleari di trasmutazione (all'esterno dell'uomo). 

Nell'alchimia indù invece, dove l'accento cade principalmente sulla longevità, l'equivalente indù dell'elisir di lunga vita, prima di essere ingerito, deve essere in grado di trasmutare fisicamente il mercurio in oro, altrimenti, in questa visione delle cose, non funziona. 

In entrambi i casi si profila un legame stretto tra biofisica umana, stati di coscienza e fisica della materia. In questo senso l'affermazione che l'uomo sembra aver scritto nei suoi geni, "l'amore per l'oro", potrebbe avere un significato più profondo di quello che sembra; per cui la comune avidità di oro potrebbe essere la forma degradata e depotenziata di un istinto più alto e profondo. L'associazione dell'oro agli dei si può comprendere più facilmente osservandola da questa prospettiva: superiori stati di coscienza e longevità fisica, ergo libertà interiore unita a salute e bellezza esteriori. 

E se l'alchimia fosse stata l'equivalente della nostra scienza, del nostro metodo scientifico, per la civiltà Atlantidea, durante l'età dell'oro? L'alchimia si configura come l'insieme di elementi che attualmente associamo a campi di studi diversi: 

(ambiti scientifici)                                                 
- chimica                                                          
- fisica                                                               
- medicina 
- metallurgia 
- astronomia 

(ambiti non scientifici, oggi) 
- astrologia 
- arte 
- misticismo 
- religione 

Forse il nostro limite di esseri umani sta proprio nel non riuscire più a unificare le ricerche di queste aree. 

Forse è proprio attraverso lo studio integrato di tutte queste discipline che possiamo aspirare al ritorno al livello tecnologico/spirituale dei nostri antenati antidiluviani e raggiungere quello stato 'divino' proprio dell’età dell’oro ricercato dagli alchimisti con il termine "trasmutazione" e raggiunto da Gesù con la trasfigurazione. L'oro, assume allora una valenza simbolico-spirituale oltre che applicazione pratica nella tecnologia perduta di Atlantide, tecnologia ricercata forse dagli alchimisti. 

In Medicina Ayurvedica si riescono a produrre dei rimedi medici che rendono non tossico il mercurio come possiamo vedere nel film-documentario: "Ayurveda - The Art of Being" di Pan Nalin (2001). Discipline Ayurvediche che ritengo discendere da un sapere medico di altri tempi, orientativamente della civiltà Atlantidea, e che realmente mette in comunicazione i fatti oggettivi della natura, per esempio gli elementi, con la vita e la psiche dell'uomo. Sicuramente c'è una connessione stretta tra alchimia indù e medicina ayurvedica, così come c'è una connessione tra medicina ermetica ed alchimia, così come c'è una connessione tra alchimia cinese e medicina tradizionale cinese; si tratta di applicazioni sorelle nate da una medesima cultura. L'ambito però è differente. 

E se pensate che la trasformazione dei metalli in oro, così come ricercato dagli alchimisti, non sia possibile significa che non conoscete la vicenda di Nicolas Flamel, un libraio dell’antica Parigi del 1400. La sua casa è l'edificio più vecchio della città, adesso sede di un hotel, ma con incisioni misteriose nei pilastri esterni, riconducibili al mondo alchemico. Da libraio diventò all'improvviso molto ricco e costruì e restaurò chiese, case di ricovero, ospedali. 

Si dice che sia diventato immortale a causa della pietra filosofale o della sostanza che sarebbe riuscito a produrre seguendo, dopo una intera vita di studi e approfondimenti, quanto scritto nel famoso "Libro di Abramo l'Ebreo". Abramo l’Ebreo fu un sacerdote erudito su di un sapere alchemico esoterico di una civiltà precedente, qualcuno dice che fosse stato il famoso Ermete Trismegisto o comunque un iniziato che preferì morire piuttosto che rivelare i suoi segreti, tra cui quello di come ottenere l'oro partendo da altri metalli.

Ricercare la gnosi, avere le competenze per controllare i procedimenti alchemici e possedere antichi manufatti tecnologici come ad esempio l'Arca dell'Allenza, poneva i Templari (e chi per loro anche oggi) in una posizione di grande potere, ma rappresentavano anche un grandissimo pericolo all'ordine costituito. Perciò vennero perseguitati impedendo di divulgare queste conoscenze all'intera umanità anche se, attraverso alcuni iniziati, il messaggio cercò di essere subliminato attraverso l'impiego di simbolismi nell'architettura contemporanea (cattedrali gotiche) e nelle opere d'arte dei grandi artisti nel corso dei secoli successivi, primo fra tutti Leonardo da Vinci con il suo cenacolo e con la Gioconda.

Noi del Progetto Atlanticus difendiamo infatti la tesi che Leonardo da Vinci fosse un iniziato, a conoscenza delle gnosi e dei segreti dei Templari e che avesse voluto inviare dei messaggi occulti sul ruolo di Maria Maddalena come sposa e compagna di Cristo nel cenacolo, e come madre dei suoi figli e incarnazione della Sophia nella Gioconda. E' stato acclarato a tal proposito che la Gioconda indossa un velo tipico delle donne partorienti di quel tempo. Potrebbe allora Monna Lisa rappresentare, a un più profondo ed esoterico livello di lettura, Maria Maddalena che si gira verso gli spettatori sorridendo, poichè ha messo al mondo la discendenza di Gesù Cristo, perpetrando il ruolo di Pistis Sophia?

 
Essere Gnostici - Fiero di essere Eretico

Gli Alberi dell'Eden - Due frutti per un solo segreto
http://www.mediafire.com/view/6umbi5tc0eb7blv/Gli_Alberi_dell'Eden.pdf

2 commenti:

  1. Articolo fantastico, penso che sia in noi stessi che dobbiamo cercare, tutto ciò che troviamo all'esterno è un "simbolo specchio", che ci indica la via interiore, mai sconnessa con quella di altri esseri che siano umani o no.
    Grazie dell'articolo.

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