venerdì 4 gennaio 2013

Nabta Playa, la Stonehenge del Sahara

Nabta Playa: un nome sconosciuto ai più. Ma in questo luogo sperduto in un mare di sabbia quasi 40 anni fa è stata compiuta per puro caso una scoperta archeologica la cui portata rivoluzionaria, sostiene il ricercatore Bauval, non è stata finora del tutto compresa. Ecco cosa dice Bauval.

Nabta Playa si trova a ovest del Nilo, proprio all’estremo sud dell’Egitto. In questa zona c’è il famoso tempio di Abu Simbel, quasi al confine col Sudan. Ad  un centinaio di chilometri ad ovest, c’è proprio Nabta Playa. E’ il posto più misterioso che si possa immaginare: non tanto dal punto di vista turistico, ma dal punto di vista scientifico è davvero notevole.  Venne scoperto nel 1974  da alcuni antropologi americani: il capo della spedizione era Fred Wendorf, molto titolato.

Ebbero davvero una bella fortuna, perché stavano tornando indietro da un’altra spedizione e  si fermarono per riposarsi, quando si resero conto di trovarsi in un sito preistorico molto antico. Se ne trovano molti nel Sahara, ma questo era diverso. Infatti non sembrava un insediamento, un luogo in cui la gente aveva abitato…

Ora noi sappiamo che si trattava di un complesso utilizzato per le cerimonie. Un po’ come accadeva a Stonehenge in Inghilterra: la gente non ci viveva, si radunava  lì per svolgere i propri riti e per osservare la volta celeste. Anche a Nabta Playa c’era una struttura complessa,  formata da vari cerchi di pietra con grandi pietre. In più ci sono alcuni tumuli, che ricordano nella forma gli igloo esquimesi: ce ne sono 12. Questo è un aspetto molto strano, perché fino ad oggi ne hanno scavati 2 e hanno trovato all’interno qualcosa di inatteso. In uno hanno rinvenuto una mucca - l’intero scheletro, intatto - chiaramente vittima di una cerimonia, vista  la posizione.

Nell’altro, gli antropologi si aspettavano di trovare un corpo umano o magari ancora una mucca. Invece hanno scoperto un’enorme pietra pesante 3 tonnellate… Assolutamente non si capisce come mai questi uomini primitivi  abbiano intagliato questa larga pietra per poi seppellirla nel terreno. Ma la cosa che stupisce di più è che lì c’è un affioramento naturale, un sedimento roccioso profondo circa 6 metri: hanno posizionato la pietra lì sopra e poi l’hanno ricoperta.

Non abbiamo idea di quale fosse lo scopo e non sappiamo come potessero sapere che lì sotto ci fosse un rilievo naturale. Tutto ciò mi porta a credere- come ho scritto nel mio libro- che un tempo quegli affioramenti fossero in superficie: stiamo parlando di epoche molto, molto, molto remote, probabilmente 10mila, 15mila anni fa… E’ tutto molto misterioso, io  ho visto quei tumuli e davvero sono un controsenso, non si capiscono.

Il calendario circolare di Nabta Playa

Non solo. A Nabta Playa qualcuno, svariate migliaia di anni fa, scrutava il cielo e leggeva il movimento apparente delle stelle. Qualcuno era già in grado di prevedere la posizione del sole nel corso dell’anno. Qualcuno, insomma, conosceva già i concetti-base dell’astronomia…

E’ così- conferma lo scrittore- ma ci sono voluti 10 anni prima che gli antropologi si svegliassero e capissero che in quel luogo c’erano anche delle pietre allineate, verso l’est e verso il nord.  Io ho subito pensato che fossero indicazioni astronomiche e il motivo per il quale me ne sono accorto è la disposizione di alcune di esse in cerchio. Gli astronomi infatti si sono presto  resi conto che il “cuore” di Nabta Playa, che noi conosciamo come  “il cerchio del calendario”,  mostra importanti allineamenti  con diverse posizioni del sole – il solstizio, l’equinozio…

L’annuncio fatto sul magazine Nature fu scioccante, perchè non solo si affermava che era un complesso astronomico, ma anche che risaliva a molte migliaia di anni prima rispetto a Stonehenge e alle Piramidi. E’ letteralmente il più antico complesso astronomico del mondo. Cosa ancora più bizzarra, l’astronomo Kim Melville dell’Università di Boulder, in Colorado, quando ha cercato di individuare l’allineamento delle pietre collocate per vari chilometri- una fila  puntava a nord, una a est- e di interpretarle usando la datazione attribuita al sito dagli antropologi, ha rapidamente capito che la linea ad est indicava la Cintura di Orione - come nelle Piramidi… - mentre la linea a nord indicava il Grande Carro dell’Orsa Maggiore: esattamente come per le Piramidi!

I loro pozzi infatti guardano verso queste due costellazioni. Improvvisamente, viene a sovrapporsi quello che realizzarono i costruttori delle piramidi a quello che aveva fatto il  Popolo del deserto migliaia di anni prima. Probabilmente  per lo stesso scopo: la meccanica celeste  era utilizzata per spiegare i fenomeni naturali come la piena del Nilo. Come sappiamo il Nilo esondava ogni anno ed era al centro del pensiero egiziano: tutto l’Antico Egitto dipendeva da esso. In questo caso, il Popolo del deserto- che possiamo anche chiamare “il Popolo delle stelle”- osservava  i medesimi fenomeni, ma era interessato non all’inondazione, ma alla pioggia.

E’ grazie alla pioggia che il fiume si gonfia e straripa. Ma la pioggia, prima,  deve arrivare sul deserto. Quindi questi antichi abitanti del Sahara facevano le stesse previsioni, ma molto prima. Cercavano di collegare quello che osservavano nel cielo con le attività sul terreno. Questo cambia tutto! Ora noi conosciamo una “pre-fase” della civiltà egizia, sappiamo che esisteva un  popolo di cui  ignoriamo praticmanet etutto, perché a Nabta Playa non ci sono resti umani, ci sono solo pietre… Eppure non c’è dubbio che lì ci siano state delle persone, anche se non abbiamo trovato sepolture umane.

Ora possiamo fare un collegamento,  tra questo  popolo, quello di Jamal Uweinat e l’Antico Egitto. C’è un corridoio che va da Abu Simbel e dalla regione di Assuan nel sud, fino a Nabta Playa a cento chilometri ad ovest e poi dopo altri 600 fino alla regione montuosa.

E’ evidente che c’era un popolo che ha abitato quest’area per migliaia di anni: dominavano il deserto, anzi, quello che oggi è il deserto. Il cambiamento climatico li costrinse a spostarsi per grandi distanze alla ricerca dell’acqua. I monsoni arrivando inzuppavano il suolo e formavano laghi naturali, ma i laghi non duravano: l’acqua veniva drenata  nel terreno e i laghi scomparivano dopo 2 o forse 3 mesi. Così questo popolo primitivo si spostava  da un bacino all’altro. Ma prima di partire, dovevano sapere bene non solo in che direzione andare, ma anche quando andare. Era di vitale importanza essere sicuri di raggiungere il luogo quando il lago c’era ancora: bastava arrivarci  troppo presto o troppo tardi   e sarebbe stata la morte. 

Credimi, io lo so bene, perché quando si attraversa il deserto  è molto, molto importante organizzare le riserve di acqua in modo preciso: non si possono fare errori, anche il minimo sbaglio ti può costare la vita. Quindi allo scopo di pianificare la navigazione del deserto, essi erano costretti calcolare i tempi e per questo osservavano le stelle. Per questo hanno dovuto creare i calendari e gli allineamenti. Inoltre, l’inaridimento del deserto li spinse ad andare a prendersi il cibo. Crediamo che passare dall’abbondanza di animali da cacciare alla totale mancanza di prede li abbia indotti a praticare l’allevamento.

Questo è evidente quando, al giorno d’oggi, si va a Jabal Uweinat: li vedi disegnati, come nei fumetti,  insieme alle mucche, mentre pascolano e guardano il cielo. Quindi è ormai quasi certo,  non è più solo una teoria… Ci sono egittologi, alcuni anche dei più importanti, che sono d’accordo con questa ipotesi: esisteva un popolo preistorico, nero, africano, che ha vissuto in questa regione del Sahara per migliaia di anni prima che fosse letteralmente forzato ad andarsene  per colpa dei cambiamenti climatici quando il deserto divenne totalmente arido.  Essi andarono verso il Nilo-all’incirca  nel 4mila, nel 3500 avanti Cristo.

Grazie a loro, noi abbiamo scoperto l’astronomia, la costruzione delle pietre, l’addomesticamento del bestiame, forse anche l’agricoltura. Tramite loro, tutto ciò si è diffuso tra gli abitanti di quella terra dove sarebbero poi sorte le Piramidi. Le tessere del puzzle della storia  incominciano ad incastrarsi…

http://www.extremamente.it/2011/10/22/robert-bauval-nellafrica-nera-il-segreto-degli-egizi/

Triste ritorno al Passato per un Mondo senza Futuro

Questo articolo del The Guardian spiega come sarà il nostro futuro: in Germania costa troppo assistere i vecchi, i costi d’affitto delle abitazioni sono elevati, si sta quindi facendo strada la soluzione della spedizione all’estero: i vecchi vengono esportati nei Paesi dell’est Europa e in Asia, dove stazionano fino a quando non arriverà la morte a prenderseli.

Le stime per il 2011 sono: oltre 7.000 spedizioni verso l’Ungheria, 3.000 in Repubblica Ceca, 600 in Slovacchia, numeri imprecisati verso Spagna, Grecia, Ucraina, Thailandia. Il dipartimento di statistiche della Germania stima che siano circa 400mila (con un incremento annuo stimato del 5%) i vecchi che non potranno affrontare la spesa di una casa di cura in Germania, e che quindi saranno in pole position per questa forma estrema di raccolta differenziata.

Per ora viaggiano su treni e aerei insieme alle persone normali, ma per il futuro perché non pensare a dei convogli a bordo di economici carri bestiame? Si potrebbero anche integrare le spedizioni di vecchi con degli storpi, se restasse spazio a bordo, per ottimizzare i costi. È tutto vero, non è fantascienza. E aggiungo io, è già successo nel nostro recente passato, quindi nulla vieta possa succedere ancora.

Un crescente numero di anziani e malati tedeschi vengono spediti all'estero per cure di lungodegenza in ospizi o centri di riabilitazione, a causa dei costi crescenti e del livello in declino dell'assistenza tedesca. L'iniziativa, che ha visto migliaia di pensionati ricollocati in case dell'Europa dell'Est e dell'Asia è stata pesantemente criticata dalle organizzazioni di welfare come "deportazione inumana".

Il problema è la popolazione che invecchia e gli alti costi sociali dell'assistenza, che in un momento di tagli ed austerity non può provvedere a tutti. Così, come si delocalizzano le industrie per risparmiare sui costi, ora si delocalizzano a forza anche anziani e malati per lo stesso motivo. Ma qui si tratta di esseri umani, e non di macchinari.

Abbiamo superato un limite che raramente è stato superato nella storia umana e ogni volta con nefaste conseguenze per tutti. E una volta che questo limite viene superato difficilmente si può tornare indietro.

Come ci siamo arrivati? É facile. C’è voluto più tempo a passare dal medioevo a oggi di quanto sarà necessario per ritornare da oggi al medioevo. Siamo già in viaggio verso il passato. È stato sufficiente distruggere i diritti del lavoro in Europa: co.co.co, co.co.pro, pacchetti e contro-pacchetti, è accaduto tutto in meno di dieci anni, uno sputo nella durata della Storia. È bastato:

1. Mettere i lavoratori europei in competizione con i lavoratori di Paesi dove l’unica forma di diritto del lavoro esistente è non essere frustati se si lavora almeno 14-15 ore al giorno senza fiatare e senza pause.

2. Eliminare le pensioni.

3. Coprire tutto questo con un lenzuolo blu marcato con un circolo stellato e chiamarlo Europa, con la benedizione del Vaticano.

L’esito è: lavoratori europei che devono competere per esportare. Devono guadagnare meno. Si impoveriscono, diventano proprio poveri. A malapena riescono a sopravvivere, terminano la loro vita lavorativa senza riuscire neanche a diventare proprietari della casa in cui vivono.

Se sono proprietari di una casa, dovranno arrivare a venderla per poter riuscire a sopravvivere, in Italia sta già succedendo. Resuscita un termine che sembrava preistoria: proletariato.

Proletario, colui che è proprietario solo della propria prole, e nient’altro. È stato Marx in Germania a usare questo termine oltre 150 anni fa, è in Germania che questo termine rinasce oggi. E i proletari a fine utilizzo sono questo: vecchi che devono essere imballati e spediti ad est perché farli vivere nella loro nazione è troppo costoso. Cosa c’è ad est? Lavoratori che prima erano talmente poveri da accettare di viaggiare ad ovest per fare un lavoro duro, di enorme responsabilità, come l’assistenza agli anziani, in cambio di stipendi modesti.

Ma ora “l’ovest” non potrà più permettersi di pagare neanche questi stipendi modesti alle badanti dell’Est. Sarà più economico spedire lì gli anziani. Anzi, chiamiamoli con il termine non edulcorato: i vecchi. Ecco, questo abominio è il manicomio criminale a piede libero che si chiama Europa.

Le associazioni lanciano l'allarme: anziani spesso poco presenti a se stessi che si ritrovano in posti lontani, con lingue diverse, fuori dalla loro casa e dal loro quartiere. In posti dove, come accade per le industrie, l'obiettivo è il risparmio all'osso.

Non so esprimere quanto trovo agghiacciante quello che sta accadendo. Non voglio arrivare a fare orridi paragoni col passato. Ma sempre più trovo inumana e terribile questa orrenda Europa e il suo metodo di governo, da cui vorrei scappare insieme a tutto il mio Paese.

Come sempre è stato nella Storia per ogni fascismo, ogni nazismo, questo totalitarismo ha l’appoggio della gerarchia del Vaticano. Come sempre è stato nella Storia si fa forte dell’appoggio, della corruzione o della codardia di un enorme schieramento di giornalisti e intellettuali.

Si circonda di tirapiedi che si affannano a cercare di dimostrare la propria fedeltà, e che quando è il momento di azionare il mattatoio un tempo avrebbero detto “ho solo eseguito gli ordini”, e oggi invece dicono “ce lo chiede l’Europa”. Ora domandatevi pure se il pazzo è chi dice che “exports are real costs”, o se i pazzi sono altrove.

http://memmt.info/site/ce-lo-chiede-leuropa-deportare-i-vecchi/

http://crisis.blogosfere.it/2012/12/crisi-europa-la-germania-deporta-anziani-e-malati-ad-est.html

giovedì 3 gennaio 2013

Una Nuova Playlist

Progetto Atlanticus su Youtube. Caricati nuovi contenuti video e creata una nuova playlist intitolata

Scienza e Astronomia
http://www.youtube.com/playlist?list=PLjwRLN0yUjHlhbLP-2R5zxMVoVyIr8b7E

Ricordo le "vecchie" playlist, arricchite di nuovi contenuti.

Paleoarcheologia, teorie alternative sulla storia dell'uomo
http://www.youtube.com/playlist?list=PL647C07E2AF49F2A7

Atlantide e i mondi perduti
http://www.youtube.com/playlist?list=PLD96D4D22EC5B2769

Ufologia: avvistamenti, abductions e tanto altro
http://www.youtube.com/playlist?list=PL4A7F8BB1BAA4BB6F

Gli Illuminati, due facce opposte della stessa medaglia
http://www.youtube.com/playlist?list=PL0206F3CBFE5283EC

Rettiliani e NWO. Strategie di conquista
http://www.youtube.com/playlist?list=PLB99FC7A818221C44

Medioevo misterioso, dai Templari all'Alchimia Aurora
http://www.youtube.com/playlist?list=PL91ACA43CEEDAADAF

Gnosticismo e Alchimia, custodi di antichi saperi
http://www.youtube.com/playlist?list=PL0DFEF6A021DF62D6

Esopolitica. Nuove interpretazioni di eventi storici
http://www.youtube.com/playlist?list=PL6F64625CB4EA1CF5

Crop Circles e divagazioni sul tema
http://www.youtube.com/playlist?list=PL6805AFCBF32E5804

Effetto Nostradamus: le profezie sulla fine dei tempi
http://www.youtube.com/playlist?list=PL303C5F24242600E1

Il Cristo-Serpente - Parte 3

Terza parte dell'articolo di Musashi

Seguendo il filo dell’esposizione precedente, soprattutto i sospetti passaggi di Ippolito, veniamo  all’esistenza di una tradizione segreta all’interno del cristianesimo in epoca patristica. L’esistenza di un “cristianesimo misterico” è ormai abbastanza accettata persino dalla critica ufficiale (si mettano l’anima in pace i bravi cattolici) sebbene la materia presenti numerosi e irrisolti interrogativi. In ogni caso la storiografia sul cristianesimo ha dovuto ammettere come dato indiscusso la presenza, in seno ai primi secoli della Chiesa, di una disciplina arcani, che prevedeva l’insegnamento delle dottrine in maniera progressiva ai catecumeni, secondo la modalità delle religioni misteriche (storico il saggio di Hatch del 1888 Influenza delle idee greche ed usi alla Chiesa cristiana).  Anche la messa anticamente era divisa in due parti: la prima alla quale poteva accedere il catecumeno, e la seconda che era riservata ai soli iniziati ai misteri cristiani (quando ancora il battesimo poteva avere la connotazione di un rito iniziatico).

La lettera di Mar Saba in cui Clemente alessandrino conferma l’esistenza di un vangelo segreto di Marco

Ecco dei riferimenti nella Patristica greca: S. Giovanni Crisostomo (in I Cor. hom., XL, 1) dice: “vorrei parlar chiaramente, ma non oso a causa dei non iniziati“.

San Basilio esplica che:

“Dei dogmi e Kerygmata , che sono tenuti nella Chiesa, riteniamo alcuni dall’insegnamento scritto e alcuni ci derivano dalla tradizione apostolica, che erano stati tramandati en mystèrio. E entrambi hanno la stessa forza nelle materie di religione [...] Essi provengono dalla tradizione silenziosa e mistica, dall’insegnamento segreto e non pubblicabile” (de Spiritu Sancto, 66).

Se questi aspetti segreti vertevano sugli elementi del rito, cosa certa dato che esso era riservato in quanto missa fidelium, non possiamo sapere quali altri elementi questi segreti orali coprissero, e se vi fossero dottrine interne che andavano oltre il dogma cristiano quale è stato divulgato in pubblico.

Del resto il fatto che fosse non-scritto indica qualcosa in più rispetto ai dogmi che sono stati scritti e insegnati come catechesi. Questa segretezza rispetto non solo ai sacramenti ma persino alle dottrine, alcune delle quali solo oralmente non a tutti potevano essere divulgate, è ribadita anche da San Cirillo di Gerusalemme.

Invece i padri della chiesa latina come Agostino o Ireneo smentiscono che vi fossero tradizioni apostoliche segrete, e che vi fosse bisogno di un insegnamento esoterico. E’ inutile negare che –malgrado la tendenza all’unità della Chiesa- vi fossero in realtà due Cristianesimi.

Ormai è appurata l’autenticità della “lettera di Mar Saba”, ritrovata negli anni ’80, fatta sparire dal patriarcato ortodosso di Gerusalemme, ma fortunatamente presente in copia fotografica.

Al di là di ogni altro brano citato dai padri orientali, questo testo è fin troppo esplicito. San Clemente d’Alessandria (siamo ancora quasi in epoca “apostolica”) risponde al suo discepolo Teodoro che l’apostolo Marco scrisse addirittura due vangeli di cui uno segreto. Esso sarebbe conservato nella sua diocesi di Alessandria. I Carpocraziani ne avrebbero una copia modificata e corrotta.

Tuttavia la provenienza apostolica di questa tradizione segreta era certa per Clemente:

“egli (Marco) non ha divulgato ciò che non deve essere pronunciato, né ha scritto della ierofania dell’insegnamento del Signore…”.

Queste verità esoteriche, di cui Marco avrebbe solo accennato l’esistenza, condurrebbero l’ascoltatore -dice san Clemente-  nel “santuario più intimo della verità nascosta dai sette veli”. Peraltro neanche questo vangelo segreto dice tutto, ma si limiterebbe a testimoniare una ierofania e la presenza di un trasmissione orale, ma senza profanare questo mistero.

Quanto alle manipolazioni carpocraziane… Clemente sembra quasi ammettere che la pozione dei Carpocraziani fosse vera, e andasse nascosta per quanto più fosse vera. Dice:

“Perché, anche se dicono qualcosa di vero, chiunque ami la verità non dovrebbe, anche così, essere mai d’accordo con loro. Perché  non tutte le cose vere sono la verità, né quella verità che sembra vera solo secondo opinioni umane va preferita alla verità vera, secondo la fede”.

Come a dire: “non dico che hanno torto, ma per verità di fede noi dobbiamo comunque smentire!”

E’ davvero un’affermazione compromettente.


San Clemente alessandrino

In ogni caso tradizioni segrete vi erano, ed avevano origine apostolica, o almeno tale era ritenuta dai Padri greci e orientali.  Tuttavia, intorno al IV secolo (siamo negli anni del concilio di Nicea), questa tradizione esoterica, prima chiaramente attestata almeno presso alcuni Padri, sembra iniziare un periodo di abbandono. Gregorio di Nissa (335-395) scrive: “Al giorno d’oggi questa tradizione [segreta] non viene più osservata in molte chiese” (Vita Mosis II, 160). Infine, dal IV secolo in poi non si hanno più tracce di un insegnamento segreto, né nelle lettere, né nelle omelie dei Padri della Chiesa.

Considerando questi primi tre secoli e mezzo, ritengo verosimile che vi fossero quattro diverse categorie di membri del clero, con atteggiamenti diversi nei confronti della tradizione esoterica cristiana:

1) una parte che nulla sapeva di queste trasmissioni segrete (se non limitandosi a celebrare la seconda parte del rito escludendo i catecumeni). Non solo, ma essi ritenevano ridicolo che esistesse una rivelazione segreta. S. Agostino irride a questa affermazione, per lui non è vero che svelare un insegnamento a chi non è pronto lo possa danneggiare. E’ una sciocchezza: non può succedergli nulla! Del resto, se Agostino non fosse stato così incapace di comprendere il senso del Mistero non avrebbe abbandonato il Manicheismo. Sant’Ireneo (Adversus haereses III,3,1), definisce un delirio che gli Apostoli avessero trasmesso in segreto una parte della rivelazione solo ad alcuni vescovi… evidentemente dimenticando come gli stessi vangeli più volte facciano intendere un insegnamento segreto e uno aperto (Mc 4,12-13). In effetti c’è anche una componente umana in Ireneo: il rozzo e barbaro vescovo delle Gallie, geloso, che nega una trasmissione che non ha potuto ricevere.

2) Color che negano apertamente ogni segreto, condannano come eretico chi ne parla, ma forse ne è a conoscenza e forse anche iniziato. Vedasi la strana affermazione di Ippolito (cfr. parte II di questo saggio).

3) Coloro che, all’interno della Chiesa ufficiale,  rivendicano esplicitamente una tradizione apostolica segreta.
Origene (C.Cels, VI, 6,76) scrive con orgoglio: “gli apostoli sapevano meglio di Platone quali verità dovevano mettere per iscritto e come dovevano essere scritte, e quali quelle che non dovevano essere scritte per nessun motivo destinandole alla moltitudine; ciò che deve essere detto e ciò che non è di questa natura”.

San Clemente non è da meno e, smentendo Ireneo, afferma:

“dopo la resurrezione il Signore trasmise la tradizione della gnosi a Giacomo il Giusto, a Giovanni, e a Pietro, questi agli altri apostoli e loro ai Settanta, fra cui Barnaba” (Euseb. Hist. eccles. II,1,4).

Anche costoro, difensori di una “gnosi ortodossa”, si schierano però contro le altre scuole gnostiche che denunciano come “eretiche”. In fondo l’atteggiamento di 2) e 3) è simile: coloro che mostrano di possedere un esoterismo sono potenzialmente dei nemici. Tuttavia il gruppo 2) ne nega l’esistenza, il 3) che poi fa capo alla Chiesa di Alessandria non ha timore di ammettere che esiste una tradizione apostolica segreta, ma ne rivendica il monopolio contro altre scuole gnostico-cristiane. In effetti vi sono due diverse Chiese, con cristianesimi simili solo nell’aspetto esteriore: il gruppo 1) è la Chiesa latina, il gruppo 2)e 3) è la Chiesa greca ed egiziana.


Origene

Vi è infine il gruppo

4), le varie scuole gnostiche autonome. Molte di queste facevano ancora parte però del “corpo della Chiesa”. E soprattutto anche esse possedevano la successione apostolica, si fondavano sugli stessi vangeli (anche canonici) seppur interpretati in chiave allegorica e non solo storica. Alcuni dottori gnostici erano vescovi e il più famoso, Valentino, fu quasi eletto papa. Una bella difficoltà per i sostenitori della non-ortodossia dello gnosticismo cristiano.

Quale era il motivo per cui anche i sostenitori di 3) (Clemente, Origene, Cirillo di Gerusalemme, S. Giovanni Crisostomo) criticavano gli “eretici” gnostici non meno di quanto facessero i loro omologhi Padri latini?
A mio avviso costoro (Padri orientali), possedeva realmente la trasmissione esoterica risalente al Cristo, così come i maestri gnostici del tipo di Bardesane, Eracleone, Basilide e Valentino. Questo si riscontra in una analoga tendenza alla lettura allegorica dei testi, e nel sostegno a tutta una serie di dottrine che poi vennero bandite dai concili e dal cristianesimo ufficiale, dottrine appunto di tipo gnostico o platonico-gnsotiche.

Perché allora anche loro schierati contro gli eretici?

Va detto che questi dottori della Chiesa orientale forse potevano essere depositari solo di una parte di quella trasmissione segreta; così questo possesso parziale spiegherebbe la loro riluttanza ad accettare dottrine che erano tradizione per altri gnostici cristiani – i quali avevano la totalità della trasmissione- ma non per loro. In effetti, come al solito, chi possiede il più comprende chi possiede il meno, chi possiede il meno non può comprendere chi possiede il più. E’ una legge costante dell’esoterismo di tutti i tempi (fenomeni analoghi vengono descritti nei testi buddhisti che parlano di trascendenti assemblee di bodhisattva nel piano sambhogakaya in cui alcuni membri meno evoluti risultano sconcertati dalle conoscenze dei loro superiori che appaiono loro eretiche).

Tuttavia vi può essere un secondo elemento di minor buona fede da parte di Clemente e degli altri, fattore che accennai nel mio articolo su Paolo di Tarso e la Gnosi. I gruppi di gnostici cristiani (valentiani, basilidiani…) rappresentavano un elemento difficilmente controllabile. Assai difficilmente un detentore di una trasmissione esoterica, che poteva anche essere un Realizzato, si sarebbe sottomesso all’autorità spesso solo esteriore di un pontefice o di un gruppo ecclesiale… che spesso neanche sapevano di quelle verità.

Questi gnostici “integrali”, alcuni dei quali erano effettivamente dei Maestri Realizzati (dei parahamsa, si direbbe nell’induismo) erano a tutti gli effetti dei Christi. In quanto tali essi avevano trasceso ogni gerarchia umana (anche se spiritualmente fondata). La loro realizzazione autonoma, basata solo su una trasmissione apostolica diretta e sull’ascesi individuale, poteva essere ugualmente trasmessa o innescata in altri, in maniera diretta e non mediata, secondo un lignaggio non ecclesiale ma diretto (di tipo “yogico”). L’intrinseca autocefalìa di questo processo avrebbe minato sin dall’origine l’unità della Chiesa.

Se non fossero stati eliminati fisicamente (loro e i loro documenti segreti, apocrifi), il potere di questi dottori gnostici avrebbe prima o poi compromesso lo sviluppo del cesaropapismo ecclesiale, in un fiorire di scuole ognuna legittima, ognuna in pace con le altre, e sostanzialmente paritarie, confederate. In effetti il cattolicesimo si è incarnato come la rivincita dei gruppi ebraici o giudeo-cristiani nel creare una struttura burocratica e imperialista contrapposta a quella dei loro “oppressori” romani. O meglio fu il meccanismo attraverso cui l’ebraismo si impadronì della macchina burocratica dell’impero romano.

Se avessero prevalso gli gnostici, invece, il cristianesimo oggi avrebbe assomigliato più o meno all’induismo, con una diversità di scuole e correnti, spesso anche distanti formalmente, ma correlate su un impianto di fondo condiviso e con dei testi di riferimento comuni (Veda e Upanishad, smrti e shruti), ma senza forme oppressivo-coercitive e autorità militarmente armate, o un potere di controllo centrale.

Anche i Padri orientali, tuttavia, seppure detentori anche solo parziali di una trasmissione gnostica, dal momento in cui accettarono come prioritaria l’edificazione di una unità politica, optarono per il potere di Questo Mondo.

Sulla scorta di queste premesse, torniamo ora al periodo apostolico.

Ho fin qui ipotizzato la presenza di una corrente misterica “ellenistica” all’atto fondativo del cristianesimo, misteri ai quali anche Gesù doveva essere iniziato. Ho cioè sostenuto che, sebbene lo sfondo su cui ci si muoveva era esteriormente ebraico, doveva esserci un gruppo (da identificarsi nei seguaci del Battista, forse i Nazorei) che segretamente coltivasse un qualche tipo di mistero pagano o sincretico ebraico-pagano.

Ciò si fonda essenzialmente sulla presenza di tratti chiaramente non derivabili da tradizioni ebraiche. Del resto, come dissi, il fatto che il “fondatore” del cristianesimo sia incorso nell’ostilità dei rappresentanti ufficiali dell’ortodossia ebraica, si spiegherebbe molto bene riconoscendo che le radici cristiane non coincidevano esattamente con quelle ebraiche.


Mano di Sabazio. Da notare le tre dita alzate, come nella liturgia cristiana

Le premesse di questa confluenza sono da comprendersi nello spirito del tempo. Nell’evo antico era forte la tendenza comparatistica a cercare, tra i culti nazionali, corrispondenze nelle varie forme esteriori (es. correlazione Mercurio-Hermes, o Hermes-Toth). Da questo atteggiamento, che esplose poi nel periodo tardo antico, non sfuggì anche l’ebraismo… si creò così un importante filone di magia ellenistico-romana, quello che va dai Caldei babilonesi ai filosofi teurghi della tarda-antichità, che aveva inserito nel proprio pantheon e nel proprio dottrinario segreto la figura del dio ebraico, identificato con Kronos. Così il filone sincretico (o più correttamente “comparativo”) aveva stabilito il parallelismo Kronos-Yahweh. Anche Varrone reatino afferma che “il dio dei Giudei è chiamato Iaô dai Caldei nei loro scritti segreti” (Rer.div. I, fr.17 Card.). Altre assimiliazioni furono tra Serapide o (Giove Serapide) e lo Jahweh (pronunciato Iao in greco): un’ iscrizione ritrovata in Spagna è dedicata a Zeus-Serapide-Iao (Perera, Ebenes, El sello de Dios, pp.58-59).

Ovviamente i già detti Samaritani furono il canale privilegiato di questa osmosi nel senso di recezione, anche in ambiente ebraico, di dottrine religiose o magico –sincretiche di origine caldea.

La koinè creata dal periodo ellenistico ampliò certamente questi scambi ad ambiti non solo caldei o babilonesi.

Di questi interscambi si “giovò” anche il mysterion di Sabazio frigio, come sostenne Cumont. Del resto la semplice assonanza, forse non casuale, fra Juppiter Sabatius e Jahweh Sabaoth favorì la fusione delle due divinità.

Così potremmo non stupirci se parte del culto misterico di Sabazio fosse in qualche forma seguita anche in margine al mondo ebraico (peraltro assai ostile a influssi esogeni). Di certo i cristiani mutuarono dal culto di Sabazio la mano benedicente con le tre dita alzate, simbolo del dio frigio o ebraico-frigio. Da notare di sfuggita che nella mano pantea di Sabazio fa spesso capolino un serpente. Nelle iniziazioni di Sabazio veniva introdotto un serpente aureo nella scollatura della veste dell’iniziando e di sicuro la drammaturgia del serpente doveva avere un particolare significato in quel culto.

Tuttavia io ritengo che i misteri di Sabazio siano tutto sommato una componente secondaria o indiretta  nel processo di fondazione del cristianesimo.

Nella prossima parte esporrò più chiaramente quali le fonti storiche di questi misteri….

mercoledì 2 gennaio 2013

Inizio e Fine di una Storia dimenticata

Scoperto un pianeta abitabile. Una squadra internazionale di scienziati ha individuato un pianeta le cui condizioni ambientali potrebbero permettere la vita: è distante soltanto 12 anni luce da noi. La sua orbita ruota attorno alla stella Tau Ceti, un sole identico al nostro. Gli studiosi sono arrivati a definirne la natura dopo 6000 osservazioni, attraverso l'uso di tre telescopi. Il punto di partenza della ricerca è stata la considerazione che attorno a tutte le stelle ci siano pianeti in orbita e, tra questi, alcuni potrebbero avere caratteristiche simili alla Terra. Commenta il Professor Steve Vogt, dell'Università della California: "Questi pianeti sono ovunque, anche accanto a noi".

pianeta stella ansa

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, il Dottor James Jenkins, dell'Università dell'Hertfordshire, ha aggiunto: " Tau Ceti è sufficientemente vicino al Sistema Solare da permetterci in un futuro prossimo di studiare l'atmosfera dei suoi pianeti". Nella Via Lattea sistemi di pianeti come quello solare sono molto comuni, quindi le scoperte sulle stelle e le loro terre orbitanti saranno alla portata dei ricercatori. Dagli anni Novanta a oggi sono più di 800 i pianeti scoperti nelle orbite delle altre stelle vicine al sole. Quelli più simili al nostro ovviamente sono i più interessanti da analizzare.

I pianeti abitabili aumentano. Assumendo l'esistenza di una civiltà progredita nel nostro lontano passato dimenticato (Atlantide?) cosa ci vieta di pensare che quel pianeta non sia già stato raggiunto e colonizzato dai nostri "Antichi Dei"?

Forse la Terra è solo una fase intermedia di una storia che iniziò altrove e prosegue tutt'ora da qualche altra parte con noi sapiens abbandonati qui in attesa di evolverci a sufficienza per capirlo.

La Guerra al Contante

La scusa è quella della tracciabilità, che suona lontana parente della lotta all’evasione fiscale. Ma è tutt’altra cosa: contro l’evasione è una pistola giocattolo, forse persino controproducente, ma contro i cittadini, soprattutto pensionati, disoccupati e persone con reddito basso è l’arma perfetta per una nuova rapina bancaria. Mi riferisco al piano del governo per imporre a commercianti, artigiani e professionisti l’obbligo di avere le macchinette per i pagamenti elettronici e di accettare solo quelli per importi superiori ai 50 euro.


Una cifra che si ha intenzione di ridurre e di molto non appena passata la prima fase.

Naturalmente rendere obbligatori questi strumenti non è mai una buona idea perché rischia di creare una sorta di economia parallela con un tasso di piccola evasione ancora più marcata, fermo restando che per quella grande i tappeti rossi sono sempre stesi e puliti. Ci sarebbe da chiedersi come mai gli adoratori del mercato, non facciamo fare al mercato, ma la ragione c’è ed è corposa: un sacco di gente dagli anziani che si trovano in grande disagio con i pagamenti elettronici, a quelli che vivono di lavoro nero, a coloro che per qualche motivo si trovano con la carta bloccata, a quelli che guadagnano così poco che non hanno nessuna convenienza ad aprire conti in banca. Bene tutti questi soggetti e sono milioni si troveranno a dover aprire un conto, pagando le spese e le commissioni per ogni prelievo e acquisto. Per non parlare poi delle carte ricaricabili che sono una slot machine che chiede soldi per essere richiesta e soldi per essere “rifornita” di denaro.

Ovvio che tutto questo si situi dentro quel concetto grottesco di equità che appartiene ai tecnici ed evidentemente di chi li sostiene: le spese e le commissioni sono infatti le stesse, qualunque sia la cifra che viene spesa. In percentuale più ricco sei, meno paghi. Mi sembra giusto.

Tanto per fare un esempio da quando è stato introdotto il limite dei mille euro in contanti, costringendo un sacco di persone con stipendi o pensioni poco più alte a finire davanti agli sportelli bancari, le transazioni sono aumentate di circa 28 milioni al giorno. Figuriamoci poi se si dovesse usare la carta anche per comprare l’etto di prosciutto: sarebbe un fiume di soldi che dalle attività produttive si riverserebbe negli istituti di credito. Ed è l’unica cosa a cui davvero si pensa, visto tra l’altro che in Italia questi strumenti elettronici possono essere usati solo per spendere e non anche per incassare com’è ovvio quasi dappertutto nel mondo.

Per la tracciabilità dicono: balle. Tracciare un pagamento di 50 euro costa costa almeno dieci volte di più e non si potrà andare che a tentoni, con controlli casuali, ma su un campione che diventerà talmente grande che la percentuale di controllo effettivo diminuirà sensibilmente in percentuale, a meno di massicci investimenti in tecnologie e uomini. Questa labilità si riversa anche sul controllo dell’evasione: in Usa da moltissimi anni si è abbandonata questa strategia. Senza dire che già esistono carte di credito su banca e circuito estero che potrebbero trasformarsi in un salasso ulteriore.

No, questo è davvero un modo “virtuoso” e ipocrita di presentare una nuova tangente per un sistema bancario che non vuole prestare i soldi, anche quelli regalati dalla Bce, per l’economia reale, ma vuole egualmente il suo tributo facendolo saltare fuori dai banchieri di governo. Fermi tutti, questa è una rapina.
Il passaggio alla moneta elettronica ha un solo grande vincitore: le banche.

Non credo possano esserci dubbi sulla questione, ciò che è meno noto è quanto sia la ricchezza che ci verrebbe espropriata se la libera circolazione e l’utilizzo del contante venisse vietata per legge o ulteriormente compressa.

Prendiamo 100€ trasformati in impulsi digitali


Le commissioni “normali” che ciascun negoziante paga al sistema bancario per l’utilizzo di un POS, la macchinetta che legge i bancomat e le carte di credito. Prendiamo ad esempio il Banco Posta (il negoziante poi ve le ribalterà sul prezzo del bene acquistato.

Facciamo una media di 0,8% per transazione. Cosa succede ai nostri 100€ dopo 100 transazioni?


Dopo solo 100 passaggi ad un POS le banche hanno requisito all’economia il 55,21% della ricchezza iniziale immessa nel sistema per transazioni attravereso i POS.

Le Mafie continueranno serenamente ad accettare contante e a depositarlo oltre confine (diciamo che la misura di lotta al contante ha anche un aspetto educativo per la mala), l’11% di evasione fiscale legata al contante continuerà ad accettare contante e a depositarlo oltre confine oppure lo spenderà nel fiorente mercato nero che rischiamo di veder fiorire in ogni angolo di strada.

L’89% di evasione ed elusione fiscale, non verrà toccato anche perché il “grosso” proviene da attività proprie del sistema bancario, vi voglio ricordare che il fu ministro Passera è indagato per una faccenda di evasione fiscale miliardaria (in €) che coinvolge Banca Intesa.

La scellerata forza politica che propone l’abolizione del contante, non è stupida, è collusa con il sistema finanziario, tenetelo bene a mente.

Lancio una provocazione: ELIMINIAMO PURE IL CONTANTE E SOSTITUIAMOLO CON LE TRANSAZIONI ELETTRONICHE.
PERO’….
PERO’ LA MONETA ELETTRONICA DOVRA’ ESSERE GRATUITA, SENZA COMMISSIONI DI SORTA. Di fronte ad una prospettiva del genere… ho come la vaga impressione che tutti i Catoni della Lotta al Contante sparirebbero come per magia, insieme alle loro false equazioni:

contante=evasione
contante=mezzo superato, costoso, scomodo,
transazioni elettroniche=mezzo più economico, sicuro ed efficiente.

L’Istanza sarebbe corretta in nome di una maggiore equità e giustizia sociale tra le diverse categorie ma in realtà il problema è sempre lo stesso: la frustrazione di ampie fasce dell’opinione pubblica viene manipolata usando false bandiere (come l’equazione di cui sopra) per ottenere ben altri scopi che in realtà danneggiano tutti.

Ma la frustrazione e la speranza di revanche ti fa bere qualunque cosa, anche la più assurda… Vediamo infatti come gli stessi esperti del settore smontino questa BUFALA
della Lotta al Contante = Lotta all’Evasione:
 
Beppe Scienza:

….In realtà non è neppure vero che proibendo del tutto l’uso dei contanti si potrebbe contrastare l’evasione fiscale, perché non si vede come il fisco avrebbe abbastanza personale per spulciare i 40 milioni di conti correnti degli italiani. In realtà la grossa evasione e la massiccia esportazione di capitali non usano il contante, ma sovra- e sotto-fatturazioni e altri trucchi contabili.

Alessandro Penati, dell’Università Cattolica di Milano:

….Per il legislatore è “contrasto all’ uso del contante” (Decreto Salva Italia). Per l’ uomo della strada è la dichiarazione di guerra alla pratica di pagare in banconote. Una guerra che l’opinione pubblica appoggia con entusiasmo e passione….
Il vero obiettivo dell’ ira popolare però non è il contante, ma l’ evasione fiscale: c’è l’ errata convinzione che il modo migliore per combattere l’evasione sia fare la guerra al contante. Come se per eliminare l’evasione bastasse eliminare le banconote. Un’ assurdità.

Bisognerebbe chiedersi come i miliardi evasi finiscano nei centri off shore: per portare i soldi alle isole Cayman o a Singapore non servono gli zaini degli spalloni.

Inoltre i grandi utilizzatori del contante non sono gli evasori, ma la criminalità, che non si fa certo impressionare dalle manovre di “contrasto”: il pizzo non si paga col bonifico, né il pusher accetta carte di credito.

Nella frenesia dei preparativi di guerra, si sta travisando la malattia (l’ evasione) con i sintomi (il contante)

Ranieri Razzante, esperto e docente di antiriciclaggio.

Tutti i movimenti di contante nel nostro Paese, se transitano per le banche sotto forma di versamenti e prelievi, sono ovviamente tracciati a prescindere dagli importi, e rilevabili in qualsiasi momento dalle Autorità. Le “valigette” sono meno intercettabili, ma ciò non c’entra con le soglie di limitazione legislativamente imposte.

I riciclatori e gli stessi evasori professionali non usano il contante. Essi, come dimostrano le evidenze investigative, o occultano del tutto i propri redditi (vedi l’efficace analisi di Oscar Giannino sull’Eco di Bergamo del 30 novembre), oppure pagano fatture (false) con bonifici e assegni non trasferibili.
In molte zone del nostro Paese e in molti tipi di operazioni commercialilimitare il contante produce danni sociali senza benefici.

La costrizione dei ceti medio-bassi al ricorso a carte di credito, ancorché a commissioni ridotte (si badi bene, il decreto non le elimina!), limita la libertà di pagamento, e inoltre non riduce i “frazionamenti” eventualmente costruiti per pagare la prestazione cosiddetta in “nero”.

La normativa contro il riciclaggio prevede già, efficacemente, la segnalazione di movimenti anomali e transazioni non congrue sui conti correnti, specie se in contanti. Siamo il Paese a maggiore “tracciabilità” dei pagamenti in Europa, con le norme antiriciclaggio più copiate al mondo (fonte: ilGafi, organizzazione dell’Onu).

Non merita poi commento la proposta della “tassa sul contante”, per fortuna nemmeno considerata. Vediamo di non esagerare.

E per ora tralascio il discorso del Grande Fratello, della difesa della Privacy, delle inalienabili Libertà dell’individuo, delle armi di distruzione di massa date in mano ad una Finanza e ad un Fisco Predatorio etc etc
 



martedì 1 gennaio 2013

Il fenomeno UFO secondo Hayakawa

Il ricercatore Norio Hayakawa, si riferisce alle proposte fatte da Jacques Vallée nel suo libro “Altre dimensioni: cronache di contatti in un altro mondo” e sulle riflessioni di Tomas Scolarici (alias James Black):

1. “Le cose che noi definiamo oggetti volanti non identificati non sono nè oggetti, nè volanti. Si possono materializzare, come mostrano alcune fotografie affidabili, e violano le leggi del moto come noi le conosciamo”. (fonte libro “Altre Dimensioni”).

2. “Questi oggetti volanti non identificati che rimangono NON IDENTIFICATI e sfidano ogni spiegazione naturale non sono fenomeni nuovi. Queste ‘Entità’ sono con noi dall’inizio della nostra storia e, forse, anche prima. (citazione di Tomas Scolarici).

Gli UFO sono stati osservati attraverso la Storia e ogni giorno hanno ricevuto (o fornito) le proprie spiegazioni all’interno della propria cultura. Nell’antichità, i loro occupanti sono stati visti come degli dei, nelle epoche medioevali come dei maghi, nel 19° secolo come dei geni scientifici, nella nostra epoca come dei viaggiatori extraplanetari. (Le dichiarazioni fatte dagli occupanti dei vascelli aerei nel 1897 includono affermazioni come: “noi siamo del Kansas” e perfino “noi siamo ovunque…ma noi saremo in Grecia domani”). (fonte libro “Altre Dimensioni” di Jacques Vallée).

“L’ipotesi extraterrestre non è quella più di tutte soddisfacente. L’ipotesi dei viaggiatori temporali è migliore di quella degli extraterrestri, ma non risponde in qualunque caso a tutte le domande”. (citazione di Tomas Scolarici).

3. “Le osservazioni di UFO non sono necessariamente provocate da viaggiatori spaziali. Il fenomeno può essere la manifestazione di una tecnologia molto più complessa. Se il Tempo e lo Spazio non hanno una struttura molto semplice come quella ipotizzata dagli scienziati, la questione è allora ‘Da dove vengono’? Ciò può sembrare senza senso, ma potrebbero venire da un luogo nel Tempo. Se la Coscienza si può manifestare al di fuori del corpo, allora l’eventualità delle ipotesi può essere ancora più larga”. (fonte libro “Altre Dimensioni” del dottor Jacques Vallée).

4. “La chiave della comprensione del fenomeno risiede negli effetti fisici che si producono sugli osservatori (o la presa di Coscienza che li rende possibili). La vita dei testimoni è spesso profondamente cambiata e si sviluppa in loro un talento inusuale (che possono talvolta trovare difficile da gestire).

La percentuale dei testimoni che segnala e che pubblica un rapporto delle loro esperienze è relativamente bassa. La maggior parte di loro sceglie di rimanere in silenzio”. (fonte libro “Altre Dimensioni” di Jacques Vallée).

5. “Il contatto tra le percezioni umane e il fenomeno UFO si verifica a tutt’oggi sotto le condizioni controllate da quest’ultimo. La sua caratteristica principale è un fattore di assurdità che porta al rigetto della storia nello strato superiore della società e l’assorbimento ad un livello profondo dell’inconscio dei simboli veicolati dall’incontro.

Il meccanismo di questa risonanza tra il simbolo UFO e l’archetipo dell’inconscio umano è stato abbondantemente dimostrato da Carl Jung nel libro “Dischi Volanti” dove si fanno numerosi riferimenti al significato secolare dei segni nel cielo”. (fonte libro “Altre Dimensioni”).

“Il fenomeno UFO COESISTE con noi, gli umani. Il fenomeno UFO è con noi, è stato con noi nell’antichità e resterà immutato nel futuro. Queste ‘Entità’ non hanno alcun bisogno, o non sono affatto interessate, o non possono contattarci apertamente”. (citazione di Tomas Scolarici).

6. “E’ possibile che la complessità del fenomeno UFO rende totalmente impossibile la comprensione. Nessuno sa cosa sia il fenomeno UFO e, probabilmente, non lo sapremo mai”. (citazione Tomas Scolarici).

7. “Il fenomeno UFO non è una minaccia alla nostra sicurezza. Lo stesso fenomeno non è stato una minaccia per i Sumeri, i Romani o gli Indiani”. (citazione Tomas Scolarici).

8. “Non esiste nessuna omertà in queste questioni e, come noi stessi, le autorità hanno poca conoscenza circa la natura del fenomeno UFO. Tuttavia, hanno appreso che il fenomeno non rappresenta una minaccia alla nostra sicurezza”. (citazione Tomas Solarici).

Norio Hayakawa: “io sono in totale accordo con il dottor Jacques Vallée e Tomas Scolarici.

Riassumo la mia personale posizione sul fenomeno UFO. Secondo me è per questa ragione che non dovremmo aspettarci eventi come la DIVULGAZIONE da parte dei governi. Naturalmente, se volessero, i governi mondiali possono in qualsiasi momento liberare TUTTI i dossiers relativi alle osservazioni di UFO. Tuttavia, il solo fatto di pubblicare questi documenti non cambierà assolutamente nulla, perchè il pubblico esigerebbe delle spiegazioni su tutto ciò che riguarda il fenomeno UFO.

Il governo ha un unica possibilità, ossia quello di spiegare le cose con un rapporto in cui è presente la fisicità, la tangibilità, la solidità e le prove empiriche come noi le conosciamo. Il governo non funziona per trattare tutto il resto.

Se si deve avere una divulgazione, questa proverrà direttamente dalle “Entità” oppure con un cambiamento del paradigma della maggior parte dell’umanità (che non è ancora arrivato)”.

Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2012/11/la-visione-di-norio-hayakawa-sul.html

Ti potrebbero interessare anche...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...